Il titolo ("Sessanta") indica l'età, nella quale "lo spirito è più lucido e tagliente", che Ojetti stava per compiere quando, verso il 1931, scrisse questo libro di aforismi, pubblicato nel 1937: "Certe pagine mie, scritte a venticinque o trent'anni; se le rileggo mi fanno pietà. Sono contento di sapere che non avrò il tempo per rileggere fra trent'anni quello che scrivo adesso."
"Rinascessi, tornerei a fare lo scrittore: il mestiere più libero e più duro, quello in cui nessuno t'aiuta, se non qualche morto." (p. 18)
"Molti che si dolgono perché non scrivo di loro, dovrebbero ringraziarmi del mio affettuoso silenzio."(p. 67)
"Certe pagine mie, scritte a venticinque o trent'anni, se le rileggo mi fanno pietà. Sono contento di sapere che non avrò il tempo di rileggere fra trent'anni quello che scrivo adesso." (p. 154) (