In seguito allo scioglimento del prestigioso studio legale associato di cui è stato fondatore, l’avvocato civilista Alessandro Loggia, quarantasette anni, vedovo e pieno di debiti, trova nel suo unico figlio la forza per non mollare. Finché un giorno accade qualcosa di imprevisto: il vecchio studio riceve un lauto mandato da una multinazionale americana. L'incarico prevede la difesa del rampollo di una famiglia di magnati, Jason Barrett, accusato dell'omicidio di una giovane donna al largo di Civitanova Marche. Fingendosi il penalista Luca Mancini, suo ex partner, Loggia accetta l’incarico nonostante la totale inesperienza. E mentre assiste impotente allo sfacelo della propria esistenza, si prepara al primo processo penale della sua carriera. Quando ha inizio, Alessandro prova a barcamenarsi tra le menzogne che lui stesso ha messo in piedi, per ritrovarsi infine nel bel mezzo di un meccanismo più insidioso della sua stessa messinscena, con il rischio di diventare l'inconsapevole pedina di un imprevedibile complotto internazionale...
Da più giovane ho avuto una fase piuttosto intensa come lettrice di legal thriller, e da Turow a Grisham, mi sono letta quasi tutto. Quindi mi ha colpito subito vedere una trama con un avvocato nostrano, per di più quasi mio coetaneo, alle prese con un intrigo forse più grande di lui. E per quanto nostrano, devo dire che a mio parere la struttura regge ed è godibile.
Dopo un avvio calmo, ma a mio parere necessario per ambientarsi e prendere confidenza con i personaggi, il romanzo prende forza e in molti punti è appassionante.
Il protagonista è un civilista quasi mio coetaneo, amareggiato dalla vita e anche da una carriera non decollata. Quando viene incaricato di seguire un caso di omicidio, praticamente a digiuno di diritto penale (e, credetemi, sono due mondi totalmente opposti, civile e penale…) compie il vero azzardo della sua vita. Anche perché le indagini su omicidio e presunto colpevole non sono che l'avvio di una vicenda con piacevoli colpi di scena.
Un buon esordio nel legal thiriller. Mi è sembrato peraltro molto realistico sullo stato della giustizia, anche quando devia in sfumature amare. Insomma, non sono solo gli americani a poter tracciare eroi normali ma appassionanti.
classico caso di una buona idea e potenzialmente una discreta penna che non incontra nessun buon editor. Il libro è lentissimo in alcuni punti e super veloce in altri. Il lettore si perde. L'autore non ha idea di cosa sia lo "show , don't tell".
ok, vero, era tra i finalisti di Ioscrittore e aveva già avuto una vita editoriale prima di essere ripubblicato, ma oltre a cambiare titolo e copertina, qualcuno poteva farci il favore di lavorare sul testo. Soldi e tempo sprecati. peccato.
Trama articolata e un po' artificiosa ma godibile, grazie alla capacità dell'autore di "cambiare marcia" nella seconda parte del libro e di procedere in modo avvincente dopo un inizio forzatamente più lento. Il maggior pregio del libro è però nella ambientazione che mette in chiaro l'ambiguità della commistione fra pubblica accusa e giudice nella struttura organizzativa della magistratura italiana e il reale deficit di diritti dell'imputato nella patria di Cesare Beccaria
Forse un po lento all'inizio per diventare sempre più avvincente. Niente di eclatante ma decisamente piacevole. Bella lettura vacanziera con qualche approfondimento sul mondo forense
Metti un avvocato col pallino della scrittura e l’amore per la sua terra (si io in questo libro l’ho trovato) e viene fuori un libro piacevole da leggere tutto d’un fiato anche se a volte, a mio avviso, un po’ troppo prolisso.
Bellissimo mi è piaciuto moltissimo. Questo libro è stata una vera scoperta, avvincente, intrigante, emozionante e, se anche la storia gialla ha qualche connotazione forse eccessiva, la storia umana del protagonista è invece molto attinente alla realtà e ben raccontata. Una storia costruita su piani diversi a partire da quella del protagonista Alessandro Loggia che, dopo i grandi successi del suo passato prossimo, si trova ora a doversi barcamenare come meglio può per non soccombere del tutto alla crisi che lo ha ridotto sul lastrico. Quando il suo vecchio studio riceve il mandato per difendere il rampollo della famiglia Barrett – Jason - dall’accusa di omicidio, si fingerà essere l’ex collega penalista Luca Mancini con l’unico intento di risollevare le sue precarie condizioni economiche. Si troverà a lavorare su un caso estremamente difficile e più intricato di quanto si possa immaginare, con imprevedibili colpi di scena che mineranno anche le sue residue certezze. Un finale del tutto inaspettato che stravolgerà ogni cosa. Consigliato, senza ombra di dubbio. ***** Rilettura che conferma in pieno il giudizio originale