Il mito benevolo di Lucio Battisti, l'ineffabile fascino del grande musicista sabino, protegge le vicende del giovane Natale De Santis che, divorato dal fuoco sacro della canzone, cerca d'incontrare il suo mito, ma non è solo la sua storia, questo libro narra le vicende di una famiglia di immigrati abruzzesi, che, completamente assorbiti dai sacrifici del ceto medio impiegatizio, incrociano i loro piccoli traguardi con le alterne vicende dei Leoni, commercianti ebrei, e degli Antei, integerrimi costruttori fascisti scivolati confortevolmente nei panni dei palazzina democristiani.
Ho letto questo libro, incontrato per caso, e ve ne consiglio la lettura. La storia nasce con i suoi personaggi principali nei primi anni '50 a Roma e arriva ad intravedere la fine del secolo attraverso gli occhi di un numero crescente di protagonisti. Le diversità di censo, religiose e familiari sono descritte in un fluire del tempo che esalta l'intreccio narrativo in un ritmo sempre avvincente attraverso una serie di istantanee di un periodo storico contrassegnato da dinamiche tragicamente attuali. L'odio e l'amore per l'eternità di questa città si rivela in ogni angolo descritto come centro di questo piccolo universo anche quando lo sguardo indugia lontano. Il tappeto musicale accompagna il lettore nella profondità dei temi e nelle storie in cui sarà coinvolto con il grande merito di raggiungere l'approfondimento delle varie personalità e delle dinamiche familiari senza lasciare indietro nessuno. Affascinante, buona lettura
Un romanzo corale come non se ne scrivono in Italia. C'è tutto dentro, dalla storia degli ultimi 50 anni di Roma, alla strategia della tensione, alla questione ebraica. I personaggi sono bellissimi e ben calibrati. E poi la scelta musicale è doc. Imperdibile.