Ornella ha cinquantacinque anni e si considera una campionessa mondiale di cadute. L’ultima batosta, però, è difficile da accettare: non solo non riesce a dimenticare un uomo che non vede da troppo tempo, ma la piccola libreria italiana che dirige nel cuore di Hampstead – e che adora – rischia di chiudere: il proprietario si è preso due mesi per decidere. Per fortuna c’è Mr George, l’anziano signore con cui si confida al parco; e poi il suo vicino di casa Bernard, che la conosce molto meglio di quanto lei non sospetti; e soprattutto c’è la Patti, la sua storica amica milanese, che arriva a soccorrerla armata di poche idee e tante scarpe… Tra humour inglese e una malinconia tutta italiana, Dimmi che credi al destino è una storia commovente di rinascita e speranza, ambientata in una Londra dove il cielo cambia sempre colore e l’amore brucia a fuoco lento.
In realtà sarebbe una stella ma mi sono mantenuta larga perché la storiella dell'italiana all'estero che ha una libreria che sta per chiudere mi ha intenerito più del dovuto. La storia è infarcita dai soliti odiosi luoghi comuni sugli italiani (mi aspettavo uno "spaghetti bolognesi" da un momento all'altro!!) caciaroni, che pensano solo a mangiare e che sono fin troppo esuberanti. Ma oltre a questo c'è un po' di tutto: l'amico omosessuale che deve trovare se stesso, la droga, l'eroina (addirittura dieci anni di eroina e dieci di recupero per la protagonista!), personaggi svampiti al limite del calcio sulle gengive. Insomma va bene un libro poco impegnativo, ma c'è molto di meglio. Dalla trama mi aspettavo decisamente di meglio.
Bello! Bellissimo! Una storia lineare, non ci sono grandi colpi di scena e nessuna curiosità o dubbio rimarrà irrisolto alla fine della narrazione. Do 4 stelle perché è una storia bella, leggera, spensierata (malgrado tocchi temi attuali e importanti). Si parla dei libri che salvano la vita,che segnano inevitabilmente il nostro carattere e fanno parte di noi. Si parla di amore, di quello vero, incondizionato,potente ma senza cadere mai nel romantico/melenso. Si parla di AMICIZIA, quella vera. Anzi si parla di diversi tipi di amicizia, diverse sfaccettature del rapporto: amici di sempre,ventennali, amici fraterni, amici appena conosciuti,amici confidenti,amici difficili ma nessuno vale meno dell'altro. Ad accompagnare la lettura sempre un sorriso stampato sul volto che in alcuni passaggi si trasforma in rumorosa risata perché l'ironia di certi personaggi o situazioni è disarmante,non forzata a mio avviso. Sarò onesta, certi capitoli e scambi di battute fanno scendere anche una lacrimuccia (o forse anche più di una). A cornice di tutto c'è una bellissima Londra e i suoi posti meravigliosi. 4 stelle per tutti questi motivi e perché mi sono affezionata a questi protagonisti un po' romantici, distratti, problematici e buffi: ognuno di loro aveva un qualcosa in cui mi riconoscevo. Non è una storia impegnativa, né un capolavoro della letteratura,ovviamente. Però è una storia bella e questo spesso vale molto più di altro.
Ornella, veronese di nascita, vive a Londra dove gestisce assieme a Clara una libreria indipendente: l’Italian Bookshop. Nonostante l’amore per i libri e l’impegno, la libreria rischia la chiusura a causa dei pochi profitti economici. “La” Patti, donna milanese, star mancata, nonché migliore amica di Ornella, correttrice di bozze presso una casa editrice consiglia di creare nuove attrattive, per esempio assumendo Diego, giovane ragioniere napoletano che lavora nel barbiere di fronte alla libreria. Dopo lo scetticismo iniziale, il progetto sembra decollare, ma le sorprese non sono finite perché adesso Ornella sarà costretta a fare i conti con il passato.
“Il destino è quella porta socchiusa da cui ogni tanto puoi sbirciare. E allora capisci che nulla avviene per caso e che tutto ha un senso, anche quando sembra non averlo.”
Se pensassi a un’immagine per descrivere questo romanzo mi verrebbe subito in mente un aereo che fatica a decollare. Il romanzo infatti è privo di quel brio, di quella svolta, di quell’episodio che gli conferisce slancio.
La trama è adatta ai nostri tempi presenti, (purtroppo in un contesto nel quale si legge sempre meno sono sempre più le librerie che sono costrette a chiudere i battenti) tuttavia non è sufficientemente elaborata. Leggendo, si ha l’impressione che gli eventi accadano troppo in fretta, inoltre ci sono troppi stacchi netti, troppi momenti morti.
