«Updike è, come sempre, un sensibile conoscitore di quella linea sfuocata tra amore e odio, delle cose che le persone fanno per farsi del male a vicenda, volontariamente o meno, e dei tanti piccoli gesti di intimità e ostilità che compongono un matrimonio. Queste storie sono piene di passaggi straordinari - dell'intensa prosa di Updike, del suo ritmico, acuto, fertile e, a volte, anche in qualche modo traboccante, utilizzo del linguaggio» - The Guardian
«Il genio di John Updike si accende soprattutto davanti alle possibilità liriche di quegli eventi tragici che, non riuscendo a giustificare se stessi come tragedia, diventano inevitabilmente commedia» - Joyce Carol Oates
La prima apparizione di Richard e Joan Maple risale a un racconto scritto da John Updike nel 1956. Il racconto si chiamava "Neve sul Greenwich Village", e i Maple - gli affascinanti coniugi protagonisti della storia - avevano appena traslocato a New York, in un appartamento sulla Tredicesima West. Da quel momento e per i vent'anni successivi, Updike non li ha più persi di vista, facendone corpi e sentimento di diciotto storie raccolte poco dopo la sua morte in un unico volume. Nate e originariamente pubblicate come singoli racconti, le storie dei coniugi Maple rinascono così in forma di quasi romanzo, per raccontare con una scrittura magistrale e magnetica e senza soluzione di continuità le cronache tragicomiche di una coppia disposta saggiamente a barattare la possibilità futura di un lieto fine per la certezza presente di essere felici sempre.
John Hoyer Updike was an American writer. Updike's most famous work is his Rabbit series (Rabbit, Run; Rabbit Redux; Rabbit Is Rich; Rabbit At Rest; and Rabbit Remembered). Rabbit is Rich and Rabbit at Rest both won Pulitzer Prizes for Updike. Describing his subject as "the American small town, Protestant middle class," Updike is well known for his careful craftsmanship and prolific writing, having published 22 novels and more than a dozen short story collections as well as poetry, literary criticism and children's books. Hundreds of his stories, reviews, and poems have appeared in The New Yorker since the 1950s. His works often explore sex, faith, and death, and their inter-relationships.
La postfazione di Oliviero Pesce aiuta a collocare temporalmente e definitivamente le scene di Updike: dal 1956 alla metà degli anni ‘80. La maggior parte di esse sono uscite sul New Yorker dove Updike ha lavorato prima come giornalista poi come collaboratore esterno. Le scene sono quadri e chiamano spesso in causa i pittori che le hanno ispirate (Renoir, Rodin, Manet, De Chirico, Michelangelo...), le scene disposte in ordine cronologico sono anche i capitoli di un romanzo atipico, raccontano la vita e il matrimonio dei Maple, una coppia americana colta e benestante. Come scrive Pesce sono molto visive ed evocative, il flusso di coscienza che nella tetralogia di Coniglio era affidato ad Harry però non viene tralasciato ed è sostenuto da Richard Maple born in West Virginia. Il primo racconto ha una carburazione difettosa, il motore scoppietta. I giovani coniugi Maple ricevono la visita di un’amica di Joan, Richard la riaccompagnerà a casa formulando vaghe fantasie di seduzione. Il secondo racconto è Carveriano ma mancano il talento di Raymond e le forbici di Gordon. Forse proprio l’uso scorretto delle forbici esclude parti che avrebbero fatto da opportuno collegamento, nonostante ciò il desiderio fisico di lui e l’indifferenza di lei (concentrata sulla prole) sono ben racchiusi in Nessuna lode per il mio eroismo nell’andare a prendere la cena della domenica, risparmiandoti la fatica. …avevo sperato che risparmiassi la tua energia per spenderla a fini più essenziali. Intuiamo tutto tra di noi, qualsiasi onda, reale o irreale: è faticoso. Far la corte alla propria moglie comporta dieci volte l’energia necessaria a conquistare una fanciulla ignara.
