Myra è stata la guerriera prediletta di Acrab, condottiero e inventore. Lui l’ha cresciuta, è stato il suo mentore, il suo protettore… e l’assassino di suo padre. Acrab vuole conquistare il Dominio delle Lacrime, abbattendone i regni grazie al suo esercito di reietti e alle sue invenzioni, capaci di distruggere intere città. È disposto a tutto pur di riuscire a imporre la sua giustizia, anche a usare gli elementali come combustibile per le sue macchine mortali. E Myra è l’arma finale per la sua conquista. Deve trovarla per catturarla e piegarla ai suoi scopi. Ma qualcosa lo frena, l’amore che prova per lei, e che rischia di portarlo alla rovina. Myra vuole ridare l’equilibrio al mondo, liberando gli elementali dalla schiavitù dei maghi Camminanti, riportando pace e armonia. Per lei Acrab è il nemico da fermare e uccidere, ma ogni volta che si è trovata di fronte a lui non è stata capace di resistere alle sue parole. Alle sue carezze… Adesso, la loro guerra sta arrivando alle battute finali. Mentre Acrab con la sua fortezza volante sta abbattendo gli eserciti nemici e si avvicina alla vittoria finale, Myra ha scoperto il luogo dove i suoi poteri si riveleranno nella loro pienezza. L’isola di Kathernesos, uno dei luoghi dove le energie dei Primi sono ancora presenti, dove la magia della Luce è ancora attiva. Ma dovrà arrivarci prima che i soldati di Acrab la fermino, e prima che la nuova vita che sta crescendo dentro di lei le prosciughi tutte le forze…
Licia Troisi was born in Ostia, a little place by the sea near Rome. She’s been passionate about writing since her childhood. She took classical studies at high school and studied astrophysics in the university. She started to write her first trilogy, Cronache del Mondo Emerso (Chronicles from the Emerged World), at the age of 21. She got married in 2007 and is currently a PhD student in Rome. Music, movies and comics are among her interests.
Devo ammettere che così a caldo non sono sicura di sapere come mi sento nei confronti di questo libro. Certo è però che una delusione simile non mi capitava dai tempi di Lady Midnight e quella sì che è stata una Delusione con la D maiuscola. Vorrei poter dire che il problema è stato l'avere aspettative altissime, ma purtroppo non è così. Il problema è che il libro sembra essere scritto giusto per dire «Sì guarda mo la serie è finita, non mi rompere più le scatole»... Non funziona così! In questo volume viene meno tutto ciò che erano stati i primi due. "Le lame di Myra" era un fantasy puro, nel senso che era tutto avventura, mistero, magia e qualsivoglia relazione amorosa era a malapena accennata. Poi, "Il fuoco di Acrab" si è presentato come la perfetta sintesi tra gli elementi sopracitati. E infine... Questo? No.
🔥TRAMA.
Nelle prime 70/80 pagine circa non succede niente di eccezionale, poi arriva il capitolo 10 e sembra quasi che la storia stia prendendo piede perché finalmente Myra, Kyllen e Acrab si incontrano e tu, lettore, ti convinci del fatto che Licia non può deluderti così... Ebbene, il capitolo 10 è una delle cose peggiori che abbia mai letto. La Troisi ci presenta una situazione di alta tensione che poi si rivela del tutto inconcludente e inconsistente. Il fatto stesso che Myra non uccida Acrab quando ha l'opportunità di farlo è completamente contrario a quanto lei stessa ha affermato alla fine del volume precedente.
Nelle successive pagine c'è una sola cosa: il nulla cosmico. La storia di trascina letteralmente per pagine e pagine solo grazie a pipponi mentali inutili allo sviluppo di una trama o di una caratterizzazione decente, ma tranquilli, ne riparliamo più avanti.
In pratica, la trama non c'è. È completamente inesistente e sembra che Licia Troisi abbia scritto questo libro solo perché l'editore e il pubblico lo richiedevano. Ora, io non voglio mettere in dubbio la sua buona fede o il fatto che magari lei un obiettivo ce l'avesse, ma per me questa volta ha proprio toppato. L'unico momento di interesse per il lettore si presenta nelle ultime 10 pagine. 10 ecchecavolo!
🔥PERSONAGGI.
Probabilmente l'aspetto peggiore, dal momento che nessuno (e sottolineo nessuno) è più riconoscibile. Sono andanti incontro a cambiamenti così repentini che sembra quasi che manchi un pezzo, come se tra "Il fuoco di Acrab" e "L'isola del santuario" ci dovesse essere un altro libro o, quantomeno, una novella che colleghi gli avvenimenti.
Ma andiamo con ordine:
✨MYRA. Ricordate la Myra vendicativa, acida, arrabbiata e determinata del finale dell'ultimo volume? Dimenticatevela. Ora, capisco che sotto un certo punto di vista potrebbe essere una cosa positiva, ma questa non è Myra! In questo volume ci troviamo davanti ad una Myra che scopre di essere incinta e anche se è palese fin da subito di chi sia il figlio, lei mente a se stessa continuando a ripetere che è di Kyllen. Cosa che, per carità, ci può anche stare, ma vi giuro che ho perso il conto di quante volte lo abbia ripetuto. Che poi parla di continuo di questo bambino che tempo due secondi l'ha tramutata in Myra Super Mamma manco avesse mangiato uno dei potenziamenti dei giochi di Super Mario. Per non parlare del suo rapporto con Acrab... Di un confusionario unico! Inizialmente manco vuole nominarlo (lo chiama Graffias rendiamoci conto), tuttavia pare essersi dimenticata di quello che aveva detto alla fine del libro precedente perché ha l'occasione di ucciderlo e porre fine a tutto sto macello però non sia mai! Lei non può ucciderlo perché in qualche modo perverso e oscuro ancora lo ama ... EH?! Vorrei poter dire che la situazione migliora, ma non è così, anzi va solo peggiorando finché alla fine lei si affida a lui completamente manco fosse il suo salvatore. BAH!