Veniamo ora alla caratterizzazione dei personaggi. Ornella, la protagonista, è una donna intraprendente ma dal passato ingombrante che incombe su di lei e sembra quasi opprimerla. La sua psicologia non è però sufficientemente sviluppata e nella mente del lettore si accumulano troppi perché ai quali dare risposta. Attorno a lei gravita una rete di personaggi secondari che vengono presentati con sufficienza e immediatamente immersi nel contesto narrativo: la socia Clara, (con tanto di gatto immaginario al seguito) italiana trapiantata in Inghilterra che ormai sembra aver dimenticato completamente la sua patria di origine; Diego, gay, amante delle chiacchiere, capace di trasformare radicalmente la libreria; Bernard, vicino di casa di Ornella, del quale la donna finirà per innamorarsi (tuttavia la storia d’amore è appena accennata) e Mr George, anziano gentleman, appassionato di letteratura italiana che la protagonista incontra spesso al parco e col quale si confida.
L’autore si serve di uno stile semplice, ma poco fluido. L’ironia è presente in maniera latente e culmina in battutine comiche create allo scopo di far ridere il lettore a tutti i costi, tuttavia ciò che balza immediatamente agli occhi del lettore è, ancora una volta, il senso di fretta.
Nei primi capitoli il ritmo narrativo è piuttosto lento e la narrazione statica, poi essa acquista brio ma non coinvolge il lettore, il quale si sente un intruso costretto a seguire gli avvenimenti nascosto in un angolo.
Probabilmente ricercavo in questo romanzo l’eco di Io che amo solo te, ma purtroppo sono rimasta parecchio delusa.
Affinità. A chi non è mai capitato, leggendo un libro, di osservare come si comporta un personaggio, cosa prova, cosa pensa e di dire "sono io"? Nonostante io abbia 33 anni di differenza con la protagonista e diverse esperienze, non certo ampie come le sue, ho sentito da subito una fortissima affinità con lei. Ornella, così insicura e indecisa, spaventata dalla vita, mi verrebbe da dire. Originaria di Verona, la protagonista ha 55 anni e da 20 gestisce un Italian Bookshop nel cuore di uno dei quartieri più esclusivi di Londra, Hampstead Heath. Collabora con Clara, che ha adottato in pieno lo stile inglese, ha due pesci rossi come mascotte, Russel e Crowe, un'eccentrica amica del cuore, La Patti, un vicino perfetto per cui perdere la testa, Bernard, ed un immancabile "amico di panchina", Mr George, un adorabile vecchietto appassionato di Italo Calvino. La storia comincia quando il proprietario della libreria annuncia di concedere ad Ornella due mesi di tempo per risollevare le sorti della libreria, altrimenti verrà chiusa e venduta. Ornella, completamente in preda al panico, chiama in soccorso La Patti per consultarsi sul da farsi. L'amica le consiglia di assumere Diego, un ragazzo napoletano impiegato nel barbiere di fronte alla libreria. Il ragazzo, nonostante sia pieno di conflitti interiori e nostalgia, porta con sè una ventata di novità, proponendo iniziative e creando eventi per coinvolgere più clienti possibile. Ma non sarà tutto rose e fiori, infatti Ornella sarà costretta a tornare in Italia dopo più di 20 anni per fare i conti con un passato che non ha mai chiuso del tutto. Io l'ho amato, questo romanzo, lo dicevo anche all'inizio della recensione. Mi ci sono rivista completamente, ha una protagonista insicura e fragile, tanto da diventare quasi snervante, ad un certo punto, circondata da altrettanto incerti personaggi, ognuno impegnato nella propria lotta contro sè stessi e la chiusura dei propri cerchi, qualcosa in cui mi rivedo benissimo, perché sono ossessionata dall'idea di trovare la propria strada. Anche se per me, purtroppo, non è stata Londra la meta definitiva. E' stato però bello tornare tra i quartieri di questa città in cui ho lasciato il cuore. Alcuni posti che purtroppo non ho potuto visitare e altri rivissuti attraverso l'ammirazione e lo stupore di Diego quando li vede la prima volta. Ecco, forse quest'ultimo è giusto un po' troppo stereotipato, anche se parecchio simpatico. Assolutamente consigliato!
......divertente.....commovente.....ben scritto. Si legge facilmente in piacevole tranquillità . Ti fa venir voglia di avere anche nella vita reale una combriccola di amici come i protagonisti del libro.
Una piacevole lettura insomma, in attesa di dirimere l’ennesima annosa questione, ovvero se è meglio il romanzo o sarà meglio il film e in attesa di percorrere Londra, alla ricerca dei luoghi perduti. http://www.piegodilibri.it/recensioni...
