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Non sarò mai la brava moglie di nessuno

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La mattina del primo maggio 1947 una giovane e attraente impiegata sale fino alla terrazza panoramica all’ottantaseiesimo piano dell’Empire State Building, il grattacielo simbolo di New York, e si lancia nel vuoto. La fotografia del suo cadavere, miracolosamente intatto e bellissimo, scattata da un giovane fotografo sconosciuto subito dopo lo schianto, diventa una delle immagini più celebri e potenti mai pubblicate da LIFE Magazine. Quella ragazza si chiamava Evelyn McHale. La sua è una storia affascinante e misteriosa, come e forse più di un romanzo. Dopo anni di ricerche e interviste, Nadia Busato ha scritto un romanzo ispirato a Evelyn partendo proprio dalla celeberrima fotografia che ha suggestionato, anche grazie al lavoro di Andy Warhol, la moda e l’arte delle avanguardie pop.

255 pages, Paperback

Published March 22, 2018

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Nadia Busato

9 books8 followers

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5 stars
27 (10%)
4 stars
79 (29%)
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106 (39%)
2 stars
44 (16%)
1 star
10 (3%)
Displaying 1 - 27 of 27 reviews
Profile Image for Francesca Maccani.
215 reviews38 followers
April 18, 2018
Non sarò mai la brava moglie di nessuno scrive Evelyn McHale sul biglietto che lascerà prima di suicidarsi, lanciandosi nel vuoto dall'Empire State Building. Ma chi era questa ragazza passata alla storia come la suicida più bella? chi è l'icona immortalata in una foto fortuita poco dopo essersi schiantata sulla Limousine di un dilpomatico, resa celebre da Andy Warhol?Lei che nel suo commiato scrive di non voler essere ricordata, suo malgrado diviene celebre grazie alla somiglianza con la Biancaneve della Disney. Nadia Busato tenta di fare luce sulla figura di questa ragazza misteriosa che alla vigilia delle nozze, durante la parata del primo maggio, decide di lanciarsi dal grattacielo più famoso di New York.
Un capitolo dopo l'altro, una voce narrante alla volta, ognuno narra un frammento dei propri ricordi in modo da cercare di ricostruire la vita di Lynn.
Una prosa ricca di digressioni e rimandi storici, dalla grande depressione al dopoguerra.
Il tutto anticipato dalla storia della madre di questa ragazza, che un bel giorno lascia il marito e i sei figli e se ne torna a vivere in California. Una madre dalla quale pare aver ereditato qualche bizzarria, delle stravaganze e soprattutto l'inquietudine.
Un romanzo questo della Busato che ha la veridicità di un saggio, un misto di fiction e realtà storica che trasuda dell'irrequieta insoddisfazione e mancanza di identità che molte donne americane vivono negli anni '50. Un male oscuro che pare colpire molte madri e mogli della borghesia della costa occidentale degli Usa.
(sto leggendo non a caso La mistica della femminilità della Friedan).
Non sarò mai la brava moglie di nessuno appare quindi come un grido di ribellione e disperazione che accomuna molte donne e che in Evelyn McHale ha trovato un simbolo e un'icona.
Case dalle sbarre dorate, cui lei, ha preferito, un volo infinito ed eterno.
Profile Image for Neophrem.
260 reviews7 followers
August 13, 2020
Recensione stringata: Mia Immagine

Recensione pedante: Lo scopo di questo libro, secondo la trama data dalla casa editrice, era far rivivere la storia di Evelyn McHale, anonima abitante di New York che un bel mattino del maggio del '47 decide di buttarsi dall'Empire State Building - e il caso vuole che la foto di lei nel suo sepolcro di lamiera diventi un'icona.
Lo scopo l'abbiamo proprio mancato.
Ciò che invece questo romanzo presenta è una girandola di retorica pretenziosa e accanita, che fa il verso ai narratori beat anni '70 ma che risulta miserabilmente wasp, con un punto di vista così borghese, consumistico e contraddittorio che non ho provato altro che insofferenza nei confronti di questa vicenda malamente raccontata.
I personaggi non sono veri personaggi bensì solo comparse opache. L'io narrante tenta di dar loro uno spessore ma il più delle volte prende il sopravvento e i pensieri dell'autrice soverchiano e diventano tutt'uno coi dialoghi e con le riflessioni, stilando pagine e pagine (non sto esagerando: asciugando ce ne sarebbero potute essere 50 in meno a dir poco) di frasi fatte e metafore che rimarcano sempre i medesimi concetti - concetti parziali e ridondanti che hanno reso la lettura pesante, arrogante, persino snob nella sua aggressiva ossessione di voler dipingere la vita come una costante ode alla morte.
Ho avuto la sensazione che la Busato ci abbia voluto infilare a forza tantissimi aspetti della società dell'epoca - il femminismo, la cultura nera, la bolla finanziaria, l'arte della fotografia d'assalto etc - ma l'ha fatto di fretta, alla rinfusa, infilando riferimenti qua e là come foglie compresse tra le pagine a seccare, tanto che risultano spesso dissociate e totalmente superflue, oltre che affrontate con brutale superficialità.
Le digressioni sono troppe e non necessarie, il filo conduttore del romanzo è fondamentalmente il respiro della morte che aleggia su ogni cosa (allegria allegria!), alcuni capitoli sono stati inseriti per palese volontà di allungare il brodo (ce ne fregava qualcosa del primo suicida dell'Empire State Building? E di quella che è sopravvissuta? E del poliziotto con la moglie che legge le rivelazioni divine nel cruciverba? E del marito di Mary che è morto e poi lei si sentiva triste, poi è andata a un mucchio di feste ad ascoltare pettegolezzi, poi gli anni sono passati e lei s'è ripigliata e adesso è felice?Mia Immagine), e la storia di Evelyn, che doveva essere la protagonista, viene appena accennata, mai approfondita, mai indagata, mai davvero svelata.