✨ACRAB. Quest'altro sta messo pure peggio e, anche qui, ormai è l'ombra di se stesso. La sua ossessione per Myra lo sta divorando e ok, ho capito, ma fa delle cose che l'Acrab astuto, carismatico (la sua grande eloquenza si è ridotta al miserissimo discorso che ha fatto alla folla a inizio libro?), manipolatore e intelligente che abbiamo conosciuto e amato, soprattutto nel secondo volume, non avrebbe mai fatto! Ovviamente anche lui (altrimenti la "storia" come si doveva mandare avanti?) si fa continui complessi sul fatto che ama Myra, ma non deve amarla: "Non è per quello che stai facendo questo viaggio. È perché Myra ti serve, lo sai. Tornerai dai tuoi appena avrai finito, riprenderai da dove hai interrotto, ma con un potere che non ha eguali in tutto il Dominio. Finirà come avevi sempre immaginato." Se lo ripeteva continuamente... Davvero lo ripeteva continuamente? Non ce n'eravamo accorti. Acrab in questo libro abbandona tutto ciò che ha costruito e conquistato in vita sua in nome dell'amore per suo figlio (anche lui ovviamente capisce che il bambino non è di Kyllen prima di Myra) e per Myra, perchè lui non può perdere anche loro com'è successo con Nisal, il cui fantasma è onnipresente quindi altri pipponi per Acrab... Ma fatemi il piacere! Ma di cosa stiamo parlando?! Altra cosa prima che mi dimentichi: che Acrab sia pazzo è appurato e probabilmente è sempre stato un po' deviato... Ma Nisal?! Nisal che problemi ha esattamente? No scusate: "Avevano litigato, come a volte succedeva, perché possedevano entrambi un carattere forte e facevano scintille. I bisticci erano parte del modo intenso con il quale si amavano, e ogni volta finivano a fare l'amore selvaggiamente, ristabilendo l'uno il possesso sull'altra e riappacificandosi nell'unione di spiriti." EH?! Due parole: CHE CRINGE! Ma allora anche lei non era esattamente normale per non rendersi conto che portava avanti una relazione abusivissima. Che poi anche sta relazione... Una volta ci appare in un modo, la volta dopo in un altro, manco stessimo parlando di persone diverse.
✨KYLLEN. Qua mi sento offesa personalmente perché Kyllen è stato trattato malissimo. Effettivamente, lui è morto nel libro precedente (ed io ho pianto tantissimo allora), ma la speranza che fosse salvo c'era ancora considerando l'epilogo del Fuoco di Acrab. Non fraintendete, io non volevo a tutti i costi l'happy ending, anzi apprezzo molto il fatto che Licia non ce l'abbia dato perché mi è sembrato... giusto, in un certo senso. Però Kyllen trattato come un cane mi snerva pesantemente. Non meritava assolutamente di avere due battute in croce e per il resto mugugni e lamenti e basta, non meritava di essere dimenticato dopo cinque secondi netti (perchè inutile che me lo continui a citare, sembra che a Myra non importi piú nulla dopo manco tre giorni) e soprattutto non meritava di morire così. Kyllen era uno dei personaggi migliori della serie e tutto il lavoro che si era fatto con lui è stato preso e buttato. Mi pare giusto eh.
✨MARJANE. Stesso discorso fatto per Kyllen vale pari pari per Marjane, che fino al libro precedente era il mio personaggio preferito. Qui invece è, diciamolo assieme, INCONSISTENTE. Sembra che Licia l'abbia privata di un cuore e di un cervello trasformandola in una macchina: fa tutto quello che dicono gli altri e quando Gotin la insulta, dicendole che è una schiava thyrren e deve comportarsi come tale, lei non dice niente... Perché? Dov'è la mia Marjane?
✨GOTIN. Non voglio neanche parlarne onestamente. Pessima rappresentazione LGBT, inutile praticamente sempre, sta lì solo per allungare il brodo con la sua gelosia. Tanto che a un certo punto, per farlo smettere di lagnarsi, avrei voluto urlargli di prendere il posto di Acrab e guidare gli eserciti alla conquista del Dominio da solo.
✨ ICENWHARTH. Anche lui (ci mancava) è stato annullato e nella prossima categoria vi spiego e mi sfogo per benino...
🔥MORTI.
Che nota dolente! Io gradirei che qualcuno mi spiegasse per quale motivo ho dovuto leggere queste morti. Iniziamo da Kyllen che, come vi ho detto sopra, è stato trattato con la stessa cura che si dedica al gatto di un personaggio secondario. Ucciso in stile Infinity War, è stato completamente dimenticato nel giro di pochi giorni. Povero cucciolotto, ti ricordo io! E poi, ammettiamolo, Myra era proprio da prendere a schiaffi quando ha iniziato con la pantomima del "Acrab, torniamo indietro. Non abbiamo bisogno della Luce"... OU! KYLLEN HA DATO LA SUA VITA PER TE, INGRATA! CHE CASPITA STAI DICENDO? In realtà, dobbiamo ricordare che non solo Kyllen, ma anche Icenwharth è morto per Myra... Sotto il ghiaccio... Affogato... EH?! Mi sembra superfluo sottolineare che il SUO drago dà la vita per LEI e Myra cosa fa? Piange? Urla? Uccide Acrab? Si lascia affogare? No, bacia Acrab... LO BACIA INFANGANDO LA MEMORIA DI KYLLEN, DI ICENWHARTH, DI SUO PADRE E IN BARBA A TUTTO IL SUO PERCORSO DI EVOLUZIONE E A TUTTO CIÒ CHE IL TIZIO LE HA FATTO PASSARE! MIEI CARISSIMI ICENWHARTH E KYLLEN, SIETE MORTI PER UNA CRETINA!
Okay I'm fine. I'm cool, I'm fine. -cit. ADE🔥💙
Prossima vittima sacrificale è Gotin, la cui morte è stata un grande "boh" e le robe che si dicono lui e Acrab ancora più "boh". Proprio ai limiti dell'assurdo. Infine, ladies and gentlemen... la morte di Myra. E con questa sono d'accordo! Ecco, anche lei, da protagonista, è stata trattata male, ma almeno la sua morte un senso ce l'ha avuto e se mi permettete vorrei rivolgere due paroline ad Acrabuccio... TI STA BENE!
🔥FINALE.
Vi dirò, le ultime dieci pagine mi sono abbastanza piaciucchiate, se paragonate al resto ovviamente, perché quantomeno succede qualcosina, ma non credo si possa parlare di finale. Myra muore, libera la Luce e gli elementali, ma cosa succede nel Dominio a seguito di questo evento non ci è dato saperlo. Marjane dopo aver seppellito l'amica (con una freddezza unica tra l'altro) decide che si prenderà cura del suo bambino (che non so voi ma a me ha ricordato troppo Renesme Cullen) per lei, dal momento Acrab sembra essersi incantato in modalità "non lo so, lasciami fissare il fuoco"... e invece! Ce speravate eh? Ma nooo! Acrab si piglia bimbo e barchetta e parte alla volta di non si sa bene quale luogo, lasciando Marjane sull'isola che non c'è a morire.
THE END.
Riassumendo. Questa è una serie che aveva tanto di quel potenziale che pensare che sia stato tutto gettato alle ortiche mi fa seriamente arrabbiare e, purtroppo, credo che nessuno potrà togliermi la convinzione che questo libro sia stato scritto solo perché doveva essere scritto e non perché l'autrice volevafarlo. Personaggi? Stravolti senza pietà. Trama? Completamente assente, un semplice susseguirsi di... vorrei dire eventi, ma non succede nulla, quindi diciamo più che altro parole vuote. Mondo meraviglioso e articolato creato in precedenza? Ridotto in fumo e infatti in questo capitolo della saga vediamo solo ghiaccio, neve e poco più. Pathos? Questo magari sono io che non ce l'ho trovato, è pur sempre una questione soggettiva, ma per quanto mi riguarda è stato assente.
