Recensione pubblicata nel blog Crispi's Books (1 Dicembre 2024)
Buongiorno amiche lettrici!
Oggi desidero parlarvi di un romanzo che mi è piaciuto veramente tanto, perchè è riuscito a sorprendermi, cosa che non succede spesso! Adoro questa autrice, per il suo stile narrativo coinvolgente, dinamico, arguto e ironico, che a tratti appare complesso, ma che riesce sempre a mettere in moto i pensieri, le riflessioni e i ragionamenti. Una lettura che è risultata avvincente, non solo per la sottile vena ironica, che riesce a fare capolino qua e là, alleggerendo la trama, ma specialmente per la caratterizzazione attenta e stratificata dei protagonisti che presentano una marcia in più, come le situazioni descritte con quel quid di singolarità, benché rimangano attinenti all'ambientazione storica romanzata. Una favola d’amore che ruba il cuore mentre un alone di mistero e una sfumatura di suspense, perdura fino alla fine incuriosendo il lettore. La nota spicy è dosata ma intensa, così come lo è l’attrazione che viene fomentata dall’attesa. Una pressione che va in crescendo fino a sfociare in un exploit, che sa incendiare letteralmente le pagine. Ma sono soprattutto i risvolti del racconto che risultano avvincenti, nel toccare argomentazioni diverse e più ampie, veicolando significati e messaggi importanti e sempre attuali. Tutti questi aspetti e molti altri, hanno reso questa lettura fantastica, tanto che ancora una volta mi sono trovata alla fine, piena di entusiasmo e un po’ triste, perchè ho dovuto lasciare andare l’intrigante Visconte di St. Alban e l’insolita Lady Olivia. Ebbene sì! Conquistata e affondata!
«Non credete a tutto quello che sentite su Lady Olivia. Questi» disse, gesticolando verso la sala in generale, «non ci capiscono niente.»
Partiamo dai protagonisti, a cominciare da Lady Olivia Montfort. L’abbiamo già conosciuta nel primo volume dal titolo “Tre Lezioni di Seduzione”. Ha fatto la sua comparsa in alcune scene, in quanto è la gemella di Mariana, la protagonista del romanzo precedente. Se anche a voi, aveva dato l’impressione di essere una donna remissiva, cheta e un po’ banale, dimenticate tutto, perché non lo è affatto! Sicuramente è stata molto sfortunata nel matrimonio, perché dopo dodici anni di presunta vedovanza, ha scoperto che il marito oltre a essere una spia, è anche vivo e vegeto, ma del tutto disinteressato a tornare da lei e da Lucy, la loro figlia. Pensate sia rimasta a piangere e a lamentarsi? No, non è così, perché invece ha deciso di fare qualcosa di assolutamente sovversivo, ovvero divorziare dal marito, Lord Percival Bretagne, grazie all’appoggio del suocero, il Duca di Arundel, che la considera come una figlia.
Temprata dalla determinazione, sentì un paio di parole turbinarle in testa: libertà, indipendenza. Nessun uomo gliele avrebbe più fatte dimenticare.
Una scelta coraggiosa, che inevitabilmente l'ha gettata nell'occhio del ciclone e nel vortice dello scandalo, additata dal ton come una sgualdrina e una donna senza più rispettabilità. Dopo sei mesi di chiacchiere velenose e, approfittando della sua nomea e della sua condizione disdicevole, ha preso in mano la sua vita, che di fatto le permette di dedicarsi con più libertà a una delle sue passioni più grandi, ovvero l’arte e al promuovere le opere di artisti sconosciuti. affinché possano vivere dei proventi del loro talento. Una vera benefattrice, eccentrica, indipendente e anticonformista, che non ha più intenzione di mettere la propria vita in mano a un uomo, in quanto ha avuto la prova che dell’amore e dei sentimenti non ci si può fidare! Peccato che la prima serata mondana alla quale partecipa, dopo lo scandalo, incontra Jake, il Visconte di St. Alban, un uomo che non passa mai inosservato!
