Continua l’avanzata vittoriosa di Annibale verso Roma. Nonostante abbia perduto le invincibili amazzoni, profondamente segnate dalla sparizione di Amistad, il condottiero di Cartagine cerca nuove alleanze tra il popolo celtico, l’unico che può sostenerlo nella sua conquista, e il suo cuore continua a pulsare d’amore per Castalia, la silenziosa guerriera dai capelli color ruggine rimasta al suo fianco. Intanto, una nuova profezia si affaccia all’orizzonte e un nuovo mistero sta per essere svelato: una bambina avrebbe dovuto essere pronta per l’arrivo del corvo. Per lei si fonderanno insieme l’amore del passato e quello del presente e da lei sorgerà una nuova discendenza, il cui compito sarà volare più in alto dell’aquila.
Nel precedente volume ci vengono presentati tutti i personaggi che fanno parte di questa serie affascinante e ben costruita che ci riporta indietro nel 200 a.C. durante le guerre puniche fra cartaginesi e romani per il dominio del Mediterraneo. Mentre nel primo romanzo abbiamo conosciuto la storia proibita tra l’amazzone Amistad e il condottiero romanzo Longino, in questo secondo volume conosciamo meglio il generale cartaginese Annibale, famoso per le sue eccezionali imprese militari e l’amazzone Castalia. Castalia, la guerriera muta, è indomita, forgiata fin da piccola nell'arte della guerra e della sorellanza. Le amazzoni sono da sempre la sua famiglia, le sue sorelle, insieme combattono e si difendono in battaglia. Dai loro principi l'amore è da sempre bandito, le loro leggi non ammettono uomini, ma lei non ha previsto che un possente generale l'avrebbe fatta innamorare perdutamente. Sfida la sorte e le sue leggi per inseguire i sentimenti che prova per Annibale, dona la sua spada, l'anima e il suo corpo all'uomo che con quegli occhi penetranti le è entrato nel profondo. Ma che colpa ha una donna che rischia tutto ciò che ha per amore? Può l'amore essere definito sbagliato? Lei ha avuto il coraggio di scegliere l'amore, di infrangere le regole e di tradire le leggi e le sue sorelle. Annibale è il grande generale dei cartaginesi, un uomo possente, temerario che di natura non si arrende mai. Fin dal primo incontro con Castalia, rimane incantato dalla sua bellezza, dai suoi capelli color ruggine, dalla sua forza e audacia. Lui riesce a capirla da un solo sguardo, nonostante lei non possiede l'uso della parola. Annibale mi ha conquistata fin dall'inizio: è affascinante poter leggere di un personaggio così fiero e vigoroso, ma è ancora più bello poter assistere al suo amore per Castalia. Un grande destino attende Castalia e Annibale, un destino narrato da un'antica profezia e tramandato di popolo in popolo. Storia, mito e profezie si intrecciano con passato, presente e futuro, dando vita ad un mistero che coinvolge il lettore fin dalla prima pagina. Attimi di intensa passione e momenti di romanticismo sono gli ingredienti vincenti di questa novella che va gustata pagina dopo pagina. Perché non sempre le storie più intense sono quelle narrate nei romanzi e questa novella è l'esatta dimostrazione che anche in poche pagine è possibile riuscire a descrivere con un tale trasporto, una storia di sofferenza, amore e perdono. Le descrizioni sono il punto forte dello stile dell'autrice: riesce a riportare su carta emozioni, sensazioni, immagini e suoni. E' come se riuscisse a proiettarci con le sue descrizioni all'interno del romanzo, come se noi fossimo protagonisti e allo stesso tempo osservatori della storia che viene descritta. Un talento unico che io ammiro tanto. Un altro aspetto positivo delle storie di Francesca è il saper riuscire a rendere le amazzoni più umanamente possibili. Sappiamo dalla mitologia che discendono dagli dei e racchiudono in loro forza, coraggio e l'essere indomita. Ma l'autrice riesce a renderle umane nelle loro debolezze, nei loro desideri e sentimenti molto spesso repressi per non tradire il loro credo e le loro leggi. Anche gli uomini vengono resi umani: l'autrice è stata in grado di denudarli della loro grandezza e delle loro perizie da condottieri possenti e valorosi per mostrarci i loro timori di perdere le donne che amano, di proteggerle dal pericolo, i loro sentimenti più profondi che provano per le donne che hanno rubato il loro cuore...
