«Se si sta dentro un bosco in posizione di ascolto, prima o poi si avverte, si intuisce la presenza di un flusso di energia che circola tra i rami, le foglie, le radici. Talvolta è un sussurro, altre volte strepiti e grida. È come se le piante parlassero tra loro.» Camminatore infaticabile e sensibilissimo osservatore della natura, Daniele Zovi, negli anni, questi suoni ha imparato ad ascoltarli e interpretarli: ha attraversato i sentieri che tagliano i boschi alpini di conifere, ha perlustrato le antiche foreste croate e slovene, si è arrampicato fino alle cime dei Picos de Europa, in Spagna, ha contemplato il più vecchio eucalipto al mondo, il Giant Tingle Tree, in Australia; seguito i semi dell’abete rosso vorticare nel vento prima di atterrare sulla neve o la chioma contorta di secolari pioppi bianchi grandi come piazze; ha rincorso le specie pioniere, gli alberi coloni che si sviluppano in territori abbandonati; analizzato cortecce e radici, fronde e resine…Un bosco, ci dice, non è solo l’insieme degli alberi che lo compongono, e neppure la somma di flora e fauna. Un bosco è il risultato di azioni e reazioni, alleanze e competizioni, crescita e crolli. Un mondo mobile, che sebbene continuiamo a sforzarci di studiare e catalogare, limitare e controllare, resterà sempre un selvaggio, vibrante spazio di meraviglia. Zovi guida il lettore in questo spazio, addentrandosi sempre più nel folto della foresta, alla ricerca dello spirito del bosco. Una ricerca che, pagina dopo pagina, appare sempre più come una ricerca del nostro spirito.
Daniele Zovi, scrittore e divulgatore, esperto di foreste e di animali selvatici, è nato a Roana (Vicenza) nel 1952.
Dopo la laurea in Scienze forestali conseguita all’Università di Padova nel 1975, è entrato nel Corpo Forestale dello Stato, dove ha esercitato le funzioni di Capo del Distretto di Asiago, di Comandante provinciale di Vicenza e di Comandante interregionale di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.
È andato in pensione nel 2017 (dopo l’assorbimento del CFS) come generale di brigata dell’Arma dei Carabinieri. Dal 2011 al 2014 è stato membro della Commissione scientifica CITES presso il Ministero dell’Ambiente.
Ha redatto il Piano naturalistico della Val d’Assa e il piano di riassetto delle proprietà silvo-pastorali di Asiago, Conco e Lusiana.
È membro dell’Accademia Olimpica di Vicenza e dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali di Firenze.
Ha tenuto conferenze su temi ecologici in molte scuole e università, al Museo Zoologico di Roma, al Museo di Storia Naturale di Venezia, al Museo di Storia Naturale di Calci (Università di Pisa) e all’Expo di Milano.
Ha scritto i seguenti libri: “Storia di Dino e altri orsi”, “Lupi e uomini. Il grande predatore è tornato”, “La grande foresta. Storia dei boschi dell’Altopiano di Asiago”, “Alberi Sapienti Antiche Foreste”, “Italia Selvatica”, “Ale e Rovere”.
Nel mese di ottobre del 2020 esce il libro “Autobiografia della Neve”.
Ha pubblicato numerosi articoli su riviste scientifiche e ha realizzato alcuni documentari storico-naturalistici.
Riporto dall'introduzione dell'autore: "le piante costituiscono il paesaggio nel quale viviamo o che attraversiamo, ci forniscono l'ossigeno che respiriamo, ci permettono di vivere su questo pianeta; eppure con loro non siamo connessi, ci mancano gli strumenti per creare una relazione. Anzi spesso le percepiamo come esseri inanimati, privi di sensibilità, più che individui oggetti, da tagliare, estirpare o piantare a seconda dei nostri desideri". Lo stile mi sembra molto divulgativo, adatto a parlare ad un pubblico ampio, e forse mai come in questo momento è necessario che libri che parlano di piante siano letti da tutti; il mondo vegetale è poco conosciuto, tendiamo ad interessarci e comprendere meglio gli animali perché più simili a noi, mentre è fondamentale capire che le piante, che rappresentano comunque il 97% della biomassa presente sul pianeta ed esistono da centinaia di migliaia di anni prima rispetto alle civiltà umane, sono i nostri alleati più importanti per la lotta contro la crisi climatica. Questo libro, descrivendone la struttura, approfondendo aspetti quali l' intelligenza, i sistemi di comunicazione, le analogie con i nostri cinque sensi, cerca di metterci in relazione e creare più empatia con il mondo delle piante, oltre a cercare di darci un’idea degli innumerevoli servizi ecosistemici che erogano le foreste e di cui beneficiamo a più livelli. Più impariamo sul mondo degli alberi e più li ameremo e ci impegneremo attivamente per difenderli da ciò che li sta minacciando (e in questo momento in tutto il Pianeta le aree forestali sono sotto attacco per fare spazio alle coltivazioni, distrutte da incendi che divampano ormai ovunque, tagliate per il commercio di legname o per fare spazio alle opere di urbanizzazione, o laddove le foreste sono in espansione sono ecosistemi troppo semplificati e fragili, oggi spesso sofferenti a causa degli effetti del riscaldamento globale, dell'inquinamento ecc..). Proteggere le foreste significa proteggere noi stessi e la possibilità per l’uomo (che si è pure autodefinito 'sapiens') di continuare a vivere sulla Terra. Scrive il neurobiologo vegetale Stefano Mancuso: "le piante sono il motore della vita, la parte fondamentale, il resto è solo carrozzeria".
