Dicono che i gemelli siano uguali come gocce d'acqua, e Rodolfo e Italo non fanno eccezione, tanto che a Castenate tutti li confondono. E come potrebbe essere altrimenti, quando hanno persino la stessa voglia a forma di cuore sulla mano? Eppure, sotto la superficie, i due fratelli sono molto diversi, ma anche uniti da un filo invisibile forte come l'acciaio. Viola è la ragazza più bella del paese, e coi gemelli non ha molto a che spartire, perché lei è la figlia di Giorgio Fontana, il capo dei fascisti, e i fascisti Rodolfo li odia. Ma la Seconda guerra mondiale incombe, pronta a travolgere i loro destini. Quasi cinquant'anni dopo, nello stesso paese, Enea e Camilla si incontrano in prima elementare. Enea è composto, educato, sa già leggere, ma il mondo gli fa un po' paura. Camilla è invece tutta sguardi taglienti e sfacciataggine. Strega, la chiamano alcuni, senza immaginare le ferite nascoste dietro ai suoi silenzi. Saltando avanti e indietro nel tempo, Marco Erba nel suo secondo romanzo racconta una storia di violenza, amicizia, amore e perdono. Una storia sui dolori che la vita impone e la forza di ricominciare, che condanna ogni forma di fascismo e di oppressione, ieri come oggi, ma non dimentica che le persone, con la loro unicità, non sono mai solo le idee che professano.
Mi convince, e molto, questo secondo libro di Marco Erba, dopo aver tanto amato Fra me e te. Un libro che si divide fra passato - la narrazione inizia nel 1935 e abbraccia gli anni della Seconda Guerra Mondiale - e presente - qui la narrazione si avvia nel 1987 per arrivare fino al 2010 -. Le vite dei bambini, poi ragazzi, adolescenti e giovani adulti degli anni dell’avvento del Fascismo e poi del suo pieno potere, si incrociano con quelle dei bambini, poi ragazzi, adolescenti e giovani adulti di oggi, con desideri, aspirazioni, fatiche in famiglia, desiderio di essere accettati, amati, per certi versi molto simili. Il dramma della guerra travolgerà i primi, lasciando dolorosi strascichi che si chiuderanno solo molti anni dopo, i drammi, piccoli e grandi, della vita quotidiana metteranno alla prova i secondi i quali dovranno fare delle scelte, a volte non facili, per trovare se stessi e la propria strada. Un romanzo di formazione, un romanzo storico e anche molto di più.
La trama è ok, non sorprendente quanto mi aspettassi, né capace di darmi emozioni abbastanza intense. A rendere la lettura memorabile sono stati più che altro i personaggi, i cui destini s'intrecciano, abbattendo i confini tra passato e presente, fino a dar luogo a degli esiti davvero commoventi. Notevoli i profili psicologici che l'autore ha saputo delineare di essi, mettendo in risalto quello che è stato in fondo ciò che mi ha colpito maggiormente del romanzo, ossia i vari "gradi" della guerra: la guerra tra Imperi centrali ed Alleati, quella civile fra fascisti e resistenza e quella che, all'epoca, imperversava nei cuori di ogni singolo individuo.
"Basta! Basta! Diamoci una calmata. Noi non siamo assassini, non siamo sicari. Se la guerra ci renderà tali, vuol dire che avranno vinto quegli altri, che siamo come loro. Io non ci sto. La guerra mi ha già portato via un fratello, non mi porterà via anche l'anima."
È la storia di Rodolfo, Italo, Viola, Ada, Enea e Camilla. Tutto si svolge in due tempi diversi, infatti ogni capitolo ha un anno diverso dal precedente. La storia di Rodolfo, Italo e Viola appartiene alla seconda guerra mondiale; Ena e Camilla ai primi anni '90. Ovviamente andando avanti tutta la storia s'intreccerà alla perfezione. Alla fine è una storia semplice, però molto carina e tenera allo stesso momento. I "colpi di scena" sono ovvi ma è comunque un libro godibile.
Molto coinvolgente, il romanzo gioca sul doppio piano presente e passato (come già il primo romanzo "Fra me e te" alternava il punto di vista femminile a quello maschile), confermando l'abilità dell'autore di portare avanti la narrazione tenendo incollato il lettore alle pagine. Un po' scontato, ma piacevole per chi cerca una lettura di svago e un romanzo romantico.
Devo dire un libro molto carino, tenero e dolce. all’inizio non mi convinceva il costante oscillare tra due epoche a ogni capitolo nuovo, ma nel corso della lettura ho iniziato ad apprezzarlo sempre di più, è stato gestito molto bene. I personaggi mi piacciono molto anche se in fin dei conti è una storia un po’ “sempliciotta”.
Quando mi riconoscerai è un romanzo dei sentimenti, quelli veri, autentici e genuini come Amore, Amicizia, Perdono, Gratitudine. Tutti i personaggi suscitano forti sensazioni, che non possono non toccare la sfera affettiva di ciascuno. Marco Erba ci trasmette l'importanza della memoria: gli orrori della guerra visti dagli occhi dei nonni e raccontati con le parole e le emozioni dei loro nipoti.
Una storia sofferta, tormentata che nel complesso non mi è dispiaciuta nonostante non sia scattata quella scintilla che a mio parere deve sempre scattare quando si legge un libro
Una storia avvincente che lega le vicissitudini della guerra a quelle dei tempi moderni. Forse un po' prolisso nella prima parte ma poi si riscatta nel finale
Tre generazioni (anzi quattro), storie e Storia, un paese di provincia. L’adolescenza di chi ha dovuto scegliere chi essere (tra fascismo e guerra) e le adolescenze di chi semplificando troppo legge male il passato, le scelte di chi invece vuole andare incontro al futuro. Storie di famiglia, di violenze e prepotenze, e anche storie di amore. Anche la scoperta del sesso. Un romanzo generoso (di vicende,personaggi, sentimenti, riflessioni) che si legge volentieri, scritto abbastanza bene. Non mi convince completamente l’impianto valoriale, ma è un parametro assolutamente soggettivo. Non prima dei 13 anni.