«Il quinto Visconte St. Alban Jakob Radclyffe, fresco di nomina» sussurrò Mariana. «Ricco come Mida e ospite d’onore di questa sera. Rampollo di un armatore, se le chiacchiere sono vere.»
Chi è Jake? E’ un uomo di trentacinque anni, terribilmente sexy e carismatico. Attira l'attenzione per via dell’altezza al di sopra della media, per la bellezza dei tratti, per il fisico possente, ma soprattutto perché non è un nobile qualsiasi, in quanto ha la madre olandese e il mare nel sangue. E' stato costretto ad abbandonare la sua vita da capitano, per vestire i panni del Visconte di St. Alban per salvare il titolo nobiliare, essendo l’unico erede rimasto. Il padre era un ammiraglio inglese, figlio minore di una famiglia di ramo minore, che ha sposato una donna della potente famiglia dei Van Rijn, una stirpe dedita al commercio e proprietaria di una flotta che naviga nelle acque dell'Estremo Oriente. Jake ha vissuto in Giappone e a Singapore, fin da giovanissimo ha navigato per lunghe tratte, ed è sempre stato sicuro del proprio ruolo nel mondo, fino a quando, per senso di responsabilità, ha acconsentito a prendere il titolo. Un uomo che alimenta molte curiosità e tanto interesse, non soltanto per il suo aspetto intrigante e affascinante, ma soprattutto per il mistero che aleggia attorno alla sua persona e sulle origini della figlia Mina, una brillante, geniale e bellissima quattordicenne dai tratti orientali, e a pochi mesi dal debutto in società.
«Non devi preoccuparti del tuo posto.» Le sue mani si strinsero a pugno. «Me ne occuperò io.»
Per forza di cose Jake e Mina, sono oggetto di pettegolezzi e costretti a passare sotto il giudizio feroce del ton, che è come una belva feroce, un carnefice assetato di scandali. Per Jake quindi, diventa di vitale importanza che la figlia venga accettata nei salotti londinesi. Per questo motivo è disposto a tutto, anche a trovare una moglie rispettabile, adatta per essere la matrigna di cui Mina ha bisogno, per poter avere un futuro in società. E se invece una donna fuori dagli schemi e considerata dagli ipocriti esponenti della nobiltà inglese, al pari di un mostro da baraccone, fosse quella più adatta? Razionalità o istinto? Cuore o ragione? Cosa deciderà di seguire Lord Jakob Radclyffe, mentre cerca di mantenersi lucido, non commettere passi falsi e combattere un’attrazione potente che lo divora ogni giorno di più? Senza contare che nel frattempo, sta indagando su ciò che potrebbe mettere a repentaglio il futuro della figlia! Il richiamo dei sensi, l’affinità elettiva e i sentimenti sapranno vincere sulla razionalità? Ma soprattutto, Olivia saprà mettere a tacere il desiderio d’indipendenza e la paura di fidarsi ancora?
Quell’uomo la faceva sentire... Be’, la faceva sentire. E lei non aveva alcun interesse nei sentimenti suscitati da un uomo.
Non è insolito leggere negli storici di donne ribelli e anticonformiste, però qui, esiste un contorno che definisce e riesce a stratificare ulteriormente la figura di Olivia, descrivendola come una donna spumeggiante, forte ma al tempo stesso fragile, impaurita di fronte alla potenza dell’attrazione e dei sentimenti, così come altrettanto timorosa per la possibilità di commettere errori che la porteranno a soffrire. Nonostante questo, è comunque pronta, tra mille dubbi e tanti “vorrei ma non posso”, a cedere e a gettarsi nella passione, perché all’attrazione non esiste rimedio! Contemporaneamente risulta anche battagliera, astuta e indomabile, democratica e sensibile di fronte ai bisogni dei meno abbienti, pronta a mischiarsi con chi non appartiene al suo rango, seguendo la necessità di tratteggiare a carboncino la realtà, attraverso un verismo che si sta imponendo attraverso una nuova corrente artistica. Ma nel suo piccolo riesce a fare la differenza, in quanto l'arte, oltre a diventare per lei, una valvola di sfogo, si trasforma nel filo conduttore che unisce nel suo salotto, una moltitudine di soggetti diversi, per estrazione, classe sociale, possibilità finanziarie, ecc. L’arte e la cultura non sono elementi di divisione, bensì occasione di sviluppo, aggregazione, unione ed evoluzione, in quanto anche nei sobborghi della società, prende forma il talento che deve essere sostenuto!