Tema caro, legame profondo. Condivido con alcuni recensori, qualche passaggio più difficile, magari ripetitivo.
Nel complesso, però, questo è un libro affascinante. Da assaporare prima di una bella passeggiata nel bosco, prima di attraversare una grande foresta, magari semplicemente sulla rotta di viaggio.
Un altro libro per riavvicinarsi a un regno che è parte di noi, lo è sempre stato.
Lettura interessante per una neofita come me sul mondo delle piante. Anche se sono circondata dal verde, fatico a riconoscere la tipologia di alberi dei viali o dei parchi, il ché negli ultimi tempi è diventato un mio cruccio. Allora nella mia biblioteca ho trovato questo libro e mi sono detta "Perché no? Perché non leggere qualcosa di diverso dal solito? Diamogli una possibilità". Non potevo fare scelta migliore per cominciare. Lo stile è semplice e i termini usati, seppur tecnici, sono spiegati e comprensibili. Il libro certamente cerca di spiegarci qualcosa di più su come gli alberi vivono, si nutrono e comunicano, ma ci sono anche interi paragrafi di sola contemplazione della bellezza del bosco. L'ho trovato un'ottima infarinatura per cominciare a muoversi in questo vasto argomento. Il capitolo che ho amato di più credo sia stato il secondo "Movimento": sembra antitetico ma esseri che non possono muoversi hanno figli che crescono a chilometri di distanza, grazie ad una serie di ingegnose tecniche naturali. Fantastico. Il capitolo che ho trovato più difficile da leggere è stato "Foreste antiche in Europa": una sequela di luoghi e informazioni che, purtroppo, non ho saputo apprezzare abbastanza.
Entrare in un bosco e scoprirlo con Daniele Zovi è magia allo stato puro. L'autore, esperto forestale, ci accompagna nei boschi d'Italia e d'Europa partendo dai fondamentali. In pochi, immagino, conoscono la complessità e la ricchezza del mondo vegetale. Con Daniele sarà un piacere scoprire la dinamica dello sviluppo della pianta e le sue inaspettate relazioni con il bosco, gli animali (e anche con l'uomo). Da non perdere.
tantissime nuove informazioni interessanti, libro molto scorrevole e di facile lettura ed adatto a chi magari ha già dimistichezza con alcune infarinature di libri di Mancuso, visto che ne cita alcune osservazioni.
Nel complesso è molto pratico ma a tratti anche poetico e filosofico, ho saltato giusto due capitoli sulle foreste "quasi vergini" in italia ed in europa visto che non parlava molto se non delle sue personali avventure con colleghi.
Per chi legge questo libro come primo approccio a letture di carattere naturalistico, credo sia un'ottima lettura, mentre per chi come me, ne ha letti molti sul genere, risulta un po' ripetitivo e poco interessante. Molte cose le avevo già lette, altre erano solo un accenno e avrei preferito un po' più di approfondimento. Ciò che ho apprezzato di più è stato il carattere personale del libro, i racconti delle esperienze dell'autore e le sue emozioni nel conoscere alcuni alberi.
Ho sempre amato passeggiare dentro i boschi, il mio sogno è quello di poter riconoscere ogni pianta e ogni albero che incontro. Questo saggio ci insegna che gli alberi non sono solo dei "vegetali", forse l'anima non ce l'hanno ma i punti in comune che hanno con noi sono tantissimi. Un libro suggestivo
Molto piacevole. Ho apprezzato moltissimo i mini-racconti di viaggio nelle foreste (quasi) "vergini" d'Europa e le tante curiosità narrate dall'autore nel libro. Un primo approccio agli alberi, perfetto per non addetti ai lavori.