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Skaith, mondo morente di una stella morente ai confini della Costellazione
d'Orione: un mondo che conosce la sua sorte, e l'accetta, nel lento declino di una civiltà giunta, in passato, a conquiste fantastiche in campo scientifico... senza però mai raggiungere lo stadio del volo spaziale. Prigionieri del proprio mondo, gli abitanti di Skaith si sono suddivisi in decine e decine di gruppi etnici, nel corso dei secoli... gruppi che hanno cercato la salvezza ciascuno a proprio modo. Come i Figli di Madre Oceano, ritornati al grembo primievo della vita; come i Figli di
Madre Skaith, ritornati nelle viscere delle montagne; o i Fallarin, gli Alati, che sognano di librarsi nel cielo, ma rimangono legati alla terra, pur essendo fratelli del vento; o i Nomadi, che non credono nel futuro e vivono seguendo gli impulsi del momento; o come i misteriosi, gelidi Lord Protettori, signori delle sconfinate distese del Profondo Nord. E tutti costoro si oppongono, con rabbiosa determinazione, a ogni forma di cambiamento... mentre l'unica speranza per la popolazione di Skaith sarebbe quella di accettare l'offerta dei mille mondi della Galassia, e di emigrare verso altri mondi fertili, tra le stelle. Perche j'arrivo delle prime astronavi su Skaith ha portato speranza, e idee nuove... idee che le forze conservatrici non riescono a piegare, pur tentando di distruggerle. E nelle desolate pianure del nord, come nelle terre temperate della fascia centrale del pianeta, dalla Cittadella a Ged Darod, dalla favolosa Irnan alle Terre Oscure, Eric John Stark, l'uomo della Terra, e Gerrith, la sapiente di Irnan, viaggiano, sfidando pericoli e conquistando alleati, nel tentativo di aprire al popolo di Skaith la via delle stelle... con l'aiuto di pochi amici, e l'ostilità di molti nemici, tra imboscate e battaglie, favolose visioni e speranze deluse, quello che all'inizio è un manipolo di uomini diffonde in tutto Skaith una parola di speranza... la via delle stelle è aperta, le antiche catene devono essere spezzate, il popolo di Skaith deve combattere per ritrovare la speranza...

Indice:
- I lupi di Skaith [The Hounds of Skaith]
- I predoni di Skaith [The Reavers of Skaith]

Copertina di Allison

582 pages, Hardcover

Published January 1, 1977

13 people want to read

About the author

Leigh Brackett

399 books242 followers
Leigh Brackett was born on December 7, 1915 in Los Angeles, and raised near Santa Monica. Having spent her youth as an athletic tom-boy - playing volleyball and reading stories by Edgar Rice Burroughs and H Rider Haggard - she began writing fantastic adventures of her own. Several of these early efforts were read by Henry Kuttner, who critiqued her stories and introduced her to the SF personalities then living in California, including Robert Heinlein, Julius Schwartz, Jack Williamson, Edmond Hamilton - and another aspiring writer, Ray Bradbury.

In 1944, based on the hard-boiled dialogue in her first novel, No Good From a Corpse, producer/director Howard Hawks hired Brackett to collaborate with William Faulkner on the screenplay of Raymond Chandler's The Big Sleep.

Brackett maintained an on-again/off-again relationship with Hollywood for the remainder of her life. Between writing screenplays for such films as Rio Bravo, El Dorado, Hatari!, and The Long Goodbye, she produced novels such as the classic The Long Tomorrow (1955) and the Spur Award-winning Western, Follow the Free Wind (1963).

Brackett married Edmond Hamilton on New Year's Eve in 1946, and the couple maintained homes in the high-desert of California and the rural farmland of Kinsman, Ohio.

Just weeks before her death on March 17, 1978, she turned in the first draft screenplay for The Empire Strikes Back and the film was posthumously dedicated to her.

