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Il richiamo della foresta - Bâtard - Preparare un fuoco

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Una grande storia, una magnifica metafora del rapporto fra natura e creature vi-venti, un capolavoro capace di poesia e ferocia che parla al cuore dei lettori di o-gni età. Rapito e condotto tra i ghiacci del Klondike, all'epoca della febbre dell'o-ro, Buck viene picchiato e costretto a divenire un cane da traino, sperimentando i molteplici volti dell'animo umano, meschinità e grandezza, cupidigia e altruismo, aggressività e affetto. Nelle molteplici esperienze apprende la fatica e l'orgoglio dei cani da slitta e si trova più volte costretto a lottare per sopravvivere, finché la lezione del bastone e della zanna fa riaffiorare in lui l'ancestrale istinto selvaggio. Sfruttato duramente dai suoi ultimi padroni, Buck viene salvato da John Thornton, con il quale ritrova l'amore per l'uomo. Ma il richiamo della foresta e della natura si fa dentro di lui sempre più irresistibile…

190 pages, Paperback

First published January 1, 1904

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About the author

Jack London

7,682 books7,693 followers
John Griffith Chaney, better known as Jack London, was an American novelist, journalist and activist. A pioneer of commercial fiction and American magazines, he was one of the first American authors to become an international celebrity and earn a large fortune from writing. He was also an innovator in the genre that would later become known as science fiction.

London was part of the radical literary group "The Crowd" in San Francisco and a passionate advocate of animal rights, workers’ rights and socialism. London wrote several works dealing with these topics, such as his dystopian novel The Iron Heel, his non-fiction exposé The People of the Abyss, War of the Classes, and Before Adam.

His most famous works include The Call of the Wild and White Fang, both set in Alaska and the Yukon during the Klondike Gold Rush, as well as the short stories "To Build a Fire", "An Odyssey of the North", and "Love of Life". He also wrote about the South Pacific in stories such as "The Pearls of Parlay" and "The Heathen".

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5 stars
151 (29%)
4 stars
190 (36%)
3 stars
127 (24%)
2 stars
36 (7%)
1 star
10 (1%)
Displaying 1 - 30 of 35 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,463 reviews2,434 followers
September 22, 2022
IL RICHIAMO DELL’ISTINTO


Buck e il suo ultimo padrone, Harrison Ford nel nuovo adattamento del capolavoro di London.

Viaggi, avventure, esplorazioni: è questo che si legge soprattutto nei magnifici libri scritti da Jack London, romanzi e racconti.
E questo è il tratto caratteristico della sua vita, vagabonda, appunto piena di viaggi, avventure ed esplorazioni. E quindi, massima fedeltà al motto “scrivi solo quello che conosci”. Tutto quello che ha scritto, London prima lo ha vissuto.
Marinaio, baleniere, contrabbandiere (di ostriche), cercatore d’oro, ma anche operaio (fabbrica di conserve, filanda di juta), strillone, assiduo di osterie e sbronze.
Forse suicida (overdose di morfina), ad appena quarant’anni, famoso, dopo aver dissipato una fortuna, forse perché le grandi ristrettezze economiche dei suoi primi trent’anni di vita lo avevano reso famelico di denaro. Il richiamo della foresta, quel capolavoro sotto forma di novella e di romanzo di formazione (la formazione del cane Buck) vendette sei milioni di copie alla sua uscita, diecimila già nel primo giorno.



Qui attinse ai suoi lunghi soggiorni nel Grande Nord, nel Klondike a cercare oro e ad ammalarsi di scorbuto, quando riportò a casa lo stesso gruzzolo col quale era partito, e cioè poco più di niente.

I tre racconti sono impregnati della teoria degli istinti primordiali e della memoria ancestrale, così prossima all’evoluzionismo darwiniano.
Avendo già letto The Call of the Wild, più volte, anche in originale, questa volta mi sono dedicato agli altri due che ancora non conoscevo.

