Honolulu is a famous short story by Somerset Maugham which was part of his larger collection, The Trembling Leaf. The MSAC Philosophy has republished this story in a new, easy to read format.
William Somerset Maugham was born in Paris in 1874. He spoke French even before he spoke a word of English, a fact to which some critics attribute the purity of his style.
His parents died early and, after an unhappy boyhood, which he recorded poignantly in Of Human Bondage, Maugham became a qualified physician. But writing was his true vocation. For ten years before his first success, he almost literally starved while pouring out novels and plays.
Maugham wrote at a time when experimental modernist literature such as that of William Faulkner, Thomas Mann, James Joyce and Virginia Woolf was gaining increasing popularity and winning critical acclaim. In this context, his plain prose style was criticized as 'such a tissue of clichés' that one's wonder is finally aroused at the writer's ability to assemble so many and at his unfailing inability to put anything in an individual way.
During World War I, Maugham worked for the British Secret Service . He travelled all over the world, and made many visits to America. After World War II, Maugham made his home in south of France and continued to move between England and Nice till his death in 1965.
At the time of Maugham's birth, French law was such that all foreign boys born in France became liable for conscription. Thus, Maugham was born within the Embassy, legally recognized as UK territory.
Maugham è molto bravo nel cogliere l’influenza del Tropico sugli europei trapiantati là, nel raccontare della febbre che sale fino a diventare follia, man mano che la presenza in quei luoghi si prolunga, che l’umidità mefitica penetra nelle ossa e gli insetti mordono voraci le carni; è molto bravo a descrivere il Tropico quando si finge benigno nei confronti dei suoi personaggi
Rientrò tardi, accaldato dalla cavalcata, e fece un altro bagno. Poi si sedette nella veranda a fumare la pipa e a guardare il tramonto sulla laguna; tinta di rosa, porpora e verde, era bellissima al crepuscolo… La mattina seguente uscì di casa appena sveglio. Dopo quella bella dormita l’aria fresca lo rese quasi euforico. Gli azzurri del mare e del cielo erano più vividi del solito, l’aliseo rinfrescava, e la brezza carezzava la laguna increspandola come quando si carezza il velluto contropelo. Si sentì più forte e più giovane. Si mise al lavoro con gusto.
Maugham è molto bravo e questi sono i suoi racconti migliori, nonostante tutti contengano un risvolto blu scuro. Il risvolto in realtà sarebbe nero, ma vuoi la capacità di raccontarlo, vuoi i colori sullo sfondo, non appare tale. Tutti i racconti fanno perno sull’interazione fra europei nelle zone coloniali. Bisogna accettare lo strisciante razzismo dell’epoca che considerava gli indigeni una sorta di fauna e giustificava la loro presenza solo in qualità di servitori dell’uomo banco. Riuscendo ad accettare il presupposto si accede alla psicologia del colono, spesso espatriato per problemi economici o giudiziari. Maugham ci presenterà faccendieri, ex militari, snob, diplomatici, costretti dal loro status di europei espatriati ad interagire, spesso di malavoglia, fra loro. Chissà se preferirete Mackintosh o Walker, Warburton o Cooper, o se vi appassionerete alla dark lady Mrs Cartwright. Maugham ha simpatia per coloro che trattano gli indigeni equamente, ma pur sempre con piglio deciso.
Che viaggiatore è stato quest’uomo Fu un viaggio delizioso, ameno e monocorde… Queste isolette, così simili l’una all’altra, stuzzicavano la mia fantasia solo perché sapevo che non le avrei mai più riviste. Questo me le rendeva stranamente irreali, e mentre ce le lasciavamo alle spalle ed esse scomparivano tra acqua e cielo, solo con uno sforzo dell’immaginazione potevo convincermi che non avessero cessato di esistere con l’ultimo mio sguardo.