Diciamo che alla fine non vedevo l'ora che questa figliola si buttasse, almeno per pietà nei miei confronti.
Profile Image for wuals ☁️.
70 reviews15 followers
August 22, 2019
Mi dispiace dare solo due stelline perché avevo molte aspettative e alcuni passi del romanzo sono veramente intensi e belli, ma per il resto personalmente l'ho trovato noioso e pesante... l'ultimo capitolo poi per me è stato fin troppo.
Profile Image for La Biblioteca di Eliza.
590 reviews90 followers
October 3, 2018
Sono 3 stelle e mezzo!

https://www.labibliotecadieliza.com/2...

Quando leggo un romanzo tratto da una storia vera cerco sempre di documentarmi e il web in questi casi è una manna dal cielo. Per questo libro sapevo bene cosa cercare: una foto pubblicata sulla rivista Life nel 1947. Ora fatelo anche voi, andate su Google e nella barra di ricerca scrivete Evelyn McHale. Vi apparirà ripetuta decine di volte la foto di Evelyn morta, adagiata sul tettuccio di una macchina che ha centrato dopo essersi lanciata dall'86esimo piano dell'Empire State Building. Sembra quasi dormire in questa nicchia che si è creata. E' bellissima, ma anche agghiacciante questa foto. No basta, non potete fissarla oltre, eppure non riuscite a farne a meno. Le gambe graziosamente incrociate all'altezza delle caviglie, una mano che sembra giocare con la collana di perle, l'altra che quasi si porta alla tempia. Una bella addormentata che racchiude chissà quale segreto.


Questa foto farà il giro del mondo, scattata da un giovanissimo fotografo che poi sparirà dal mondo della fotografia. Ispirerà scrittori e artisti, Andy Warhol, David Bowie. E' una foto potente che l'autrice Nadia Busato ha visto quasi per caso. Ma è rimasta lì, un tarlo che l'ha portata a documentarsi, a cercare di capire e , infine, a scrivere un romanzo in cui dà voce solo per ultimo alla stessa Evelyn. Prima la conosciamo grazie alle parole della madre e della sorella, del poliziotto che per primo accorse sul luogo della sua morte, del fidanzato che la sera prima l'aveva lasciata senza ravvisare niente di preoccupante, dell'amica che l'ha conosciuta durante la guerra.

Ne esce il ritratto di una donna che non è riuscita a trovare il suo posto del mondo, ma che lo stesso mondo non è riuscito ad accogliere, figlia di un periodo storico in cui il sogno americano così brillante e luminoso sembra sbiadito dopo la crisi della Grande Depressione e della guerra. Oggi forse non ce ne rendiamo conto ma quella è stata una generazione in bilico, che è passata dall'orrore dei campi di combattimento, delle bombe atomiche alla normalità della casa. Come passare dall'uno all'altra? Come capire cosa fare di se stessi? Se poi si è donna la strada si stringe: figlia, moglie e madre, questo il destino. Un mondo che sembra enorme, una città che scintilla con i suoi grattacieli sempre più alti, la terra delle occasioni... ma non se sei Evelyn, se provieni da una famiglia numerosa, abbandonata troppo presto da una madre che come te si sentiva stretta in un ruolo preconfezionato e se sei stata cresciuta da un padre che ti trascinava per lavoro da una città all'altra. Evelyn non aveva radici, non riusciva a trovare un luogo in cui crearsi una vita semplicemente perché non sapeva come fare, dove cercare, chi cercare. Uno spirito libero? Una pazza in molti l'hanno definita! No, personalmente credo che Evelyn fosse tutto fuorché pazza. Sola, incapace di dare e cercare amore e affetto. Evelyn è un prodotto atipico del suo tempo, di una società così forte da decidere i destini del mondo ma così debole da rinchiudere donne e uomini in ruoli stretti e angusti.

Nadia Busato ci regala un romanzo non facile, non per tutti, un romanzo forte e potente, che ti richiede ogni grammo di attenzione. Non racconta solo una storia, non ci dice solo chi è Evelyn e perché si lanciò da quel grattacielo. No. Spinge il lettore a capire, a conoscere Evelyn e la sua generazione, il mondo che le si muove intorno, un mondo fatto di gente che si buttò da quello stesso grattacielo prima e dopo di lei, perché lo fecero? Quando? Perché una di loro sopravvisse alla caduta?
E' un romanzo che richiede pazienza e tenacia. Non è stata una lettura immediata, ho faticato all'inizio cercando di capire come saremmo arrivati a quel 1 maggio 1947 e a quella foto. Insomma, mi sono dovuta guadagnare una storia che poi si è rivelata forte e potente, triste nella sua malinconia ma splendida in uno scatto fotografico che ha fatto la storia.