Mi sento così tradita! Eppure una cosa devo dirla: se la Troisi deciderà di continuare la saga, cosa di cui effettivamente ha già parlato, potrei prendere in considerazione l'idea di leggere i seguiti giusto per curiosità. Perché, nonostante tutto, io vogliosapere cosa succede nel Dominio e cosa succede a Marjane e ad Acrab e Mirak (il nome del pargolo).
Adesso, vado a ritirarmi nel mio antro oscuro a leggere le recensioni della gente che ha letto questo libro per vedere cosa ne pensa il resto dei lettori e continuo a piangere il modo in cui è stata stroncata l'ascesa di questa serie al mio personale Olimpo delle saghe.
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Non leggevo un finale così indegno dai tempi di Eragon. Per non parlare dell'esecuzione. Potrei parlare per ore dei problemi di questo libro ma non ne ho voglia. Dirò solo che ci sono state le morti piú ridicole della storia, il no sense dilagante, personaggi snaturati, concetti moralmente sbagliati... tutto è insulso.
Mai nella mia vita mi sarei sognata di dare 2 stelle ad un libro di Licia Troisi e invece eccoci qui, con il cuore infranto e deluso da questo finale di saga. Sono ancora confusa, ancora amareggiata ed è difficile parlare di tutto ciò che non mi è piaciuto, ma proverò ugualmente soprattutto perché ho bisogno di sfogarmi. Perché le 2 stelle?
- LA TRAMA: in questo libro è totalmente assente. I nostri personaggi sono completamente allo sbaraglio, seguono un viaggio che, almeno nella prima metà del libro, porta al nulla più totale. Myra, ormai distrutta dalla perdita di Kyllen, non si arrende e decide di continuare a cercarlo nonostante le sue precarie condizioni di salute. Myra è infatti incinta, ovviamente il padre è Acrab e questo lo ipotizziamo dal principio, anche se la protagonista mente a se stessa dicendo che è di Kyllen. Dopo una sequenza velocissima, dovuta anche al fatto che il libro è di sole 284 pagine, pochissime considerato che questo è il volume finale, Myra non solo "salva" Kyllen, ma incontra anche Acrab. Dopo questo fugace momento il nulla più totale. I personaggi si trascinano fino all'isola dove avverrà l'atto finale.
- I PERSONAGGI: sto ancora male se ci penso, cosa diamine è successo ai miei personaggi preferiti? COSA? Myra non è più la ragazza combattiva che abbiamo imparato a conoscere nei primi due libri, ora è un guscio, un morto che cammina e che si lascia trascinare totalmente dalle vicende che le accadono, o per meglio dire, da Acrab e da questo bambino. Acrab altro personaggio insulso, prima era un uomo intelligente, carismatico e pieno di fascino, ora è solo ossessionato (come sempre, vorrei sottolineare) da Myra. Manda al diavolo tutto quello che è successo nei libri precedenti, perde Oster e mano a mano tutti i territori che aveva conquistato, ma il senso? Perché buttare via tutto? L'Acrab del primo e secondo libro non l'avrebbe mai fatto, mai. Mi è sembrato un tentativo mal riuscito di volerlo in un qualche modo redimere, trasformandolo in un uomo innamorato (?) pronto a sacrificare tutto per la donna amata. C'è da dire però che lui voleva comunque sfruttarla per la sua causa, anche se poi cambia idea, poi la cambia un'altra volta... insomma è confuso e io insieme a lui. Marjane totalmente lasciata a se, lei era uno dei miei personaggi preferiti, nei capitoli precedenti a questo stava diventando una donna coraggiosa, ora mi sembra anche lei un personaggio senza più nulla da dare. Segue Myra come una sorta di marionetta, il più delle volte fa quello che le dice e quando si ribella alla fine non riesce comunque a concludere nulla. Gotin ci viene presentato come un personaggio spinto solo dalla gelosia, questo mi ha trasmesso e nient'altro. La sua storia è stata annientata in un niente. Non ho davvero idea di cosa dire su di lui perché è piatto come una tavola, un personaggio trito e ritrito e che non viene, a mio parere, nemmeno rappresentato bene.
- IL MONDO: il world building in questo volume non esiste. Il viaggio consiste nel raggiungere un'isola sperduta nell'estremo Nord, dunque quello che ci viene propinato per tutta la durata del libro è questa immensa distesa di ghiaccio. Motivo per il quale non sono riuscita ad entrare nella storia, o ad immaginarmi determinate scene. Se c'era una cosa che amo di Licia sono proprio i mondi che crea, qui il Dominio dove è andato a finire? Mi sembrava uno spazio bianco dove i personaggi, ridotti a marionette, si muovevano in modo del tutto casuale.
- LE MORTI: eh... come iniziare? Per quanto mi riguarda amo vedere dei personaggi morire (viva il masochismo), questo ovviamente se la loro morte è strutturata bene e se è utile alla trama. In questo terzo libro non abbiamo nessuna delle due cose. I personaggi muoiono perché devono morire e basta. Non sono morti funzionali alla trama, non servono per la crescita dei personaggi, non servono a nulla. Kyllen viene trattato in modo barbaro, con una violenza inaudita che vi giuro mi sono trovata a piangere per la frustrazione. Un personaggio di un tale calibro che viene annientato nel giro di 50 pagine e perché? Non ci è dato saperlo. In teoria avrebbe dovuto ridare le energie a Myra, ma tanto è un personaggio talmente debole in questo libro che potevano anche risparmiarci tutto questo dolore, tanto a lei quelle forze non sono servite a nulla. Icenwarth, il mio drago bellissimo, ridotto ad una morte priva di senso. Annegato in un mare ghiacciato per chissà cosa. Viene trattato alla stregua dei muli da soma, ecco a cosa è stato ridotto e io non lo accetto e mai lo accetterò. E non venitemi a dire che la sua morte è servita a salvare Myra perché non aveva alcun senso, perché tutto sto teatrino poteva essere tranquillamente evitato. Gotin morto come uno sciocco tra le braccia di Acrab, suo assassino. La frase da lui detta prima di morire è stata di un cringe più unico che raro. Forse questa è l'unica morte, insieme a quella di Kyllen, con del senso. Insomma se non moriva probabilmente avrebbe ucciso Myra, ma è comunque un grande boh. La sua morte è stata trattata veramente in modo superficiale, come tutto il suo personaggio e l'amore che provava nei confronti di Acrab. Myra è stata l'ultima a morire e in teoria ce lo aspettavamo da metà libro più o meno e guess what? Non lo accetto e non perché non riesco a separarmi da determinati personaggi, ma perché come protagonista è stata trattata malissimo. Si appoggia totalmente ad Acrab, del fuoco che la animava, del suo caratteraccio non resta niente. Era diventata una donna incinta e per questo debole. La sua morte quindi ai fini della trama per me non ha avuto alcun senso. Ha salvato il Dominio, direte voi, peccato che di quello che succede al Dominio, dopo il suo sacrificio, non sappiamo proprio nulla.