Ornella ha cinquantacinque anni e si considera una campionessa mondiale di cadute. L’ultima batosta, però, è difficile da accettare: non solo non riesce a dimenticare un uomo che non vede da troppo tempo, ma la piccola libreria italiana che dirige nel cuore di Hampstead – e che adora – rischia di chiudere: il proprietario si è preso due mesi per decidere. Per fortuna c’è Mr George, l’anziano signore con cui si confida al parco; e poi il suo vicino di casa Bernard, che la conosce molto meglio di quanto lei non sospetti; e soprattutto c’è la Patti, la sua storica amica milanese, che arriva a soccorrerla armata di poche idee e tante scarpe.
È stato un caso o è stato il destino a farmi leggere questo libro dopo quello di Nina George? Non lo so, so solo che questo ha influito parecchio sul mio giudizio finale, perché passare da “Un’estate in Bretagna” a questo romanzo è come passare dall’incontro con l’uomo della vita(lasciato troppo presto) a una scappatella con un ragazzo carino e piacevole, ma che purtroppo non regge il confronto. Non è male, ma non ti fa battere il cuore. Riesce, però, a far sorridere. Anche se a volte ho avuto la sensazione che la ricerca della risata sia forzata.
Insomma è un libro perfetto da tenere in borsa per quando siamo in fila dal dottore o in posta, o sotto l’ombrellone per passare un paio d’ore in allegria, affezionandosi alla Patti. La storia è carina ed è già tutta nella sinossi: c’è l’Italian Bookshop da salvare e Ornella, che la gestisce insieme a Clara, è così depressa dalla notizia di aver solo due mesi per risollevare le sorti del suo posto del cuore, che chiama in soccorso la Patti. La Patti è l’amica che tutte vorremmo avere: diretta, scanzonata, sopra le righe, ma con un cuore grande come l’appartamento d’epoca in cui vive. Leale e sempre pronta ad esserci quando serve. Per questo ,quando Ornella la chiama, vola a Londra e consiglia all’amica di assumere l’ “expat” Diego, che fa il barbiere nel negozio vicino al loro e che è a Londra per fuggire da un amore impossibile. Bello e verace Diego è anche un vulcano di idee – sua è la serata a Taralli e Olio per presentare un’autrice italiana, sempre sua l’idea della tessera sconti della libreria- e si rivela un aiuto indispensabile e un “ammorbidente” per Clara. Clara è più british degli stessi inglesi, e fa di tutto per cancellare la sua “italianità”. Beve Earl Grey e schifa il caffè, ha amici della Londra che conta e non vuole immischiarsi con quelli di South London, è vedova di un inglese purosangue. Ha un gatto immaginario perennemente malato e una fissazione per i musical. Restia a qualsiasi cambiamento dello status quo, la notizia della possibile cessazione dell’attività la getta nello sconforto e la rende, se possibile, ancora più acida nei confronti di Ornella e Diego. Anche se poi in Diego troverà il compagno ideale per andare a vedere i suoi amati musicale e i due finiranno per piacersi molto. Ma torniamo ad Ornella...Ornella è il personaggio chiave della storia, quello intorno a cui ruotano tutti i personaggi e che ha un passato misterioso che le impedisce di dare una risposta alla domanda “sei sposata?”. Che poi diciamocelo: la risposta avrebbe anche potuto darla perché non è che uno è sposato a metà. O lo è o non lo è, e lei lo è. Anche se si è trattato di un matrimonio sotto l’effetto della droga, anche se l’amore per Axel c’è stato e ora è diventato affetto; di fatto è sposata. Non ho capito perché nasconderlo. Non ci vedo niente di male, l’unico “male” è il severo giudizio che Ornella ha di sé stessa, o il male che si è fatta quando si drogava. Ai fini della storia non aggiunge niente rimandare l’informazione, ma forse Bianchini ha deciso così per darci un’idea del carattere della libraia,chissa? Ornella ce la mette tutta per salvare le sorti della libreria e proprio quando le cose sembrano migliorare deve tornare a Verona per chiudere i conti col passato. Aiutata dalla Patti, dai saggi consigli di Mr. George- un anziano inglese appassionato di Italo Calvino- e con il cuore in subbuglio per il vicino di casa Bernard, Ornella torna in Italia e chiude col passato. E tonerà a Londra più leggera e più serena, con una nuova forza e con la certezza di non voler lasciare la sua libreria e di avere abbastanza spazio nel cuore per un nuovo amore.
