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Ho 16 anni e sono fascista

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Chi vuole immaginare in che direzione andrà l'Italia, dovrà innanzitutto comprendere cos'è la politica per i ragazzi oggi. Da questa illuminante inchiesta, durata mesi, emerge la fascinazione dei giovani e giovanissimi per l'estrema destra e la facile presa che i movimenti neofascisti hanno su di loro. «Sono fascista» dichiarano senza remore tredicenni e sedicenni fuori dalle scuole e nelle piazze di ritrovo.
Mentre l'antifascismo non è più percepito come valore condiviso, essere fascisti diventa una moda e crea unità. CasaPound, Forza Nuova e i varî gruppi studenteschi che a loro fanno riferimento sanno parlare ai ragazzi, conquistarli con marchi di abbigliamento, con slogan roboanti e retorici, sanno far leva sui sentimenti degli adolescenti a cui mancano anticorpi antifascisti. Il neofascismo si nutre anche dell'ambiguità dei partiti tradizionali su temi sensibili come l'immigrazione, dell'antifascismo non militante e dei populismi di destra. I gruppi neofascisti, invece, sfruttano le grandi paure della globalizzazione per offrire miti razzisti come "la grande sostituzione", incitano alla violenza sui deboli e si insinuano negli spazî democratici di scuole e università.
Dalle vive voci dei ragazzi e attraverso un'analisi approfondita di testi e documenti, queste pagine sono un segnale d'allarme e uno specchio della politica di domani, che proietta una strana luce nera.

112 pages, Paperback

First published March 1, 2018

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About the author

Christian Raimo

55 books27 followers
Christian Raimo è uno scrittore, traduttore e insegnante italiano.

Ha studiato filosofia all'Università di Roma "La Sapienza" con Marco Maria Olivetti. Ha lavorato e scritto per il cinema, la radio e la televisione. Per un periodo ha fatto anche cabaret con un gruppo denominato "I cavalieri del Tiè".

Ha collaborato con diverse riviste letterarie («Liberatura», «Elliot-narrazioni», «Accattone», «Il maleppeggio»), quotidiani («Il manifesto», «Liberazione») e con la casa editrice romana minimum fax, per la quale ha tradotto Charles Bukowski e David Foster Wallace. Con la stessa casa editrice ha pubblicato nel 2001 la sua raccolta di racconti di esordio "Latte".

Ha pubblicato per la Fandango Libri la traduzione del romanzo in versi di Vikram Seth "The golden gate", assieme a Luca Dresda e alla sorella Veronica Raimo. Per la minimum fax ha curato inoltre nel 2004 l'antologia "La qualità dell'aria" (con Nicola Lagioia) e nel 2007 la raccolta di inchieste "Il corpo e il sangue d'Italia" (che raccoglie otto inchieste di Alessandro Leogrande, Antonio Pascale, Silvia Dai Pra', Stefano Liberti, Piero Sorrentino, Alberto Nerazzini, Gianluigi Ricuperati e Ornella Bellucci). Ha fatto parte della redazione del blog letterario «Nazione Indiana», sul quale ha pubblicato parecchi articoli, ed è tra i fondatori del blog letterario minima&moralia.

Attualmente è consulente per le collane Nichel e Indi di minimum fax, e insegna filosofia e storia nella scuola superiore.

Il suo primo romanzo, "Il peso della grazia", è uscito nel 2012 per Einaudi.

