A documentary fiction from filmmaker Peter Greenaway, presenting "research" on victims of a "violent unknown event" which has afflicted millions of people with such symptoms as immortality and identification with birds.
Peter Greenaway should be known as the patron saint of Goodreads, because he may not be part of this site, nor even know of it, he is truly an individual who would approve of people (like me) that consistently makes lists of reviewed books. But alas Greenaway makes art and film and yes, even literature about lists. His obsessive documents which could equally be true or false is a fascinating art. And in my own way I am effected by Greenaway's work via this site.
To be exact this is a work about a group of people who died in mysterious and in a humorous nature. If there is such a thing?
Una Spoon River (di immortali) à la Borges con il patrocinio di Breton e la benedizione distaccata del Sommo enumeratore di pene. Se avete scoperto che solo l'esasperazione dei dettagli può sottrarvi efficacemente alla realtà, questo è il vostro libro.
Questa biografia è stata a lungo smarrita perchè scritta inspiegabilmente sul lato interno di una scatola di mangime per tortore dal collare pertanto resta a margine ed è considerata dalla Commissione EVNI non ufficiale ma ufficiosamente accettata. Asbater Fallzout era un commesso viaggiatore specializzato in ferramenta e nani da giardino, appassionato di metereologia e oscilloscopi. Al momento dell'EVNI era da solo al cinema a guardare un film muto surrealista e venne ritrovato il giorno dopo dall'addetto alle pulizie in stato confusionale mentre cercava insistentemente di entrare nello schermo di proiezione. La manifestazione dei sintomi collegati all'EVNI ebbe luogo negli anni successivi in modo blando con un allungamento insolito dei peli corporei e la modulazione prolungata delle vocali nel parlare agli estranei. Un cambio drastico invece avvene il giorno successivo alla miglior vendita della sua carriera di commesso viaggiatore, quando, al risveglio, Fallzout iniziò ad esprimersi esclusivamente in omloerahah, lingua basata sulla ripetizione di molte sequenze gorgheggiate di vocali e soggetta a continui ampliamenti e variazioni. Dopo tre giorni Asbater padroneggiava già la pronuncia di oltre dodicimila vocaboli. Nei mesi successivi sviluppò patagium fellitis, sviluppo dell'uropigio, capacità di ruotare il capo a 360 gradi, visione crepuscolare, calvizie con sviluppo di una cresta ergibile e iniziò a camminare spostandosi sempre con saltelli a piè pari, cosa che gli impedì di poter guidare e gli fece perdere il lavoro. Si ritirò quindi nella propria abitazione di periferia, una piccola villetta nel cui giardino iniziò in primavera a costruire un enorme nido nel quale trasportava poi letto e divano. Il nido venne abbandonato in autunno quando Fallzout riportò il divano e il letto in casa, per ripetere poi il trasloco la primavera successiva. Si dedicò alla traduzione della Traviata in omloerahah fino a quando a causa di forti sospetti di affiliazione alla VOLPE fece misteriosamente perdere le sue tracce.
una serie di biografie di vittime di "evento violento non identificato", unite dal cognome che inizia per "fall". una serie di ossessioni ripetute maniacalmente per quasi tutto il libro: il volo, gli uccelli, l'acqua sono i più diffusi, ma anche quel tulsa luper che gli appassionati dei film di greenway già hanno sentito nominare (ad un certo punto di un personaggio si dice abbia scritto "la valigia di tulsa luper", titolo che ritornerà un ventennio dopo nella filmografia dell'autore inglese), il film "gli uccelli" di hitchcook, il frutteto dei ciottoli, e tanti altri particolari che riaffiorano qua. per fan devoti di greenway, gli stessi che probabilmente si son visti le tre ore di "the falls", il film di cui questo libro è la trasposizione...eppure a suo modo un esperimento interessante.
Very good and feels a lot different than the movie (which, to be fair, is in need of a rewatch in one sitting), in a way that highlights the (oft forgotten) power of montage in changing associations. A lot of stories are a lot more tragic or a lot more blatantly ironic or sincere as text. The radio announcer voice in the movie also does a lot to change the movie's associations. Also, due to the textual nature of this, a lot of interconnections (eg the repeated appearance of the number 92) are much more apparent. Still works great just as a text, and I imagine most movies would be a masterpiece on the level of THE FALLS if their screenplays were as fun to read. Because this is an amazing short story collection, and the Borges influence becomes much more apparent
Too much Greenaway. Adoro le mostruosità e le assurdità che affollano la sua mente e che ha voluto condividere. Non ho visto il lungometraggio a cui il libro è collegato ma ho giduto ugualmente del suo stile narrativo lineare a tratti accuratamente descrittivo e spesso leggero nel riportare le più severe affezioni dei protagonisti colpiti dall'EVNI. La concentrazione di queste peculiarità hanno rallentato la lettura. Purtroppo credo che nella traduzione si siano inevitabilmente persi dettagli di stile.
Novantadue biografie bizzarre di personaggi inventati e colpiti dall'EVNI (penso in quest'ordine, ma non è detto...). Perché 92 e non 135? Ma perché novantadue è il numero atomico dell'uranio, ovvio!