In quale lingua dell'intelligenza è scritto questo libro? Di che Italia si parla? Dalle lettere inedite, dalle poesie, dagli interventi che l'autore raccoglie e a lungo commenta come in un paragrafo di autobiografia si può supporre che, allora, l'amicizia non fosse connivenza ma confronto senza esclusione di idee. Forse la letteratura sembrava un modo di dare forma alle cose e la cultura, forse valeva piú una responsabilità che un gettone di presenza. Ma queste «memorie» con personaggio accanto non vogliono avere, e non hanno, rispetto a oggi, vera distanza storica: sono - più che uno ieri - un altrove, da dove il lettore fa continuamente ritorno. Là il «non aver ragione», qui l'averne troppe; là le ideologie ma anche la passione, qui la stanchezza e, senz'altro, il cinismo.