Un fratello nato cento anni prima di me C’è chi legge per istruirsi, ed è cosa encomiabile, e chi per diletto, ed è cosa innocua; ma altri, e non sono pochi, leggono perché non possono farne a meno, e direi che ciò non è né innocuo né encomiabile. Io faccio parte di questa deplorevole categoria. Dopo un po’ le conversazioni mi annoiano, le partite mi stancano, e i pensieri, spesso decantati come l’inesauribile risorsa della persona assennata, tendono a inaridirsi. Allora mi lancio sui libri come l’oppiomane sulla pipa. I libri mi sono indispensabili al punto che se in treno mi rendo conto che i miei compagni di viaggio non se ne sono portati nemmeno uno, mi assale un vero e proprio sconforto. Ma quando mi preparo a partire per un viaggio lungo, il problema assume dimensioni drammatiche. Ho imparato la lezione a mie spese. Una volta, imprigionato da una malattia in un villaggio sulle colline di Giava per oltre tre mesi, finii la mia provvista di libri e, non sapendo l’olandese, mi trovai costretto ad acquistare le antologie scolastiche grazie alle quali i giavanesi intelligenti, immagino, imparano il francese e il tedesco… …Da allora mi sono ripromesso di viaggiare sempre con una grande sacca, una di quelle per la biancheria sporca, piena fino all’orlo di libri adatti a ogni situazione e a ogni umore. Pesa una tonnellata e anche i portatori più forti vacillano sotto il suo peso. Gli impiegati doganali la guardano con sospetto, ma poi si ritraggono costernati non appena do loro la mia parola che contiene soltanto libri. La cosa scomoda è che il libro che all’improvviso smanio di leggere si trova regolarmente sul fondo, e mi è impossibile raggiungerlo senza rovesciare tutto per terra.
Fratello, il problema io l’ho risolto negli anni dieci del ventunesimo secolo grazie ad una diavoleria chiamata kindle, con la quale, fra l’altro, è possibile leggere anche al buio.
"C'é chi legge per istruirsi, ed é cosa encomiabile, e chi per diletto, ed é cosa innocua; ma altri, e non sono pochi, leggono perché non possono farne a meno, e direi che ciò non é né innocuo né encomiabile. Io faccio parte di questa deplorevole compagnia. Dopo un po' le conversazioni mi annoiano, le partite mi stancano, e i pensieri, spesso decantati come l'inesauribile risorsa della persona assennata, tendono ad inaridirsi. Allora mi lancio sui libri come l'oppiomane sulla pipa....Suvvia, ammettiamolo, per noi leggere é soltanto una droga: chi, in questa cricca, non conosce l'inquietudine che ci assale, se siamo stati troppo a lungo senza leggere, l'ansia, l'irritabilità, e il sospiro di sollievo alla vista di una pagina stampata? Perciò evitiamo di essere più boriosi di quei poveracci che sono schiavi di una siringa o della bottiglia."
Per un lettore tossicomane, sempre in cerca di spacciatori di "viaggi", i racconti orientali di Maugham (li stanno ripubblicando a raffica, in vari volumi), in una notte d'estate sono la soluzione più veloce ed economica per spostarsi da una terrazza in collina sull'Adriatico, ad una veranda sulla giungla del Borneo. E in ottima compagnia. Uno più bello dell'altro.
