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Gli interessi in comune

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Iacopo, il Mella, il Paride, il Dimpe, il Malpa, Sandrone. Nel ’95 hanno sedici anni. Interessi in comune? Uno, senz’altro: il consumo regolare, diligente, quasi scientifico, di tutte le sostanze. Si guardano giusto dalla morte. E così eccoli, in un triangolo di provincia toscana che si allarga talvolta ad abbracciare l’Europa, eccoli riempire le notti, dormire i giorni, convergere comunque e sempre attorno a un bar. Sono un gruppo. E nel gruppo non ci stanno dentro le ragazze, le ambizioni, il lavoro, lo studio, la famiglia. Che pure ci sono (ragazze, ambizioni, lavoro, studio, famiglia) perché intanto la vita, come si dice, continua. Come del resto ci sono il Valdarno degli outlet e degli agriturismi, e l’aria intollerabile di un benessere odioso, forse effimero. Nessuno si prende sul serio – e infatti si ride, di sé e degli altri, con beffarda comicità –, ma nessuno più di loro sa che ogni impresa in cui si cimentano (spesso leggendaria, tragicomica sempre) è un vero blues. Vorrebbero tutti scappare, ma tutti (o quasi) continuano a tornare.
Vanni Santoni segue i suoi eroi nichilisti lungo dieci anni di una infinita adolescenza, fitta di episodi esilaranti e magiche apparizioni di comprimari memorabili. Così facendo scrive il manifesto di una generazione che si muove con passo sgangherato sul ciglio del nulla.

272 pages, Paperback

First published May 15, 2008

8 people are currently reading
135 people want to read

About the author

Vanni Santoni

41 books632 followers

romanzi con Laterza, Mondadori, Feltrinelli, minimum fax et al ~ http://it.wikipedia.org/wiki/Vanni_Sa...

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Displaying 1 - 20 of 20 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,464 reviews2,438 followers
September 30, 2025
UN LIBRO SU CUI PROPRIO NON POSSO TIRARE UNA RIGA SOPRA

description

Questo libro è una droga, un autentico sballo, un piacere intenso e inaspettato: le pagine scorrono fin troppo in fretta, è impossibile rallentare, fermarsi, prendere fiato. È dai tempi di Arbasino e poi di Tondelli che non leggo un romanzo italiano che parla davvero dell'Italia, che sa raccontarla a fondo, così crudele e affascinante, e così straziante e struggente, distaccato e disincantato, brillante e divertente,.

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Non si tratta di un romanzo generazionale, non racconta il decennio 1995-2005, non è confinato in Valdarno, non è sulla droga, anche se di droga indubbiamente si parla: va oltre, ben oltre – le generazioni precedenti e seguenti, i decenni venuti prima e dopo, le province e le esperienze, sono tutti contenuti in questo grande libro.
È un romanzo di formazione – è un racconto sul passaggio d’età: che in questo caso diventa un passaggio d’età diluito nel tempo, procrastinando, evitando il salto (Vivendo in un presente che si ripete sempre, hanno una certa difficoltà ad accettare lo scorrere del tempo, o cambiamenti nei rapporti tra le persone).
Vanni Santoni non ha cercato di fare sociologia: il suo racconto arriva da lontano, è un topos letterario, ha qualcosa di epico: fosse pure solo l’epica della provincia o della giovinezza.

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Basterebbe prendere il manifesto di Iacopo, fare qualche piccolo aggiustamento, e andrebbe bene per chi è venuto prima e per chi verrà dopo. (Tra l’altro, il ‘tormentone’ manifesto è geniale: lo progettano per dieci anni, ne parlano spesso, rimandano, scherzano, poi Iacopo lo mette insieme, ne stampa mille copie in formato A4, parte in bici per tappezzare la città, ma dopo averne incollati dieci decide che va bene così, gli altri 990 se li terrà in una scatola per ricordo).

Un libro struggente, malinconico, anche devastante, con dialoghi così calibrati che si vorrebbe proporre a Santoni di scriverli anche per un film o due.

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Ammiro la perizia con la quale Santoni entra nel mondo delle droghe: dettagliato, informato, accurato, ma mai giudice, non accusa e non partecipa. La giusta distanza, anche in questo caso, è la chiave.