Leggetelo, ma solo se liberate la mente dall'idea della classica biografia. Non lo è e non lo sarà mai. Guardate prima quella foto, cercate di capire cosa suscita in voi. Osservate l'espressione quasi pacifica di Evelyn, sembra dire Ce l'ho fatta! Mi sono liberata!
Profile Image for Giulia.
152 reviews143 followers
March 6, 2019
"Non voglio che nessuno mi veda, nemmeno la mia famiglia. Fatemi cremare, distruggete il mio corpo. Vi supplico: niente funerale, niente cerimonie. Il mio fidanzato mi ha chiesto di sposarlo a giugno. Ma io non sarei mai la brava moglie di nessuno. Sarà molto più felice senza di me. Dite a mio padre che, evidentemente, ho fin troppe cose in comune con mia madre.

Meraviglioso.
+ il "behind the scenes" di questo libro è una storia a sé.
+ Nadia è un vulcano. Di parole ed emozioni.
+ da leggere con calma, un capitolo per volta.
Profile Image for Giulia_juintravel.
119 reviews11 followers
April 5, 2020
Ho scoperto questo titolo durante la lettura di "Svegliami a mezzanotte" di Fuani Marino. Spinta dalla curiosità, ho cercato informazioni su quello che viene definito il "suicidio più bello del mondo", e la foto mi ha a dir poco scioccata e, allo stesso tempo, affascinata.
In questo libro Nadia Busato cerca di ricostruire la storia di Evelyn, inserendo sia elementi di realtà frutto di ricerca che elementi di fantasia.
In ogni capitolo troviamo un punto di vista diverso di vari personaggi, che ci permettono di conoscere sia il personaggio stesso sia Evelyn, dalla sua infanzia fino a quella maledetta mattina di maggio.
Ho apprezzato molto i capitoli con protagonisti i familiari e conoscenti diretti di Evelyn, meno quelli dal fotografo e alla redazione del giornale, li ho trovati troppo distaccati dalla storia principale e, proprio per questo, poco approfonditi.

Helen, la madre di Evelyn, una donna tormentata che abbandona la famiglia.
"A che serve una donna che non sa ridere?"
"Sono le cose che gli altri non sanno di noi stessi che ci danno la forza di essere ciò che siamo."
Della notte le piace soprattutto l’assenza di ombre. Quando ti abitui all’oscurità, ti accorgi che le cose sono come sono. Il buio è più onesto. Non nasconde niente. La notte non ha mai nessuna grande notizia.
La felicità è desiderio di ripetizione. Siamo felici se collezioniamo abitudini, piccole abitudini
Julianna, compagna di Evelyn al Women’s Army Corps. "Lynn era una abbastanza regolare, a dirla tutta. Però aveva, non so bene come descriverla, una specie di inquietudine, un’irrequietezza. Certi periodi se ne stava per conto suo, e diventava come selvatica."
"Voi non sapete che passare dalla guerra alla pace è come far ritorno, ancora pazzi, dall’inferno sulla terra."
"Si può essere nemici su molti più fronti di quelli sui quali ci si è alleati."
Friedrich Eckert, suicida dall'Empire State Building nel 32. "Ogni alba, ogni giorno che nasce, ogni volta che l’oscurità finisce, proprio in quel momento lì, da qualche altra parte, ecco, quello è l’inizio di un’altra fine. Se non è la tua, è solo perché sei fortunato."
"Quando c’è la meccanica c’è tutto. Finché l’ingranaggio non si ferma, il moto è infinito, eterno. La felicità è desiderio di ripetizione, ma la beatitudine è il prodotto della meccanizzazione."
John Morrissey, agente di polizia.
«Tutti moriamo per tre ragioni soltanto, John. La prima è che dio abbia deciso che abbiamo fatto tutto ciò che ci era possibile. La seconda è che dio abbia capito che non potremo mai realmente fare tutto ciò che ci è possibile. E infine, la terza è che non possiamo farcela. Non ci sono altri motivi.»
"L’uomo che sa di morire sa quanto tempo gli resta. Il morente può davvero misurare il tempo." ... "I vivi si battono più spesso per piccole questioni che per grandi ideali."
"Quando ti dicono che l’amore ti fa felice, ridi forte, non credergli, non farti fregare. Ognuno si salva da solo. Devi essere forte nella vita, senza nessuno. Poi un giorno l’amore arriva, ti rende ancora più forte, e intanto ti fa male, malissimo, così profondamente da spezzarti qualcosa dentro. L’amore ti fa morire, questo sì."
Helen, sorella maggiore di Evelyn. «Il corpo si disfa, l’appetito si placa e ogni donna senza trucco ritorna se stessa. Che cosa ti resta, quando rimani nuda, se non ti rimane almeno l’amore?» «Ah! Dunque mi dai ragione. L’amore non è un premio, ma una consolazione. Tu ti agghindi per nasconderti. Dietro al trucco non ti senti bella, ma sola.»
"Non cercava niente; ma quando lo trovava finiva che poi, a un certo punto, senza che nessuno potesse prevederlo, scappava via."
Barry Rhodes, il fidanzato di Evelyn.
"per un tempo relativamente breve, comunque finito, si comportava come una che volesse cambiare tutto."
"Bisogna prendere sul serio le minacce prima del collasso. E bisogna fare attenzione alle cose belle, proteggerle, preservarle. Sono loro le prime a fronteggiare il dramma, sono loro che resistono all’orrore, che offrono appiglio e forse addirittura salvezza."
Robert Wiles, lo studente di fotografia del famoso scatto, che rimase profondamente turbato dalla vicenda. "Viste da fuori, le vite degli altri ci sembrano perfettamente levigate. Dobbiamo sforzarci per notarne gli spigoli, le interruzioni; ma, in generale, conservano una perfezione e una linearità che ci pare equilibrata. Inevitabilmente ci sfugge il senso dell’infelicità altrui, che si insinua ramificandosi nelle impercettibili increspature sotto la superficie liscia e vellutata che conduce la vita di tutti i giorni a veleggiare sicura verso i traguardi più importanti."
La redattrici del Times. "Non è la morte che pubblichiamo, ma la bellezza di ciò che ci terrorizza e ci affascina. Il mistero"
Elvita Adams, una sopravvissuta alla caduta dall'ottantaseiesimo piano. "Quando qualcosa si spezza, si hanno due possibilità: trovare un modo per rimetterla insieme, o mandare tutto in frantumi. La scelta non è così ovvia; e tantomeno si può affermare con certezza che un’opzione sia più nobile dell’altra. Consideriamolo un problema di fisica, applichiamo il principio secondo cui, fino all’ultimo, l’unica certezza a guidarci resta il dubbio. Due le opzioni possibili: ricreare l’equilibrio, riportare le parti allo stato di quiete; oppure, cedere all’entropia, autorizzare l’imprevedibile separazione."
L'ultimo capitolo è dedicato alla stessa Evelyn.
"Nella città grande, densa di persone, le strade mi hanno sempre attirato più delle stanze. Non cercavo l’incontro, ma la prossimità: quel limite valicabile che sceglievo di non oltrepassare mai con decisione, lasciando che la vita mi attraversasse senza travolgermi. Non ero sempre capace di resistere: a tratti ho subito l’attrazione magnetica di un luogo, di un sentimento o di un’ambizione; il fascino di un’esistenza che indossavo come uno scintillante vestito da sera nel tempo di poche notti straordinarie. Salvo poi tornare in me, d’un tratto, senza riuscire a trovare le parole giuste per dire addio.
Un’anima sola non è necessariamente infelice o misera. L’intimità non è una condizione necessaria all’esistenza. Ho temuto spesso di smarrirmi; ma esiste un piacere intimo e impagabile nell’avvertire lo sgretolamento delle certezze tanto faticosamente costruite, nel causare una reazione a catena che culmina con l’esplosione della libertà vera, quella che non ha più legami con nulla, che non ha limiti o confini; quella che distrugge ciò che non vuole ricostruire. La solitudine è un posto davvero speciale: si trova su un fondo che in pochi riescono a raggiungere; e dove quasi nessuno vuole restare. Dal di fuori, non è riconoscibile, non ha manifestazioni epidermiche.
L’estraniamento ci è necessario quanto l’ossigeno. Senza la capacità di non pensare non potremmo sopravvivere, la vita ci investirebbe, il cuore non reggerebbe all’emozione dell’essere vivi, reali; non potremmo percepire il benessere, la serenità, l’appagamento. Una vita da esseri coscienti, lucidi, sempre razionali non condurrebbe che a un pensiero: mentre viviamo, stiamo morendo. Per continuare a vivere dobbiamo distrarci dal pensiero della vita."