Gli anni passano, i figli crescono e l’intesa sessuale dei Maple cala come il livello idrico della diga del Bilancino in estate. Per riaccendere la passione i due intraprendono un viaggio a Roma che si rivelerà lo sfondo ideale per descrizioni da grande scrittore Un monumento improvviso, una massiccia piramide bianca, inondata di luce e incisa da epigrafi in latino, emerse accanto a loro. Poco dopo premevano le facce contro il finestrino per seguire proprio il Colosseo che, a forma di torta nuziale distrutta, ruotava lentamente, e silenziosamente salpava dal porto della loro visuale. Il viaggio che deve uccidere o curare, il loro, come migliaia di matrimoni, unioni civili o semplici amicizie.
Nelle scene successive le schermaglie aumentano, gli attacchi diretti si alternano ai sensi di colpa, alle temporanee riappacificazioni. Richard partecipa ad una marcia in favore dei diritti civili a Boston per far contenta sua moglie e per poi farglielo pesare. Iniziano ad intravedersi le figure degli amanti, reali? Presunti? Sognati? Si è nel bel mezzo del gioco Scoppialacoppia. Richard è in procinto di scoprire sua moglie in intimità con un comune amico: La scena aveva l’affascinante andamento al rallentatore di un’azione subacquea, unito alla folle e silenziosa improvvisazione di un montaggio televisivo catturato dalla strada. Al piano di sopra, Judith si affacciò alla finestra, senza notare il padre nascosto dall’ombra di un albero. Indossava un leggero pigiamino giallo, e si grattò innocentemente sotto l’ascella, studiando una falena che sbatteva contro il vetro; e anche questa visione diede a Richard la forte impressione, riempiendogli il cuore, di essere stato trascinato dall’essere un muto testimone - come un bambino seduto da solo al cinema - pericolosamente vicino alle macchinazioni nascoste delle cose. L’innocenza della figlia e la sua, lui adulto bambino che sta per scoprire ciò che nessuno vorrebbe scoprire
Ho scelto di non citare i titoli dei racconti, farò un’eccezione per “Separarsi”. I Maple hanno preso la decisione e debbono comunicarla ai quattro figli. Mi è piaciuta molto la preparazione dell’annuncio, gli stati d’animo dei coniugi, l’iperattività di Richard volta a distogliere il pensiero del passo che sta per esser compiuto. Subito dopo c’è l’impatto della decisione sui figli (diciannove anni la più grande, tredici la più piccola) la reazione dei due maschi. Il racconto si allaccia al successivo, Updike riesce a descrivere il rapporto di coppia con una levità speciale, i contrasti, i tradimenti non scalfiscono il sentimento delle prime scene, la malinconia di Richard non è mai completamente blu, la bellezza di Joan non si discute. Talvolta sembrano un uomo e una donna che si sono lasciati per caso invece di continuare a stare insieme per caso, come succede spesso.
L’ultimo racconto lo faccio introdurre ad Updike: Questa è la prima edizione rilegata in inglese. Fui lieto che me ne accennassero e ho approfittato della circostanza per rivedere qualche parola o frase e per includere un’altra storia dei Maple da nonni. La coppia mi ha sorpreso, verso la metà degli anni Ottanta, riapparendo in una Hartford invernale, sposati ad altri, ma riuniti - per un incontro - dalla nascita del loro primo nipote. Da allora non li ho più visti, anche se amici comuni mi assicurano che sono entrambi vivi e che sembrano stare bene, tutto sommato.
Lasciatemi pensare che siano ancora vivi, che anche John Updike lo sia, lasciatemi ricordare quando da bambino ignoravo la morte, la più intollerabile delle macchinazioni nascoste e ancora non sapevo che nel tentativo di esorcizzarla, da adulto, avrei letto un romanzo alla settimana per svariati anni.