Questo gruppo di ragazzi dai soprannomi buffi sembra una pattuglia di marines impegnati a oltrepassare le linee nemiche (la linea di confine dell’adolescenza, e poi della giovinezza, la linea fra una stagione e l’altra della vita): partono tutti insieme, parlano, soprattutto di questioni pratiche, confidenze al minimo – le cose e gli ostacoli man mano riducono il gruppo all’osso – qualcuno riappare nel finale, ma sarà diverso da come è partito, naturalmente – qualcuno invece non ce la fa, muore, si perde, si danna (La vita è sopravvalutata).

description

Un libro che procura un sorriso che scioglierebbe l’Himalaya, ma anche un magone che l'annegherebbe.

Di poesia ora ce n’è anche di più, se hai ancora gli occhi per vederla. Ce n’è tanta, in questa fettina temporanea di caos: solo che noi non la sappiamo più trovare.

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Profile Image for marco renzi.
299 reviews101 followers
October 27, 2021
Questo libro non avrei voluto commentarlo: già dai primissimi capitoli ho capito che mai e poi avrei brillato per imparzialità nello stilare le mie impressioni. E infatti così è, anche se vorrei tentare di scriverne con un pizzico di spirito critico; elemento del quale, negli ultimi tempi, mi sto sbattendo abbastanza, talvolta anche giustamente.

Ci tengo innanzitutto a dire che ritengo Vanni Santoni una delle menti più brillanti del panorama letterario contemporaneo: non dico che sia in assoluto tra i migliori prosatori coevi, anche perché non avrei gli strumenti per farlo; ma senz'altro è uno pieno di idee, perlopiù buone, originali; e quando non lo sono, queste risultano comunque genuine, cosa che non guasta mai.

Cosa aggiungere su Gli interessi in comune?
Penso siano già state spese parecchie parole su questo libro, tanto entusiaste quanto poco lusinghiere, e le mie non appartengono né alla prima né alla seconda schiera. Nell'intraprendere il viaggio alla ricerca dell'obiettività perduta, mi vien da dire innanzitutto che è un buon romanzo, a momenti ottimo, originale e al tempo stesso derivativo nel modo giusto, privo di forzate scimmiottature e soprattutto - grazie a Iddio - scevro dagli esercizi di stile da scuola di scrittura creativa: ci sono invece frasi sincere, scritte da chi sa scrivere e che ama farlo per il gusto di raccontare.

Quando poi un autore racconta il mio paese, Figline Valdarno, o dedica tutte 'ste (quasi) trecento pagine al Valdarno, alla sua gioventù drogata e sciupata, che va a vivere a Firenze anche se in fondo la città è uguale alla provincia, che esce di casa in cerca di qualcosa da fare, al solito bar e con la solita gente, con «questi ragazzi» (porca maiala, quante volte l'avrò detto «stasera ci trova fori con questi ragazzi»), ecco, io manca poco mi metto a piangere, rido e mi diverto a riconoscere una strada o un luogo, un paese di mille abitanti del Valdarno o della Valdambra da dove si può uscire strafatti peggio che a Detroit; eppoi una faccia, un personaggio, perché nonostante l'autore abbia una decina d'anni più di me, alla fine le cose son quelle e non è cambiato molto.

Non è cambiato molto da quando vedevo la stazione di Figline addobbata con gli adesivi degli Interessi in comune, per poi scoprire che si trattava d'un romanzo di un ragazzo della zona. Uno di noi, ma meglio di noi; uno che insomma, bene o male, ce l'ha fatta: Feltrinelli, mica noccioline.
E non è cambiato molto dai Novanta ai Duemila, malgrado qualche tecnologia di troppo a rovinare la poesia.
Ho conosciuto lo stesso più di un Paride, un Torcia, un Malpa, un Sasso o un Mella; o magari ho visto e incontrato senz'alcuna consapevolezza proprio quelli di cui si narra qui dentro.

A parte qualche canna e poco altro non ho provato gli stupefacenti (ok, anche il caffè, certo; ok, anche le sigarette, giù; ah sì, c'è anche l'alcol, dimenticavo) che danno il titolo a ogni capitolo, un po' come gli elementi chimici nei racconti del Sistema periodico di Levi.
Di gente che ci è rimasta sotto però l'ho conosciuta, e non nego magari, in tempi ormai passati, di aver corso il rischio; un rischio che ho rivissuto in queste pagine, dove la droga sembra esser cosa di tanti e l'amore cosa di pochi; dove l'amicizia è la coltivazione di un interesse comune che in fondo non è altro quello del tenersi compagnia quando si è tutti stonati dalla medesima sostanza; dove «la vita è sopravvalutata», come dice uno dei personaggi.