Non voglio che nessuno mi veda, nemmeno la mia famiglia. Fatemi cremare, distruggete il mio corpo. Vi supplico: niente funerale, niente cerimonie. Il mio fidanzato mi ha chiesto di sposarlo a giugno. Ma io non sarei mai la brava moglie di nessuno. Sarà molto più felice senza di me. Dite a mio padre che, evidentemente, ho fin troppe cose in comune con mia madre. [Questo è il biglietto lasciato da Evelyn McHale prima di uccidersi]
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for La lettrice controcorrente.
597 reviews250 followers
May 21, 2018
Tre stelle e mezzo.
Non sarò mai la brava moglie di nessuno di Nadia Busato (Sem) è un libro che mi ha stregato. Mi ci sono imbattuta durante il Salone del libro, il titolo mi ha colpito, la foto sul retro è come se mi avesse marchiato, m è rimasta impressa e ho dovuto cominciarlo subito.

La storia è quella di Evelyn McHale, una ragazza di ventitre anni, che il 1° maggio del 1947 ha deciso di togliersi la vita gettandosi dall'ottantaseiesimo piano dell'Empire State Building. La sua foto, anche se io ammetto di non averla mai vista prima di qualche settimana fa, ha fatto il giro del mondo. Un fotografo l'ha ritratta in una grottesca sepoltura, quattro minuti dopo la morte. Una caviglia sull'altra, la calza leggermente scomposta e in mano la collana, come se ci stesse giocando. Sul viso un'espressione di beatitudine, su un biglietto la foga di sparire.
A turno parlano le persone che hanno preso parte all'evento. Il commissario, il fotografo che l'ha immortalata e la redazione di Life. Chi era Evelyn? Perché l'ha fatto?
Profile Image for ilaria.
157 reviews14 followers
June 16, 2019
Finalmente domenica mattina, finalmente sono arrivata alla fine.
Questo libro era sul comodino dal giorno dopo che ho avuto la fortuna di conoscere Nadia, (grazie a un’amica comune). Poi il mio (primo) viaggio a New York. Leggerlo con gli occhi pieni di NYC, di ascensori per l’ottantesimo e poi l’ottantaseiesimo piano dell’Empire, di terrazza panoramica e quello che ci sta sotto.
Ma soprattutto coglierci un’umanità piena e attenta, a partire dalla madre di Evelyn fino a Elvita Adams, in una rete di storie fatta di trame fitte e accurate.
Che lavoro di fino dietro a questa storia, che parole meravigliose quelle di Nadia: grazie ancora per averle scritte.