Bastardo, Bâtard, perché il suo diabolico padrone è un francese, Leclère, prende la fermezza e l’astuzia dalla madre husky (L’unico aspetto del suo temperamento sul quale si poteva contare era la sua tendenza al tradimento, e i suoi selvaggi amori boscherecci ne attestavano la depravazione generale), dal padre lupo eredita fierezza e coraggio.
Con un padrone normale Bastardo avrebbe potuto diventare un comune cane da slitta abbastanza efficiente. Ma non ne ebbe mai la possibilità: Leclère gli rafforzò la malvagità congenita.



È l’istinto di morte a tenere uniti uomo e cane, padrone e schiavo animale: il vivere in continua tensione per non essere sopraffatti.
Bâtard è la storia di una lotta, e di un odio, durati cinque anni, che ricordano molto certi matrimoni basati sulla sopraffazione. Solo la morte poteva separare il cane dal suo odiato padrone. Ma forse neppure quella.
L’unica cosa di cui esser certi è che l’istinto vince sulla ragione.

Profile Image for Sarinys.
466 reviews174 followers
June 5, 2020
L’edizione Feltrinelli, tradotta e curata da Davide Sapienza (che esagera con le troppo frequenti note al testo, non sempre fondamentali), ha la peculiarità di riunire Il richiamo della foresta a due meravigliosi racconti: Bâtard, ma soprattutto l’eccezionale Preparare un fuoco.
L’unione rafforza il clima (sub)artico del Klondike, dove i cercatori d’oro affrontano la natura spesso arroganti e impreparati; avremo quindi il cane Buck che ne Il richiamo della foresta deve inselvatichirsi per sopravvivere, rischiando poi la vita a causa degli uomini; troviamo il riflesso oscuro della relazione tra Buck e l’uomo nel perverso rapporto che lega il cane Bâtard al suo crudele padrone. Il terzo cane, stavolta anonimo testimone, lo incontriamo lungo il cammino mortifero di un uomo che va trasformandosi in spettro nel freddo alieno dello Yukon, nel perfetto racconto conclusivo Preparare un fuoco, dove la natura è nemica e il destino beffardo.
Letteratura di frontiera e di grandi spazi.
Profile Image for Libriletti.
365 reviews76 followers
January 23, 2023
Voto: 7+

Devo confessare di essere rimasta un po' delusa da questo libro, ma solo perché un'altra opera di Jack London, Martin Eden, è uno dei miei libri preferiti in assoluto e quindi mi aspettavo tantissimo.

Il richiamo della foresta è la storia di un cane che riscopre pian piano la sua natura selvaggia: gli eventi non sono molti e forse proprio questo aspetto è quello che mi ha annoiata un po' di più. Lo stile è ottimo come sempre e anche a livello di storia, se penso che è stata scritta 120 anni fa, non posso lamentare nulla.