- IL FINALE: anche qui regna il no sense assoluto. Marjene che aveva trovato forse il suo scopo, ossia quello di occuparsi del bambino di Myra, viene spazzata via in un niente. Acrab, una sera, le prende il bambino e la abbandona sull'isola a morì de stenti, mentre lui salpa verso il Dominio con questa creatura in fasce. Fine. Soggettivamente, perché è un mio parere e quindi non è la parola assoluta, non mi è piaciuto per niente. Non chiude il cerchio di questa saga, non ci viene spiegato quasi nulla, i personaggi vengono presi e buttati senza alcun rispetto per noi lettori e per la storia in generale. Odio dover scrivere cose simili perché amo Licia e amo le sue storie e mi sento tradita. Capisco il voler creare un finale diverso, una storia diversa con un'eroina diversa e un cattivo diverso, ma ci sono altri mille modi per scrivere qualcosa di originale. Questa saga aveva un potenziale infinito e invece è stato buttato alle ortiche e il motivo non lo sapremo mai.
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Silvia passione Pecora Nera: i libri che in giro piacciono ultimamente non mi convincono i libri che non piacciono mi esaltano. E io che credevo di avere gusti convenzionali...
Basta una sinossi scritta in maniera intrigante che: 1) Mi sale l'hype a mille 2) Quando viene il 30 ottobre!!! 3) Perché mi è salito questo hype? Insomma, faccenda inspiegabile ma è da quando ho letto la trama che voglio leggere questo libro. Devo leggerlo diamine, nonostante a me la protagonista manco sta simpatica! E poi è la prima volta che confido in un finale dolce amaro, più amaro che dolce...
SPOILER OPINION (non la copro perché altrimenti coprirebbe tutta la recensione) ... ... ... ... ... ... ... ... ... Boh. Sinceramente devo aver letto un libro diverso da quasi tutti voi perché è il mio preferito della saga, mentre non ho amato quasi per nulla il fuoco di Acrab (che abbia invertito io la lettura dei due?). Comunque non lo trovo né incoerente, né scritto male: forse impostato male sì, e frettoloso nella parte finale, ma devo dire che nel complesso mi è piaciuto lo stesso. Che Myra non fosse il punto di forza della saga lo si era capito da subito: antipatica, egoista, a tratti ottusa (nel senso che non vuole vedere ciò che non le garba) un poco egocentrica a dire il vero, non mi è piaciuta da subito, ma finalmente un'eroina che non sia una martire crocerossina ci sta. E in questo volume continua ad essere lei, doppiamente egoista perché vuole Kyllen per sé anche se sa già che è morto, doppiamente ottusa perché il lettore capisce la verità da subito e lei continua a negarlo, ma alla fine è la stessa Myra che certo non brilla di intelligenza, soprattutto come quando nel volume precedente si butta addosso ad Acrab anziché ucciderlo quando ne aveva l'occasione (e diciamo che qui ne paga le conseguenze) Anche Acrab l'ho trovato coerente: insomma alla fine tutto il suo sogno nasce dal fatto che sua moglie e sua figlia muoiono per l'ingiustizia del Dominio e quando ha l'occasione di avere di nuovo un figlio, dalla donna che ama oltretutto, e per di più con la possibilità di sfruttare i poteri del Liberatore fa quello che più o meno farebbero tutti: cerca di salvare capra e cavoli, tanto nella sua mente se ottiene il controllo della Luce ha già vinto. Ma il troppo stroppia anche per lui... Marjane e Gotin mi sono piaciuti: alla fine la prima è diventata lo specchio del secondo, ed entrambi riversano la propria ammirazione nella figura sbagliata. Solo, la prima è dalla parte dei buoni, il secondo no... Kyllen buono solo a fare il cosplayer di Adhara dal Mondo Emerso, ma gli mancava la parrucca nera e blu (a parte gli scherzi, Kyllen mi stava ampiamente sulle scatole già prima, e sono contenta che a metà volume sia sparito letteralmente dalla storia) L'unica cosa su cui do ragione alle critiche è il finale: non tanto per il troppo di fretta (che pure qualche paginetta in più poteva esserci) ma per il poco emozionante. Insomma Myra ha avuto il bambino cinque minuti prima e non pensa a lui nemmeno una volta, se non per smollarlo ad Acrab. Che madre degenere. Acrab prende il figlio e va in America a caso, America di cui non sapevamo nemmeno l'esistenza perché nelle mappe... Non c'è. Marjane povera stellina mia abbandonata sull'isola che non c'è, spero che passi qualcuno a recuperarla, o che parta alla ricerca di Acrab sulla scialuppa da cui presumo sia arrivata (perché anche lì non ho capito bene come lei e Gotin arrivino sull'isola). Comunque Licia parlava di tornare nel Dominio e spero lo faccia, davvero, anche perché devo sapere 1) come è cambiato il Dominio, 2) che poteri ha Mirak (che spero diventi il primo protagonista uomo di una serie della Troisi)
2.5 stelline. E' un dispiacere enorme dare un voto così basso a questo libro dopo aver dato punteggio pieno ai primi due, davvero, sono molto delusa. In quest'ultimo volume mi aspettavo che sarebbe successo il mondo e invece non accade praticamente nulla. I protagonisti non fanno altro che viaggiare per raggiungere un'isola. E basta. Tra l'altro la crescita che i personaggi avevano avuto nei precedenti volumi si è praticamente disintegrata. Myra scopre di essere incinta e da quel momento non è altro che una ragazza debole che ha bisogno di aggrapparsi agli altri per andare avanti. Marjane non ha più una personalità, credevo che almeno il viaggio con Gotin avrebbe portato a qualcosa, ma anche lui invece è stato trattato malissimo. Per esempio non capisco il senso di farlo viaggiare fino all'isola insieme a Marjane, dato che poi ha avuto solo il tempo di dire un paio di frasi prima di morire. Acrab, mio dio, è il personaggio che è stato trattato peggio. Io avevo già capito che il suo amore per Myra comunque si sarebbe messo in mezzo e lo avrebbe fatto cambiare, ma non così! In questo volume ci ritroviamo davanti ad una persona COMPLETAMENTE diversa che manda all'aria TUTTO ciò che ha fatto nei libri precedenti. Le morti poi sono state la cosa peggiore. E' comprensibile il "volersi distinguere" ammazzando i personaggi principali, ma le morti dovrebbero avere comunque un senso. E invece no. Myra muore solo a causa di un parto difficile, Icenwharth muore affogato dopo che a caso Myra si impone di farlo scendere sul ghiaccio, Gotin appunto viene ucciso da Acrab circa cinque minuti sopo essere arrivato sull'isola, ma soprattutto Kyllen. Spiegatemi il senso di inserirlo in quest'ultimo volume dato che è semplicemente morto qualche capitolo dopo. Era già morto, bastava lasciarlo morto. Io sul serio non capisco. E poi sto ancora cercando di capire qualcosa del finale. Myra fa ciò che era stata predestinata a fare. Sì, e quindi?????????? Questo cosa comporta? Cosa succede al Dominio? E dove se ne va Acrab col bambino? E che fine fa Marjane? Niente, non so nemmeno cosa dire. La mia valutazione sarebbe stata anche più bassa se non fosse che voglio troppo bene all'autrice.