Citazione preferita: “il destino è quella porta socchiusa da cui ogni tanto puoi sbirciare. E allora capisci che nulla avviene per caso e che tutto ha un senso, anche quando sembra non averlo” Un po’ come in questa storia . ( che lavoro fa Bernard, lui che per lavoro osserva le persone? e perché parlare del vicino con la fissa delle majorette? E Mrs Lovely? E certi dialoghi tra Ornella e Bernard? E tra Nunzio e Diego?) per questo il mio voto è due stelline. Bocciata anche la scrittura, certe frasi, certi luoghi comuni e certi dialoghi improbabili gli fanno perdere punti. A volte l'eccesso di leggerezza l'ha reso frivolo. ( durante la lettura spesso ho pensato: “ mi piacerebbe leggerlo riscritto dalla Mazzantini!”)
Peccato perché “Io che amo solo te” mi era piaciuto e speravo che anche questo lavoro di Bianchini mi piacesse allo stesso modo, o di più.
Libro piacevole e abbastanza scorrevole. La location è Londra, i personaggi quasi tutti italiani e le loro vite si intrecciano e ruotano attorno ad una libreria che forse sta per chiudere. Personaggi ben descritti a livello psicologico e trama bella anche se a volte un pochino scontata. Tanti episodi a far capire che tutti possono avere nella vita una seconda chance. Amore, lavoro e soprattutto amicizia i temi affrontati. Ascoltato in audiolibro e consigliato a chi vuol passare qualche ora in spensieratezza.
Lettura leggera e scorrevole; ho apprezzato l’ambientazione, la descrizione dei luoghi (da Londra a Verona), Bianchini è un autore che leggo con piacere. Devo ammettere però che non mi è piaciuto tanto quanto gli altri suoi libri letti finora. Non sono riuscita a immedesimarmi e ad affezionarmi ai personaggi.
"Ma tu sei sempre così ottimista o a volte t'incazzi?" "Mi sono arrabbiato troppe volte. E quando ti lamenti sempre alla fine ti giri e non c'è più nessuno ad ascoltarti."
Questa narrazione mi ha stimolato una grande riflessione: si, il destino fa la sua parte ma ogni essere umano non deve restare lì ad aspettare..la pazienza e la costanza sono due elementi imprescindibili che devono accompagnare la nostra quotidianità e il nostro destino.. Grande Luca Bianchini!
Chi mi conosce bene, sa che per farmi felice basta davvero poco. Un buon libro, un sorriso, il dolce che non può mancare, stare in compagnia con gli amici. Poche cose ma che hanno un significato importante per me. Di recente ho ricevuto in dono, da un’amica conosciuta proprio grazie alla passione condivisa per la lettura, un libro davvero speciale, non solo per il suo contenuto quanto per l’emozionante dedica che porterò sempre nel mio cuore (Oltre a quella dell’autore, una sorpresa graditissima).
Non avevo mai letto nulla di Luca Bianchini, seppur possedendo alcuni suoi romanzi, aspettando, forse, il momento giusto per fare la sua conoscenza. Ma quando un’amica ti regala proprio il suo “Dimmi che credi al destino”, libro con una copertina che vagamente mi ricordava un palazzo di Trento, che per giorni ti sta guardando dal comodino e ti invita a prenderlo, non puoi fare altro che rispondere alla sua chiamata. Infatti, non ho resistito. L’ho letto nel giro di pochi giorni.
Un buon scrittore si riconosce dalla capacità di farti entrare nel suo mondo, lasciandoti il giusto spazio e il tempo per ambientarti, ma soprattutto per avvicinarti lentamente ai personaggi e farteli amare, anche quelli che magari ti stavano antipatici, salvo, poi, scoprire che avete persino delle cose in comune. In questi giorni Luca mi ha preso per la mano e mi ha fatto conoscere una Londra che ho sempre detestato un po’ anche se non ci ho mai messo piede, una città a portata di mano di tutti, che sa conquistarti poco a poco con il proprio ritmo, le proprie luci abbaglianti che accolgono ogni anima in pena, ogni profugo d’amore dandogli la possibilità di iniziare una nuova vita.
La storia giro intorno all’Italian Bookshop, un luogo che è davvero un must per tutti coloro in visita a Londra che amano libri e la cultura italiana, ma dove possono trovare tutti, anche e soprattutto i londinesi, un calore e una simpatia unici. A gestire la libreria è Ornella, una signora veronese con un passato tanto doloroso quanto ingombrante che continua a perseguitarla e di cui peso non è così facile liberarsi. Ad aiutarla c’è Clara, una vedova italiana ma più british di tutti i britannici messi insieme, che al buon caffè preferisce una tazza di tè e le cui giornate girano intorno al suo gatto, un amico immaginario al quale sempre ricorre quando sta male. In un momento critico per la libreria, il cui vendite sono calate e il proprietario del locale da alla donna due mesi per risolvere la situazione, arrivano i rinforzi dall’Italia e dal vicino negozio di barbiere. La Patti, storica amica milanese di Ornella, un personaggio colorito che mi è piaciuto molto per la sua filosofia della vita, e Diego, un ragazzo napoletano in fuga a Londra dove cerca di lenire le ferite d’amore.