Sono scene, quadretti di vita vissuta, raccontati tramite gli occhi di Richard e le risposte folgoranti di Joan. Scene domestiche di una coppia agiata di cui osserviamo lo scorrere della vita attraverso il racconto di eventi cardine ma anche eventi di vita ordinaria e quotidiana illuminati dell'ironia sagace dei due coltissimi protagonisti.
Inutile dire che feste e sherry scorrono a fiumi, ma ci sono anche uova di Pasqua, marce attiviste, incidenti automobilistici, neve, case abitate e poi abbandonate, viaggi, figli e soprattutto amanti, tanti, reali o semplicemente presunti. Ma c'è anche il divorzio nella vita di queste due persone che si sono amate e si amano tantissimo.
E tu con loro a chiederti perché, perché si lascino questi due che in fondo sono nati per stare insieme. In realtà poi capisci: il divorzio viene agito da Richard e Joan come estremo gesto d'amore reciproco. E Updike ce lo racconta così «E crede che il suo matrimonio abbia sofferto una rottura irreparabile?». Una pausa. Lei non lo credeva, e Richard lo sapeva. Disse: «Sì».
Il giudice sorrise e augurò buona fortuna a entrambi. Gli avvocati si afflosciarono per il sollievo, e un torrente di allegro chiacchiericcio legale - speculazioni sul futuro del divorzio senza colpa, reminiscenze dei vecchi tempi delle procedure frettolose dell’Alabama - escluse i Maple.
Obsoleti come la loro cerimonia, Richard e Joan si allontanarono dal banco del giudice all’indietro, all’unisono, e restarono fianco a fianco, incerti su come girarsi, e Richard finalmente si ricordò di cosa doveva fare; la baciò.
"Nessuno ci appartiene, se non nei ricordi."
Fatevi un regalo: fate anche voi conoscenza dei Maple. Leggetelo.
(La conoscenza di Updike è venuta tramite preziosissimo consiglio di @NoodLesse. Grazie!)
Non è un romanzo, è una raccolta di racconti con i medesimi protagonisti, i coniugi Maples, raccontati in un trentennio, dal primo periodo del loro matrimonio fino al suo epilogo. Ogni racconto esamina un aspetto della loro vita coniugale, che si svolge tra alti e bassi, sempre in mezzo a tempeste emotive, mettendo in evidenza, con l’utilizzo di questo tipo di struttura, proprio le difficoltà ma anche le gioie che ogni matrimonio attraversa, passando attraverso infedeltà vere e immaginate, litigi e confessioni, figli e divorzio. Ne emerge una coppia “vera”, che il lettore osserva attraverso la scrittura elegante e poetica di Updike, che, a mio parere, allontana a volte dalla concretezza e dal realismo della vita matrimoniale, rendendo qualche passaggio astratto e non facilmente comprensibile. Ecco, se c’è qualcosa che non ho apprezzato in pieno è lo stile di scrittura, troppo colto e raffinato. In ogni caso una bella lettura.
Scoprii Updike quasi vent'anni fa grazie al solito tizio. Mi fece leggere 'Coppie' e il suo entusiasmo, che poi divenne anche mio, doveva aiutarmi a capire quale fosse il suo concetto di amore e che, certo, la marmellata di pesche e il casale in Langa non rientravano nel suo orizzonte. Come si cambia.
Ma quel libro era un capolavoro. Negli anni cercai e lessi quasi tutto di Updike e quasi tutto mi è piaciuto, o comunque mi ha fatto pensare, molto. Ho ancora quella copia, Guanda mi pare, tutta sgualcita, piena di sottolineature e di tazzine di caffè, di lacrime senza dubbio e di molta consapevolezza acquisita in un monolocale milanese in un inverno che è durato un paio d'anni.
Poi io ho appena compiuto 43 anni, sono una signora datata che piange molto meno e che apprezza maggiormente il potere di un ottimo bicchiere di rosso. Gli autori che mi fanno battere il cuore e rimbalzare i neuroni non sono poi molti, e mi piace sempre leggerli.