Insomma, Vanni è stato sincero; ha fatto una cosa sua e l'ha fatta bene.
Poteva fare il Burroughs de noaltri, ma non gli è passato manco per l'anticamera del cervello.
Gli interessi in comune è un capolavoro? No.
È un bel libro? Sì.
È fondamentale? Non lo so; e me ne importa poco, detto con franchezza.
Ne rileggerò un pezzettino di tanto in tanto per il gusto di farlo o anche solo per farmi du' risate? Avoglia.

Abbraccerò il Santoni per averlo scritto alla prossima presentazione in cui lo beccherò?
Lo potete berciare forte.

(recensione scritta su anobii il 19 luglio 2015)
Profile Image for Wu Ming.
Author 38 books1,273 followers
December 29, 2010
WM2: Gli interessi in comune è un romanzo a episodi. Ogni episodio è incentrato su una sostanza psicoattiva, consumata da un gruppo di giovani del Valdarno, provincia di Firenze. Cannabis, Diazepam, Sesso, Mdma e via sniffando. Ogni episodio è come una ballata, una piccola leggenda surreale e grottesca, e tutti insieme formano una chanson de geste lunga dieci anni, il cui tono complessivo è invece struggente e malinconico. A cucire insieme le diverse puntate, i diversi deliri, ci sono capitoli molto brevi, spesso di solo dialogo, dedicati a personaggi e comparse, come fulminanti carte d'identità.
Credo che tirare subito in ballo i manifesti generazionali, il nichilismo e la vita di provincia sia il peggior servizio che si possa fare a questo romanzo. Magari pu� tornare utile a vendere pi� copie - qualche adulto che vuol vedere come stanno i gggiovani, qualche trentenne nostalgico, qualche adolescente in cerca di una nuova "Siamo solo noi" - ma certo non fa bene all'autore e non rende giustizia al suo sforzo narrativo.
[La recensione prosegue qui: http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/nandropau…
Profile Image for Alessandro.
9 reviews5 followers
September 26, 2009
The way this book is written would probably deserve a 4-star rating only; however, I added a fifth star because I find it to be age-defining, and a perfect manifesto for my generation.
Profile Image for Mario Incandenza.
93 reviews7 followers
March 27, 2014
��...���Ma fuma?��� chiede Iacopo. No. ���Cala?��� Ovviamente no. ���Almeno, beve?��� chiede il Mella con un ghigno. Figuriamoci, ���E allora cosa ci fa in giro con noi?��� chiosa Iacopo ridendo��

L'opera di Santoni ci parla di un manipolo di ragazzi della provincia di Firenze che si ritrovano al bar di paese. L'hobby che li unisce �� il provare sulla propria pelle in modo coscienzioso (per quanto lo permette la loro et��), consapevole, organizzato, sistematico e corale tutte le droghe possibili. Nessuno ha particolari problemi a casa, non sono spinti dalla disperazione o dalla solitudine ma da pura curiosit�� e noia. Si inizia con un prologo, per poi, partendo da dieci anni prima, ripercorrere sotto forma di ���episodi��� tutte le esperienze che il gruppo ha avuto con le droghe da quelle legali (sesso, alcool, tabacco e caff��) quelle illegali; ogni capitolo una droga differente.

E' scritto bene, scorrevole, la narrazione �� asciutta sintetica e ci�� che pi�� �� importante per libri che narrano di esperienze di droga, �� priva di moralismi. Lo stile �� moderno, ma non troppo, viene fatto uso di alcuni termini dell'ambiente ma tutti facilmente traducibili. Questo libro non ci impone un giudizio sull'uso delle droghe ma ci offre il punto di vista viscerale di che le ha provate, non ci costringe a giudicare i personaggi, non ci dice cosa �� bene e cosa �� male. Non �� un capolavoro ma entra dentro, in poco tempo mi sono trovato assuefatto alla sua lettura e affezionato (quasi impossibile non esserlo) a questi giovani psiconauti dal volto umano.

Notevole l'uso dell'etichetta ���interesse comune��� affibbiata alla pratica che lega questo gruppo di, come dice la quarta di copertina, eroi nichilisti. Gi�� perch�� credo che ���spararsi��� 100 Km di bicicletta a settimana, 1000 metri di dislivello in montagna, 4 maratone l'anno, decine di migliaia di metri su piste da fondo, ore di kite surf/parapendio/ultraleggero/moto/calcetto/ecc rappresentino n�� pi�� ne meno una forma legale di droga: sono tutte attivit�� che alleggeriscono il cervello dell'arduo compito di pensare regalandogli in cambio brividi e/o emozioni. Sono tutte pratiche che legano delle persone che in comune hanno la dipendenza per qualche ���sostanza alterante��� sia essa l'endorfina, l'adrenalina o la meta-anfetamina.