Una storia con tante altre storie che in un giro di valzer inglese ci fa capire che la vita va vissuta, nonostante i momenti neri che possono oscurarla. Va vissuta e va combattuta, come una vera guerra al quale ha fatto parte Mr. George, l’amico delle tante passeggiate di Ornella con cui è così facile confidarsi e ricevere i giusti consigli. Il passato va affrontato, anche se fa ancora male perché solo così si può stare in pace con se stessi e vivere il presente che non è un tunnel senza uscita ma un cielo pieno di stelle che ci illumina la strada verso la felicità. Dobbiamo solo saper attendere, con pazienza, e affidarci al destino che prima o poi ci sorprende, facendoci capire che aver paura non serve e che bisogna buttarsi e farsi portare dalla corrente. Bisogna credere, a noi stessi, all’amore, quello capace di farti dimenticare ogni male e avere di nuovo fiducia nell’altro, al destino.
Bernard: “Tu ci credi al destino?” Ornella: “Dimmi prima cos’è il destino?” Bernard: “Il destino è quella porta socchiusa da cui ogni tanto puoi sbirciare. E allora capisci che nulla avviene per caso e che tutto ha un senso, anche quando sembra non averlo.”
Non proprio il libro che mi aspettavo, dopo aver letto la sinossi sul retro della copertina. Nella prima parte l'ho trovato un po' sciapo, e le protagoniste mi sembravano due rintronate che non si capiva bene perché fossero lì... E poi esattamente a metà libro, al principio del capitolo 24, a noi lettori viene buttata in faccia la storia passata della protagonista. Ornella era affondata in un decennio di eroina, e poi nel decennio successivo aveva vissuto in un centro di recupero, per tornare alla vita. Temi difficili e pesanti, narrati però in modo molto lieve. Paradossalmente, infatti, mi è piaciuta di più la seconda metà del libro che non la prima. I personaggi che accompagnano Ornella, sia a Londra sia nella parentesi italiana, sono tratteggiati in maniera altrettanto delicata.
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Non do quasi mai cinque stelle perché sono dell'idea che "il libro migliore debba sempre arrivare" eppure oggi non ho il minimo dubbio. Stasera ho chiuso questo libro con la consapevolezza di aver salutato un'amica, anzi, due amiche. Anche se "la Patti" e Ornella più che due amiche direi che sono una persona divisa in due corpi. Due amiche unite da un passato delicato, doloroso. Si sono conosciute all'inferno e ne sono uscite. E loro assieme a Diego e Clara sono i protagonisti di questa storia semplice e vera. Questo libro si legge d'un fiato, ma non perché lasci con il fiato sospeso, ma perché è semplice ma magnetico. Questo libro è semplice da leggere, proprio come bere un bicchier d'acqua!
Devo essere onesta, me lo aspettavo davvero molto meglio. Non sono riuscita a legarmi ai personaggi come avrei voluto e la lettura è davvero (troppo) leggera. Non so, mi sento un po' delusa. Sarà che mi ero fatta delle aspettative troppo alte?
Partiamo col fatto che qualche mese fa ho iniziato a leggere un libro di questo autore e da allora mi sono subito innamorato del suo mondo letterario. Sia chiaro, non stiamo parlando di Proust o di Oscar Wilde, ma Bianchini ha un grande pregio: quello di far diventare storie semplici, di vita quotidiana, davvero avvincenti.
Ho già detto in passato che ritengo le sue storie dei “romanzi pop”, per la quantità di riferimenti e di citazioni alla cultura contemporanea, che rendono più agile e intrigante la lettura. I suoi personaggi, vuoi o non vuoi, vivono quelle ansie e quei problemi tipici della società contemporanea, e sono pienamente affetti da tutte quelle disfunzioni socio-relazionali caratteristici della modernità.
dimmichecr
In “Dimmi che credi al destino” Luca Bianchini parla della storia di Ornella, un italiana emigrata a Londra per reinventarsi libraia. Un personaggio molto interessante, che ha raggiunto la mezza età e si ritrova con tante questioni irrisolte e il desiderio di concedersi ancora una vera possibilità di essere felice nella vita. La storia di Ornella prosegue parallelamente a quella di altri personaggi, tra cui spicca Diego, macho napoletano, che è costretto ad andare a Londra per fuggire da una situazione complessa che lo ha visto innamorarsi del proprio migliore amico e perdere tutte le certezze che credeva di avere. Tra le storie di Ornella e Diego si affrontano vari problemi e si discute di molte tematiche relazionali e personali che tendono a complicare la vita sentimentale delle persone.