https://labibliotecadellibraio.blogsp... Prosegue la mia lettura della trilogia Amazzoni di Francesca Redeghieri, grazie anche alla rubrica, L'angolo vintage ho potuto prendere in mano diversi libri o ebook che ho messo da parte e questa volta ho scelto Castalia. La figlia del corvo. Nel primo romanzo ho scritto che l'autrice si è sì, focalizzata sulla storia di Amistad e Longino, ma ci ha anche presentato Castalia e Briseide, ed è in questo capitolo meno corposo, rispetto al primo, che l'autrice ci narra della storia tra Castalia e Annibale.
"Creerò una discendenza, farò in modo che dal corvo nasca una stirpe di donne impavide che a loro volta genereranno altre donne che, con le unghie e con i denti, difenderanno le loro terre e le loro divinità dagli invasori. Le aquile sorvoleranno i cieli di tutte le terre conosciute, e le figlie generate dal corvo combatteranno per impedire questo domnio."
Una leggenda narra che sarà la figlia del corvo ad abbattere le aquile, ma chi è il corvo? In questo nuovo capitolo l'autrice ha alternato passato e presente per parlarci di una leggenda che risale a molti anni prima, quando Castalia non era ancora nata, quando le Amazzoni sceglievano quando lasciarsi ingravidare per poter proseguire la stirpe e la loro discendenza. Ma vent'anni prima, Mira, amazzone, non si aspetta che dall'incontro con Bran, il suo mondo, le sue conoscenze, le sue idee saranno completamente stravolte. Bran è il corvo, giunto in Anatolia per dare un senso a quella profezia, per cercare colei con cui insieme dare vita e un futuro che distruggerà i romani. L'incontro tra Mira e Bran genererà colei che proseguirà la progenie del corvo, ma le Amazzoni hanno un codice da rispettare e quando questo non succede, vengono cacciate e marchiate, è quello che succede a Mira che ama il suo corvo ed è costretta ad andare via. Se il passato è questo, il presente sono Castalia e Annibale, grande condottiero cartaginese, con un odio profondo verso i romanzi e un amore incontrastato verso la sua donna.
Lui era Annibale, il grande condottiero. Il conquistatore. Ma dinanzi a Castalia non era altro che un umile servo, nato con il solo scopo di amarla e venerarla.
L'amore tra i due è potente e forte, davanti alle avversità sentono la presenza l'uno dell'altra, anche se Castalia è muta dalla nascita, il suo amante riesce a percepirla ovunque con l'olfatto prima e con lo sguardo dopo, anche se è il cuore quello che comanda. E quando insieme intraprendono un lungo viaggio per giungere su suolo italico per incontrare un popolo, quello dei celti, tutte le certezze, le convinzioni in Castalia crollano. E' lei la figlia del corvo, è lei che dovrà proseguire la profezia... Castalia, la figlia del corvo è stata una lettura molto intensa, mi piacciono i libri che parlano di un amore così forte da varcare i confini di ogni cosa, i sentimenti che legano i personaggi di questa serie riescono a far trasparire tutto l'ardore, la passione e l'intensità di ciò che provano. Interessante il tessuto storico di base dove poi viene narrata la storia di Annibale e Castalia, ma anche quella di Mira e Bran, l'odio che li accomuna verso i romani, definiti nella profezia le aquile li porterà a proseguire una battaglia che sicuramente ritroveremo in futuro!!!