Credo sicuramente che questo libro possa piacere molto a chi ama le storie di animali, rispetto alle quali io invece non sono troppo sensibile. Ho letto anche gli altri due racconti presenti nella mia edizione ed entrambi parlano di cani, ma devo dire di averli apprezzati un po' di più rispetto all'opera principale.
Profile Image for Lettore di Mondi.
102 reviews2 followers
October 23, 2025
Un libro meraviglioso. Per me, senza dubbio, il migliore di questo 2025, anno in cui ho letto molti altri libri che ho valutato 5 stelle.
Ho sempre amato Jack London, ma avevo allo stesso tempo sempre snobbato questo “Il richiamo della foresta” pensando fosse un qualcosa rivolto ad un pubblico più giovane. Quanto mi sbagliavo.
Questo libro si rivolge ai lettori di ogni età ed ognuno di loro ci vedrà qualcosa di diverso, può essere visto come una favola con protagonista un cane nel freddo Grande Nord americano oppure può essere letta con una cronaca abbastanza fedele della grande caccia all’oro oppure, infine, come una sorta di odissea verso il ritorno dello spirito umano alla sua versione più selvaggia, nascosta in ognuno di noi.
In futuro lo consiglierò a chiunque mi rivolga la classica domanda: “Non so cosa leggere cosa mi consigli?”
Profile Image for La mia.
360 reviews33 followers
June 4, 2016
Dovrebbe essere obbligatorio rileggere un classico, ogni tanto.
Perché ti accorgi che non te lo ricordavi.
Perché capisci perché sono definiti classici.
Perché scopri cose che non avevi capito quando lo avevi letto la prima volta.
Perché comprendi che il valore della scrittura non è nelle parole complesse e nei ragionamenti articolati, ma nelle storie apparentemente semplici e dirette.
Perché forse ti avvicini al segreto mistero per cui accade che una storia di cani e lupi nelle foreste del Nord parla ai nostri sensi e al nostro cuore.
Profile Image for Germano Marrello.
274 reviews21 followers
May 5, 2025
Buck è un cane che vive in una splendida villa, con la sola preoccupazione di seguire il suo padrone e obbedirli, ma quando viene catturato e venduto come cane da slitta deve affrontare una vita fatta di lotte, privazioni e dolore, portando alla luce parti della sua personalità che lo avvicineranno sempre di più al Wild...
"Il richiamo della foresta" è un racconto bellissimo, una sorta di romanzo di formazione ma dedicato al mondo animale: la trasformazione di Buck che passa dall'essere un semplice cane da compagnia fino a diventare simile ad un lupo è raccontata attraverso le sue esperienze, tra una corsa trainando una slitta e l'incontro tra uomini, buoni e cattivi, che lo formeranno.
Proprio il rapporto con due di loro lo porteranno a scoprire (e a riscoprire) emozioni e sensazioni assopite o nascoste dentro di sé: l'Uomo con il maglione Rosso lo trasforma in un cane forte e combattivo, Jack Thorthon li farà riscoprire l'amore per l'uomo.
Tutto ciò lo porterà infine ad avvicinarsi a quella foresta (o Wild nell'originale) che sarà l'ultimo passo della sua completa trasformazione in lupo: una sensazione che ha già provato altre volte, come quando cacciava le sue prede sulla neve (leggete il secondo paragrafo di pagina 91 di questa edizione e capirete).