Lei era stata priva del minimo accenno di educazione o di controllo. Di nuovo, gli venne in mente quella parola. Sciolta. E, ancora una volta, la voleva così.
Come la gemella Mariana, Olivia possiede una mentalità riformista, pertanto ha un ruolo nel consiglio direttivo della “Scuola Progressista per Signorine e l’Educazione delle Loro Menti” considerata dalla maggior parte degli esponenti del ton come inutile, in quanto era comune per la mentalità dell’epoca, considerare le donne esseri inferiori, alla mercè del volere degli uomini, quindi obbligate a contrarre un matrimonio il prima possibile, per dare lustro alla casata e assicurarsi un futuro benestante. Una consuetudine che di fatto, le destinava a una vita senza diritti, priva di possibilità, sbocchi e di realizzazioni personali, se non quella di essere madri e mogli. Per fortuna la realtà storica e le tante personalità brillanti femminili che si sono distinte nei secoli, hanno scritto pagine importanti in trattati di scienza e letteratura, contribuendo a modificare il pensiero comune e dimostrando la falla di un sistema e di una mentalità maschilista.
E avevano parlato di perfezione e di disastri. Che perfetto disastro poteva fare con lui. Oh. Da dov’era venuto fuori questo pensiero?
La vicenda è ambientata a Londra nel 1825, nella quale sono accennati gli strascichi e gli effetti della Campagna Napoleonica, combattuta dall’esercito inglese nella Penisola Iberica, a fianco degli spagnoli e portoghesi, alleati contro le milizie francesi. Iniziano a soffiare venti di novità, mentre l'Inghilterra affonda i propri tentacoli perseguendo mire espansionistiche (esiste una presa di posizione precisa) e le secolari tratte commerciali. Ogni aspetto toccato nel romanzo, è riconducibile a questo periodo storico, caratterizzato da un particolare fermento culturale e ideologico, in un secolo che ha visto grandi scoperte, conflitti e rivoluzioni. Non manca da parte dell’autrice, la volontà di sorprendere, mentre gioca sulle personalità dei suoi protagonisti e sulla loro caratterizzazione multi sfaccettata.
«Trovo che la perfezione mi annoia nel giro di pochi minuti. Forse un po’ di disordine è...» Quello di cui avete bisogno. Le parole gli si bloccarono in gola.
Un uomo e una donna che appartengono al loro tempo, ma che diventano figure originali, moderne e “di rottura”, poiché poco inclini a rispettare le regole, bensì favorevoli a evadere dal sistema, ma solo dopo essere passati all’interno di una centrifuga emotiva e un percorso evolutivo che li porterà a modificarsi e a modificare il loro approccio nei confronti della società e la visione del mondo. Entrambi, hanno un buon punto di partenza, Jake, ha sempre vissuto in una realtà diversa, mentre Olivia, ha imparato a sue spese il valore della libertà, a costo di essere additata per quella strana. Insieme troveranno la forza di vivere il loro amore e di ribellarsi al formalismo sterile e al vuoto, che impera nella classe sociale alla quale appartengono. Sono figure che incarnano il concetto di libertà, di democrazia e che lottano a loro modo, contro la disuguaglianza, la diversità, il senso di inadeguatezza e le ingiustizie sociali. Anche se nobili, fanno parte del popolo dei “diversi”, pertanto portano avanti una loro battaglia, che diventa in questa realtà romanzata, un manifesto di modernità, per dare voce anche agli invisibili.