La trilogia Amazzoni comprende:
1 Amistad. La figlia della luna - recensione 2 Castalia. La figlia del corvo 3 Briseide. La figlia del sole
Quella narrata in “Castalia – La figlia del corvo” è una storia molto dolce, passionale, poco contrastata.
A differenza del precedente episodio (Amistad) che intesseva una storia piena, storicamente incastonata, ricca di vicissitudini personali, e dietro le quali si nascondeva una profezia che orientava le scelte di alcuni antagonisti, in questo secondo racconto la profezia (una differente) spiega la cornice in cui Castalia ha scoperto di trovarsi, condizione che le pone davanti dei dubbi esistenziali. Tuttavia, le vicende narrate, più che snocciolarsi in relazione alla profezia stessa, seguono prevalentemente delle questioni sentimentali e familiari, nelle quali risultano esserci solo lievi dissapori in grado di sconvolgere il lettore.
Lui era Annibale, il grande condottiero.
Il conquistatore.
Ma dinanzi a Castalia non era altro che un umile servo, nato con il solo scopo di amarla e venerarla.
Avevo amato particolarmente i personaggi di Annibale e Castalia, e ho ritrovato in questo racconto la stessa passione e lo stesso amore tra il condottiero e l’amazzone priva di parola. L’unica cosa che mi è mancata, anche dal punto di vista della caratterizzazione, è un po’ d’azione, di tensione; le motivazioni dei personaggi sono state lasciate un pochino in sottofondo, dietro a tante scene d’amore.
Ho poi trovato qualche refuso e alcuni salti di scena improvvisi che mi hanno fatto pensare a un editing veloce, nonostante la bella mano dell’autrice.
Ho immaginato questo secondo episodio come uno spin-off autoconclusivo, rispetto alla trama principale incentrata su Amistad e sulla sorella, della quale non vedo l’ora di leggere il seguito.
Una conferma dopo Castalia!!! Ho adorato il rapporto tra il cartaginese e la bella amazzone, così come ho amato l’intreccio famigliare e, successivamente, la profezia.
Iniziamo la giornata con una nuovissima recensione! Francesca Redeghieri è tornata con il secondo volume della serie delle Amazzoni. È una novella piacevolissima da leggere che ho divorato in poco tempo senza neanche accorgermene. Non posso parlarvi molto della storia in quanto ho paura di incorrere a spoiler che vi rovinerebbero la lettura. Comunque vedo di raccontarvi le cose principali. Come nel primo volume di questa saga in cui i protagonisti erano Amistad e Longino (qui), anche in questo romanzo breve ci imbattiamo tra mito e storia. Però questa volta è tutto dedicato a loro: Annibale e Castalia *__*!
Due personaggi che mi avevano incuriosita parecchio già nella storia di Amistad, e che qui ho avuto il piacere di conoscerli meglio con i loro “problemi”, le loro passioni, l’amore forte e dolcissimo che provano l’uno per l’altra. La Redeghieri ha fatto un ottimo lavoro con questa coppia, ma soprattutto ho adorato immensamente come ha descritto Annibale per la dolcezza dei sentimenti che prova nei confronti di Castalia. Sappiamo già dal primo libro che le Amazzoni sono donne valorose che si sostengono e si proteggono a vicenda anche se non hanno nessuna parentela tra loro e, soprattutto, non devono provare amore per alcuna persona altrimenti vengono marchiate per tradimento. Ecco quello che succede a Castalia dopo che ha avuto il coraggio di inseguire l’amore per il cartaginese Annibale aiutandolo in qualsiasi momento e modo. Ed è qui che gira la loro storia con profezie, segreti e altro da scoprire.