Se avete amato Zanna Bianca o altri romanzi di London, non potete perdervi quest'opera, inoltre al suo interno sono contenuti i racconti "Batard" e "Preparare un fuoco": belli, scorrevoli e con una bella dose di tensione nella vicenda.
Profile Image for Alessio Naponiello.
17 reviews
February 24, 2020
Terminare questo libro, insieme ai due racconti presenti nell'edizione, mi ha messo stranamente a disagio, come ogni riflessione degna di questo nome sul rapporto tra uomo e natura.
Un tema che in Jack London compie il suo percorso da ambo le direzioni, con Zanna Bianca che acquista pace nel sole californiano e Buck che prende nuova vita nelle foreste del Grande Nord.
Dunque cosa è giusto e cosa è sbagliato? La libertà o la sicurezza?
Osservavo il mio cane sonnecchiare affianco a me con il libro ancora tra le mani e non sapevo dare risposta e forse non lo saprò mai. La prosa di London, sempre chiara e limpida come gli scenari che descrive, non si trattiene certamente dall'idealizzare questa "età dell'oro" dove uomini e bestie si trovavano alla pari nella wilderness, un luogo dell'anima ormai accessibile soltanto attraverso meandri remoti della mente. Un'idealizzazione forse non necessaria poiché la natura è bella e terribile nel suo silenzio, privo di parole o canzoni. Eppure, nonostante ciò, London riesce a far calare il lettore in una esperienza diversa, nonostante la forte retorica presente nelle sue parole. Che si apprezzi o meno un resoconto di quegli anni in cui l'uomo ha sistematizzato la decadenza in cui viviamo oggi, rimane un libro bellissimo.
Profile Image for Francesca Corsetti.
134 reviews5 followers
May 10, 2020
London ci insegna in questo libro la differenza fra l’avidità dell’umano e il senso della vita che hanno invece gli animali, il loro spirito di adattamento ai cambiamenti e quanto sia difficile vivere una esistenza in contesti che non ci appartengono. Buck è un cane enorme, un combinaguai nella casa dei propri padroni, ma un giorno viene sbattuto in Alaska a trainare una slitta, ma lì troverà la sua pace, lo spirito di fratellanza e le ali della libertà, che prima in città gli venivano negate.
Profile Image for Eustachio.
703 reviews71 followers
July 29, 2016
Il richiamo della foresta mi è piaciuto abbastanza; Bastardo anche di più, perché con un finale ricco di amarezza; Accendere un fuoco ancora più amaro e ancora più triste, ma non il mio preferito.
Lo stile di scrittura è un po' pesante, a volte, ma è semplice e ti fa capire che London ha davvero vissuto esperienze simili, e in questo modo si distingue dal solito genere di scrittori.
Molto bello. Assolutamente da leggere, se si amano gli autori classici (ma anche no, è un libro adatto ad ogni persona di qualsiasi fascia di età, purché sia al di sopra degli undici anni).
Profile Image for Riccardo Colella.
54 reviews
January 19, 2023
Libertà, frenesia, paura e coraggio, amore, alienazione e senso di ribellione. Nel libro di Jack London c’è questo e tanto, tantissimo, altro. Letto per la prima volta da bambino, confrontarsi di nuovo con un classico della letteratura, stavolta da adulto, è un qualcosa che consiglio di fare a chiunque.

