Roma, 1527. Nel mondo delle cortigiane, spesso le donne abbandonano il loro nome per assumerne uno in grado di accendere la fantasia degli 'ammiratori'. È così che Agnese è diventata la Damigella, la cortigiana più famosa e desiderata di Roma. Venduta giovanissima dalla madre a un importante personaggio, è ora la dama dell'ambasciatore dell'imperatore Carlo V. Amata, invidiata, corteggiata, nell'intimo Agnese non prova però che disprezzo per se stessa e coloro che la circondano. Intanto alle porte di Roma si stanno ammassando gli eserciti imperiali, con le truppe miste di italiani, spagnoli, francesi e, soprattutto, dei terribili lanzichenecchi. Da parte sua Agnese è decisa a non permettere più a nessuno di toccarla. Morirà, prima di consentirlo. Un evento inatteso le impedirà di mettere in atto il suo proposito. I lanzichenecchi irrompono nel suo palazzo. Agnese lotta per salvarsi ma mentre sta per essere sopraffatta qualcuno arriva in suo soccorso. Come migliaia di altri, Jehan de Bontemps, scudiero, segretario e amico del principe d'Orange, sta percorrendo le strade di Roma alla ricerca di bottino. Le terribili conseguenze del Sacco lo hanno però così disgustato che quando sente una donna gridare dall'alto di un palazzo accorre in aiuto della sconosciuta. Non sa che il suo atto di cavalleria gli costerà caro. Mentre lui e Agnese fuggono per la città ridotta a una bolgia infernale, un gruppo di soldati spagnoli ubriachi li blocca e, per prendersi gioco del privilegiato amico del principe, li costringe a un matrimonio forzato. La validità del sacramento è dubbia, ma Jehan non è uomo da abbandonare una donna finché la situazione non sia chiarita. Per Agnese è come risvegliarsi a una nuova vita. Nel gruppo del principe d'Orange, dove il suo presunto marito l'ha portata, nessuno la conosce, nessuno sa chi sia la Damigella. È ammirata e corteggiata, ma con il riguardo dovuto alla signora de Bontemps. Anche quel bel ragazzone che l'ha salvata la tratta con il massimo rispetto, benché man mano tra loro stia crescendo una tensione diversa da quella motivata dalla diffidenza dell'inizio. E per la prima volta da quando era una ragazzina, Agnese si consente di sognare… Ma i sogni sono realizzabili, per la Damigella?
Ogni volta che parlo di me, inizio dicendo che sono romana. In effetti, uno dei motivi per cui ho cominciato a scrivere è stato proprio il desiderio di raccontare un mondo ormai perduto ma che sentivo ancora vibrare attorno a me, nei suoi vicoli, nelle torri, nelle piazzette incantate tuttora isolate dai rumori del traffico, e cui sembrano talvolta sovrapporsi le immagini di una città scomparsa. E non dimentichiamo i monumenti, che i miei antichi –e odierni- concittadini sono sempre stati così bravi a far… scendere dal loro piedistallo! Un altro elemento della mia appartenenza romana che ritroverete nei miei romanzi è quel lampo d’umorismo, quell’incapacità di ignorare il lato buffo o ridicolo che sempre fa capolino anche in alcune delle circostanze più amare della vita. L’incapacità di sopportare la boria e la presunzione senza una battuta che ne riduca le dimensioni! La penna leggera e il sorriso sulle labbra, l’hanno definito alcune delle mie lettrici. E spero che sia proprio così.
Roma 1517 Una bambina viene lasciata dalla madre in una elegante dimora romana. Dieci anni dopo, ai tempi del brutale "Sacco di Roma" perpetrato dai Lanzichenecchi, quella bambina è diventata Damigella, la più famosa cortigiana della città di Roma. Questa è la sua storia.
Una ricerca storica approfondita, un racconto dei fatti dell'epoca ricco di particolari, anche cruenti, che l'autrice è brava a non far passare in secondo piano. I Lanzichenecchi, insieme a valvassini e valvassori😂, sono una delle parole della storia scolastica che mi ritornano in mente e Roberta Ciuffi mi ha rinfrescato la memoria sulle vicende storiche che li vedono protagonisti. Oltre agli eventi storici su descritti, chiaramente, una bella storia d'amore.
(Teresa Siciliano-L'Artiglio Rosa) Un grande romanzo storico * * * * *
Non ricordavo quasi niente di questo romanzo, comprato tanti anni fa. Non lo avevo neanche conservato dal momento che all’epoca, lo confesso, non mi piacque. Immagino perché l’ambientazione, sullo sfondo del sacco di Roma del 1527, era poco romantica e per niente sentimentale. Addirittura non capii bene neanche l’episodio cruciale del matrimonio forzato. Per tutte queste ragioni c’è voluta la promozione perché l’acquistassi di nuovo.
Col senno della maturità e una maggiore esperienza di rosa, riconosco che l’effetto è stato radicalmente diverso.
La prima cosa che colpisce è la profondità e la completezza della documentazione storica e insieme la naturalezza, potrei dire la leggerezza, con cui viene presentata. Senza addolcire l’orrore di quanto accadde a Roma, l’autrice non indugia sugli aspetti più orripilanti, cosa che, concordo, non sarebbe stata adatta ad un rosa. Perfino il lieto fine non è sbrigativo e un po’ inverosimile come potrebbe sembrare a prima vista. Jehan sa bene quello che fa e accetta gli aspetti negativi insieme a quelli positivi.
Tutto un programma il titolo di questo libro del 2000, Damigella, ripubblicato con una nuova veste grafica molto d’effetto, che unisce le caratteristiche atmosfere della Ciuffi con altri nuovi elementi; sono rimasta affascinata e imbrigliata nel vortice emozionante delle sue pagine.
Un personaggio insolito Agnese alias Inez alias Damigella: non la solita fanciulla in fiore e alle prime armi, ma una donna vissuta, esperta e sfrontata, capace di ogni azione per preservare la sua posizione di cortigiana e mantenuta di nobili e ricchi altolocati della Roma papalina del 1527, e per questo risoluta e dura nel momento della tragica invasione con conseguente sacco di Roma delle truppe di Lanzinchenecchi al soldo dei francesi. Un’occasione che lei penserà di sfruttare per togliersi la vita e chiudere con un’esistenza abbrutente ed umiliante vissuta e subita, seppur tra gli agi, sin dall’età di dodici anni.
Ma il destino avrà in serbo per lei un’altra storia che arriverà per mano di Jeahan de Bontemps, luogotenente del principe d’Orange, un giovane coraggioso e leale. Per mezzo di lui Agnese inizierà a pensare di avere un’altra possibilità, un altro destino, un riscatto per la sua vita infame e disgraziata.
Molte le avventure, mai una sbavatura nella trama in cui il fatto storico è trattato dall’autrice con precisione e dovizia di particolari, anche cruenti. Carattere del personaggio e sue reazioni veramente ben scritti; bello il sentimento di dedizione di Giulia e Medoro, i suoi giovani servitori, che porterà entrambi verso destini diversi per non abbandonare la Damigella.
Insomma, Damigella è un libro che racchiude una storia romantica e forte allo stesso tempo, nella quale, forse, avrei dato un pochino più di spazio alle scene hot, ma me lo aspettavo visto lo stile della scrittrice che lascia sempre qualcosa all’immaginazione.
Dunque carissime lettrici romantiche non perdete questa chicca sempre attuale!