Ci sono innumerevoli passaggi che potrei riportare, ne scelgo uno:
“Siamo umani perché siamo mortali. E mentre aspettiamo di morire, diluiamo l’attesa con le parole; comunichiamo, ci raccontiamo, rendiamo la nostra vita parte della storia, quella meravigliosa cosmogonia di esistenze, di episodi, di rivoluzioni infilate una dietro l’altra su un lungo arco teso da un passato ipotetico a un futuro ignoto. Che solidità, la storia. Che appiglio, il ricordo.”
Profile Image for Lucia.
106 reviews14 followers
July 7, 2018
Un libro bellissimo, scritto accuratamente, ben documentato, ma soprattutto un proiettile che arriva dritto al cuore.
Profile Image for Anna.
63 reviews5 followers
April 1, 2020
Un libro che mi ha divisa molto. Forse perché avevo grandissime aspettative nel leggerlo, la trama mi aveva intrigato molto,ancora di più il fatto che fosse tratto da una storia vera. Ma non è riuscito a soddisfare il mio desiderio. Do comunque tre stelle perché è scritto abbastanza bene e certi passaggi del libro sono veramente coinvolgenti ed intesi.
Non mi è piaciuta la scelta stilistica e, per quanto mi riguarda ho trovato alcuni capitoli del libro inutili alla storia e troppo pomposi. Si perde nel raccontare vita, morte e miracoli di persone che hanno ben poco a che vedere con la nostra Evelyn e questo fatto lascia interdetti. E della sua storia ci dice ben poco.
Profile Image for Simo.
388 reviews63 followers
December 7, 2018
“Quando smettiamo di sentirci unici, torniamo a sentirci soli. Di fronte a questa evidenza, persino l'amore non è più abbastanza.„

Completamente diverso da ciò che mi aspettavo. Credevo di trovarmi davanti alla storia di Evelyn McHale, invece mi sono trovata davanti alla storia di un sacco di persone diverse. Tutte in qualche modo collegate a lei, ma gli eventi raccontati non sempre la riguardano. Sono rimasta momentaneamente perplessa a inizio lettura.
La prosa dell'autrice mi è piaciuta molto, ma al tempo stesso non è stato il libro che mi aspettavo. Pensavo di dare 3.5, ma l'ultimo capitolo è stato pura poesia, quindi alla fine si merita comunque un bel 4 pieno.
Profile Image for MartaMP.
92 reviews29 followers
December 31, 2020
La prima metà è molto interessante, si ricalca la vita della protagonista e le esperienze di chi l'ha incontrata prima, durante e dopo il suicido.
La seconda metà è carina da leggere ma niente di imperdibile.
Il voto complessivo è comunque un 3 pieno, forse anche un 3.5 perché tocca argomenti che fanno riflettere.
Profile Image for Rita Terlizzi.
442 reviews11 followers
July 31, 2021
"Non sarò mai la brava moglie di nessuno" di Nadia Busato

Editore‎ SEM 2018
255 pagine
⭐⭐⭐⭐ +++

New York, la mattina del 1° Maggio del 1947, una giovane donna sale fino alla terrazza panoramica all’86esimo piano dell'Empire State Building, scavalca il parapetto e si lascia cadere nel vuoto da un'altezza superiore ai 300 metri!!! 😥
Perché?? Cosa passava per la testa di quella povera ragazza!!?!??
Si chiamava Evelyn McHale, ed aveva solo 23 anni... la sua storia, e quello che ha fatto o pensato nelle ore precedenti al suicidio rimarranno per sempre un segreto, il suo segreto 😰 soprattutto per l'enigmatico biglietto lasciato... poche parole scritte a mano da Evelyn.... 😓

Nessuno potrà mai sapere quanta sofferenza e quanto dolore aveva dentro, l'unica certezza è che Evelyn voleva essere letteralmente "cancellata" dalla memoria di tutti, come aveva richiesto nelle sue ultime "volontà".... invece entrerà nella storia, diventerà un’icona con la sua bellezza post mortem 😥 perché la fotografia del suo cadavere, "miracolosamente" intatto e bellissimo, scattata da Robert Wiles quattro minuti dopo lo schianto, diventerà una delle immagini più famose e potenti mai pubblicate da LIFE Magazine!
- Le caviglie incrociate, una calza leggermente abbassata, una mano a sfiorare la collana di perle come per giocarci, sul viso un’espressione rilassata, proprio come una modella ferma in una posa elegante... - 😥

Robert all'epoca era solo un giovane studente di fotografia, con il sogno di diventare un grande fotoreporter... e quella mattina per puro caso, si trova dall’altro lato della strada. La fotografia di Evelyn... sarà la sua prima ed ultima fotografia pubblicata!! 📷 😱
«Evelyn McHale, il suicidio più bello del mondo.» questo sarà il titolo della foto cult, che ispirerà Andy Warhol per la sua opera: "Suicide (Fallen Body)" ed anche David Bowie per il brano: "Jump the Say" del 1993, che nel video reinterpreta il salto nel vuoto e la posa di Evelyn dopo la caduta!!!