Si tratta di un romanzo sentimentale e fortemente introspettivo, che, tuttavia, non annoia mai. Mi sento di dire, infatti, che i personaggi di Bianchini sono sempre pieni di colore, anche quando si trovano invischiati in periodi problematici della loro vita. L’autore riesce a parlare di problematiche importanti come la lotta alle dipendenze, le difficoltà ad accettare la propria sessualità e le controversie nei rapporti familiari, senza appesantire il lettore e senza scadere nella banalità e nei luoghi comuni.
Credo che i libri di Bianchini siano degli ottimi compagni di avventura. Non richiedono grossi sforzi e ti danno sempre nuove chiavi di lettura per guardare la società. Per queste ragioni anche “Dimmi che credi al destino” è una lettura che consiglio!
Quando, sotto il sole, hai voglia solo di storie che ti rallegrino il cuore ... DIMMI CHE CREDI AL DESTINO di Luca Bianchini (Oscar Absolute Mondadori). "Il cielo di Londra sembra fatto apposta per raccontare l'amore. Ornella si era innamorata di quel cielo un giorno di molti anni prima. Al suo arrivo non era stato un granché - un grigio monocorde - ma le era bastata mezz'ora di sole per cadere stecchita ai suoi piedi. In quello squarcio tutto le era sembrato possibile, anche la felicità, e si era convinta che Londra fosse il luogo perfetto in cui vivere". Ornella è una bella signora italiana di mezza età (mezza età ... lei mi odierebbe a sentirsi definire così, e pure io, se dicessero la stessa cosa di me ... quanto sono simile ad Ornella 🙂), che dirige, con entusiasmo e non poche difficoltà, economiche e personali, una piccola libreria italiana nel cuore di Hampstead, l'Italian Bookshop. Libreria intorno alla quale ruotano le vite di molti altri personaggi, più o meno bizzarri, che ho imparato ad amare tutti, con pregi e difetti. C'è la sua collega Clara (italiana, vedova di un inglese di Londra, ma Londra Nord) ed il suo gatto immaginario, Mr George, reduce di guerra e amante di Calvino, l'amica del cuore Patti, ex "bionda atomica" in perenne attesa di un'eredità che tarda ad arrivare, Diego, guaglione napoletano, scappato a Londra per dimenticare un amore impossibile, professione "tuttofare" ... La narrazione scorre veloce, tra umorismo e nostalgia, un bel mix Italo-britannico. È un romanzo leggero, nel senso di delicato, che affronta temi anche difficili, ma sempre con quella dolcezza che tocca benevolmente il cuore. Piccolo spoiler innocente: l'Italian Bookshop di Londra non è una mera invenzione dell'autore ...
Ornella, come me , ama i cieli di Londra, il caffè con la moka e la panchina di un parco. Lei in questo parco ci incontra sempre Mr George, un vecchietto a cui confida tutte le sue disavventure, legate soprattutto a un uomo, suo marito che però Ornella non vede da anni. Ornella ha 55 anni, vive da sola e gestisce una libreria a Hampstead; Bernard, il suo vicino di casa, la osserva da lontano e la conosce meglio di quanto lei conosca se stessa. La piccola libreria rischia di chiudere. Insieme alla sua inseparabile amica (La Patti), troveranno in Diego ragazzo partenopeo appena giunto a Londra una delle chiavi per far rinascere il Book Shop. Tra i personaggi non possiamo dimenticare Clara l'italiana che ha rinnegato il caffé, Samir l'autista indiano con un debole per La Patti, la Signora Lovely assidua frequentatrice della libreria.
La Patti e Ornella condividono un passato tumultuoso ed esperienze che ti legano nel profondo. Sono due persone diverse, che si sono trovate a vivere la stessa situazione, questo le ha legate indissolubilmente.
Ornella, messa alle strette, affronterà i fantasmi del passato, per poter poi procedere verso il suo futuro.
Un romanzo molto scorrevole, nonostante le oltre 400 pagine! Luca Bianchini è in grado di toccare temi importanti e profondi con delicatezza, saggezza e un filo di ironia.
"Il destino è quella porta socchiusa da cui ogni tanto puoi sbirciare. E allora vedi che nulla avviene per caso e che tutto ha un senso, anche quando sembra non averlo."