Il processo di maturazione, trasformazione e consapevolezze di Buck - protagonista del racconto principale - che ritrova l’istinto tipico dei suoi antenati. Un racconto eccezionale che non deve essere sottovalutato, così come gli altri due che compongono questo piccolo trittico. L’edizione è quella Universale Economica Feltrinelli e Davide Sapienza gioca in casa per una sicura vittoria.

Altre recensioni le trovate sul mio blog https://stazionecinema.com
Profile Image for Giulia.
17 reviews1 follower
July 18, 2022
London ci racconta la storia di Buck, un cane che poco a poco riscoprirà la sua natura più selvaggia e profonda, attraverso avventure tra boschi e ghiacci dell'Alaska. Un romanzo di formazione tanto atipico quanto capace di far nascere in ognuno il desiderio di riscoprire sé stesso e la natura circostante.
Profile Image for Desirèe.
7 reviews4 followers
February 13, 2019
(Ho letto solo "Il richiamo della foresta", la mia recensione sarà dunque incentrata sul titolo in questione): Semplicemente adorato. Una scrittura coinvolgente, diretta ma assolutamente mai scontata. L'autore è in grado di farti immergere perfettamente nel mondo animale e di fartene
accettare bellezza e soprattutto crudeltà spiegando quello che effettivamente è presente in ogni animale selvatico (e non): l'istinto. A tratti è stato realmente straziante ma tutto quello che si affronta tra queste pagine serve ad arrivare all'epilogo perfetto per questo breve classico. Concludo sottolineando infine la scorrevolezza, fattore che non davo assolutamente per scontato visti i diversi episodi violenti che avvengono durante la storia e che in altre occasioni mi avrebbero spinto a rallentare la lettura. Al termine del viaggio di Buck (il protagonista canide) non possiamo fare altro che accettare la natura per quello che è senza giudicare, potevo non dare 5 stelle?
Profile Image for Francesca Winchester.
29 reviews
February 15, 2020
Emozioni che non si possono descrivere, sarà perché sono legata a questo splendido animale, sarà che anch'io come Buck sento fortemente in me, una vita passata. Ho corso con lui, sofferto con lui, mi sono rafforzata con lui e alla fine ho ululato con lui. Ogni persona su questa terra, dovrebbe leggere almeno una volta questo capolavoro. Forza, brutalità, realtà la mostruosità dell'essere umano. Un tripudio di perfezione.
Profile Image for Silvia Vicentini .
302 reviews11 followers
April 4, 2020
Bellissimo. Ho davvero apprezzato London e questo romanzo breve e lo consiglio a tutti coloro che amano gli animali e la natura. Profondo e realistico
Profile Image for Filippo Macchi.
37 reviews
January 25, 2021
Da semplice lettore penso sia difficile avventurarsi nella critica di libri universalmente riconosciuti come pietre miliari della letteratura. Però vien da se che esporre le proprie sensazioni e pensieri sia comunque una pratica da perseguire.
Il richiamo della foresta è certamente un buon libro. La capacità di London di condensare il flusso degli avvenimenti in pochissime pagine rendendoli però un tutt'uno della narrazione è impareggiabile.
Chissà quanti Buck ci sono stati nel periodo della corsa all'oro e quante violenze e soprusi non sono arrivati fino alle nostre orecchie.
Ci sono a mio parere due questioni su cui mi voglio soffermare:
1- il grande nord non perdona, nessuno.
2- al relazione tra un uomo ed il suo cane è un qualcosa che per noi umani risulta alieno ma tantè che sta retto di fianco a noi.