Dopo anni di ricerche, interviste e la raccolta di vari documenti, Nadia Busato ci regala questo romanzo corale ispirato a lei, ci fa conoscere la drammatica storia di Evelyn McHale raccontata da più voci: dalla madre alla sorella, dal fidanzato all'amica... ma anche da gente che non la conosceva come il poliziotto, il primo ad intervenire sul posto o il giovane fotografo Wiles... è un libro formato da racconti, che inizia subito con il biglietto di addio 😥 (primo trauma...) poi c'è la foto-choc in b/n che ha suscitato tanto sconcerto e stupore all'epoca, ma che suscita emozioni forti anche oggi... io non l'avevo mai vista prima di leggere questo libro... il suo corpo ormai senza vita è una immagine che ti ipnotizza, non riesci a distogliere lo sguardo, soprattutto dal suo volto sereno... Evelyn sembra dormire... capisco il desiderio di Andy Warhol di farne un opera pop!!!
Un romanzo non facile, e non per tutti, parole che ti fanno pensare, che ti parlano della guerra e ti trascinano in un america anni '40/'50, dove i ruoli delle donne dovevano essere soprattutto quelli di moglie e madre... ed era difficile avere altre ispirazioni 😬

"Il ventesimo secolo non è poi così diverso dal Medioevo, con le donne. Se non hai voglia di stare a casa a occuparti dei figli allora non sei niente, non vali niente, o peggio sei pazza, sei cattiva, sei una strega." 😱

Consigliato... ma non per tutti 😬 ...lo devi affrontare con la mente serena!
Complimenti Nadia Busato!! 👍🏻💗

- "Non voglio che nessuno mi veda, nemmeno la mia famiglia. Fatemi cremare, distruggete il mio corpo. Vi supplico: niente funerale, niente cerimonie. Il mio fidanzato mi ha chiesto di sposarlo a giugno. Ma io non sarei mai la brava moglie di nessuno. Sarà molto più felice senza di me. Dite a mio padre che, evidentemente, ho fin troppe cose in comune con mia madre." -

[Questo è il biglietto lasciato da Evelyn McHale prima di uccidersi]
Profile Image for Marco.
Author 1 book2 followers
December 14, 2020
Un libro molto diverso da quello che mi aspettavo. Non è solo incentrato su di Evelyn McHale ma tratta ampiamente anche storie di personaggi a lei collegati.
Durante la lettura, proprio le parti più belle e intense si presentano, a mio avviso, quando è Evelyn diretta protagonista della scena: cosa dice, come agisce.

Le discussioni con la sorella:

"Tu credi che la vita sia una grande tavola a cui le donne devono stare sedute composte, al loro posto, coi gomiti stretti e lo sguardo basso. [...], che non dovremmo mai protestare e dire sempre grazie per tutto quello che ci è concesso. Tu pensi che l'amore spieghi tutto, che risolva tutto."

E con il fidanzato:

"Non ami me. Ami l'idea di una donna che ti ricambi con la stessa dolcezza, che ti ringrazi perché decidi il suo futuro, mentre tu le concedi figli e felicità come un dio. Ma dio ha più creatività e meno superbia di te, che ti credi tanto buono, ma soltanto in base al tuo senso della bontà."

Descrivono e inquadrono appieno i suoi pensieri "non-standard" dell'epoca patriarcale in cui vive Evelyn. Oltre a questi ce ne sono altri, tutti molto profondi e non possono lasciare indifferente chi legge. Proprio per questo avrei voluto ci fossero più parti di questo tipo, interamente incentrate su Evelyn, lasciando agli altri protagonisti una parte più marginale.

Nonostante questo però il mio giudizio è positivo: le mie aspettative, anche se non del tutto, sono state ripagate in buona parte. Il libro è scritto molto bene. La parte iniziale e quella finale sono stupende. L'incipit l'ho amato e l'ultimo capitolo, incentrato su Evelyn, è bellissimo e vale il libro.

"Io ci ho provato, lo giuro. Ho creduto di potercela fare. Ma poi ogni giorno, praticamente ogni giorno, qualcosa mi spezzava il cuore. Da fuori non si vede niente, non lo sente nessuno. Ma lo fa. Crack. Proprio così: crack. La cosa a volte è grande. [...]. Più spesso è un dettaglio piccolo, piccolissimo, di cui mi accorgo io soltanto. Non cambia niente al mondo, non lo nota nessuno, ma a me - a me squarcia l'amina. E succede tutti i giorni."
Profile Image for Anto_s1977.
797 reviews36 followers
May 14, 2024
“Non sarò mai la brava moglie di nessuno” di Nadia Busato, è stato pubblicato nel 2018 da SEM edizioni.
Il libro ricostruisce la storia di Evelyn McHale, una giovane donna, che il 1° maggio del 1947 si suicidò gettandosi dall’ottantaseiesimo piano dell’Empire State Building di New York. Di lei resta una foto, scattata negli attimi successivi alla caduta da un fotografo che si trovò “al posto giusto nel momento giusto”.
La foto fece il giro del mondo e immortala la bellezza di Evelyn, che rimase inalterata, nonostante la morte sopravvenuta e il corpo scomposto.
Un biglietto con le disposizioni per le sue spoglie e con poche parole che sembrano il bilancio della sua breve vita, insieme alla foto scattata per caso, diventano il punto di partenza per l'autrice, la quale ricostruisce, pezzetto dopo pezzetto, i tormenti interiori di Evelyn.
“Non voglio che nessuno mi veda, nemmeno la mia famiglia. Fatemi cremare, distruggete il mio corpo. Vi supplico: niente funerale, niente cerimonie. Il mio fidanzato mi ha chiesto di sposarlo a giugno. Ma io non sarei mai la brava moglie di nessuno. Sarà molto più felice senza di me. Dite a mio padre che, evidentemente, ho fin troppe cose in comune con mia madre”.
La particolarità è che questa ricostruzione avviene attraverso le voci di dieci persone che, a diverso titolo, sono legate alla vicenda o al famosissimo grattacielo newyorkese. Una struttura originalissima, in cui le poche informazioni si mescolano alla fantasia dell'autrice, che, comunque, si attiene alle ultime parole scritte da Evelyn in quel breve messaggio, dando vita così, a una ricostruzione più che verosimile.
Lo stile di scrittura è elegante e ricco di immagini suggestive.
Unica pecca: risulta un po' prolisso in alcuni punti.