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Claudio Iannoni.
66 reviews1 follower
May 21, 2018
Scorrevole libro inchiesta sulla deriva fascista che stanno prendendo le nuove generazioni. Molto interessante l analisi a 360° della storia e dell organizzazione all interno dei gruppi/sette di estrema destra.
Mi sarei aspettato una conclusione più corposa.
Profile Image for Zooey Glass.
248 reviews19 followers
September 1, 2018
Interessante perché riesce a spiegare quella che ai miei occhi risulta fura follia.
Insoddisfacente perché mi sembra raccontare una realtà parziale. Non riesco proprio a considerare Roma come modello del paese; magari è un mio limite.
Come mi è già capitato con Raimo apprezzo la scrittura, dissento (leggermente) rispetto al contenuto.
Profile Image for This is V!.
528 reviews1 follower
April 19, 2018
Piccolo interessante saggio su uno spaccato di giovani Italiani
Profile Image for Giorgio Lazzarotti.
141 reviews7 followers
September 7, 2018
Interessante inchiesta di Christian Raimo sui movimenti neofascisti italiani. Descrizione puntuale del fenomeno sotto diversi ambiti.
Profile Image for bossboeo.
86 reviews6 followers
Read
May 16, 2019
Libreria, tra Tolkien e Cappato, BLAM. Lo vedo, mi piace, lo voglio.


«[Le riunioni] si svolgevano seduti, ci veniva spiegato cosa avremmo dovuto fare durante la settimana. Se qualcuno arrivava in ritardo scattava la punizione fisica. Tanti minuti di ritardo, tante flessioni. Ossia flessioni, con aggiunta di bastonate, calci sulla pancia. È uno dei motivi per cui sono andato via. Mi dava fastidio poi che inneggiassero a Hitler in continuazione, come se fosse un modello. [...] Mi ricordo che uno, quando disse di voler lasciare la politica, fu rinchiuso dentro la sezione su una sedia. Hanno spento le luci, ed è stato picchiato con diverse cose. Un altro ha dovuto fare duecento flessioni senza mai fermarsi, con gente che lo bastonava e lo prendeva a calci. Ti vengono a cercare in sette, ti minacciano.»


Parole di un ex militante di Lotta Studentesca, ovvero Forza Nuova. Quei pochi dubbî che avevo sull'esistenza di una differenza tra l'appartenenza a una cosca mafiosa e a una sezione neofascista si vanno dissipando ancor più dei capelli di mio padre, fascista.

Conosco alcuni ragazzi che hanno votato CapaSound (con la rabbia che c'è nell'aria...). Sono dei tozzi di pane, agiati, borghesi, un po' alternativi, anche culturalmente, rispetto alla massa, nel senso che sono leggermente più intelligenti e interessanti della stragrande maggioranza di votanti dei 5 stelle - a Marsala un marsalese su due ha votato giallo, e di sicuro gran parte dei voti viene dai miei coetanei giovani adulti. Quindi non corrispondono al pregiudizio razzista, omofobo, antifemminista, intollerante e violento di un vero fascista del passato. Allora mi dico: votano CapaSound perché gli altri partiti latitano! e loro non vogliono giocarsi il jolly a cinque stelle. Semplice: che la destra e la sinistra scendano anch'esse nel territorio, ma per fare attivismo, non voti di scambio come fanno questi qua.


«Uno dei problemi è la retorica "antifascista" delle istituzioni, che non risparmia la scuola. Un antifascismo musealizzato, che suona ipocrita per tanti ragazzi di fronte alle ingiustizie sociali che subiscono le nuove generazioni, un antifascismo svotato di senso offre così un bersaglio facile per l'antagonismo di maniera per le destre radicali, che riescono a presentarsi come il nuovo, come un'alternativa, riuscendo a reimpiegare anche i simboli, i nomi, i miti del neonazismo: basta pensare a come Degrelle viene presentato come la quintessenza dell'avventuriero e dell'uomo di azione. Un collaborazionista che ha scritto un pamphlet intitolato "Hitler per mille anni"!»