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Profile Image for Jacques le fataliste et son maître.
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August 21, 2020
Skaith: un pianeta su cui sopravvive una civiltà che ha subìto un processo di involuzione culturale e tecnologica a causa degli stravolgimenti del clima. Popoli interi si sono concentrati nelle regioni della stretta fascia fertile e qua si sono organizzati in città-stato, mentre altri hanno scelto di sottoporsi a mutazioni genetiche che li hanno resi capaci di sopravvivere nelle regioni più inospitali. Altri ancora, però, hanno perso ogni speranza e si sono ridotti a una vita di vagabondaggio. I Lord protettori, governanti di Skaith, si prendono cura di questi nomadi, nutrendoli e alloggiandoli per mezzo di requisizioni operate ai danni delle città-stato; in cambio, le masse vaganti eseguono fedelmente il loro volere e agiscono come loro emissari: il saccheggio è la punizione per le città che si ribellano. La soluzione sarebbe l’abbandono del pianeta – ma ciò è impossibile: anche nel suo periodo d’oro la civiltà skaithiana non ha mai scoperto il “segreto” del volo spaziale e con la decadenza si è addirittura persa (insieme a ogni tecnologia: da qui il carattere medioevale del pianeta – e quello fantasy del romanzo) la stessa consapevolezza della struttura del cosmo. Le stelle sono diventate “gli occhi di Madre Skaith”, la grande dea cui tutti gli abitanti del pianeta rivolgono le loro preghiere.
Un giorno i mercanti dell’Unione galattica raggiungono Skaith con le loro astronavi. L’arrivo degli stranieri rischia di stravolgere prospettive e visioni del mondo: la via delle stelle, forse, potrà essere aperta e potrà essere conseguita la libertà dal bisogno e dalla costrizione… Ma la possibilità stessa del cambiamento, di una mutazione culturale atterrisce i Lord protettori. Come sopravviveranno i nomadi? E non è forse un pensiero blasfemo voler raggiungere le stelle e abbandonare il corpo amato della grande Madre Skaith, preferendole un altro pianeta? In questo contesto di tensioni il plenipotenziario dell’Unione su Skaith, Simon Ashton, scompare nel nulla ed Eric John Stark, suo figlio adottivo, decide di mettersi personalmente alla sua ricerca, sfidando i complotti dei Lord protettori, l’odio dei nomadi, l’incomprensione di molti popoli che non riescono neppure a credere alla provenienza aliena di Stark. Il gioco si farà per lui pericoloso (e alta la posta in gioco) quando una veggente profetizzerà la venuta dello Straniero oscuro, destinato a sollevare i popoli di Skaith contro la tirannia dei Lord protettori e ad aprire la via delle stelle. Stark dovrà capire come può un solo uomo impadronirsi di un intero pianeta…
Opera di genere e ricca di stereotipi, la trilogia di Skaith: i protagonisti non brillano per originalità e certe situazioni di pericolo-salvezza si ripetono con ossessiva regolarità. Leigh Brackett si dimostra comunque una solida scrittrice per il modo in cui riesce a tratteggiare le psicologie dei numerosi personaggi secondari e dei popoli un tempo umani che hanno scelta di mutare per adattarsi all’ambiente: Stark viaggia per tutto Skaith, entrando in contatto con numerose etnie e individui, e col procedere della narrazione si ha un vero e proprio moltiplicarsi dei punti di vista, mentre la narrazione e il mondo narrato si fanno sempre più complessi. Ecco che si delinea il confine poco nitido fra il fondamentale egoismo dei Lord protettori e la loro reale preoccupazione per la sorte dei nomadi, ormai inadatti a una vita autonoma; la difficoltà di abbandonare una visione del mondo e di rigettare rassicuranti tradizioni per aprire gli occhi sulla realtà multiforme del cosmo; l’incertezza, infine, sul reale valore della missione di Eric John Stark: liberazione o distruzione?
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