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La mancata originalità nella storia di questa saga era stata dimostrata già nei volumi precedenti (elementi quasi tutti già visti in altri racconti della scrittrice), ma non mi sarei mai aspettata anche un calo tremendo nello stile di scrittura e nell'attenzione ai dettagli da parte di Licia Troisi. Leggo i suoi libri da quando sono una giovane "teenager" e, nonostante si tratti di libri per ragazzi/e, ho continuato a leggerli con piacere anche con il progredire del tempo e quindi della mia età. L'ultimo volume di questa storia mi ha reso davvero difficile la lettura e non fosse stato per il fatto che difficilmente non concludo la lettura di ciò che comincio, avrei molto probabilmente lasciato perdere il resto del racconto senza terminarlo. (considerato il finale poi, forse sarebbe stato anche meglio)
Purtroppo molto triste il drastico calo di qualità, nient'altro da aggiungere.
Allora... Come iniziare? Non trovo sia un libro così brutto come mi ero aspettato dopo aver sentito alcune recensioni, ma comunque non mi ha convinto totalmente. Prima di tutto ho impiegato un'eternità per leggere le prime 100 pagine, sarà che ho avuto poco tempo, ma è stato veramente arduo anche perché era accaduto poco o niente. Per non parlare della coppia Myra×Acrab, del tutto insensata e contraria a tutto ciò che Myra era giunta a fare finora. L'ossessione di Acrab, però, è stata rappresentata molto bene, anche se giunge all'estremo. L'unico personaggio, secondo me, degno e coerente è Marjane, che finalmente è riuscita a diventare indipendente. Ora tocca al finale... Da un certo punto di vista è la giusta conclusione della serie, ma dall'altro riassume tutto ciò che i personaggi sono diventati, in male.
Ho sempre amato Licia Troisi. Tuttavia, La Saga del Dominio ricalca con troppa evidenza il mondo delle Cronache: Myra è una guerriera fredda ma tormentata da un passato schiacciante e un destino ineluttabile, marchiata alla nascita da un potere che non desidera. È un topos interessante ma che Licia ha già esplorato a fondo con Nihal e che già con Adhara sembrava ripetitivo. Avrei voluto un personaggio principale più innovativo, senza per forza bisogno di una profezia per muoverla. Non sono riuscita a farmi piacere Myra, non quanto Nihal: Myra tiene tutti alla larga; capisco il suo passato, i suoi tormenti, ma diventa pesante e la sua incomprensione del resto del mondo, dell’amore che tutti le riversano addosso la rende a tratti difficile da sopportare. Kyllen avrei voluto conoscerlo meglio: così è rimasto un fantasma di Sennar. Mi è piaciuta invece Marjane, che ha una crescita manifesta e piacevole da leggere, e ho apprezzato tantissimo Acrab. Direi che la saga si salva per Acrab: un villain che è più un antieroe nelle cui idee possiamo rispecchiarci, trainato da una determinazione che lo rende ammirevole ma altrettanto spaventoso quando questa non si ferma davanti a nulla e a nessuno, senza alcuna pietà. Ho trovato deboli alcuni espedienti, usati troppe volte. Il world building è comunque interessante, nell’uso della Magia, nella differenza culturale, nel trattare l’argomento della schiavitù e della corruzione.
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Sono davvero sconvolta nel dare una rating così bassa ad un libro di Licia, che amo da morire, ma questo libro non mi è piaciuto tantissimo. I primi libri della serie appartenevano ad un fantasy meraviglioso, ma questo… La sensazione che ho è come se non fosse successo un granchè, apparte un continuo rincorreresi per il Dominio da parte di Acrab e Myra, morti insensate, e un finale che non mi ha per niente soddisfatta. Anche i personaggi mi hanno dato l’impressione di non essere stati all’altezza dei libri precedenti. Quello che rendeva Acrab un cattivo affascinante è la sua ambizione, e la logica e il cuore dietro le sue decisioni spesso anche brutali (ma ciò non toglie che la sua ossessione con Myra spesso mi fa venire la pelle d’oca, e non nel senso buono.) Ebbene, in questo libro, Acrab cade proprio di stile. Per quanto riguarda Myra, non sono per niente contenta di come si sia conclusa la sua storia in questo libro. E Kyllen e Icenwarth… non ho parole. Mi rendo conto che ci troviamo nel Dominio delle Lacrime, ma fino a questo punto?
Ho cercato di apprezzare la rappresentazione di una relazione tossica che non finisce come dovrebbe ma, purtroppo, come molte nella realtà finiscono...ma la ripetitività dei dialoghi, l’arrendevolezza di personaggi che finora sono stati scritti in maniera completamente diversa, ed il fatto che la parvenza di connessione con la realtà venga scardinata alla fine in un patetico tentativo di irrealistica conciliazione ha reso quasi impossibile entrare in simbiosi con questo romanzo come con quelli precedenti.
Il modo in cui è stata trattata la relazione fra Acrab e Myra (che occupa il 90% del romanzo e dell’introspezione, va bene che ci piacciono le storie d’amore, ma anche un po’ di storia ed eventi ogni tanto non fanno mica schifo) mi è sembrato avesse obiettivi ambiziosi, che però sono stati trattati con una banalità deprimente e che da luogo a equivoci davvero spiacevoli. I modelli di personaggi e relazioni proposti sono uno peggio dell’altro.
Devo forse pensare che la morale della storia sia che persone ossessive e manipolatrici possano cambiare? Che nonostante tutto “si abusa perché si ama”? Che una persona che venga danneggiata in modo quasi irreparabile dal proprio partner alla fine della fiera debba mostrare comprensione, perché poverini, gli aguzzini in fondo hanno le loro ragioni? Eh no, deh. È un messaggio sicuramente involontario, ma non per questo meno pericoloso. Abbiamo già troppi ragazzi e ragazze che pensano che la relazione fra il Joker e Harley Queen sia un ideale. Ci sono già troppe persone che finiscono in relazioni trappola con partner aguzzini e che romanticamente pensano che sia per amore, o che tutto si possa perdonare. No, porca vacca. Non si perdona tutto. Una roba del genere me l’aspetto da romanzetti tipo 50 Sfumature di Grigio, non da una scrittrice del calibro della Troisi, non da un’autrice che dimostra un livello di cultura decisamente maggiore.
Lasciamo poi perdere la rappresentazione dell’omosessualità. Allora Gotin si rende conto che Acrab lo manipola e anziché riprendere in mano le redini della sua vita che fa? Parte, lo cerca in capo al mondo, butta alle ortiche ogni altra relazione, con l’unico obiettivo di ammazzare la donna che prende il posto che “dovrebbe spettare a lui”. Alla faccia del valore della consapevolezza di sé, dell’indipendenza, della dignità e pure della sanità mentale. Pure qui, semplicemente un altro risvolto di una relazione malata da entrambe le parti, buttata lì tanto per allungare il brodo, e trattata con una superficialità a dir poco imbarazzante.