Profile Image for Lorena pastafrolla.leggelibri .
51 reviews6 followers
May 24, 2019
× LA PIU' BELLA FRA LE OMBRE ×

Salve lettori e frollini 🌹

Oggi parliamo di un libro che ho letto nell'ultimo periodo ovvero "Non sarò mai la brava moglie di nessuno" di Nadia Busato edito Sem che ringrazio per avermi concesso la possibilità di leggere questo romanzo.

Nadia ci porta in punta di piedi nella storia, nella vita e nelle ombre di Evelyn McHale, una giovane e bellissima donna che nel 1947 decide di mettere fine alla sua vita gettandosi dall'ottantaseiesimo piano dell'Empire State Building.

Evelyn ha paura di essere amata, non si sente mai all'altezza di tutto, non sa accettare il dono della vita, e proprio lei che ha sempre cercato di vivere nell'ombra, celebra la sua fine in modo eclatante, ed è talmente sorprendente la sua morte che diventerà una delle immagini più celebri e potenti mai pubblicate da Life Magazine perchè il suo cadavere approda con misteriosa compostezza ed eleganza sul tetto di una limousine, come se lei fosse adagiata tra lenzuola di seta e rose e stia solo riposando.

La foto di Evelyn farà parte della storia di New York accompagnata da una vicenda affascinante e misteriosa, piena di domande e come lascito solo un biglietto in cui Evelyn richiede niente cerimonie e che nessuno la veda, quando invece diventerà celebre grazie al "suicidio più bello della storia" infatti la sua immagine è divenuta iconica per essere stata impressa da Andy Warhol nella sua opera “Fallen Body” dalla serie “Death and Disaster” del 1962-67.

Dopo anni di ricerche, l'autrice ci dona un romanzo ispirato alla storia di Evelyn, ci regala una mazzo di rose e di spine, una storia ammaliante e complessa, con una scrittura invogliante e seducente che aveva bisogno qualcuno come lei che la raccontasse facendola diventare un'amica di tutti noi, lei che amiche non ha avuto.
⠀Ciao Evelyn 🖤

Cercami su Instagram.com/pastafrolla.leggelibri 🌹
Profile Image for Theut.
1,886 reviews36 followers
June 2, 2020
Scoperti per caso storia e libro (e questa particolare opera di Andy Warhol, ça va sans dire).
Una storia "come tante", quella di un disagio che arriva alle estreme conseguenze. Ma cosa ha davvero di speciale questa ragazza? In realtà solo una foto, una foto scattata per caso appena pochi minuti dopo la morte. Ed è forse questa la parte più triste, che un essere umano (di per sè unico, irripetibile) diventi famoso per il modo in cui un'auto, dopo un volo di 86 piani, fornisce una sorta di "sepoltura".
Una posa inaspettata, che sembra ingannare la morte e che diventa iconica nella società dell'immagine.
Il romanzo in buona sostanza cerca di rispondere alla domanda "Chi era Evelyn?" ma ricostruisce di più una particolare epoca che una singola persona che ha lasciato poca traccia di sè.
Profile Image for Silvia.
367 reviews30 followers
May 20, 2024
Idea originale annacquata nel sentimentale

L'idea di partire da una celeberrima (a detta dell'autrice: io ne ignoravo l'esistenza) foto del 1947, in cui è ritratto il corpo della ventitreenne suicida Evelyn MacHale, appena gettatasi dall' Empire State Building ed atterrata su una bara di lamiere appartenuta ad un funzionario dell'ONU, è originale. Nadia Busato ricostruisce i pensieri delle persone toccate da questo suicidio in modo profondo (la sorella, il fidanzato etc..) e di chi ne viene solo sfiorato (l'involontario fotografo, la redazione di 'Life' che pubblica l'immagine etc...).
Profile Image for Giulia Lazzerini.
10 reviews
February 21, 2024
Raccontare una storia conoscendone solo l’epilogo non è semplice, ma Nadia Busato ci riesce magistralmente raccontandoci una Evelyn viva, pulsante di passione e dolore, dubbi e pressioni che possiamo fin troppo sentire nostre. Per qualche ora, Evelyn torna ad avere una dimensione umana liberandosi del pesante e annichilente titolo di protagonista del “suicidio più bello del mondo” (come riportano diverse testate online)