Parole di Valerio... Renzi.
Perché la cosa che mi ha fatto emozionare sono i racconti eroici del fascismo: la Nazione, il Popolo, la Lotta contro il Nemico. Wow! Che bello questo videogioco, non vedo l'ora di ammazzare tutti. Ops, è la verità. No, allora preferirei di no. Mi bastano Saints Row e i giochi di calcio per sconfiggere i nemici. Si ha questa tendenza a cercarsi nemici, ma perché? Ognuno di noi ha pregî da insegnare agli altri, così cone difetti. La guerra è irrazionale come l'odio, e insieme hanno fatto robe un po' bruttine.
Però li capisco questi ragazzini che si avvicinano ai neofascisti: sono annoiati, la società è tediosa, i politici sono noiosi, non ci sono stimoli, i genitori latitano; i fascistoidi li ammaliano con racconti che pretendono di essere epici, veri e stimolanti, ma sono solo le due cose estreme, non quello che è nel mezzo. E quindi ci ritroviamo ragazzini stimolati nell'impresa epica di scacciare gli immigrati. Ammazza!


«
Fare politica alle scuole superiori sta diventando sempre più difficile anche a causa delle riforme che sono state fatte e che sempre di più tendono a "normalizzare" e a reprimere l'espressione degli studenti, attraverso varî strumenti: il voto in condotta, il limite delle cinquanta assenze l'anno. La stessa rappresentanza studentesca molto spesso è impaurita dalle minacce dei dirigenti, dai docenti. Mettici la crisi non solo dei partiti tradizionali, ma delle giovanili dei partiti, e capisci come un orizzonte valoriale neofascista - fatto di ordine, sicurezza, onore, patria - che prima non riusciva a passare, oggi trovi chi lo ascolta e lo sposi.
»

Ecco. Il fascismo deriva dall'antipolitica, e se ai giovani viene ostacolato il fare politica, BLAM sorgono i nei fascisti. Che poi sono pure organizzati, fanno volantinaggi, occupazioni, sanno fare attivismo e soprattutto a porre in interesse, cosa che manca nelle altre entità, per lo meno nelle scuole dove BS e LS hanno più successo. Le stesse dove il problema della canizie dell'antifascismo si fa più evidente.

In definitiva reputo questo libro un cioccolatino. Bianco. Non sia mai che qualche fascista legga questa recensione. Ah, vero, non sono razzisti ma contro i clandestini. Allora il biscottino ha un regolare permesso di essere mangiato.
Questo libro è utile per conoscere alcune dinamiche interne dei partiti neofascisti, ovvero menare la gente - nulla di nuovo - e riflettere sul grido disperato che lancia chi aderisce a certe cose. Minnòsi, dove sono tutti gli altri?! Genitori, insegnanti, politici, educatori, dove siete?! E noi, noi giovani, dove siamo finiti? Su Instagram? Usciamo dai social e guardiamo al nostro territorio.

Mi brucia non poterci dare cinque stelle: sarebbe da grillini. A parte gli scherzi, questa indagine è circoscritta alla città di Roma per una fetta che rasenta la percentuale di Putin alla sua ultima farsa elettorale, e non mi faccio abbindolare dalla pur veritiera premessa che Roma è l'Italia in miniatura, per il semplice motivo che non viene specificato nella copertina né alla descrizione della seconda di copertina. Anzi nella quarta si nominano Milano, Firenze, Padova, Palermo. Allora mi aspetto una certa equità. Nope. Magari da Palermo ci è passato per il tempo di un'arancina, perché neanche me ne sono accorto. Una mossa di marketing meschina, ma efficace. Magari ci avrei pensato due volte se avessi letto "Inchiesta sui giovani romani". Vabbè, alla fine è pure per quel maledetto non so che il quale rovina la fine delle mie ultime letture. Il finale di questo libro mi ha lasciato un po' di ansia ingiustificata. Forse è lo stile, forse una nemesi del mio perfezionismo, ma non ritengo quest'opera eccellente. Consigliato comunque. Un'ulteriore dimostrazione che, oggi, comunismo = fascismo. Ho un amico che dice di essere comunista e nelle sue argomentazioni sembra prendere spunto da CapaSound, a partire da Fusaro. Che poi tutte le ideologie novecentesche oggi sono cera.

Displaying 1 - 5 of 5 reviews

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