Da dimenticare. Speriamo che non sia il primo segno di un triste e superficiale declino, perché perdere una delle mie scrittrici preferite in assoluto sarebbe davvero triste.
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Ancora buongiorno Lettori Accaniti. La mia venerazione per questa autrice risale a tempi immemori (più o meno alla pubblicazione delle Cronache del Mondo Emerso), quindi per me è sempre una gioia avere la possibilità di leggere qualcosa di suo. Riconosco che non tutti i romanzi di questa autrice siano per tutti, ma personalmente ho sempre trovato sublime il suo talento nel raccontare storie scomode con semplicità, mettendone in risalto la naturalezza e la bellezza. Cerco di spiegarvi meglio il mio punto raccontandovi qualcosina del romanzo.
Myra rimase a terra, immobile, il polso ferito poggiato al suolo. Per la prima volta da quando tutto era iniziato, davvero non sapeva cosa fare.
L'ultimo capitolo della saga si apre in seguito alla cattura di Kyllen da parte di Acrab, catapultando il lettore nel bel mezzo di una guerra ad assistere alle imprese di Myra, determinata a riprendersi l'uomo che ama. Già dalle prima pagine è possibile accorgersi che qualcosa non va. Myra non è più la spietata guerriera che avevamo conosciuto nei primi due romanzi. La precisa macchina da guerra in cui aveva trasformato il suo corpo non funziona più come vorrebbe. Spesso è colta da capogiri, è sempre stanca, emaciata, ma al contempo pesante e rallentata. Qualcosa dentro il suo corpo sta cambiando, ma la protagonista ha paura di ammetterlo e, soprattutto, è terrorizzata di sapere chi sia il responsabile di tale mutamento.
Acrab, dal canto suo, è ad un passo dal realizzare il progetto a cui ha sacrificato tutta la sua vita. Quel piano perfetto, studiato al minimo dettaglio, che condiziona tutte le sue azioni e decisioni da tempi immemori. Tutte, tranne una. Se il tiranno negli anni ha silenziato qualsiasi istinto che potesse distrarlo dall'obiettivo che si era prefissato, non è riuscito a fermare lo slancio di un cuore che pensava ormai freddo e che con gli anni ha imparato ad affezionarsi alla fedele guerriera, fino ad arrivare ad amarla. Ma Myra non è più dalla sua parte, Myra l'ha tradito ed è decisa a mettere fine al suo sogno. Acrab si ritrova così nel suo peggior incubo: abbandonato dall'unica persona a cui teneva al mondo e talmente ossessionato da non riuscire a portare a termine il suo piano. Inizia così l'ultima avventura (per ora) nel Dominio delle Lacrime, un viaggio che vi terrà con il fiato sospeso fino alla sua conclusione.
«Mi hai lasciata libera, alla fine.» «Te l’avevo promesso. Non lo voglio più, il Dominio. Voglio te. Soltanto te.» Lei continuò a sorridere. «Dovrai essere forte, ora, per il bambino» disse soltanto.
Con un inizio un po' fiacco e con una buona ripresa nel secondo capitolo, la Saga del Dominio si conclude con diverse note dolenti.
Uno dei maggiori punti deboli, secondo me, sono i personaggi: completamente cambiati dallo scorso volume, e questo cambiamento appare così frettoloso che diventa difficile farseli piacere. Myra - mi dispiace dirlo - è la protagonista meno riuscita della autrice, non solo perché il suo carattere è molto simile alle protagoniste femminili delle saghe precedenti della Troisi, ma anche perché non propone nulla di nuovo. Più interessanti i secondari, come il braccio destro di Acrab, Gotin, o Marjane. Gotin aveva molto potenziale, ma viene presentato solo come l'uomo che si innamora di Acrab, e oltre questo il nulla (pessima rappresentazione LGBT direi...). Il finale poi può piacere o non piacere, io l'ho trovato piuttosto tirato.
Aspetti positivi sono comunque la scorrevolezza dello stile, le buone idee di fondo, e il worldbuilding. Ho apprezzato che la storia d'amore tra Myra e Kyllen non sia quella che ci si può aspettare. Non è un brutto libro, ma penso che si potesse fare di meglio.
Vorrei davvero che questo libro mi fosse piaciuto come i precedenti. Invece, mi è parso frettoloso, poco approfondito e scritto anche male. Ci sono un sacco di incongruenze e svolte di trama illogiche, i personaggi sono diventati una caricatura di loro stessi - persino Acrab, che avevo adorato nei primi due libri - e il finale è inconcludente e buttato lì. I plot twist sono indovinabili fin dall'inizio, le morti dei personaggi principali sono anch'esse poco approfondite. Sono davvero delusa, perché ha rovinato una saga che stavo amando. L'unico pregio di questo libro è che è corto e si legge in fretta.
Mi rattrista davvero tanto dare 2 stelle a questo libro - voglio essere gentile e dare 2.5 - ma avevo grandissime aspettative per questo "finale" e sono state tutte maciullate. Non so se questa saga continuerà, per via di questo finale aperto (almeno per me), ma spero che se lo farà si riprenderà il vecchio stile e la bellezza degli altri romanzi dell'autrice.
