L'opera di Antonio De Curtis non si esaurisce nella pur grande, inimitabile maschera di Totò. Quando il Personaggio cedeva il passo all'Uomo - con le sue passioni, i desideri, i dolori, le paure, ma anche le gioie e la voglia di vivere - quando il Comico lasciava la scena, ecco emergere una partitura nuova, insospettabile, quella del Poeta. E' dai momenti di solitudine, di intima comunione con se stesso, di raccoglimento che nascono le liriche raccolte in questo volume: versi che parlano di innamoramenti e gelosia, di amore e tradimenti, di sentimenti sottili, struggenti, spesso filtrati, forse per pudore, da una smaliziata saggezza popolare - così radicata nel cuore napoletano del Principe De Curtis - che tutto rende più accettabile e tollerabile.
Antonio De Curtis was an Italian actor, poet, author and lyrics writer. Totò is his pseudonym, while is full name was Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis di Bisanzio Gagliardi.
Ho visto diversi film di Totò, anzi, forse quasi tutti ed appena vidi questo libretto di poesie posato sullo scaffale di bookcrossing (che poi non sarebbe proprio bookcrossing, ma scambio libri, comunque cambia poco il discorso), me lo tirai su con un sogghigno. Avere qualcosa nella mia libreria del Principe della risata, sarebbe una chicca imperdibile. Ma cosa ci troverò all'interno? Così mi c'immergo con grande curiosità e m'accorgo subito (perchè quando lo recuperai al bookcrossing, non lo sfogliai nemmeno) che dalle pagine prorompeva il dialetto napoletano! Meno male che ho origini pugliesi e quindi una certa somiglianza col napoletano c'è ed è indubbio che una sorta di amarcord di anni passati aleggiava su di me ed il presente libro, durante la lettura. C'è da dire anche che, come da premessa al libro, il linguaggio che vi si trova tra le pagine non è, come si dice, di dialetto stretto, ma di un napoletano italianizzato o meglio ancora di un italiano napoletanizzato. Ed è vero, vero è anche che con il glossario a fine libro ci si riesce a barcamenare qua e là. Ma poi Totò si pone in modo diretto al lettore e i quesiti che pone sono: che cos'è l'ammore, in tutte le sue sfaccettature, uno spiccato acume ecologista dell'animo (perdonerete la licenza poetica), con profonde riflessioni sociali, comportamentali e morali. Mi ha proprio sbalordito, da leggere assolutamente!
'A nnammurata mia
'A nnammurata mia se chiama Ammore, e tene ll'uocchie comme a ll'acqua 'e mare. E ddoce comme è ddoce 'a primmavera, è tutta gentilezza, anema e core.
Ogn’anno, il due novembre … … c’é l’usanza per i defunti andare al Cimitero. Ognuno ll’adda fà chesta crianza; ognuno adda tene’ chistu penziero. Ogn’anno, il due novembre però, è pure cosa buona sfogliare il libro in cerca di poesie, sicuramente meno note, ma non per questo meno belle. Come questa … http://www.antoniodecurtis.com/poesia...
Bellissimo! Un tuffo nel passato, al cuore delle mie origini. Un libretto di poesie scritte in dialetto, schiette ed appassionate. Lèggevo e mi sembrava di sentire la voce del principe.
Una deliziosa raccolta di poesie Napoletane scritte dal grandissimo Toto. Da piccolo ebbi la fortuna di studiare 'A Livella a scuola, ed ora, dopo anni, mi approccio finalmente alla poetica del principe della risata. Premettendo che non sono un esperto di poesia (e che anzi, da poco mi sono cimentato in questo mondo), ho trovato i componimenti di Toto veramente eccellenti, oltre alla già citata Livella (che secondo me è un piccolo grande gioello di letteratura italiana) molto apprezzate sono state anche le poesie sul senzatetto ''morto con dignità'' e sul carro armato e l'auto. Per concludere, consiglierei la lettura a chiunque sia interessato anche solo un poco alla poesia, e la raccomando in particolare agli interessati alla lingua Napoletana.
Mò accumencia l'anno nuovo, è Jennaro, ch'alleria! Cu' 'a speranza e 'a fantasia, tu te pienze ca chist'anno forse è cchiù meglio 'e chill'ato... quanno è â fine t'hê sbagliato.
A Febbraio nce stà 'o viglione: chi se veste d'arlecchino, pulcinella o colombina... e me fanno tanta pena chesti ggente cu' 'sti facce: ma songh' uommene o pagliacce?!
I am the daughter of a Neapolitan woman and was born in Naples, but raised in the US. Also, my grandfather was a tympanist who worked with Toto. I read "A Livella because I was curious about Toto's poetry and about the Neapolitan dialect. I am more familiar with standard Italian than dialect.
The poems in this brief book bring to mind the sensitivity of the Neapolitan culture and reflect the themes of Toto's movies. It is well worth reading as long as one is willing to take the time to decipher the dialect.
Splendido. Molti conosceranno "'A livella", la poesia che dà il titolo alla raccolta. Ma ce n'è anche un'altra, che voglio qui ricordare: "Il cimitero della civiltà". Parla di un campo di autodemolizioni