��Forse, pensa Mimmo, [...] se tutti prendessero atto della vera quantit�� di droghe in giro, del fatto che si fuma tanta erba quanto si beve birra e vino, che ogni notte a Milano, Firenze e Roma vengono sniffati quintali di cocaina da gente di tutti i tipi, per nulla emarginata, che i pochi al mondo che ancora fanno ricerca spirituale lo fanno violando la legge, con funghi allucinogeni e acido lisergico, magari, oggi, vivremmo in una societ�� razionalmente antiproibizionista, con una mafia molto meno ricca, una giovent�� molto meno dedita alle sostanze, e di certo, servizi sociali, psicologi e SERT infinitamente pi�� efficienti��

Questi ragazzi si muovono su un terreno molto scivoloso ma sono uniti e la loro unione �� come la corda che lega una spedizione di alpinisti che evita loro, di cadere singolarmente dentro agli innumerevoli crepacci che il percorso (10 anni di vita) presenta. Nessuno viene lasciato indietro, se uno arranca o �� reduce da una disavventura, gli altri se ne preoccupano. Tutti, nel romanzo, prima o poi maturano e capiscono che dalla finestra aperta per mezzo di uno stupefacente devono prima o poi rientrare e che ���la poesia��� di certe serate, di certi momenti , di certi legami e di certi vissuti, viene corrosa dal tempo, viene progressivamente affievolita dalla pratica perch�� nella pratica si esaurisce la meraviglia delle prime volte. Il rientro ad una normalit�� di certi soggetti (Mella, Mimmo, Sandrone), chi per presa di coscienza, chi a seguito di qualche brutto ���viaggio���, serve agli altri da esempio, da faro, induce i superstiti a riflettere (il Mella rimane sempre nei pensieri del gruppo), serve loro a rendersi conto che la ���normalit����� (mediocrit��, dal loro punto di vista) prima o poi li attende.

Mi �� piaciuta la rottura della catena che lega l'uso di droga con l'autodistruzione, con il fallimento e con la morte, in questo Santoni �� stato bravo ad evitare questo luogo comune. I protagonisti del romanzo hanno un rapporto con le droghe pari a quello che la gente ���comune��� ha con l'alcool: assumere stupefacenti non significa essere tossicodipendenti esattamente come bere vino ai pasti o un aperitivo prima di cena non �� essere alcolizzati. Come tantissime pratiche di vita (alcool, denaro, gioco), anche l'uso di droghe non ��, secondo il mio umile punto di vista, da condannarsi a priori, diventa condannabile quando non se ne riesce pi�� a fare a meno per vivere e soprattutto quando l'esperienza condotta viene ���usata��� per isolarsi e non per aumentare l'empatia tra le persone. Il vero pericolo nell'alterarsi chimicamente sta nel fatto che il confine che porta alla dipendenza e all'autodistruzione �� molto facile da superare, specialmente se soli o particolarmente ���sensibili���.

��...I proibizionisti son di due tipi: quelli che non hanno idea di cosa stiano parlando, e quelli che sono d'accordo col sistema che sta dietro all'illegalit�� delle droghe...��

Bravo l'autore a mostrarci la dinamica evolutiva ���del gruppo��� (in cui mi ci sono ritrovato): da adolescenti il gruppo �� forte poi pian piano si disgrega, si passa preferirgli un partner, un lavoro o le proprie ambizioni personali. L'atto di accantonare gli amici non �� indolore, viene vissuto naturalmente (inteso come naturale processo di crescita) ma getta le basi per ricordi malinconici che li accompagner�� per tutta la vita
Le possibili strade da percorrere per attraversare la vita che si profilano dinanzi alla generazione di Iacopo&Co non sono in numero finito e ben asfaltate (come magari erano qeulle della generazione che li ha preceduti), sono invece infinite e quando va bene sono tracce labili di sentiero montano. I protagonisti rappresentano quella generazione definitivamente orfana della politica, radicalmente distaccata dalla religione, indifesa preda del consumismo, tradita dal falso mito delle lauree, crescere in una situazione culturale e morale del genere spaventa, atterrisce ci si ritrova assolutamente privi di poli magnetici in grado far funzionare la propria bussola interiore.