Concordo con la maggior parte delle recensioni che ho letto a riguardo. La saga in generale non mi ha entusiasmato. Sono innamorata persa de "I regni di Nashira" e, volendo fare un paragone, questa l'ho trovata parecchio sottotono. Ci sono stati un paio di aspetti che ho apprezzato inizialmente, ma che poi non ho trovato ben sviluppati o che si sono proprio persi nella trama, specialmente in questo ultimo volume. Ad esempio, mi era sembrato di scorgere, a tratti, un accenno di denuncia di situazioni relazionali abusive, nella storia di Myra e Acrab, poi però si è fatto tutto molto confuso e svariate scene mi hanno lasciato addosso una sensazione di disagio, ma magari erano mirate a suscitare giusto quello. La morte di Kyllen l'ho trovata sensata, nel senso che un po' avevo paura ci fossero le solite magie dell'ultimo minuto che salvano tutti e di cui un po'mi sono stufata, però in effetti anche questo personaggio (che apprezzavo) ha perso tutta la sua importanza in pochissimo tempo. Forse la Troisi voleva discostarsi dai classici happy ending e in parte sono felice che l'abbia fatto, ma ho trovato le morti piuttosto frettolose, così come il finale in generale. Poi, posso dirlo? A me la retorica del "eh ma sono morti per te, vivendo onorerai le loro morti" ha un po' rotto! Poveri personaggi secondari, sempre a morire per l'eroe di turno! Ho apprezzato già di più la morte di Myra, perchè è meno usuale eliminare il personaggio principale. Ultima domanda: ma la povera Marjane che fine fa? ed ultima osservazione: la morte per cui ho sofferto di più è quella di Icenwarth
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finale non scontato per questa trilogia, forse un pochino frettoloso ma comunque di impatto e ammetto lascia con qualche interrogativo. comunque sempre ben scritta anche questa saga e aspetto con impazienza le prossime letture di Licia
- Perché gli esseri senzienti sono tutti uguali, tutti dilaniati tra il desiderio di ascendere al cielo e la tentazione di inabissarsi nelle profondità oscene del mondo. -
- Ci sono tante schiavitù, al mondo, e odiare è una prigione con sbarre invisibili. -
"L'isola del santuario", terzo ed ultimo capitolo della saga del Dominio, è un libro complicato, senz'altro imprevedibile. In esso il confine tra bene e male è davvero labile, ed ho apprezzato la capacità che l'autrice mostra nel creare personaggi "grigi", nel senso migliore del termine. Nessuno è buono o cattivo, tutti sono sporchi, macchiati dal sangue versato per inseguire talvolta un desiderio talaltra un ideale. Le storie di ognuno s'intrecciano in modi imprevedibili: scelte gradite in alcuni casi, forzate o esagerate in altri. Gran parte del corpo centrale non mi ha convinta, mi ha portata a mettere in discussione il realismo degli espedienti utilizzati per portare avanti la trama, che arrivano a sfiorare l'assurdo addiruttura in un contesto fantasy. Ma ancora una volta la complessità dei personaggi, specie quelli secondari, ha reso la lettura più sopportabile. Sono molti gli aspetti che ho detestato, continuando però a godere dello stile della Troisi, incluso il finale. Ed è un peccato, perché le premesse avanzate nel primo volume erano davvero buone. Pessima conclusione per la trilogia.
Licia Troisi è spesso la lettura con cui inizio l'anno visto che trovo i suoi libri sotto l'albero di Natale. Quest'anno non ha fatto eccezione.
Ho letto varie critiche riguardo a questa trilogia, spesso legate all'originalità della storia. Ma, sapete, alla fine mi importa poco del fatto che anche La Saga del Dominio sia la storia di un'eroina tormentata che non vuole accettare il suo destino, di un cattivo altrettanto tormentato che fa cose orribili per portare avanti il suo piano distorto per cambiare il mondo, e di personaggi secondari che si sacrificano per un bene più grande.
Alla fine, qualsiasi cosa Licia Troisi scriva, mi fa piacere leggerlo e difficilmente riesco a posare il libro per molto tempo senza sentirmi attratta dalla storia tra le sue pagine.
Nel complesso la trilogia mi è piaciuta, ma non mi dispiace che sia finita. Myra ha compiuto il suo arco, ma c'è ancora uno spiraglio per un seguito, magari un'altra trilogia. Chissà...
Aiuto, che disastro 🥲 Ho voluto dare fiducia a questo libro sperando che con il mio ottimismo potessi evitare l'inevitabile e invece è stato anche peggio del previsto. Partiamo dalle cose importanti. Mi sono trattenuta con il secondo libro ma adesso non posso più ignorarlo: perché c'è un Acrab white-washed nella copertina originale del libro?!? Myra ci ha sbragato i cosiddetti per tre libri con "la sua pelle olivastra", "i suoi occhi allungati", "i suoi capelli ricci", bla bla bla e poi c'è un uomo lupo che sembra aver infilato due dita nella corrente e Myra che sembra aver fatto una rinoplastica al contrario dal secondo libro a questo. È inguardabile!
E se non si dovrebbe giudicare un libro dalla copertina, questo è l'eccezione. Un ultimo capitolo della saga snervante, un giro dell'oca con sotto-trame spesso irrilevanti con un finale che lascia la bocca tanto arida quanto le steppe ghiacciate di Asgarö. Non c'è un singolo personaggio che mi sia piaciuto in questo libro, tutti i miei prediletti dai precedenti (Acrab, Myra e Gotin) mi hanno profondamente delusa. L'unica che non mi ha delusa effettivamente è stata Marjane, ma solo perché peggio dei libri precedenti non poteva fare. L'onestà prima di tutto.
Abbiamo una Myra che da guerriera vendicatrice, il Liberatore incarnato, capace di cambiare le sorti della guerra diventa un'adolescente delirante che ad ogni occasione si rifiuta di riconoscere la realtà. Prima strillando a ogni 10 righe che andava tutto bene ed era solo stanca quando palesemente qualcosa non andava, poi e infine oscillando come un pendolo impazzito tra "odio Acrab, lo voglio uccidere" e "lo amo, voglio costruire una vita con lui". Stavo per eiettare il libro dalla finestra quando si sono limonati appena dopo che lui (per i non-spoiler, ha fatto una cosa ignobile a mio parere a livello dell'omicidio di Fadi). Infine ha avuto un finale super casuale che onestamente non ho capito.
Acrab è come se si fosse sostituito la spina dorsale con un budino, non sembra nemmeno la stessa persona rispetto ai libri precedenti. Ha avuto un picco nel secondo libro e ci si sarebbe dovuti fermare lì.
Infine un finale confusionario e che non ha assolutamente risposto alle domande che mi portavo dietro sui Primi, sui poteri di Myra e su tante cose, nonché un epilogo a finale aperto come se si stesse predisponendo la prossima trilogia. Personalmente avrei preferito che ci fosse più focus sui libri nel presente piuttosto che su quelli nel futuro.
Sono scioccata. Non avrei mai pensato di dare una stella a un libro di Licia Troisi... E invece, eccoci qua. Con questa conclusione immensamente deludente a una serie che, fin qui, era stata fantastica. La trama è pressoché inesistente; l'andamento è inconsistente; ci sono troppi elementi che non hanno alcun senso; tutto il lavoro svolto nei due libri precedenti è buttato all'aria. E i personaggi... Acrab, il conquistatore temibile e carismatico, in preda all'ossessione con Myra diventa un rammollito e perde tutte le sue conquiste. Myra, la nostra protagonista che fin qui era stata forte e vendicativa, e nel secondo libro stava finalmente superando i suoi sentimenti per Acrab, sembra ancora più zombificata di Kyllen. Kyllen, che negli altri libri era stato un personaggio così importante, dice due battute di conto, viene trascinato per il Dominio mentre Myra cerca un modo per salvarlo, per poi morire. Marjane, per quanto fosse l'unica persona dotata di senso comune, è inutile alla trama, perché se non si è Myra o Acrab non si è importanti in questo libro. Gotin, povero illuso, speravo almeno che sarebbe riuscito ad ammazzare Acrab... ma niente. Non parliamo neanche di Icenwharth... Che sprofonda in mezzo al ghiaccio, e cosa fa Myra? Si dispera un poco e poi bacia Acrab! Poi la "conclusione" che per un momento mi ha fatto dubitare del fatto che questo fosse veramente l'ultimo libro... Vabbè. Come se ne andrà da quell'isola Marjane? E Acrab, tornerà alla conquista del Dominio? Si ritirerà per sempre? Sono veramente amareggiata. Mi duole il cuore a dare una stella a una delle mie autrici preferite di sempre. Ma non posso fare altrimenti.