Lettura davvero consigliata per la sua scorrevolezza ed intensità
Profile Image for Claire.
361 reviews10 followers
March 7, 2020
Non è per i cuori deboli, non è per chi non ama la solitudine, non è per chi non comprende chi ama la solitudine e sente il nero dentro sé. Un evento cui attorno ruotano persone (non personaggi) che hanno con Evelyn e il suo gesto un legame sottile, quasi di vetro. Leggetelo solo se sarà per voi una cura, come lo è stato per me.
501 reviews6 followers
September 16, 2020
Ritratto di donna, suicida, a mezzo di immagini inventate o ricostruite: ma se una sola è l’immagine vera, molte sono forse le donne dietro ad essa.
Profile Image for CRISTINA GRASSI.
73 reviews2 followers
Read
April 10, 2021
Dietro una foto passata tristemente alla storia , una storia di disagio nascosto .
Profile Image for Arnault Duprez.
206 reviews1 follower
December 24, 2020
"Non voglio che nessuno mi veda, nemmeno la mia famiglia. Fatemi cremare, distruggete il mio corpo. Vi supplico: niente funerale, niente cerimonie. Il mio fidanzato mi ha chiesto di sposarlo a giugno. Ma io non sarei mai la brava moglie di nessuno. Sarà molto più felice senza di me. Dite a mio padre che, evidentemente, ho fin troppe cose in comune con mia madre." Ecco il biglietto lasciato da Evelyn Francis McHale. Assieme alla foto, scattata a pochi minuti dallo schianto sul tettuccio di un auto e pubblicata su Life sono questi gli spunti per un libro fuori dai standard narrativi del romanzo. È costruito come i servizi giornalistici di inchiesta, a più voci, per illustrare la medesima storia da più angolazioni anche per tentare di dare una visione la più completa possibile del personaggio principale. La madre, un’amica, la sorella maggiore, il fidanzato, il fotografo, il comitato di redazione di Life e infine la protagonista stessa. Esce il quadro di una società opprimente, siamo agli albori del maccartismo, la pressione per un ritorno alla normalità è molta, le donne hanno assunto un ruolo molto diverso durante la guerra, ora si vorrebbe rimmetterle al loro posto (la casa, il ruolo subalterno all'uomo), la depressione post bellica è onnipresente. Magari fosse stata famosa avrebbe potuto essere una esponente della beat generation, è nata negli stessi anni di Kerouac, Ginsberg, Warhol, Marilyn e altri. L’autrice ha fatto, penso, un gran lavoro di ricerca, di preparazione, ha messo molta immaginazione nel calarsi nel personaggio e nei personaggi satelliti. Si prova affetto per questa ragazza, come si affeziona a Sylvia Plath, hanno in comune la disperazione, la carica auto distruttrice. Evelyn chiedeva di essere dimenticata. Le è andata male. Addirittura esiste nella fotografia di moda l’effetto Evelyn che accosta l’eleganza alla morte. Il libro mi è piaciuto perché getta una luce sulla società US dell’immediato dopo guerra. Una breve nota sull'autrice: è nata a Brescia nel 1979. Si è laureata in lettere moderne e ha un master europeo in management dell'alta formazione. Collabora con Grazia e il Corriere della Sera. Scrive per il teatro, la radio, il cinema e la televisione. Questo è il suo terzo libro.
Profile Image for Mimonni.
444 reviews28 followers
March 19, 2019
Cominciamo col fatto che nell'immaginario di una fan di Andy Warhol quale io sono, la serigrafia che riproduce la foto di questo suicidio è fortemente presente. Secondo: un'altra fan che alberga in me, quella di Bowie, ha sempre apprezzato la citazione di suddetta serigrafia nel video di Jump they say, con lo stesso Bowie nella posa della suicida. Quindi non potevo non incuriosirmi della storia di colei che veramente si gettò dall'ottantaseiesimo piano dell'Empire State Building con tanto atroce dolore e tanta inspiegabile grazia.
Di questo libro mi sono piaciuti sia la scrittura, asciutta e precisa, che la sua costruzione. Il personaggio emerge parlando in prima persona, ma soprattutto parlano di lei gli altri, chi l'ha solo vista, chi l'ha conosciuta, chi si è occupato del caso, chi ha scattato la scioccante fotografia, chi ci dice come e perchè Evelyn McHale sia arrivata lì, quella mattina del primo maggio 1947 decisa a fare quello che poi ha fatto.
Profile Image for Booksr.r.
117 reviews2 followers
April 13, 2023
Dopo anni di ricerche e interviste, l'autrice Nadia Busato ha scritto questo romanzo ispirato a Evelyn, partendo proprio dalla celebre fotografia dopo la caduta: ella viene ritratta con una caviglia sull’altra, la calza leggermente scomposta e in mano la collana, come se ci stesse giocando. Sul viso un’espressione di beatitudine. L'immagine di una bellezza eterea in estremo contrasto con il lancio nel vuoto. Al suo posto, lascia un biglietto (lo trovate nei commenti).
Attraverso il racconto di dieci personaggi, la cui vita è stata segnata più o meno dalla presenza -o assenza- di Evelyn, ricostruiremo la sua vita segnata da un'infanzia travagliata e da una giovinezza che non ha avuto il tempo di fiorire. Forse Evelyn simboleggia qualcosa di più, forse è il simbolo di tutte quelle ragazze che erano stanche di essere solo mogli e madri.
Questo libro non è un #reportage. Contiene le sensazioni e le emozioni provate dalla stessa #Busato durante le sue ricerche.
I temi trattati sono vari, ma mai pesanti; lo stile semplice e diretto permette una lettura scorrevole.
È un libro che mi ha colpita fin dal primo momento, scoperto quasi per caso. Consiglio di dargli una possibilità, anche se non siete amanti del genere.
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