Sul rapimento e l’assassinio di Moro sapevamo troppo poco. Finora. L’inchiesta giornalistica più innovativa e sconvolgente di questi anni.
La vicenda del rapimento e della morte di Moro rimane fra le più misteriose e peggio spiegate della nostra Storia, e fra le meno compatibili con le versioni ufficiali che continuano ad essere propagandate da commissioni d’inchiesta, stampa e TV. L’ultima notte di Aldo Moro di Paolo Cucchiarelli rappresenta una tappa decisiva e irreversibile verso il chiarimento della reale dinamica e dei motivi profondi di quei tragici 55 giorni. Qui Cucchiarelli ricostruisce – grazie a documenti inediti, nuove testimonianze e perizie, fotografie mai viste prima – il rapimento, la prigionia e le ultime ventiquattr’ore del presidente DC, scardinando pezzo dopo pezzo il castello di menzogne costruito negli anni. Ne emerge una realtà sconcertante, fatta di operazioni d’intelligence internazionali – che per la prima volta vengono qui precisate, con tanto di nomi e cognomi –, trattative fra istituzioni e terroristi, patti con la malavita organizzata, personaggi rimasti totalmente ai margini delle vicende giudiziarie. Anche se il termine è ormai screditato, proprio di un complotto bisogna parlare:un piano articolato, volto alla distruzione politica e poi fisica di quello che sarebbe con ogni probabilità divenuto il presidente della Repubblica.
Libro dannoso, composto da suggestioni senza basi solide ma aiutate da un linguaggio fluido e convincente. Buona parte delle fonti è ignota, sovente si parla di "fonte confidenziale" o si fa riferimento a racconti, non documentabili, di persone ormai decedute. Quanto alla parte documentale, bisogna riconoscere a Cucchiarelli un'eccezionale capacità di praticare il "cherry picking", andando a pescare esclusivamente le (poche) informarci a supporto delle sue fantasiose ipotesi, ignorando bellamente la mole di documenti che raccontano ben altro. Spesso il racconto che viene fatto di alcuni eventi serve a stravolgerli, modificandone il senso. In buona sostanza, ne ho ricavato l'idea che non è un indagine che parte dagli indizi ed arriva ai fatti, bensì un racconto che si svolge al contrario: dall'idea (grottesca) si vanno a cercare solo gli elementi che la corroborano, creando una narrazione drogata e, francamente, a volte buffa. Comunque c'è posto per tutti: Carlos lo sciacallo, Tito, gli americani, un arcivescovo Piemontese, il generale Umberto Nobile (mi aspettavo che si parlasse della Tenda Rossa come prigione), la Guardia di Finanza, i tedeschi, i libici, i servizi deviati, la 'ndrangheta, la P2, Mino Pecorelli, Toni Negri...e tanti altri. Devo invece inchinarmi e rendere onore all'inesauribile fantasia dell'autore, ineguagliabile.
In questo libro l'autore cerca di dare risposte ai dubbi fondamentali sul caso Moro: chi lo ha ucciso? Dove? Come? Secondo Cucchiarelli, ma non solo, Moro sarebbe stato portato in più covi (6) nel corso dei 55 giorni, soprattutto dopo la scoperta 'pilotata' del covo di Via Gradoli. E sarebbe stato ucciso non in Via Montalcini, come la vulgata BR ripete da decenni, bensì nel garage di un palazzo in Via Dei Banchi Vecchi, più vicino a dove fu ritrovato il suo cadavere, dopo esser passato in custodia alla delinquenza comune (De Vuono e Tony Chicchiarelli), che avrebbero gestito la fine del sequestro, ora che le BR non erano più in grado di farlo. L'assassino fu De Vuono, come aveva capito Pecorelli, che lasciò sul corpo della vittima anche la sua inconfondibile 'firma', e gli sparò all'interno della Renault 4, per poi spostarlo dentro il portabagagli. Una ricostruzione coraggiosa, e finalmente un po' dell'ormai scomparso giornalismo investigativo, di cui l'autore ha già dato prova altre volte (v. anche 'Il segreto di Piazza Fontana', ed ancora sul caso Moro 'Morte di un Presidente'). Consigliatissimo!!!