Castalia: La figlia del corvo è il secondo volume della Serie Amazzoni dell’autrice Emiliana Francesca Redeghieri, edito da Emma Books per la collana Vintage. Continuano in questo secondo capitolo le vicende romance storiche, in particolare quelle dei personaggi di Annibale e Castalia. Infatti questa storia è dedicata tutta a loro, alle loro faccende sentimentali e famigliari e ne sono davvero felice! Come il primo volume, la lettura è scorrevole e semplice, un romanzo breve ma mai banale e sicuramente appassionante, si legge (e si sogna) davvero tutto d'un fiato. L'autrice è davvero brava a coinvolgere il lettore, grazie al mistero che sta dietro alla profezia e anche per questo si legge ogni pagina con curiosità. Mi fa proprio piacere aver conosciuto la scrittrice con questa sua serie Amazzoni, continuo a consigliarla a tutti e non vedo l'ora di cominciare il terzo capitolo, Briseide.
Il romanzo breve, spin off di “Amistad la figlia della luna”, si concentra sul personaggio di Castalia, la misteriosa amazzone muta che abbiamo già imparato ad amare nel romanzo principale.
Castalia ha deciso di seguire il suo cuore e accompagnare Annibale, l’uomo che ama, nella sua missione presso il popolo celtico.
Insieme dovranno conquistare la fiducia dei potenziali alleati, mentre intorno a loro i segni di una profezia diventano evidenti.
Come Amistad, anche Castalia è segnata da un destino unico, un destino che nasce dalle sue origini, che nemmeno ricorda.
Così mentre conosciamo meglio Castalia e il tenero amore che la lega ad Annibale, romantico e allo stesso tempo composto e mai eccessivo, ci troviamo a dover svelare il mistero della sua nascita e del suo destino, che sembra legato a un’altra donna, Mira, che vive con i celti.
Nelle due storie parallele, passato e presente si fondono in un insieme armonioso, mentre gli indizi pian piano ci vengono rivelati, rendendo il romanzo ancora più che Amistad intriso di magia e di simbolismo.
In una scrittura fluida ed evocativa, lieve e profonda allo stesso tempo, l’amore in questo libro la fa da padrone. L’amore muove il fato, come un giocatore con le sue pedine. Molto meno spazio è lasciato a intrighi e avventura; in questo romanzo i sentimenti, e non solo quelli romantici, diventano protagonisti, dimostrando che la vera forza nelle persone è la loro capacità di amare, in ogni senso.
È una storia molto dolce, passionale, poco contrastata. A differenza del precedente episodio (Amistad) che intesseva una storia piena, storicamente incastonata, ricca di vicissitudini personali, dietro le quali si nascondeva una profezia che orientava le scelte di alcuni antagonisti, in questo secondo racconto la profezia (una differente) spiega la cornice in cui Castalia ha scoperto di trovarsi, condizione che le pone davanti dei dubbi esistenziali. Tuttavia, le vicende narrate, più che snocciolarsi in relazione alla profezia stessa, seguono prevalentemente delle questioni sentimentali e familiari, nelle quali risultano esserci solo lievi dissapori in grado di sconvolgere il lettore. L’unica cosa che mi è mancata, anche dal punto di vista della caratterizzazione, è un po’ d’azione, di tensione; le motivazioni dei personaggi sono state lasciate un po’ in sottofondo, dietro a tante scene d’amore. Ho immaginato questo secondo episodio come uno spin-off autoconclusivo, rispetto alla trama principale incentrata su Amistad e alla sorella, della quale non vedo l’ora di leggere il seguito.
L'amore tra Annibale e Castalia è forte e invincibile. Bellissima storia nella storia, che tramanda nei secoli il frutto di questo amore. Castalia è la predestinata ad essere la capostipide di valorose donne guerriere, come lo era sua madre Mira, anche lei legata da un profondo amore a Bran, il corvo. Storia emozionante e avvincente.
Meraviglioso anche questo secondo capitolo. La trama è sempre ben sviluppata e la scrittura eccellente. Esistessero più autrici così capaci sarebbe sempre un piacere leggere!