Oggi più che mai è importante avere fisso come punto di riferimento libri come questo perchè ci ricordano che la vita, quella vera, ruota in effetti intorno a due grandi questioni: mangiare e riprodursi.
Il vecchio adagio "mors tua vita mea", per noi gente del 21esimo secolo, sembra un verso poetico perso nel tempo, invece è l'istinto che ci ha permesso di arriva fino a qui.
Traspare chiaramente nel ciclo dedicato alla wilderness di London questo grande "cappello" che sovraintende ogni essere vivente che si muove su questo pianeta. Più le condizioni sono estreme e più gli istinti emergono impetuosi. E' in quei momenti che si manifesta una parte di quella selezione naturale da cui stiamo con tutte le nostre forze cercando di sfuggire.

Ancora, avendo oggi perso in maniera forse irrecuperabile il contatto con la realtà della natura, libri e racconti del calibro de Il richiamo della foresta o Preparare un fuoco, ci ricordano da dove proveniamo.

Dei tre contributi del libro ritengo che Preparare un fuoco abbia una potenza inaudita, molto più de Il richiamo della foresta, mi sono immedesimato in quel pover'uomo alle prese con quell'atteggiamento che è tipico del nostro tempo: superficialità, supposizione, spavalderia. Siamo costantemente circondati da persone con le stesse sue caratteristiche, salvate solo dal benessere nel quale fluttuiamo. Sono le stesse persone che ogni anno fanno ricorso agli altri per tirarsi fuori dall'impaccio di situazioni anche potenzialmente pericolose. Salvo poi urlare ai quattro venti la grande avventura vissuta.
Ecco questo è aver perso il contatto con la realtà.
Profile Image for LIBERTY.
170 reviews5 followers
April 16, 2021
Tra i romanzi della letteratura americana, che hanno varcato il confine del loro paese raggiungendo lettori di ogni angolo del mondo, sicuramente c'è da ricordare IL RICHIAMO DELLA FORESTA, breve romanzo d'avventura scritto da Jack London, scrittore statunitense e pubblicato nel 1904.
La storia inizia in California, nella Valle di Santa Clara, nel 1897, dove il cane Buck, un meticcio, frutto di un incrocio tra un sanbernardo e un pastore scozzese, vive nella grande villa di un magistrato, il giudice Miller. Il suo destino cambierà drasticamente con l'inizio della "corsa all'oro del Klondike", che porterà alla richiesta di cani da slitta, per potersi muovere su un simile territorio. Buck verrà venduto, alle spalle dei Miller, dal loro giardiniere e finirà nelle mani di un brutale trafficante che lo affiderà a un crudele addestratore.
Buck sarà costretto a diventare un cane da slitta, dove a comandare è un husky, Spitz, con cui si scontrerà diverse volte, fino a prendere il sopravvento su di lui e a trasformarsi nel capo della muta. Cambierà diversi padrone, finendo sempre per essere maltrattato, fino a quando non sarà salvato da John Thornton, un cercatore d'oro, che questa volta diventerà un suo caro amico e che Buck salverà più volte da situazioni pericolose. Gli permetterà infatti anche di vincere una somma di denaro che poi permetterà a Thorton di recarsi a est, alla ricerca di una miniera abbandonata, ai margini di una foresta.
Sarà proprio qui che Buck comincerà a sentire «il richiamo della foresta», avendo a che fare con alcuni lupi, di cui poi diventerà il capo, soprattutto dopo che Thornton e i suoi saranno ucciso dagli indiani. Buck, furioso e addolorato, si vendicherà uccidendone molti. Poi il richiamo della foresta, lo porterà ad abbandonare gli umani per vivere con i lupi selvaggi, anche se ogni anni Buck ritorna al suo accampamento dove sono morti Thornton, Hans e Pete per piangerli.
Il Richiamo della Foresta è un romanzo che unisce allegoria, parabola e favola, dove appare evidente, durante la lettura del libro che London ha scelto di fare dei cani i protagonisti della storia, pur rivestendoli di tratti tipicamente umani, illustrando una lotta che ogni essere umano vive dentro di sé, quella tra gli istinti e la civiltà, in un contesto in cui si esalta la natura in maniera sublime.
Profile Image for Andrea Muraro.
754 reviews8 followers
August 1, 2025
“[…] quando nelle fredde notti di quiete puntava il naso verso una stella ululando a lungo come un lupo, erano i suoi antenati, morti e sepolti, che puntavano il naso e che ululavano lungo il corso dei secoli attraverso di lui. Le sue erano le stesse inflessioni che avevano dato voce alla loro afflizione e a ciò che per loro avevano significato la quiete, il freddo e l’oscurità.”