Anche in Il filo del rasoio e Storie ciniche si poteva ben sovrapporre narratore e autore. E lo stesso vale per questa raccolta, assemblata così dall'Adelphi (e a questo proposito mi chiedo come mai Il signor Sa-tutto-lui o meglio Mr Know-All sia stato inserito qui, si sarebbe senz'altro trovato più a suo agio tra le pagine di Storie ciniche, manca in esso l'elemento dal quale tutti gli altri racconti sono qui accomunati). Il fatto che tutti i racconti sembrino essere stati riferiti direttamente all'autore e che l'autore semplicemente li abbia riportati su carta (e per qualcuno sarà anche andata così), conferisce autorità e credibilità agli eventi narrati. Maugham è un maestro nel rendere l'atmosfera di quei luoghi sia nella loro collocazione geografica che nelle sensazioni che quei luoghi portano a vivere, si sente la netta separazione tra i coloni e gli indigeni, si sente la giungla che non è mai in silenzio, si sente quasi la cappa di umidità che avvolge tutto e che dopo la giornata di lavoro non consente altro se non un riposo forzato, o qualche incontro tra membri della società bianca solo per non rinchiudersi completamente in se stessi, qualche partita a carte, a biliardo, qualche cena durante le quali questi uomini bianchi, desiderosi di aprirsi ad un loro consimile di nuova venuta, aprono le porte al racconto che spesso è riferito non alle proprie esperienze ma a quelle degli altri. E ai loro segreti, che sono tanti. Maugham racconta di assassini, di istigatori all'omicidio, di suicidi, senza voler condannare o assolvere, senza voler trovare un'attenuante o un'aggravante, ma solo per rendere un po' più comprensibile l'essere umano che è di per sè non prevedibile in tutte le sue azioni e per tutto il corso della sua vita. Così scrive in "Impronte nella giungla" dove è avvenuto molti anni prima un fatto grave sul quale non si è mai fatta luce, ma il poliziotto che parla sa come sono andate le cose e si riferisce qui ai colpevoli: "E' qui che sbaglia. Sono delle bravissime persone, senz'altro le persone più piacevoli qui in giro... Prevenire il crimine e arrestare i colpevoli è il mio lavoro, ma ho incontrato troppi criminali in vita mia per poter pensare che siano peggiori di noi. Le circostanze possono portare una persona più che rispettabile a commettere un crimine, e se viene scoperta, viene punita... Per fortuna il poliziotto non deve occuparsi dei pensieri, ma solo delle azioni; altrimenti sarebbe tutta un'altra storia, e assai più complessa... Le dirò una cosa, c'è un lavoro che davvero non vorrei mai fare... quello di Dio nel giorno del giudizio". Ecco cosa fa Maugham, espone consapevolmente i fatti e si astiene dal giudicare
Raccolta di nove racconti, scritti tra il 1920 e il 1934, ambientati in Malesia e nelle isole del mar della Cina e del Pacifico nel periodo finale della colonizzazione britannica. Collocato nello stesso tempo e in analoghi esotici scenari, un romanzo di W. Somerset Maugham recentemente riproposto, "Acque morte", mi aveva comunicato un sentore forte di stantio, qui invece, in questi racconti semplici e raffinati al contempo, ho percepito profumi originari, di ambienti lontani e situazioni antiche, ma anche di vite e relazioni umane atemporali che l'autore, con scrittura limpida e fluida, ha saputo cogliere e trasmettere fino ad oggi. Riporto il bell'incipit del racconto "La sacca dei libri": "C'è chi legge per istruirsi, ed è cosa encomiabile, e chi per diletto, ed è cosa innocua; ma altri, e non sono pochi, leggono perché non possono farne a meno, e direi che ciò non è né innocuo né encomiabile. Io faccio parte di questa deplorevole categoria. Dopo un po' le conversazioni mi annoiano, le partite mi stancano, e i pensieri, spesso decantati come l'inesauribile risorsa della persona assennata, tendono a inaridirsi. Allora mi lancio sui libri come l'oppiomane sulla pipa."
Per molti anni ho trascurato questo scrittore ma oggi, completando la lettura di questi bellissimi racconti, ammetto di aver grossolanamente sbagliato e intendo fare ammenda: devo innanzitutto complimentarmi con lo scrittore che ha saputo rendere al massimo l'atmosfera orientale e ha intriso di suspense ogni racconto in un palpitare di spasmodica attesa fino allo scioglimento finale che fa di ogni racconto un piccolo gioiello indimenticabile nel suo fulgore. Non un passo falso in queste pagine, nemmeno piccole cadute di tono, personaggi finemente disegnati e la tragedia che esplode quando meno te l'aspetti.
In the first part of the short story, "Honolulu" by William Somerset Maugham described the strength of imagination. The author mentioned the title of the book which he hadn't read, but the title stimulates his fancy. In such a journey he could imagine himself being in Russia among its great forests of birch and it's white, domed churches where the wide Volga flows and bearded men in rough sheepskin coats sit drinking. When his eyes fall on a piece of porcelain and he felt smell the acrid odors of China.
