Non ci siamo: questo romanzo non sta in piedi, da qualunque lato lo si guardi. Non sta in piedi da un punto di vista teologico; e quello si sapeva, visto che nella trama è scritto a chiare lettere che sono state usate tutte le fonti tranne quelle della Bibbia. Ma sarebbe stato bello se l'autore si fosse documentato seriamente, invece di coprire i suoi misfatti con digressioni filosifiche e storiche, che sono inutili ai fini della storia e non fanno provare empatia per Giuda, anzi. Inoltre, a volte sembra quasi che l'autore si serva del personaggio per dire ciò che lui pensa, e questo non va mai bene.
Il romanzo non sta in piedi neanche se preso come un'opera di finzione. Trovo la storia di Giuda qui narrata decisamente poco credibile: dal punto di vista dell'introspezione psicologica (nessun personaggio è mai delineato, nemmeno lo stesso protagonista), ma anche per gli eventi narrati, fuori da ogni logica. Inoltre non va bene giustificare le proprie mancanze all'interno dell'intreccio adducendo come scusa che la storia principale è stata ricamata nel corso del tempo da altri (ad esempio il tradimento). L'argomento del romanzo non è facile e questo è assodato, ma mi sembra che in questo "Vangelo secondo Giuda (apocrifo)" l'autore si sia impegnato pochissimo, sotto tutti gli aspetti. Che peccato.