"Dimmi che credi al destino" è un buon libro, mi è piaciuto molto lo stile scorrevole e immediato che ne fanno secondo me il compagno cartaceo ideale da mettere in valigia! Il titolo mi ha un po' fuorviata, ma grazie ai suggerimenti e ai passaparola mi sono fidata.. Ed ho fatto bene. È il primo romanzo che leggo di questo autore e ho apprezzato il fatto che le vicende siano accadute realmente (e me ne sono resa conto soltanto leggendo i ringraziamenti.. Perché si, leggo anche quelli!) ma presentate in chiave romanzata: sullo sfondo di una Londra dinamica, una libraia cerca di ritrovare sé stessa facendo i conti col passato e con l'attività che rischia di fallire. Fanno da corollario alcuni personaggi, ma sono anche essi messi a nudo nelle loro inquietudini, fragilità e ricchezze. È una lettura piacevole che scivola via come acqua, ma la trama non è banale ed è esposta in chiave ironica, leggera ma anche introspettiva. Consigliato!
Romance and Fantasy for Cosmopolitan Girls Vi è mai capitato di cercare la trama di un libro e imbattervi in più recensioni? Beh, è quello che mi è successo con questo libro, e pensare che è uscito solo da una settimana!!! Poi si sa che la curiosità è donna, e così mi sono ritrovata ad aprire i vari link che internet mi suggeriva...mi dispiace aver letto solo pareri negativi perché dal mio punto di vista la storia funziona. Partiamo dal presupposto che di questo autore è il primo libro che leggo, anche se il suo esordio ha avuto inizio con Io che amo solo te (prometto che lo leggerò..non so quando, ma lo farò), e quindi non avevo grosse aspettative; ammetto di non averle mai, anche quando si tratta dei miei scrittori preferiti. Ma basta con le premesse, partiamo subito con la storia.
Il racconto gira intorno a Ornella, italiana che vive a Londra, che non si è ancora abituata alla tradizione del tè ma resta ancorata alla sua bevanda preferita, il caffè. È la responsabile dell'Italian Bookshop, l'unica libreria in tutta Londra che vende libri sia in lingua inglese che in lingua italiana. È legata a quel posto che è riuscita a salvarla da uno dei periodi neri della sua esistenza, e ora è in pericolo: secondo il proprietario le vendite sono scarse e non si possono tenere aperte attività che non portano soldi. Ornella ha due mesi di tempo per ribaltare la situazione.
Andava in confusione solo per le cose cui teneva davvero, e la libreria era al primo posto. Quello era il suo salotto, la sua camera, il suo prato sotto l'albero una notte d'estate.
Attorno alla nostra protagonista ruotano tante altre persone che a loro modo cercano di starle vicino, consigliarle su come affrontare al meglio questo imprevisto, la vedono cadere e la aiutano a rialzarsi: dal barbiere Diego, il cui negozio si trova di fronte alla libreria, al simpatico vecchietto con cui Ornella condivide tutti i giorni la stessa panchina al parco, Mr. George, al suo silenzioso e discreto vicino Bernard. Ma a salvarla realmente da tutta questa situazione sarà la persona con la quale ha condiviso parte del suo passato, La Patti.
Non c'è una scadenza nella vita, finché hai le forze!
Ora potrei stare qua a raccontarvi parte della storia, ma credetemi, sarebbe veramente difficile stimolarvi alla lettura senza alla fine svelarvi tutto. Quindi per una volta preferisco cambiare strategia e scrivere questa recensione sulle sensazioni che questo libro mi ha suscitato. Ornella è un personaggio forte e debole allo stesso tempo, non si arrende ma lotta per le cose che ama, come in questo caso la sua libreria, che considera qualcosa di più di un semplice posto di lavoro. Fatto ancora più curioso, non ci sono protagonisti adolescenti in preda agli ormoni, ma persone adulte, più vicine agli “anta”: aprite bene le orecchie perché Ornella ha la bellezza di cinquantacinque anni!!! Non è una vecchia testarda che pensa di essere perfetta e di saper risolvere le cose da sola, tutt'altro, si fida e si affida alle persone che le stanno vicine. E se La Patti vede in Diego, l'ex ragioniere e attuale barbiere, colui che riuscirebbe ad attirare i clienti, allora bisogna prenderla alla lettera, perché nonostante lui abbia il fascino del guerriero partenopeo (ed è un gay non ancora dichiarato), ha veramente tante belle idee che forse potrebbero risollevare le sorti della libreria. Eppure si sa che non ci si libera mai del proprio passato, così che alle cattive notizie se ne aggiungono altre ancora peggiori, come un rientro in Italia last minute.