Honolulu is the capital city of Hawaii; this island has a reputation for an enigmatic place. So, readers can expect to find something mysterious in the story seeing only the title. Maugham justified these expectations. The narrator retold the story which the old captain told him. The story is about love, sorcery, and where good defeats evil.
The story doesn't belong to the genre of fantasy; it is a narration about visiting the island. Thanks to the wonderful skill of the author, the story keeps intrigue up to the end of the narration. Together with the writer, we can have an imaginary tour to the mysterious place - Honolulu.
Questo mese rimarrà per sempre il mese in cui sono nato una seconda volta. Un brutto incidente, un'operazione e una settimana in ospedale. Finalmente oggi son tornato a CASA! Mi sembra ancora tutto un sogno. Maugham è stato il compagno perfetto in questi giorni da dimenticare e con i suoi racconti orientali mi ha portato per mano fuori da quella stanza d'ospedale. Anche se per breve tempo, mi sono lasciato alle spalle quella terribile atmosfera che mi circondava e ho gustato scorci mozzafiato della Malesia, del Borneo e delle Hawaii, resi ancora più belli dalle pennellate del caro Maugham che ci aggiunge omicidi, tradimenti e incesti.
Attraverso la narrazione di storie di uomini bianchi che vivono nelle colonie - quindi completamente avulsi dal loro contesto sociale abituale - Maugham mira a voler fare quello che Dostoevskij avrebbe detto ‘portare l’umanità all’estremo’. Questi uomini e donne sono persone che possono agire liberamente, al di là della cultura che ne limita la condotta. Ne esce uno spaccato di un’umanita’ irredenta e colpevole, narrata con una sapienza è una maestrina invidiabili. Gran libro.
Cu exceptia ultimei povestiri, aceasta colectie este chiar foarte placuta. Stilul lui Somerset Maugham este proaspat si nu plictiseste cititorul deloc, chiar si cand nu se intampla mare lucru in povestire. Recomand! :)
Νουάρ ιστορίες στα νησιά του Ειρηνικού, στις αρχές του προηγούμενου αιώνα. Λεπτομερής αποτύπωση της σχέσης συμβίωσης/ επιβολής του Βρετανικού αποικιοκρατικού κόσμου στις τοπικές κοινωνίες των νησιών του Ειρηνικού, μέσα από μικρά διηγήματα- ανθρώπινες ιστορίες πόνου, φθόνου και μένους. Μικρές ιστορίες για μικρούς ανθρώπους. Καθηλωτική αφήγηση, με μια εσάνς αστυνομικού μυθιστορήματος. Καταπληκτικό βιβλίο!
Questa raccolta di racconti ti porta a viaggiare in posti lontani come la Malesia, il Borneo, le hawaii e non solo, ti porta ad affrontare culture diverse con credenze e abitudini differenti il tutto raccontato dall'occhio curioso di Maugham che ci trasporta verso un finale spesso tragico. L'identità dei personaggi viene messa a rischio da profonde passioni umane spesso in contrasto tra loro .