Per loro e per quelli che seguono, infatti, non esiste il lavoro sicuro, un titolo di studio non da certezze, l'amore non �� per sempre, il matrimonio non �� un obiettivo di vita che porta necessariamente alla felicit��, non esiste un Dio che li osserva e li giudica, non esistono speranze di rivoluzioni in cui credere, non esistono leader sociali da seguire e di cui fidarsi, non �� tangibile il senso di giustizia (nel senso pi�� ampio del termine) che la societ�� dice di offrire.

��Comunque per me si �� amazzato per quelle storie legate ai gruppi. E per la mancanza di fica���, insiste Iacopo. ���Se quella uccidesse, qui ci sarebbe un'ecatombe���, replica il Mella scroccandogli una Marlboro dal pacchetto��

Crescono fedeli al tacito grido ���Fuck the world���, coltivano una sorta di ���anarchia costituzionale��� in cui al di fuori dell'atomo composto dai compagni di ventura (dentro il quale esiste una costituzione e un ordine) nulla conta e il nucleo �� tenuto legato da forze facilmente scardinabili basate su un interesse comune discutibile. Forse i 10 anni dei nostri protagonisti non lasceranno traccia nella storia (come i dieci anni tra i 16-26 della gran parte delal gente), forse il tempo speso a sperimentare sostanza psicotrope non �� tempo utile ad alcuno (come il tempo speso egoisticamente da molta gente), forse, nel seguire questa strada, alcuni hanno compromesso un futuro avvenire da megaimprenditoriarraffatutto (quanta gente ci prova inutilmente ammazzandosi di lavoro?), sicuramente tutti non diventeranno mai campioni sportivi (quanti da ragazzini lo sognano e poi non lo diventano?) ma una cosa �� certa queste persone vivono, osservano, crescono e imparano su un terreno in cui a insegnare sono i fatti e non le qualunquistiche frasi fatte di un genitore ���democristiano���. E quando la vita , con il crescere, si mostrer�� loro sempre pi�� avara di emozioni (sia in termini di variet�� che di quantit��) e spazi vitali sicuramente non avranno rimpianti per le esperienze che avrebbero potuto fare e che non hanno fatto (certi ���viaggi��� si fanno all'et�� giusta o non si fanno). Al di l�� del collante che unisce questi giovani nelle vicende narrate, dal libro annusiamo, la trasgressione, l'amore (pochetto), il sesso (pochetto), l'amicizia, l'indipendenza, l'isolamento, la tristezza, la gioia, l'ingenuit�� e la superficialit��, tutti splendidi e indimenticabili ingredienti di qualsiasi giovinezza trans-generazionale.

��E' come se gli anni di magra sessuale gli avessero fatto rinunciare anche solo all'idea di poter rimorchiare, e tutto il suo essere si fosse concentrato nell'apparire sobrio e rassicurante, un uomo non dico da sposare ma di certo con cui avere una storia lunga e responsabile, ottenendo soltanto di farlo apparire ancora pi�� sfigato. Il marsupio verde fluorescente�� il marchio di infamia finale, la ciliegina sulla torta di merda, il calcio in faccia automatico a qualunque ragazza in grado di superare la guaina esteriore e magari intravedere che dietro a quella mise c'�� proprio una brava persona��

Profile Image for Gabriele Bitossi.
Author 4 books13 followers
March 10, 2021
Dedico questa lettura agli interessi in comune che ho sempre cercato, ma che non sono mai riuscito a trovare.
Profile Image for piperitapitta.
1,051 reviews469 followers
December 3, 2014
Titoli possibili per il mio commento:

Apologia dello sballo
Fuori tempo massimo
Come un pesce fuor d'acqua


Protagonisti:
(quelli con l'articolo)
il Mella
il Paride
il Dimpe
il Malpa
il Sasso
il Pelle

(e quelli senza articolo)
Iacopo
Mimmo
Sandrone
Loriano

Donne:
poche e ininfluenti.
(la Serena, la Eleonora, la Silene, etc.)

Sesso:
vedi sopra.

Location:
Figline
Firenze
Ambra
il Valdarno tutto: boschi e colline inclusi.

e poi loro, le vere protagoniste:
Lsd
Nitrito d'ammile
Fendimetrazina
Eroina
Cannabis
Noce Moscata
Ecstasy, alcol
Tabacco
Diazepam
Anfetamina
Feniciclidina
Ketamina
Mescalina
Amanita Muscaria, DMT
Hashish
Psilocibina
Cocaina, oppio, dolore
Atropina, morfina
MDMA
Salvia divinorum
Caff��.

