Trentino Alto Adige
Forse 4 stelle sono troppe, ma premiano sicuramente l’ambientazione, le descrizioni e le interferenze culinarie.
La storia è un giallo tra i più classici, ben strutturata, con indizi disseminati in ogni pagina e con personaggi ostici dagli sguardi torvi, tutti sospettabili. Ottimi gli stralci della cultura altoatesina che ogni tanto appaiono tra le righe. Inoltre...
I riferimenti alla mummia del Similaun, il piccolo grande Ötzi, sono più che interessanti (l’averlo visto al Museo mi ha aiutato parecchio); ed ancora: mi sono sentita a mio agio per le strade di Bolzano, città in cui tornerei più che volentieri.
Il commissario Grauner, altoatesino doc, e l’ispettore Saltapepe, napoletano trapiantato in Südtirol per punizione, formano di fatto una bella coppia, si completano a vicenda, tra loro basta un cenno, uno sguardo e tutto fila e si lega con logica.
Chissà perché l’inizio di questa storia mi ha ricordato un po’ Pista nera di Antonio Manzini, e mi è venuto spontaneo associare il personaggio di Saltapepe a Rocco Schiavone... un uomo “in punizione”, così insofferente del luogo, del clima, delle montagne, del cibo, della gente... così pieno di nostalgia, con quelle sue leggere quanto inadeguate scarpe da ginnastica (ah, le Clarks!)...
Ho messo il secondo libro della serie in wl, non si sa mai...
🇮🇹 LdM: Trentino Alto Adige
🇮🇹 2° Giro d’Italia in 20 libri: T.A.A.
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