Scrivere questa recensione mi è difficile. No, non perché non mi è piaciuto (l'avevo letto nel lontano Dicembre del 2019). Quanto il classico "mi ricorderò qualcosa di ciò che avevo letto dopo cinque anni, specie per il voto massimo dato qui su goodreads? Perché, poi, mi era piaciuto così tanto?"
Ho molte diapositive stampate nella mente delle pagine e degli aneddoti raccontati dall'autore e in cuor mio speravo di ritrovare, magari in un vecchio blog, almeno una piccola infarinatura, una prima impressione giusto per darmi il via. La soluzione era li, davanti ai miei occhi nella trama: "Guarda le cose ordinarie come se accadessero per la prima volta, come se sentisse sempre la vita pulsare in ogni cellula", associando episodi della sua vita o delle persone incontrate. Praticamente... un modo di fare a me noto che mi porta ad essere genuino con le persone che mi capitano davanti nella vita, nonostante i miei difetti e la mia ingenuità che regnano da sempre sovrani.
Penso, per esempio, a una nuova amicizia (qua o nella vita reale) e rivivo quel momento all'asilo quando, da "grande" -ultimo dei tre anni-, avevo la mia cricca di amichetti più piccoli dell'85 e di quello che si combinava durante la ricreazione. O di come mi guardava Bonnie, la mia amica a quattro zampe e di quanto scodinzolava. Difficile scrivere dell'amicizia. Da bambino avevo scritto dieci pagine sotto la domanda "cos'è per te l'amicizia" 😂, ora da quarantenne riesco a riassumerla con momenti intensi vissuti. Fatti di birre in riva al canale, concerti, chiacchiere e sguardi d'intesa. Non dimentico nulla ti tutto ciò che ho vissuto. Ogni secondo per me è importante e, da persona perspicace, tendo ad archiviare perché so che ci saranno nuovi momenti e nuove "cartelle" degne di nota. Nuove opportunità, vita quotidiana e molto altro. Senza uscire troppo allo scoperto.
Si, è stata la genuinità e l'empatia provata leggendo uno stile a me amico che me l'ha fatto amare così tanto. In un periodo dove "tutto era ancora privo". Privo di una pandemia che ci avrebbe fatto amare le piccole cose o reso delle bestie di Satana a seconda del carattere (nel mio caso passeggiavo nei boschi del Montisel o sul Tagliamento e mi spaccavo di esercizi a casa, quindi in pace col mondo vista la mia personalità da Alpöhi, il nonno di Heidi per intenderci. Una delle tante personalità, ovviamente). Privo della scomprasa di chi era una seconda madre per me, mia nonna, e subito dopo un mio caro amico. In qualche modo leggerlo "prima" mi aveva addolcito un 2020 fatto di lutti, pandemie e...quell'ernia bilaterale che, ironia della sorte, è stata la causa in un momento di noia causa lo stare a letto a farmi aprire questa pagina.
Si, l'ho amato perché ho quel brutto vizio di ricordarmi tutto. L'uomo metà amico metà algoritmo che durante un discorso rivive un momento simile nella sua mente con una intensità talmente forte da doverlo raccontare, nonostante la mia fama da campione dell'apertura di parentesi con attitudine alla frase poco congrua, che è sempre dietro l'angolo. Un po' alla Peter Griffin.
⭐⭐⭐⭐⭐ su 5. Consigliato.