Ho fatto un sogno (o era un trip?), quasi un incubo, ma non me lo ricordo pi��.

Rendo merito alla capacit�� di Vanni Santoni di saper scrivere e di saper 'inventare' personaggi, cosa che aveva ampiamente dimostrato con 'Personaggi Precari', una carrellata di cento personaggi in cerca di copione.
Ma: 268 pagine insieme a questo gruppo di sballati che tra i sedici e i venticinque anni hanno il solo obiettivo di 'farsi' di qualsiasi cosa gli capiti a portata di naso (o di bocca), proprio non mi ha coinvolta.
Come scrivevo ad un amico aNobiiano, credo che almeno una di queste tre condizioni debba essere soddisfatta per poter apprezzare questo libro: aver avuto sedici/diciassette anni a met�� degli anni Novanta, essere nato e vissuto in quei posti, aver avuto esperienze simili a quelle dei protagonisti.
Io no, nessuna delle tre.
Profile Image for Andrea Muraro.
754 reviews8 followers
June 20, 2021
"Pensiamo che tutto ci sia dovuto, ma mica possiamo fare altrimenti: non abbiamo mai lottato per qualcosa, mai subito un’ingiustizia vera. La riprova lo sai qual è? Invece di andare alla contromanifestazione ci facciamo la scampagnata allucinogena!"

Vanni Santoni esordisce nel 2008 con questo romanzo corale, in cui i protagonisti sono adolescenti (li seguiamo tra il 1996 e il 2006) sono accomunati da qualcosa di molto concreto: l'uso costante di sostanze psicotrope di ogni tipo. Le vicende sono suddivise in capitoli, ognuno dei quali dedicato ad una sostanza in particolare; inoltre, ogni personaggio è presentato, durante un piccolo momento della rispettiva esistenza, in un piccolissimo spazio dedicato tra i capitoli.
Cosa ho apprezzato di questo romanzo? La capacità di Vanni Santoni di creare i dialoghi, sempre vivi e credibilissimi, e di originare situazioni paradossali ma verosimili, così come quotidiane ma al contempo incredibili. L'ambientazione tra Figline Valdarno e Firenze e l'attenzione ai dettagli materiali conferiscono un realismo potente e un'immedesimazione che ho trovato in pochissimi altri romanzi di questo genere.
Cosa non mi è piaciuto? Ho trovato alcune situazioni ripetitive. Ma credo sia voluto, per il semplice fatto che i personaggi tendono ad evolvere poco, stretti in una realtà soffocante, da cui non emergono viaggiando o modificando la propria vita, ma solo cambiando le sostanze da assumere in questa o quella occasione.
Da leggere e far leggere assolutamente.
15 reviews
June 24, 2023
Pur non avendo avuto nessun “interesse comune” con i protagonisti del racconto, debbo dire che molte delle situazioni mi sono state, ahimè, familiari e mi hanno fatto apprezzare tantissimo il romanzo. È un po’ un Trainspotting toscano, meno “cattivo” ma che porta comunque a fare molte riflessioni sul proprio vissuto adolescenziale.

Qualche piccolo refuso qua e la da sistemare.

(Ah! Il Pelle Maestro di Vita!)
Profile Image for Carlo Venturini.
114 reviews2 followers
December 10, 2023
4 stelle perché mi sono arrogato il diritto di non considerare il primo e l'ultimo capitolo, davvero tremendi per come ammantano tutto di retorica generazionale.
Retorica di cui non c'è traccia nelle restanti 250 pagine, spassose e assolutamente prive di moralismo.
È un po' il romanzo che tutti i nati nella provincia italiana tra la metà dei 70 e i primi ottanta, lettori entusiasti di Irvine Welsh e "Meno di Zero" avrebbero voluto scrivere.
Profile Image for Francesco.
63 reviews7 followers
May 11, 2021
Se non ci fosse quell'introduzione patetica, sarebbero cinque stelle. Vanni Santoni scrive benissimo, e i personaggi, le storie, le ansie sono realistiche e fanno parte della mia storia, essendo io cresciuto a qualche comune di distanza da Figline, quindi forse sono un po' biased.
Profile Image for Aldo Terna.
74 reviews
May 26, 2025
Un libro per chi in provincia è nato e cresciuto, per chi dalla provincia voleva scappare e in cui alla fine si è abituato a vivere. Un bellissimo romanzo di esperienze comuni dove tutti, almeno in un capitolo, possono rivedere e ritrovare la propria adolescenza.
Bellissimo davvero.
Profile Image for Jacques le fataliste et son maître.
372 reviews57 followers
November 14, 2010
Una discesa all’inferno condita di simpatiche banalità, intelligenti sciocchezze fra amici, mitologie di paese ora truci, ora esilaranti¹.
Ben congegnato e con un buon ritmo. La lingua è un italiano decentemente articolato, che guarda al passato, con curiosi innesti di parlata toscana (forse un po’ casuali) e le radici ben salde nel gergo allo stesso tempo tecnico e infantile delle sostanze.

