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Con la cronologia della vita di Verga e dei suoi tempi, un'introduzione all'opera, una bibliografia e un'antologia critica a cura di Corrado Simioni
Se I Malavoglia furono accolti al loro apparire, nel 1881, dall'indifferenza del pubblico e, salvo rare eccezioni, dall'ottusa diffidenza della critica, toccò loro in seguito un invidiabile destino letterario: l'affermazione graduale che procede di pari passo con la comprensione, l'adesione problematica che sfugge il fraintendimento entusiasta. Già nel 1914 Renato Serra scriveva: "Qualcuno è lontano, in un luogo glorioso da cui non lo vorremmo disturbare. Verga: passano gli anni e la sua figura non diminuisce; il maestro del verismo si perde, ma lo scrittore grandeggia". E qualche anno dopo il volume di Luigi Russo dedicato allo scrittore siciliano poneva l'opera verghiana accanto a quella del Manzoni, mentre si affermava sempre di più la convinzione che I Malavoglia costituissero, insieme con I Promessi Sposi, il maggiore contributo italiano alla grande stagione del romanzo europeo. E oggi, mentre si dissolve la leggenda del "primitivismo" verghiano, si afferma il Verga creatore di miti o meglio di anti-miti, ché nella storia della famiglia toscano detta dei Malavoglia è analizzata acutamente la fine di una civiltà che si fondava sulla figura del patriarca e trovava il suo significato in poche cose semplici, come la "casa del nespolo", la barca della "Provvidenza", le viuzze di Aci Trezza, i proverbi di padron 'Ntoni che contengono una saggezza antica che non serve più.
291 pages, Paperback
First published February 1, 1881




A number of explanations will help to clarify the text of this translation, which has tried to remain as close as possible to the immediate, unliterary flavor of the original. Malavoglia means "Ill-will", and this nickname bestowed by the community on Master 'Ntoni's family has, like all the important names in this carefully wrought novel, a consciously sought ironic overtone.I add the bolding on the word unliterary because this was so much of my problem in reading this novel. It simply doesn't flow in the ways I have become used to, not even as I am comfortable with many 19th Century works. I had to work harder than I wanted to work and I was further somewhat distracted by outside influences. (It is the week of the 2020 US Presidential election.) At the same time, one of the first things I noticed about the writing is that it has a certain cadence that made me feel as if I was with the people on the page.