Non ha importanza come io mi chiami. Né a chi appartengano le vicende raccontate (storie dell'infanzia e maturità di una donna). Appartengono, credo, a moltissime. Non sono autobiografia, sono un campione d’esistenza al femminile. Ogni ragazza dell'occidente percorre infatti fasi «obbligatorie» dello sviluppo fisico e psichico. Importante, è questo modello imposto e comune. Rifletto sul destino della donna e mi da dove proviene la forza prepotente che ci costringe a seguire quel modello? Che ci impone di recitare, con la convinzione di prime attrici, una parte secondaria nell'esistenza sociale? Che ci suggerisce di dire «io» a bassa voce? Risalgo ad Eva, la mela e il serpente, e discendo dentro me stessa. Frugo dietro le istituzioni sociali, dietro i tabù del sesso, nell'inconscio maschile. Ma frugo anche nel mio inconscio che pullula di immagini compiacenti, deformate, della Femminilità. E mi sforzo di toccare il fondo, di snidare quanto di ancora inconfessato giace nel ripostiglio della mia bell'anima tradizionale. Spero che nessuno si scandalizzerà, io sono un’ammiratrice del Dottor Groddeck. E la missione materna della donna si avvia alla fine. Offro questo documento non solo teorico in modesto contributo alla lotta della donna contro se stessa.
A very philosophical book. Armanda is good at picking different topics to explore and give more meaning to her ideas, so sometimes you're feeling lost.