'Scene da un matrimonio' l'ho letto mentre ero in viaggio, scaricato sul mio Kobo, al freddo e con un vento gelido che mi soffiava addosso arrossandomi la pelle. Ecco, è esattamente quella la sensazione che ti lasciano addosso questi racconti, anche se li leggi in spiaggia sotto il sole di giugno. Il gelo della fine, delle storie che si logorano, dell'amore che finisce, o non finisce mai?
Il cinismo di Updike, quello che versa addosso ai suoi personaggi insieme a numerosi bicchieri di gin (ma quanto si beveva in quegli anni in quella parte di mondo e come cazzo poi facevano a stringersi in quegli abiti dalla vita strettissima..) quello è invariato. Però, mentre a 27 anni sottolineavo tutto con un ghigno e con un vedi? quanta ipocrisia, a me non capiterà, era tutto bianco o nero; a 43 anni ho imparato notevoli sfumature di grigio e nessuna di queste comprende frustini e manette. Ma, dicevo, a 43 anni il cinismo di Updike viene mitigato dall'amore riversato in quei bicchieri colmi di alcol, viene mitigato da frasi così:
'Voleva che fosse felice, e la consapevolezza che lontano da lei non avrebbe più saputo se fosse felice o meno rappresentava l'ultima, inattesa porta che gli sbarrava la strada dopo che tutte le altre erano state aperte'
Leggetelo. A qualsiasi età, con occhi diversi e con qualcuno che sappia preparavi un perfetto martini dry. O imparate a prepararvelo da soli, che è sempre la scelta migliore.
Poche volte come in questi racconti mi è capitato di leggere spaccati di vita matrimoniale così realistici, a tratti perfino drammatici e spesso paradossali. Ogni capitolo è un siparietto, ogni vicenda è un atto teatrale a se stante. Updike narra con una prosa impeccabile, che già di per sé è un capolavoro, vizi e virtù di due coniugi borghesi i Maple. Piccole ossessioni, deliri quotidiani, crisi coniugali sono narrati con una prosa cesellata, con uno sguardo lucido e implacabile. In più di un'ocasione mi sono sentita trascinare sul palcoscenico di "Aspettando Godot", stessa sensazione di sospensione, stessa attesa assurda. Un libriccino imperdibile. Ennesima chicca Clichy
Riuscire ad affezionarsi ad i personaggi dei racconti è molto difficile.. se non impossibile. In questo libro invece succede esattamente questo, cosí reali e veri, i Maple vi sembreranno dei vecchi amici di famiglia, capaci di esistere proprio in quella casa che vedete ogni giorno dietro l’angolo. In Scene da un matrimonio, Clichy Ddizioni , sono raccolti tutti i racconti che vedono come protagonisti i due coniugi dal 1956 al 1976. Si parla sostanzialmente delle vita dentro ad un matrimonio, del rapporto tra due persone, in questo caso unite da un feeling unico e da una forte ironia. Attraversiamo tradimenti, allontanamenti, riconciliazioni, nascite, un divorzio...un libro onesto, cinico, ironico, che fa compagnia e che dispiace finire. Se può interessarvi ho scritto una recensione più approfondita nel Blog (link in bio)
"Davvero non capisco questo fatto di dare via qualcosa e in un certo modo continuare ad averlo. Che cos'è - malinconia?"
"Bruciando dal desiderio di lasciarsi, se ne andarono, legati dalla consuetudine coniugale, assieme."
"Odio il tuo ego - disse - e il nostro sesso fa schifo, ma con te non mi sono mai sentita sola. Non mi sono mai, per un attimo, sentita sola quando siamo nella stessa stanza. - Le lacrime le fecero battere le ciglia e chiudere la bocca."