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Scrivere questa recensione è difficile perché non credevo avrei mai dato un voto così basso ad un libro di Licia. Parto con il dire che è un tre stelle e non una sola perché lo ha scritto Licia, perché nonostante tutto alla saga mi ero affezionata e lasciarla andare è difficile. Solo che questo libro è troppo corto, non ha praticamente una trama se si esclude il viaggio che tutti i personaggi fanno per arrivare a Kathernesos. Si va a perdere un po' il significato dei due libri precedenti, i personaggi vengono regrediti a qualcosa che non erano predestinati a fare e la loro crescita sembra andare indietro invece che avanti. Myra ha perso tutto : Icenwarth, Kyllen, suo padre, la voglia di combatte ma più di tutto ha perso se stessa. E' stata annientata dalla gravidanza, dalla missione, da quel rapporto malsano che ha con Acrab che non riesce a definire. Mi è dispiaciuto vederla così persa perché se c'è una cosa che amo dei libri di Licia sono proprio le sue eroine così forti e combattive, che non si fermano davanti a niente e nessuno ( io non dimentico il sacrificio estremo di Nihal per salvare Sennar ) mentre Myra si è semplicemente spenta, è morta in un modo che non mi sarei aspettata come d'altronde non mi aspettavo le altre morti di questo libro. I tre del mio cuore, ossia Kyllen Gotin ed Icenwarth, sono finiti nel peggiore dei modi, hanno dato tutto per le persone che amavano e poi si sono visti privati della vita chi per salvarle e chi inutilmente e vorrei vedere un disegno più grande in tutto questo ma sono solo tanto amareggiata. La cosa che mi lascia più perplessa di tutte però è questa : il Dominio che fine fa? Si sgretola davanti agli occhi impotenti dei suoi abitanti? Ritorna tutto come prima della folle conquista di Acrab? Cosa succederà al bambino? Sono troppi gli interrogativi che lascia questo libro, troppe strade aperte che mi fanno sperare in un collegamento come quello tra le Guerre e le Leggende. Non può essere finita, non accetto che sia finita così.
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Mai in vita mia avrei pensato di dare una valutazione così bassa ad un'autrice del calibro della Troisi. Avevo sbirciato un paio di recensioni ma mi ero detta che non fosse possibile, che in realtà la conclusione di questa trilogia mi avrebbe stupito. Beh, purtroppo invece non è stato così, e quelle recensioni che avevo sbirciato e relegato in un angolo della mente hanno trovato conferma. Questo libro chiude la trilogia in modo sbrigativo e sostanzialmente la stravolge. Ho letto in una recensione che la Troisi aveva fretta di concludere perché pressata dall'esterno: forse sarebbe stato meglio ignorare le cause esterne e chiudere allo stesso livello dell'inizio. I primi due libri li ho amati, nonostante il tema fosse ormai consueto, anche se declinato in un mondo diverso. Il terzo mi ha letteralmente uccisa. Non che volessi l'happy ending, intendiamoci. Però vedere i personaggi così sconvolti e stravolti (praticamente alla fine nono sono neanche più poro), assistere a una sequela di morti senza senso (Icen, Kyllen) e poi non avere neanche un vero finale mi ha lasciata con l'amaro in bocca. Perché che fine fa il Dominio dopo il sacrificio di Myra? Che fine fa Marjane su un'isola che sta morendo? E quel fuori di testa di Acrab con il bambino? Mi aspettavo qualcosa di diverso, sicuramente un finale migliore e degno dei primi due libri. In questo libro non ho riconosciuto nulla della Troisi che amo e grazie ai cui libri ho iniziato a leggere fantasy.
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non so esattamente come mi sento riguardo questo finale... capisco l'idea di cambiare da un happy ending, ma qui siamo ai limiti dell'umano... io devo ancora capire perché 3/4 delle cose sono successe, Myra e Acrab due deliranti senza senso, ma poi, tutta la cosa per cui Myra è questa mezzosangue che si deve rasare costantemente i capelli (illustrator* a cui non hanno dato una gran descrizione o non sa disegnare una pelata tatuata?) unione tra due razze (scusate non mi ricordo quali) che tutti "nooo, è impossibile" ma non ho capito perché dovesse essere impossibile? come se qualcuno si stupisse che una persona africana avesse un figlio con un asiatico, per dire? boh, c'ho più domande che risposte... comunque di tutte le morti mi stanno sul cazzo il drago e la povera Marjanne che nessuno dei due aveva mezza colpa... almeno credo Marjanne perché non si sa nulla, ma non la vedo rosea come situazione...
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Sono sempre stato un grande fan di Licia Troisi e questo libro rientra molto nello stile che si è costruita. Purtroppo mi rendo conto di essere diventato fuori target. Non ho apprezzato molto il finale, trovandolo eccessivamente rapido (si sarebbero potuti velocizzare i primi due terzi del libro per dare più spazio alla parte sull’isola). Però sono scelte dell’autrice che ha ideato la storia in questo modo ed i gusti sono gusti.
Il voto basso a questo volume è dovuto al pessimo lavoro di revisione fatto (da parte della casa editrice?): troppi typo non corretti, “Puri” scritti al posto di “Primi” ma soprattutto troppe (davvero troppe per essere accettabili) “Pietre del Sangue” che sono diventate “Pietre dell’Aria”, elementi di un’altra saga di Licia. Sono piccolezze ma questo libro ne è davvero pieno.
La saga era partita benissimo: ho adorato il primo libro, anche il secondo mi è piaciuto, ma questo non riesco a farmelo andare giù. La conclusione è affrettata, gli archi narrativi dei personaggi sono tranciati improvvisamente senza motivazioni valide; inoltre sono rimaste in sospeso troppe cose e il quadro complessivo risulta, quindi, estremamente confuso. Mi dispiace veramente un sacco, perché il sistema magico e il mondo creato erano veramente interessanti.
Sempre stata amante della Troisi, ma alla chiusura di questo libro l’unica cosa che sono riuscita a pensare è stato: INUTILE. Poteva esser gestito tutto meglio di così, tutto frettoloso, ma al tempo stesso capitoli che non portavano da nessuna parte. Poco tempo per leggerlo, si, vero. Ma anche zero voglia di portarlo a termine.
ma che brutto finale! Mi dispiace perchè amo Licia ma questa saga è terribile! Il world Building è confusissimo e poco approfondito, i personaggi piatti e senza una vera crescita (tranne marjane). Il finale è gestito davvero davvero male e io non amo i finali sdolcinati con tutti contenti, ma con questo siamo su un livello assurdo fa schifo. Peccato perchè alcune cose carine c'erano.
Primo e unico libro che non mi sia piaciuto di Licia, il finale è stato il colpo di grazia, peccato, ma la perdono dopo tutte le altre bellissime storie che ci ha regalato!