Ho lascia passare un po’ di tempo prima di scrivere questa recensione perché appena finito il libro ero davvero indecisa sulla mia opinione, ed è servito perché ho capito che probabilmente basta cambiare prospettiva.
Questo libro di Laymon ci si presenta come libro horror e a tema vampiri.
In realtà, a parte dopo la prima parte in cui facciamo la conoscenza con questa famiglia e la coppia di vicini/amici strampalati, in cui non si capisce bene dove voglia andare a parare la storia, con le descrizioni infinite di questa gita fuori porta che porta a rivelazioni insolite, con descrizioni infinite anche di momenti per me del tutto trascurabili, in cui sembra sempre che stia per accadere chissà cosa e il pathos cresce e poi sfuma, andando avanti nella narrazione si capisce immediatamente che i mostri con cui ci troveremo a fare i conti sono ben altri.
E questo era quel che mi aveva più stranita in effetti, perché ti trovi davanti a qualcosa che non ti aspetti e che sembra arrancare e non ingranare mai.
In realtà però, se lo si guarda da una prospettiva diversa, risulta essere anche un bel thriller molto piacevole e che scorre via che è una bellezza, al punto che macinavo capitoli e capitoli senza rendermene conto, complice anche il fatto che siano brevi e finiscano lasciando in sospeso tanto e quindi ci si dice “ancora uno” e “solo uno ancora” e si scopre di essere arrivati alla fine senza rendersene conto.
Inoltre riesce a mantenere la suspence viva fino all’ultima pagina, nonostante si conosca il colpevole quasi fin dall’inizio, almeno per uno dei casi. E questo è davvero molto raro e merito della capacità dell’autore.
I casi sono in realtà due, di cui il secondo risale a diversi anni prima, ma coinvolge ugualmente per il mistero che viene pian piano svelato e per cui le vite delle due famiglie vengono a intrecciarsi con quelle di altri individui misteriosi.
Purtroppo ciò che non sono riuscita proprio ad apprezzare sono i protagonisti e il finale.
I protagonisti perché sono la fiera del cliché.
In particolare quelli maschili che ricalcano quelli degli horror più beceri: l’incosciente attratto dal guadagno personale che rischia sempre di lasciarci le penne, quello che si fa prendere dalla lussuria per qualsiasi essere di sesso femminile che respiri (e nemmeno sempre😆), il cattivissimo che più cattivo non si può e che riesce sempre e comunque a farla franca contro tutto e tutti.
Ma anche le donne, devo dire, non ci fanno una gran bella figura in questo libro: una è la pollastrella un po’ svampita che combina danni appena si muove ma è una gran gnocca e basta quello, l’altra che sembra fare la comparsa perché oscurata dall’altra e sembra non capire mai niente del marito, la ragazzina un po’ immatura e leggermente superficiale, che pensa solo ad essere bella, a farla odorare a tutti vestendosi in modi succinti ma poi si lamenta se il fidanzato ci prova (e sottolineo il fidanzato, non uno qualsiasi!), e poi invece diventa una vamp che sbava dietro al prof.
Direi che i personaggi che ho preferito perché meno stereotipati sono stati quelli del caso nel passato.
Il finale di cui parlo invece, non è quello di tutto il libro, ma solo le ultimissime pagine, e so che sono criptica ma non vado oltre per non fare spoiler.
Il problema non è tanto ciò che succede di per sè, che non sarebbe nemmeno così negativo, ma il fatto che sembra si ostini a far rientrare a tutti i costi dalla finestra quell’elemento soprannaturale che poco prima si era mandato fuori dalla porta.
Comunque devo dire che complessivamente l’esperienza sia stata molto piacevole, purché non ci si aspetti un horror.