Agghiacciante – e forse l’unico aspetto serio del romanzo, nel senso che chiama in causa il lettore – la quasi-assenza dei “normali”, i “tranquilli” che non fanno né uso né abuso delle sostanze: un mondo di genitori, sorelle maggiori, coinquilini un po’ bambini, stolidi turisti australiani… Silhouette che passano sullo sfondo: i protagonisti quasi non credono nell’esistenza di questi fantasmi («se tutti prendessero atto della vera quantità di droghe in giro…»; «Loriano non aveva più problemi con le sostanze di quanti non ne avessero tutti quanti, in quel bar, in quel paese o in quella generazione»²) oppure negano valore alle loro esistenze di “tranquilli” («gente che ogni venerdì e sabato va nelle discoteche più pesanti, spende una fortuna in bevute e ingressi senza riduzione, prende rimbalzi con le tipe più cessose, e tutto senza neanche la giustificazione della droga»; «ce n’è anche troppa, di gente tranquilla, in giro. Bisognerebbe dare a tutti una svegliata. […] almeno fargli rendere conto di come sono. Di come siamo»).
È dunque messa in scena una contraddizione (i “tranquilli” esistono o no?), figlia complessa di una generazione che coltiva velleità rivoluzionarie e una virulenta ansia di auto-assoluzione. Esemplare al riguardo è il “manifesto” di quella generazione presentato nelle primissime pagine del romanzo, risposta a una domanda che sarà più volte formulata nel prosieguo: un “manifesto” che è al tempo stesso atto di accusa e arringa difensiva.
Insomma: il problema è sentirsi vivi. E per sentirsi vivi si fa di tutto e ci si racconta di tutto. Niente di nuovo (e di più umano) sotto il sole.

Tutto questo per dire… Che la provincia è un deserto, che ovunque è provincia, che la provincia è una condizione interiore ecc. (Anche se a volte un viaggio – in un altro paese, meglio specificare – pare riuscire per un istante ad allargare gli orizzonti: Berlino, per uno dei protagonisti: «la vista della città intorno lo riempie d’un senso di gloria: è come se tutto stesse succedendo lì e in quel momento» – i ragazzi e le ragazze berlinesi sarebbero d’accordo?) Per dire che si cresce, essenzialmente e malgrado tutto; e che tutto si sfalda ma allo stesso tempo tutto resiste.
Forse è più sociologia spicciola che letteratura. Oppure sociologia con una patina di letteratura.
«L’evoluzione sociale non serve al popolo se non è preceduta da un’evoluzione di pensiero», opinava Battiato nell’82. Quando poi mancano l’una e l’altra, il popolo è messo davvero male. Soprattutto in provincia.

1. Notevole il personaggio del “Pelle”, violento e aggressivo, di cui si dice: «grazie a Dio, ne esiste soltanto uno […] fossero stati anche solo in due, minimo conquistavano la Toscana a suon di cazzotti!». Un’invenzione degna del vecchio (e miglior) Benni.
2. Giudizi che delineano con chiarezza l’impostazione ideologica del romanzo: le droghe sono una realtà ineludibile e «i proibizionisti sono di due tipi: quelli che non hanno idea di cosa stiano parlando, e quelli che sono d’accordo col sistema che sta dietro all’illegalità delle droghe».

Profile Image for Vanni Santoni.
Author 41 books632 followers
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January 22, 2011
Segnalo un po' di recensioni, articoli e post:

http://www.nazioneindiana.com/2008/09...

http://juliacraye.wordpress.com/2008/...

http://corrierefiorentino.corriere.it...

http://www.bellacci.biz/2008/06/02/gl...

