Di Mervyn Peake in italiano si trova poco o nulla, a parte la trilogia di Gormenghast. Quello che ho appena letto, Lettere dal polo nord. Capitan Scannatutti, é una delle eccezioni e come la succitata trilogia, trattasi di un gioiello di rara bellezza.
Peake ha quella capacità, direi unica, di rendere una storia, anche banale, indimenticabile. Qui implementata da delle illustrazioni a matita che di più suggestivo non potevo sperare. Ironico, surreale, divertente, la tipica lettura che ti rimette in pace con te stesso.
Il presente volume racchiude 2 racconti: il primo, Lettere dal polo nord, dove uno zio scrivendo una serie di lettere ad un suo ipotetico nipote, racconta di tutte le peripezie, disavventure possibili nello sterminato paesaggio ghiacciato, su nella punta più Nord della Terra. Poi a chiudere l'opera, un raccontino, sempre illustrato da Peake, su un pirata un po' strampalato. Abile illustratore e sublime narratore, Peake sarebbe un regalo ai lettori italiani, se venisse tradotto di più e fatto conoscere, perché é davvero un autore particolare e fenomenale!