Questa raccolta di racconti dimostra che non sempre il romanzo è il punto piú alto della letteratura, che i racconti possono dire di piú, possono dire tutto e meglio, soprattutto quando sono scritti da un grande autore quale è Updike. Si tratta, qui, di fotogrammi che descrivono perfettamente la complessità del matrimonio, la diversità dei coniugi, la fatica del costruire un rapporto, ma anche la fatica di concluderlo. Un Updike ispirato, ironico, schietto.
Scene da un matrimonio John Updike Traduzione: Oliviero Pesce Editore: Clichy Voto: 5/5
Un libro che mi stava antipatico per via del titolo. Poi ho cominciato a leggerlo, la primissima pagina non mi è piaciuta proprio per via della copia e del matrimonio, ma lo stile mi ha catturato quasi subito e già alla seconda pagina non volevo più mollarlo. E' stato molto interessante da leggere, in particolare per quanto mi riguarda per il modo in cui Updike racconta le cose. Mi è piaciuto proprio il suo modo scanzonato ma non per questo superficiale di osservare e lasciarmi osservare questa coppia nel suo quotidiano, negli eventi che caratterizzano la loro storia. Bella poi la maniera in cui quelli che sono i vari capitoli che apparentemente sono singoli i racconti poi in realtà formano un tutt'uno organico. Mi è piaciuta anche molto l'introduzione dell'autore perché lascia un senso di confusione, non si capisce quasi se si tratti di due persone reali o solo inventate. Bella anche la parte finale del traduttore, che apprezzo sempre le rare volte che risulta presente nei romanzi stranieri.
Il matrimonio non è mai un argomento semplice da trattare, John Updike, invece, è capace di renderlo addirittura piacevole e interessante e in questo suo libro, che non può essere definito un romanzo e nemmeno una raccolta di racconti - narra le vicissitudini dei Maples, una coppia come tante, fotografata nella loro quotidianità e nell’arco di un trentennio, sempre pronta a superare le tempeste emotive, ad aggirare gli ostacoli della vita, ad accogliere le gioie e i successi ma putroppo incapace di stare insieme.
Questa raccolta di racconti è sicuramente stata scritta divinamente ma la storia non mi ha particolarmente conquistata. Presto pubblicherò una recensione sul mio blog http://sofiasnerdlife.altervista.org
Prima di iniziare a leggere il libro ho visto il telefilm interpretato da Oscar Isaac e Jessica Chastain e dire che è stato traumatico è dire poco. Mi è piaciuto talmente tanto che ho avuto l'ardire di cimentarmi nella lettura del libro che ha ispirato sia questo che altri lavori. Sapevo che potevo trovare differenze, come capita spesso e avevo paura che non mi avrebbe dato le stesse emozioni. Il libro è diverso (ma dai?!), ma comunque straziante e coinvolgente. Pagina dopo pagina mi ha divorato. Sì, di solito siamo noi a divorare i libri, in questo caso è il libro che ha divorato me, partendo dall'interno.
Richard e Joan Marple sono una coppia solida, con dei figli che amano. La loro vita è piena, tra lavoro, feste tra amici, colleghi e impegni famigliari. Ma c'è qualcosa che con gli anni si sgretola. Restano insieme per amore dei figli, ma hanno vite separate, lui vede altre, lei vede altri. Si rinfacciano queste "scappatelle", perché nonostante di fatto non esistono più come coppia, saranno sempre legati da un filo rosso. Si avvicinano, si allontanano. Piangono, urlano, bisbigliano. E' un racconto di vita quotidiana, che dura anni, anni in cui assistiamo al disfarsi e ricrearsi di vecchie e nuove vite.
Il tutto è raccontato dalla penna attraente di John Updike, che non conoscevo e che in questo libro ho amato. Penso che resterà uno dei miei libri del cuore per quanto mi ha colpita e affondata.
Editore: Edizioni Clichy Autore: John Updike Pagine: 255