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112 pages, Paperback
First published March 1, 2018
«[Le riunioni] si svolgevano seduti, ci veniva spiegato cosa avremmo dovuto fare durante la settimana. Se qualcuno arrivava in ritardo scattava la punizione fisica. Tanti minuti di ritardo, tante flessioni. Ossia flessioni, con aggiunta di bastonate, calci sulla pancia. È uno dei motivi per cui sono andato via. Mi dava fastidio poi che inneggiassero a Hitler in continuazione, come se fosse un modello. [...] Mi ricordo che uno, quando disse di voler lasciare la politica, fu rinchiuso dentro la sezione su una sedia. Hanno spento le luci, ed è stato picchiato con diverse cose. Un altro ha dovuto fare duecento flessioni senza mai fermarsi, con gente che lo bastonava e lo prendeva a calci. Ti vengono a cercare in sette, ti minacciano.»
«Uno dei problemi è la retorica "antifascista" delle istituzioni, che non risparmia la scuola. Un antifascismo musealizzato, che suona ipocrita per tanti ragazzi di fronte alle ingiustizie sociali che subiscono le nuove generazioni, un antifascismo svotato di senso offre così un bersaglio facile per l'antagonismo di maniera per le destre radicali, che riescono a presentarsi come il nuovo, come un'alternativa, riuscendo a reimpiegare anche i simboli, i nomi, i miti del neonazismo: basta pensare a come Degrelle viene presentato come la quintessenza dell'avventuriero e dell'uomo di azione. Un collaborazionista che ha scritto un pamphlet intitolato "Hitler per mille anni"!»
Fare politica alle scuole superiori sta diventando sempre più difficile anche a causa delle riforme che sono state fatte e che sempre di più tendono a "normalizzare" e a reprimere l'espressione degli studenti, attraverso varî strumenti: il voto in condotta, il limite delle cinquanta assenze l'anno. La stessa rappresentanza studentesca molto spesso è impaurita dalle minacce dei dirigenti, dai docenti. Mettici la crisi non solo dei partiti tradizionali, ma delle giovanili dei partiti, e capisci come un orizzonte valoriale neofascista - fatto di ordine, sicurezza, onore, patria - che prima non riusciva a passare, oggi trovi chi lo ascolta e lo sposi.»