«Lasciatemi indovinare. Per voi l’arte è bella, facile e dimenticabile.» Indicò il quadro. «E questo non è nulla di tutto ciò. È brutale, oscuro e indimenticabile.»
I temi sociali, toccati durante il racconto sono diversi e variegati. Il distacco e la consuetudine dei nobili, nel loro ergersi al di sopra delle parti, arroccati nella loro posizione privilegiata, tanto da non considerare il popolo, se non come scarti o carne da macello, da utilizzare nelle guerre. Oltre la tipica chiusura mentale degli esponenti della nobiltà inglese, che si riflette nel ton, il vero mostro della storia, con i suoi scandali e i pettegolezzi onnipresenti, si sfiora anche il tema della distanza sociale, della povertà e le ripercussioni inerenti al razzismo, quest’ultimo abbinato al significato di paternità in tutte le sue eccezioni, e all’istinto di protezione, per il quale Jake eccelle. Un uomo dai forti valori, che quando si arrabbia, il suo accento olandese si rinvigorisce, mentre gli occhi fiammeggiano e si trasforma in un leone, pronto a proteggere chi ama, a costo della sua stessa felicità. Un uomo di mare che zoppica a comportarsi come un nobile, ma che viene messo a confronto con Percey, uno dei tanti figli della nobiltà inglese. A questo proposito, segnalo momenti toccanti ed espressioni commoventi e sensibili, dedicate a Mina, al suo pensiero e sull'inevitabilità del fatto che lei è, e sarà per sempre un pezzo di un puzzle che non si incastrerà mai in nessun posto. Diversa per aspetto, rischia di essere esclusa, giudicata e svilita. Una realtà che un padre come Jake, mosso dal coraggio dato da un amore sconfinato, non potrà mai accettare!
«Un pezzo non può essere messo in un posto con la forza. O si incastra, o non si incastra.»
E poi, come dimenticare la fantastica e dal nome altisonante “Scuola Progressista per Signorine e l’Educazione delle Loro Menti”? Una bandiera che sventola e urla a gran voce: progresso, modernità, sviluppo, cambiamento! Un progetto che raccoglie i primi venti di ribellione che hanno odore di femminismo! A questo proposito una menzione speciale ai banchi nelle aule, che diventano oggetto di un siparietto molto divertente! Insomma, un romanzo ricco, pieno, colmo e saturo di tante cose, raccontato con abilità, attenzione e giocosità da un’autrice che dimostra di avere uno stile narrativo deciso e maturo, che sa modularsi a seconda delle situazioni descritte. Ma noi lettrici italiane, possiamo apprezzarlo grazie alla traduzione minuziosa, sapiente e precisa di Isabella Nanni che riesce ogni volta a far arrivare tutte le sfaccettature, l’emozione, l’ironia, ma anche i tanti messaggi racchiusi nei romanzi di questa autrice, come da tante altre, originariamente in lingua inglese. (Thanks!)
«Non posso averti.» Lui aggrottò la fronte. «Tu non puoi avere me?» Si protese in avanti e le si chiusero gli occhi. Le sfiorò il padiglione sensibile dell’orecchio e sussurrò: «Olivia, tu sei il premio. Nessuno te l’ha mai detto?»
Se non fosse chiaro, consiglio assolutamente la lettura di “Tentata dal Visconte”, un romanzo che presenta tutti gli ingredienti giusti per regalare una travolgente esperienza di lettura, attraverso una storia d’amore, che prende vita in una società che, nel bene e nel male, può essere paragonata a quella attuale. Uno scontro tra desiderio e dovere, tra passione e razionalità, che ha il merito di generare una ventata d’aria fresca, che si rincorre in un tracciato narrativo che diverte, coinvolge e rasserena, mentre sfiora temi importanti e sempre attuali. Un duello dei sensi, dove a vincere è il desiderio, che diventa servo e ragione della magia stessa dei sentimenti. Buona lettura e alla prossima!
Recensione a cura di Cristina Pisano