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Interviste:

http://mangialibri.com/?q=node/2903

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Le prossime presentazioni:</p><p>Feltrinelli di Firenze 29/5 h18:00<br />Castello di Calenzano 31/5 h21:30<br />Biblioteca comunale di Montevarchi 8/6 h21:00<br />Edison Lucca 11/6 h 18:30<br />Edison Arezzo 15/6 h 18:30<br />Edison Pistoia 18/6 h 18:30<br />Libreria Faherenheit 451 di San Giovanni Valdarno 20/6 h21:30<br />Libreria la Cité di Firenze 25/6 h21:00<br />mercoledì 23 luglio h 21:00 -> Castel san Pietro Terme (BO)<br />giovedì 24 luglio h 21:00 -> Play Art festival - Arezzo<br />venerdì 25 luglio h 21:15 -> Castelfranco di Sopra (AR)<br />sabato 2 agosto - Borgo San Lorenzo<br />sabato 9 agosto - Lido di Camaiore<br />sabato 13 settembre - Terranuova Bracciolini (AR)<br />giovedì 9 ottobre - Brescia<br />giovedì 23 ottobre - Firenze<br />giovedì 30 ottobre - Incisa Valdarno<br />6 novembre - TVL Pistoia<br />15 novembre - Cuneo c/o Scrittorincittà<br />23 novembre - Sassuolo (MO)<br />4 dicembre - Bologna</p><p>9 gennaio, Bagno a Ripoli (FI).</p><p>15 gennaio, Trieste.</p><p>17-21 gennaio (data da definire), Arezzo.</p><p>22 gennaio, Roma.</p><p>1 febbraio, Cavriglia (AR).</p><p>febbraio - minitour in Sardegna
Profile Image for Gioia.
3 reviews
August 4, 2008
Quella scritta da Vanni Santoni e' la storia di un gruppo di "psiconauti", come si definiscono, "sopravvissuti alla provincia" che raccontano il loro "viaggio" dall'adolescenza alla ("pseudo"?) maturità dove ogni tappa e' segnata da un tipo di droga. Le avventure sono descritte in maniera schietta, ironica, divertita, fatalista.. riflessiva.. Non c'e' spazio solamente ne per i luoghi comuni ne per inutili sarmoni o "insegnamenti di vita".
La provincia, benestante, bigotta ed immobile del centro Italia fa da cornice a storie di divertimenti ma anche di sofferenze, di amore, di pregiudizi, di solitudine e di angosce.
Il "rito" dello sballo si ripete all'infinito, fino all'ultima pagina del libro, ma non si rimane immobili, anzi, si va affondo ma con leggerezza.
Lo hanno chiamato il Trainspotting all'italiana ed il manifesto di una generazione: se proprio bisogna definirlo vanno bene entrambe.
Bellissimo il manifesto "questo e' per noi" contenuto nel primo capitolo (scaricabile seguendo questo link): impossibile non sentirselo proprio.
Profile Image for Lorenzo Del Corso.
14 reviews2 followers
January 29, 2021
Forse, a causa della pubblicità e dell'alone di capolavoro che avvolge questo libro, le mie aspettative erano troppo alte. Si tratta di un testo generazionale che ha come protagonisti degli ragazzi di provincia, che hanno un solo interesse in comune: sperimentare - quasi con desiderio scientifico - ogni tipo di droga. L'autore, che indubbiamente è uno scrittore capace, ricama su questa semplice storia una serie di significati simbolici: conflitto generazionale, riti di passaggio, crisi economica, mondo postrurale, provincia, desiderio di affermazione, pulsione di morte, ecc... Ma nel testo queste cose non ci sono; o quantomeno, io non le ho trovate. Sono raccontate molte vicende (tutte originate da un tipo di droga): alcune sono interessanti, altre no.
209 reviews5 followers
October 14, 2021
In qualche modo un "Trainspotting" ambientato in Valdarno tra il 1995 e il 2006, con protagonisti un gruppo di ragazzi che provano pressoché ogni tipo di droga, con particolare passione per quelle sintetiche. Un capitolo per sostanza psicotropa, seguendo un decennio di questo gruppo di amici che si perde e (a volte) si ritrova. Non si parla di disagio sociale, si parla del vuoto di ragazzi che non sanno cosa fare della propria vita, e che provano a riempirlo ammazzandosi di canne, cazzeggiando al bar, sperimentando sostanze e giocando a Magic (!). C'è molta amarezza, ma Santoni scrive bene e si finisce per affezionarsi un po' a questi disgraziati.
Profile Image for Alessandro Polvani.
1 review
March 23, 2014
Un po' ripetitivo ma tutto sommato si è rivelata una lettura divertente. Ottima la caratterizzazione dei personaggi.
Displaying 1 - 20 of 20 reviews

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