Tornare a Jack London significa sempre tornare alla primordialità degli istinti, al valore primigenio delle passioni e al significato dei sensi. Soprattutto quando London parla con il punto di vista degli animali.
La storia di “Il richiamo della foresta” è arcinota. Buck, cane cresciuto nel mondo soffice e accogliente dell’ambiente familiare, si ritrova a diventare un cane da slitta nella fredda Alaska. E allora avviene la trasformazione: lui sente crescere dentro di sé la sua vera natura, quella di animale originariamente selvatico e originariamente inserito in branchi dai modi bruschi, quella di un essere vivente che ha come sue prime esigenze nutrirsi e ripararsi, quella di un essere che deve difendersi da un mondo sempre crudele e sempre sfidante. London parla di un cane, ma parla ovviamente e metaforicamente dell’uomo, dell’uomo che vive in un ambiente ostile come quello artico, dove qualsiasi abbellimento, qualsiasi traccia di benessere si è persa in favore di esigenze primitive e tribali. E allora, chi è veramente l’uomo? Quali sono le sue azioni necessarie e quali sono quelle accessorie?
Con una scrittura evocativa, precisa e realistica, London ci trasmette un messaggio profondo: mai dimenticare il nostro passato, mai pensare di essere arrivati, tenere sempre presente che qualcosa ci chiama da lontano per metterci alla prova.
Profile Image for Viktorian Flint.
73 reviews11 followers
September 20, 2024
Ogni capitolo di questa storia è sorprendente. Non c'è un solo attimo in cui il lettore si sente sottovalutato; la trama è elementare ma mai semplice. I sentimenti sono naturali e trasportati con immediatezza, raccontare la lotta contro la natura non richiede drammi o teatralità; London accompagna il lettore in una grande allegoria e lo fa con una tale convinzione che la spinta alla vitalità risulta più sincera possibile.
"Bastardo" e "Preparare un fuoco" sono di certo più crudeli ma non meno commoventi. Risvolti inevitabili perché si può ben poco contro ciò che non si può controllare, che siano le leggi naturali o dell'uomo.
Sopravvivere è il grande imperativo anche se in nessuno dei racconti c'è mai un giudizio su ciò a cui si assiste; la storia che London cerca di raccontare è esattamente ciò che è, senza morali ma solo fedele alla sua verità.
(Ben fatto)
Profile Image for Djulia - Leggeresempre.
130 reviews5 followers
December 13, 2023
Mi piace la scrittura di London e la storia qui è molto interessante, con molti spunti di riflessione. Però c'è veramente tantissima violenza sugli animali e anche tra animali. Sconsigliato a chi è molto sensibile sul tema, o comunque vi avverto di approcciarlo preparati. Per fortuna io a mio volta ero stata avvertita, quindi l'ho letto a pillole in modo da non appesantirmi troppo la giornata (perché comunque è breve e potrebbe essere letto in una serata tranquillamente). Magari è bene intervallarlo con altre letture più leggere. In ogni caso ho avuto il magone tutto il tempo e ho anche pianto sul finale. Però quattro stelle gliele devo dare. È molto intenso e, come già detto, London scrive benissimo. Con un filino in meno di violenza personalmente lo avrei gradito di più.
Profile Image for Chiara.
82 reviews
October 26, 2020
Ho letto questo libro quando ero troppo piccola per apprezzarlo.
Rileggendolo me ne sono innamorata.
Il richiamo della foresta che sente Buck lo sento mio e questo libro ha risvegliato la parte più libera di me. Le ultime tre righe del romanzo mi hanno fatto venire i brividi.
STUPENDO
Trovo che il titolo in italiano sia ben tradotto ma che THE CALL OF THE WILD esprima al meglio le vibes che questo libro mi ha dato.
Mi ha stregato con i suoi paesaggi e con le sue lezioni di vita; è stata una bellissima riscoperta.
*4.5 stars*
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Federico.
108 reviews1 follower
October 8, 2020
Il richiamo della foresta è uno di quei libri senza tempo, di quelli che non vorresti finissero mai! Vorresti stare altre 1000 pagine in compagnia di Buck e John Thornton. Ma è proprio questa caratteristica che ti fa godere di ogni singola sillaba. Storia commovente raccontata con passione e trasporto, durezza e schiettezza. Splendide le digressioni ancestrali di Buck. Ricco di spunti di riflessione.
Sarebbe da rileggere ad ogni nostra “stagione”!
Profondo.
Profile Image for Ele Corre.
41 reviews1 follower
November 12, 2024
Premesso che avevo un’altissima aspettativa, che è forse il motivo per cui sono rimasta invece un po’ delusa, il libro è sicuramente bello considerando l’epoca in cui è stato scritto!
Mi è piaciuto, l’argomento del “selvaggio” : è sviscerato in modo sentito e studiato. L’evoluzione di Buck è progressiva come lo è nella realtà, non si può non evolvere insieme al personaggio.
La poesia ultima è la conquista della libertà con la naturalezza del dare spazio alla voce dentro se stesso.

This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Davide.
5 reviews3 followers
February 4, 2024
la storia di un cane verso il quale finiaMo per immedesimarci. il libro e I fatti fanno eMergere tante riflessioni, sull’istinto di soprAvvivenza, sulla ferocia della vita, sulla maturazione, sulla pazieNza, sul rapporto diffiCile uomo-animale-natura, e l’amore/conflitto cHe può nascere tra questi tre elementi. una piacevole e significatIva scoperta, che nel testo nasconde messaggi.
Profile Image for Delia.
117 reviews
September 7, 2020
Maybe is a book for young adults. For me, the life of a dog is quite boring...
But teaches you respect for nature and the beauty of wilderness.
too many notes on the translation.
Displaying 1 - 30 of 35 reviews

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