Da appassionata di sogni e del mondo onirico nutrivo grandi speranze, ma purtroppo questo libro non ha incontrato i miei gusti.
Ho apprezzato vagamente solo un paio di racconti, seppur non nella loro interezza. Il linguaggio eccessivamente metaforico per me è stato fonte di troppa distrazione, talvolta di irritazione, ma riconosco che sia un mio limite.
Nell’ultimo racconto, quello sulla morte della Letteratura, ho percepito un certo desiderio di porla su un piedistallo molto molto elevato. La colpa della morte viene attribuita alle cause più banali e ai concetti più riduttivi che si possano immaginare.
Non so quale sia il pensiero dell’autore, tuttavia ci tengo a dire alcune cose:
- la letteratura deve essere per tutti, portare avanti l’idea di un passatempo impegnato ed elevato non fa che renderlo elitario. Un passatempo elitario esclude una grandissima fetta di popolazione.
- la letteratura si crea e si amplia con i legami, la letteratura tenta di capire le motivazioni, anche inconsce, che ci allontanano da essa. Puntare il dito e accusare di essere delle teste vacue schiave del web non aiuta nessuno.
- la letteratura, se vuole sopravvivere, si deve evolvere, come qualunque cosa esistente su questo pianeta.