“Quando cammino con un amico, senza dare nell’occhio provo talvolta a sondare il terreno, butto lì con nonchalance una domanda, una considerazione sul peso che ci portiamo sulle spalle. Ostentando indifferenza, cerco di capire come la pensa il mio compagno di viandanza, quanto tempo impiega a riempire il suo zaino, a decidere cosa metterci dentro, a soppesare ogni singolo oggetto...”
Camminare è l’arte di togliere. Togliere peso ai pensieri e liberarsi della zavorra che ci lega alla vita di tutti i giorni. Il pellegrino lascia a casa il superfluo per mettere nel suo zaino solo lo stretto necessario. La selezione e la sistemazione degli oggetti che porta nello zaino fanno parte di un’arte che ha imparato col tempo: con l’esperienza, documentandosi e anche condividendo i segreti di compagni di viaggio più esperti… Dalla spilla da balia al taccuino, dal coltellino svizzero al sapone di Marsiglia, ogni cosa ha una sua origine e una sua storia da raccontare. Se si sbircia nello zaino del viandante saranno proprio gli oggetti, la loro scelta e la loro disposizione, a raccontare l’identità del loro proprietario, dando vita a una personalissima biografia.
In appendice i consigli per preparare lo zaino di Fabrizio Ardito, Enrico Brizzi, Roberta Ferraris, Luca Gianotti, Luigi Nacci, Paolo Rumiz.
Quali sono le cose assolutamente necessarie da mettere nello zaino? Qual’è la storia di questi oggetti? Andrea Mattei ha scritto un breve testo che riassume in poche pagine le vicissitudini principali - tra realtà e citazioni letterarie - che ci hanno portato ad avere gli zaini ultimo modello, i bastoncini telescopici, i cerotti per le vesciche, i gps; ma che sono riuscite anche a spiegare da dove nascono alcuni luoghi comuni come il legame inseparabile tra il viandante e il suo taccuino di viaggio o il suo bastone. Molto spesso però più che sugli oggetti mi sembrava che il focus fosse posto sulle aziende produttrici, quasi stessi leggendo una réclame pubblicitaria. Ho poi personalmente molto da ridire sulla selezione degli ‘oggetti fondamentali’ da mettere nello zaino, diversi dei quali - pur usando lo zaino in montagna quasi ogni giorno per lavoro - non avevo mai neppure sentito citare. Tra alti e bassi (alcuni capitoli sono ben riusciti, altri mantengono un tono troppo didascalico/moralistico), L’arte di fare lo zaino è comunque un libretto simpatico che permette di trascorrere serenamente un pomeriggio in rifugio - proprio perché io tra gli oggetti indispensabili inserisco sempre un’edizione tascabile da godermi nelle pause del cammino.
Gli ho dato tre stelle perché l'ho letto nel momento sbagliato. O meglio mi aspettavo altro: un libricino "tecnico" su cosa portare nello zaino e dritte utili per farlo. Invece fare lo zaino del viaggiatore è la scusa per approfondire altro. Messo nella personale di rilettura.