Ci sono libri che hanno una data di scadenza, che per essere apprezzati appieno devono essere letti in una determinata fase della vita. Credevo che questo fosse uno di quelli, che ormai il tempo ideale fosse passato e che lo avrei trovato al massimo piacevole, ma datato.
Invece mi sono ritrovata a ridere apertamente, sbuffare, erompere in esclamazioni a voce alta. E a pensare ad Halvard Sanz anche giorni dopo aver letto l'ultima riga, riflettendo che sì, sarebbe bello se fosse un amico cui poter scrivere nel cuore della notte.
Perché Halvard Sanz è un adorabile imbranato, che attraversa il mondo e la vita arrancando, alternando un'incredibile fiducia nel destino e nella buona fede degli altri, a momenti nerissimi in cui sembra che non sia possibile riemergere dall'abisso. Luci e ombre, quelle che sperimentiamo tutti, gioie e dolori, grandi o insignificanti, ma comunque tutti sentiti e vissuti.
4,5