RECENSIONE DI CINZIA
VOTO 4
Io non lo so se voi avete mai avuto la sfortuna di vivere la malattia di un vostro caro, vederne il decadimento fisico ed emotivo, vederlo spegnersi giorno dopo giorno e sentirvi impotenti nel non poter fermare il tempo.
Vi auguro fermamente di no, ma per me, leggere questo libro è stato un po come rivivere sensazioni a volte devastanti ed altre indimenticabili.
Tenere la mano della persona che amate e accompagnarla nel loro percorso, è maledettamente difficile per molti motivi, ma la cosa che nessuno può comprendere è l'essere "costretti" ad annullarsi, accantonare la propria vita per dedicarla a chi ne ha più bisogno.
Essere soverchiati dai diritti e dai doveri, alla lunga ci fa sentire piccoli, ci fa mancare l'aria, i nostri spazi diventano sempre più inconsistenti, e la nostra vita diventa un contorno di momenti che non ci appartegono.
*
Franci era abituata a circondarsi di affetti, a raccontare per filo e per segno, a ridere, a piangere, se era il caso.
Io invece per carattere tendevo a isolarmi, soprattutto nelle situazioni di sofferenza. Entravo in modalità operativa: fissiamo gli appuntamenti con i dottori, andiamo, facciamo, muoviamoci... e così non mi fermavo mai.
Perchè avevo deciso di dedicarmi completamente a lei.
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Non avrei cercato un confidente per i miei sfoghi, un amico con cui piangere, qualcuno con cui sfogarmi.
Non sarei stato l'amico di nessuno.
E l'avrei pagata cara.
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Alessandro è un giornalista affermato, e in queste pagine racconta la sua storia in pov alternati tra passato e presente, narrandoci la sua vita dal momento che ha conosciuto la sua amata Wondy tra le mura della radio dove entrambi lavoravano e di momenti vissuti nel dopo la sua dipartita, dovuta al cancro.
Momenti di vita felici e spensierati di una storia vissuta a pieno, ma che con il senno di poi, tante piccole cose sono venute a mancare.
Francesca aveva un carattere forte e nella vita ha sempre fatto ciò che voleva con piglio deciso.
Le cose si facevano sempre come le voleva lei, nei suoi tempi, e nei suoi spazi, mentre Alessandro, un po' per amore e po' per carattere, era una persona accondiscendente a cui stava sempre bene tutto, per la sua felicità, per non sentirla brontolare, per quieto vivere.
Francesca Del Rosso, autrice di innumerevoli libri, l'ultimo dal titolo "Wondy. Ovvero come si diventa supereori per guarire dal cancro" racconta proprio della sua lotta nel vivere questa malattia.
Una donna esuberante, amante della vita in tutte le sue sfaccettature, sempre pronta a bere un mojito con gli amici e a ridere a crepapelle.
È maledettamente difficile allontanarsi da una persona così, che ci ha riempito la vita e l'ha resa di infinite tonalità.
Oggi Alessandro si ritrova senza l'amore della sua vita e con due figli da crescere, e non è semplice riempire la mancanza di una madre che per i suoi bambini aveva dato tutto come l'esplosione di un vulcano.
I ricordi di quest'uomo vengono rivissuti tra queste pagine, pieni di gioia e di dolore.
Momenti spensierati da fidanzati, il giorno del loro matrimonio, la scoperta di avere presto un bambino.
E poi l'amaro verdetto di una malattia invasiva, che Francesca ha affrontato come un leone.
Ma anche lei aveva i suoi momenti di debolezza, di insicurezze e di crollo.
Nei momenti più duri si sentiva un peso per Alessandro e al tempo stesso aveva paura che lui non l'amasse più come prima. Che non vedesse più nessuna bellezza in lei, che non ne fosse più attratto, ed è così che tutte le premure di Alessandro nei suoi confronti venivano viste come un allontamento fisico.
Quanto è difficile fare la cosa giusta?
Pensare ed agire non sempre vanno di pari passo, e le nostre paure si trasmettono nei nostri gesti più di quanto vorremmo.
Hai paura di toccarla per il timore di farle male, la tratti come se fosse fatta di vetro e ricevi accuse di non tenere più a lei.
BENE - MALE / FARE - NON FARE / AMORE - ODIO
Il malato soffre, ma quanto soffrono le persone che se ne prendono cura?
Ve lo dico io: TANTO!
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"Io non sarò mai la mia malattia"
diceva Francesca. Era il suo urlo di rabbia contro un tumore, era il motivo che la spingeva a mettere su il suo bel musino di tolla e a parlare con il sorriso sulle labbra.
Questa inveceè, a oggi, la mia debolezza più grande.
Quella malattia che lei, anche se in modo tragico, alla fine ha messo via, per me è ancora una ferita aperta.
E come tutte le ferite, brucia.
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Io personalmente non riesco ad andare oltre nel raccontarvi le mie emozioni, perchè sono talmente tante e personali che non possono essere sicuramente uguali alle vostre. Certe storie ti entrano sotto pelle più di altre, e le motivazioni possono essere tante.
Mi vivi dentro è una storia vera, di vita, di morte, di resilienza.
Di un uomo che nonostante il dolore e le brutture della vita, ha imparato da essa ed ha rimparato a vivere per se stesso, per i suoi figli e per il suo futuro, camminando giorno dopo giorno verso un percorso non sempre perfetto, ma che ha forgiato il suo animo nella persona che è riuscita a diventare oggi.
Vi consiglio la lettura di questo libro, ma siate consapevoli che non è un libro per tutti.
Le storie vere parlano sempre un po' per ognuno di noi, perchè queste sono esperienze, purtroppo, sempre di più all'ordine del giorno.
La malattia di un nostro caro, qualunque sia, non si porta via solo loro, ma anche un pezzo di noi, di cuore, di anima, della stessa vita.