Quando cambi radicalmente vita, hai due possibilità: o rimuovi il passato, e il “prima” lo cancelli con tutte le tue forze fino a convincerti che non sia ma esistito, oppure fingi di non ricordarlo, ma ogni tanto, quando meno te lo aspetti, riappare.
Spesso si tratta di un passato che si vorrebbe dimenticare, e capisco che non sia semplice parlare di tossicodipendenza. Si tratta di un argomento difficile da trattare: il tunnel della droga, i centri di disintossicazione e i tentativi per non caderci nuovamente. Come dicevo prima, Ornella è forte e debole allo stesso tempo: forte perché ha trovato il coraggio di uscire pulita alla fine di questo percorso, e debole perché per non ricascarci si è allontanata da tutto e tutti, lasciando gli affetti in Italia e non solo, anche il marito tossicodipendente che non aveva alcuna voglia di curarsi.
Alcuni amori sono capaci di restarti nel cuore anche quando sanno solo farti male.
Ornella è considerata la protagonista principale, ma è bello vedere come lo scrittore sia riuscito a mettere in evidenza tutti i personaggi coinvolti nel racconto facendoli interagire tra loro, portandoci così nelle strade di una Londra un po' familiare per la maggior parte degli italiani che cercano proprio là il loro posto nel mondo. È una storia che parla di amicizie, amori, paure, coraggio, forza di farcela, ma anche di paura di vanificare i sacrifici fatti, di mali che ti consumano interiormente, pensieri che ti rabbuiano la giornata, paura di non riuscire a ritrovare te stessa. Così come i sogni si realizzano se realmente ci crediamo, penso che il destino è quello che riusciamo a crearci noi con i fallimenti e i successi nella vita di tutti i giorni, ma se vogliamo dirla con le parole dello scrittore “il destino è quella porta socchiusa da cui ogni tanto puoi sbirciare. E allora capisci che nulla avviene per caso e che tutto ha un senso, anche quando sembra non averlo”. Fate sì che voi siate il vostro destino.
Carino, leggero, scorrevole. Ornella è una donna italiana scappata da Verona (e dal suo passato) è approdata a Londra, dove gestisce una libreria che potrebbe essere presto chiusa. Qui ha la sua collega un po’ metodica, dall’altro lato della strada c’è Diego il barbiere-ragioniere e c’è la fiorista. Vicino a casa, invece, c’è Bernard, il vicino di casa introverso. E poi, lontano ma sempre vicino c’è la Patti, l’amica un po’ sgangherata ma pronta a mollare tutto per prendere un aereo e sbarcare a Londra per aiutare Ornella. E poi c’è Mr. George, il mio personaggio preferito. Oltre alla possibile chiusura della libreria, contro cui i personaggi si inventeranno ogni tipo di cosa, Ornella deve affrontare anche il suo passato, con cui ha un conto in sospeso. Solamente chiudendo quei conti potrà cominciare per davvero una nuova vita.
La lentezza dei pomeriggi londinesi, in uno dei suoi quartieri non frequentati dalle folle dei turisti. Una libreria che fa fatica a rimanere a galla, nonostante un mercato sempre più proiettato verso il business veloce e sicuro. Rapporti di amicizia che nascono e si consolidano. L’ombra della droga, il buio e la fine di un amore. Ma anche la rinascita, la voglia di riemergere dal proprio torpore. Dalla propria lentezza. Sullo sfondo, la vita di due pesciolini. E il destino. Ad un passo dalla protagonista. Bello. Perfetta lettura per le sere autunnali, meditative, romantiche.
Mi spiace legare la votazione ad una sensazione, ma questo libro mi ha messo tantissima tristezza. Il tema è duro e forse nel momento in cui lo letto, su un aereo che mi portava in viaggio di nozze necessitavo del solito Bianchini e dei suoi soliti libri. Solari, divertenti, anche prevedibili sotto certi versi. La storia è tosta. Non fatevi ingannare dalla bellissima copertina.
Bel romanzo. Libro di evasione con una bella storia, anche se in parte scontata. Fa parte di quei libri che mi piace leggere per vedere il mondo un po' più rosa! La lettura fila via leggera e lascia un senso di serenità.
Non il miglior Bianchini che solitamente possiede un'ironia allegra e sfacciata. Questa è una storia poco credibile di happy end multipli. Troppo zucchero per i miei gusti. E temi complessi trattati con estrema superficialità.
Non riuscito come gli altri libri di Bianchini ma solo perché c'è davvero tanta carne al fuoco che forse richiedevano 50 pagine in più. Però piacevole e La Patty è il suo personaggio più azzeccato