Premessa: sono da lunga data provincialmente ammalato d'esotismo tropicale. Per cui ho in uggia la letteratura nordica in genere - dove alla terza gelida alba livida, il timido muso di renna e le rimuginazioni della signora Ulla col meditabondo reverendo luterano Padre Ulrico - devono pur passare sei mesi invernali, i meschini, mi spingono al record olimpico indoor di lancio del volume senza rincorsa, qui invece, tra t�, caucci�, malesi, cargo, monsoni, whist, ladies, club, daiachi, boy, praho e singapore aaaaaaaaaaah, home sweet home. Ripigliatomi dall'acme, fatto la doccia, svaporato il climax, confermo: s� ci sono dei praho. Dove remano galeotti, e febbri e monsoni e fucili e The Times che arriva solo col postale dopo estenuanti settimane d'afa. Bei racconti. Dove il viaggiatore accolto da un ufficiale britannico, ascolta storia, avventure e sogni di gloria, davanti a un gin pahit... e le trascrive kindly for us. Per cui se vi trovate bene in un funzionale appartamento bauhaus a Oslo davanti a insapori ortaggi bolliti miste a tristi pesci ergonomici leggendo l'esegesi di scene da un matrimonio, fateci la tara. Colonna sonora: Charles Mingus - pithecanthropus erectus. Charlie Parker - radio recordings cd 1 cd 2. PS. Notarella. La spiega in copertina parla di racconti di un impero britannico che emana esalazioni di crisi irreversibile. Corretto. Siamo tra i '20 e i '30. Sbagliato, gravissimo errore, perch� � il senno di poi. Poi mi viene in mente un altro risvolto. Il viaggiatore narratore - W. Somerset Maugham stesso - ascolta con partecipe interesse e viva attenzione questi fatti. E l'inglese od occidentale di turno glieli racconta perch� certo di aver di fronte uno come lui, che sa come va il mondo. Per cui il sapore del momento e ci� che il fatto evoca, arrivano a noi completi ed intatti. Oggi � probabilissimo che un suo omologo italiano, al cospetto di un funzionario distaccato, o comunque altra persona informata dei fatti, l'interromperebbe con un "ma che schifo!" "ma � razzismo", "ma � fascismo", "ma � matto", "ma � scemo" "ma � stronzo" "ma che porco" "ma che troia" eccetera - in una scarica collerica e colerosa d'epiteti e giudizi tranchant. Chiaro che l'uffiziale o il funzionario - piccato - non gliene racconter� mai pi�. Ovvio che poi si spargerebbe la voce e dopo pochi anni, a codesti viaggiatori del nulla, cretini in servizio permanente effettivo o idioti di complemento, intervistatori moralisti e squinzie e pisquani vari non rimarrebbe altro da raccontare che le loro tempestine adolescenziali, turbamenti ebdomadari, vulgate stereotipate e seghe mentali variegate e commiste sul come sono diventati i pipparoli menaminchia che sono, schiavi degli stessi stereotipi televisivi (o da incarto per la frittura) che aborrono ma in realt� quasi sola loro fonte d'informazione, unita eventualmente ai fatti consimili dei sodali.
Maugham ha una grazia distaccata nel descrivere (come solo un attore sarebbe capace di fare con la propria mimica) tutta la varia umanità che tenta di rifarsi una vita nelle afose colonie. Giudizi precisi, tocchi fulminei una grande capacità di nascondere l’intelaiatura delle trame, facendo scivolare il lettore nei racconti che si rivelano dalle voci dei comprimari (struttura a cornice che si ripete in molte delle storie della raccolta) senza che se ne accorga, correndo fino alle gustosissime conclusioni segnate da un fulmen in clausula, un motto di spirito carico di impertinenza snob tutta britannica (è il caso di Honolulu). Divertentissimi Il signor Sa tutto lui e La fine della fuga, speculari quanto belli Mackintosh e L’avamposto.
Una bella raccolta di racconti, che parlano di un mondo, quello coloniale, che ormai non esiste più - nel bene e nel male - e che, già all'epoca in cui sono ambientati, aveva cominciato una fase di transizione, o meglio di rivoluzione, parallelamente alla società inglese. La scrittura di Maugham è semplice pur senza rinunciare alla ricercatezza, e scorrevole, nel complesso molto piacevole; la maggior parte dei racconti ha uno svolgimento piano senza colpi di scena o scossoni, ma risultano ugualmente coinvolgenti.
il maugham migliore, secondo me, è quello dei romanzi (escludendo il racconto/capolavoro "pioggia"), ma l'ambientazione esotica gli era estremamente congeniale e le storie fulminanti dei racconti contenuti in questa raccolta mi sono piaciute moltissimo. d'altronde, di un autore così leggerei anche la lista della spesa.
Dismaying. Writing at a time when Oahu was a pristine paradise - the last of which I witnessed in my teens - Maugham tosses the lush beauty for seedy characters and a murder. Wtf? The most poor, inappropriate utilization of setting ever… the wrong scenery for the wrong storyline. Very interesting, historic observations about the city’s tourists, however… but not what I came for :)