Mi sono ripromessa che, la prossima volta che pronuncio la parola carino per definire un libro, devo evitare di leggerlo. Farlo con Un bacio quasi per caso è stata una vera tortura e, sebbene da un lato avrei potuto benissimo abbandonare il libro, dall'altra mi sono ostinata a portarlo a termine perché, tranne in rarissimi casi, sono una che non abbandona mai la nave. Per me, questo libro non ha funzionato; troppo banale come intreccio e sviluppo della storia, una scrittura semplice ed elementare che non è riuscita a trasmettermi alcun sentimento o coinvolgimento nella storia. E' stata davvero una fatica portare questa lettura a termine.
Brent è sicuramente un personaggio maschile di quelli alpha ma, se l'autrice ci mostra il legame con sua figlia come l'unico possibile sin dall'inizio, tutto questo cambia quando nell'equazione entra anche Izzy. Per carità, non sto dicendo che non sia giusto, ma che tua figlia non conti più nulla perché pensi solo a fare acrobazie sessuali... ce ne passa di acqua sotto ai ponti!
Izzy è, forse, tra i due quella che è rimasta se stessa durante tutto il libro e verso la fine della storia ha dimostrato di avere intraprendenza, quando la situazione si è fatta pericolosa. Non ho ancora ben compreso come una giovane e innocente professoressa di alunni che amano dipingere possa essere in grado di gestire una banda di criminali e come mai quest'ultimi si facciano abbindolare da lei. C'è stata un'altra cosa che mi ha fatto storcere il naso e che mi è parsa essere una vera e propria forzatura. Sul serio? Vergine?
Quello che sembrava un libro di una storia d'amore tra l'insegnante e il padre single dell'alunna, si è rivelato essere un normale e semplice contemporary romance, ma di sicuro non rientra tra quelli che io ho amato. Un libro che per ciò che racconta poteva benissimo essere racchiuso in 200/250 pagine e invece me ne sono dovuta sorbire 338 con capitoli che sembravano essere interminabili. Penso proprio che questa relazione con Nicole Snow termini qui perché non è il mio tipo!