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Le false resurrezioni: Segni d'oro - Eccesso di zelo - Denti

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Alle prese con ambizioni frustrate e desideri infranti, tre quarantenni tentano goffamente di resuscitare dalle ceneri di fallimenti piccoli e meno piccoli, rincorrendo una maturità che quasi sempre ha il volto di una donna. È il caso del protagonista di Segni d'oro, che pensava di insegnare all'università e si ritrova bibliotecario infelice in un paesino di provincia. In crisi con la moglie, dopo una fuga passionale sui Colli Euganei scopre di trovare verità e bellezza solo nell'esaltante lessico degli antichi poeti. In Eccesso di zelo, un dattilografo si perde nella stessa inconcludenza. Sullo sfondo di una Roma disfatta dal caldo, si lascia coinvolgere in un conflitto di coppia altrui dapprima per pura cortesia, poi con un fervore sempre crescente, lanciandosi in un'impresa cavalleresca alla rovescia che metterà a rischio tutte le sue conquiste dell'età adulta. Altrettanto ansioso e nel pieno di una crisi è infine il protagonista di Denti, un racconto che si dischiude come una bocca aperta sulla vita di un insegnante divorato dai ricordi e ossessionato dalla gelosia, nonché dai propri incisivi enormi. Le false resurrezioni si legge d'un fiato, complice l'irresistibile filtro dell'ironia e del paradosso con il quale Starnone passa al setaccio la follia dei sentimenti e l'ingiustizia del dolore.

456 pages, Paperback

Published April 10, 2018

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About the author

Domenico Starnone

42 books794 followers
Domenico Starnone (Saviano, 1943) è uno scrittore, sceneggiatore e giornalista italiano.

Ha collaborato e collabora a numerosi giornali (l'Unità, Il manifesto per cui è stato redattore delle pagine culturali) e riviste di satira (Cuore, Tango, Boxer), con temi generalmente improntati alla sua attività di insegnante di liceo.

Ha scritto con costanza su Linus, negli anni '70-'80.

Ha lavorato anche come sceneggiatore; film come La scuola di Daniele Luchetti, Denti di Gabriele Salvatores e Auguri professore di Riccardo Milani sono ispirati a suoi libri.

Il suo libro maggiormente apprezzato, Via Gemito, ha vinto il Premio Strega nel 2001.

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Displaying 1 - 2 of 2 reviews
Profile Image for Utti.
514 reviews36 followers
June 20, 2018
Ho scelto di dividere la recensione in tre parti, il libro pur seguendo un filo comune racconta tre storie diverse. Nel complesso non so però se è un libro che mi prenderei la briga di leggere tornando indietro.

Segni d'oro ***
Se dovessi descrivere "Segni d'oro" in una frase sarebbe "La triste storia di un bibliotecario frustrato". La realtà però è ben diversa, il protagonista è un uomo che non ha mai messo da parte le sue ambizioni da letterato e, oltre al lavoro di bibliotecario, continua a perseguire i suoi sogni anche se in modo non proprio ortodosso. Il nostro bibliotecario si trasferisce a Montemori e incapace di leggere la realtà rimane vittima di eventi che non è capace di comprendere, concentrato solo su se stesso e sulla sua arte. Si compiace, si vergogna, si lancia nel vuoto e si scoraggia. Un uomo che sa essere estremamente piccolo, ma che non si rende conto di quale sia il suo mondo.

Eccesso di zelo ****
Anche in questa storia di Starnone il protagonista è un uomo insoddisfatto. Dattilografo, reduce da una storia d'amore finita, inizia a legare con la sua collega d'ufficio. Se all'inizio il rapporto sembra dei più normali, qualche confidenza, una pausa pranzo insieme, in poco tempo la dinamica tra i due si fa complicata. Silvana, la collega, ha un ex fidanzato geloso e paranoico. Il protagonista simpatizza con lei, poi con l'ex fidanzato violento. Alterna momenti di lucidità in cui vuole coinvolgere la polizia a momenti quasi allucinati.
Il vortice in cui cade il dattilografo è confuso e senza via d'uscita.

Denti **
Il tema "denti" per me è abbastanza sensibile: fin da piccola sogno a intervalli regolari di perdere tutti i denti. Leggere questa storia è stato un esercizio di volontà, ma non la definirei una lettura gradevole (ebbasta gengive, ebbasta dentoni).
Il protagonista è ossessionato dalla gelosia e dai suoi denti e in questa storia i suoi tormenti diventano una cosa sola. Forse l'idea di base non è neanche male, ma viene tirata decisamente troppo per le lunghe.
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