Dalla raccolta di sogno al sonno della realtà
“Sebbene sopraffatti e condannati, - riprende – gli scrittori del post-esotismo si sono ostinati a continuare a esistere, nell'isolamento delle sezioni di massima sicurezza o in quella chiusura monacale definitiva che è la morte. Da allora il respiro gli è servito solo a garantirsi la sopravvivenza in quanto corpi inutili, diciamo pure in quanto polmoni dotati di coscienza, in quanto polmoni parlanti. La loro memoria è diventata una raccolta di sogni. Il loro biascicare ha dato vita, a poco a poco, a libri collettivi di cui nessuno ha rivendicato con chiarezza la paternità. Hanno preso a rimuginare sulle promesse che non si sono avverate e hanno inventato mondi in cui il fallimento era sistematico e cocente come in quello che voi chiamate mondo reale”.
La scrittura di Volodine è un viaggio che muove da un'utopia perduta verso l'oscurità e l'assenza, nella ricerca dissennata e infaticabile di una via di fuga, di una via di salvezza. Sembra al contempo di assistere al tentativo di chiudere il lettore dentro una trappola, una casa degli specchi, una stanza i cui muri sono pagine bianche e l'unica porta si identifica con la difficile strada della poesia.
L'autore, di identità molteplici e mutevoli, mette in scena personaggi esuli, folli, prigionieri e combattenti rivoluzionari, sempre scrittori, spesso bambini, e quindi antieroi che sono sempre a disagio nel racconto, hanno il terrore della solitudine e del silenzio e lottano contro la violenza al cui dettato non ci si deve mai arrendere. Questo è il gesto di rivolta di Volodine e si accompagna a un parallelo gesto di rivolta richiesto al lettore, rivolta contro i propri schemi concettuali, le proprie categorie di giudizio, la fiducia nella conoscenza della realtà, tutti abiti culturali di cui ci si deve spogliare per accedere all'inedito livello di realtà costruito dalla narrazione fantastica, immaginaria e irreale (post-esotica si dovrebbe dire) che si dispiega nei capitoli del testo.
Eroi che non dormono mai, che gridano di paura, che congiurano contro la guerra, che assassinano i responsabili della miseria globale. La crudeltà del potere violento e repressivo è registrata solo attraverso i suoi esiti esistenziali, i suoi effetti invalidanti, le sue condanne assolute. Si legge il sacrificio che ne discende, la fuga dalla colpa, la purezza dell'impurezza, l'evasione verso un'idea di libertà. Scrittrici che dissertano nell'ombra e nella cecità, giovani analfabeti reclusi che possiedono la saggezza del mondo, imprevedibili ribelli ironici che risolvono conflitti e si giocano la pelle in controversie teoriche: un universo oscuro e opprimente nel quale la guerra è lo stato consueto e il vero nemico è l'indifferenza.
La vicenda narrata è tanto ipnotica e circolare quanto mistica e così i protagonisti, consegnati alla memoria con chiarezza filologica, divengono eterni nei ricordi e nella memoria, mentre lo spazio che rimane al vivere si rivela sonno continuo, oblio che attenua dolore e paura, alloggio esistenziale nel quale riversare disperazione e desiderio. Insofferente verso ogni tipo di autorità, un'umanità sconfitta da angosce minori si ferma appena prima di cadere nel precipizio, nell'abisso: senza pace, aggrappata alla speranza che rinvia l'estinzione, perpetua la narrazione dell'unica promessa possibile, la strada della semplicità della parola per ritrovare la natura originaria.
“Dormire nel fuoco, dormire nella miseria più profonda, dormire sulle pietre, dormire finalmente in un sogno di vittoria, dormire finalmente in un sogno di durata eterna, dormire finalmente all'interno di un racconto della Nonna Holgold, dormire nella morte, dormire per sempre nella non-morte, dormire senza assistere all'estinzione degli altri, dormire con le nostre sorelle, dormire con i nostri animali preferiti, dormire da soli, dormire condividendo il proprio corpo con il resto del mondo, dormire dimenticando, dormire ricordando tutto nei minimi particolari, dormire con te, dormire nello spazio nero, non dormire più, non dormire mai più, stendersi insieme alle fiamme, vivere all'infinito e fino alla fine, non fare più differenza fra il sonno e la vita, dormire fino al risveglio, dormire nella pelle di un cormorano fantastico, svegliarsi e vivere di nuovo nella pelle di un cormorano fantastico, come nei racconti di Nonna Holgold, come nella realtà”.