Giada è mamma di Mya, una vivace bambina di tre anni. Da quando l'ha abbracciata per la prima volta, la sua vita si è trasformata in un'altalena di momenti indimenticabili e crisi impreviste a cui nessun manuale del genitore poteva prepararla. E se superato il primo anno si crede che il peggio sia passato, ci si sbaglia di grosso. Nessuno lo sa meglio di Giada. Ora che sua figlia sta crescendo, le sfide quotidiane si moltiplicano. A due anni inizia la vera ribellione dei figli. Ninnananne e pannolini sono niente in confronto alle storie della buonanotte che sembrano non finire mai, ai «perché» che entrano in testa come tormentoni estivi o ai «no» che diventano mantra e unica risposta a tutte le domande. Giada capisce che non bisogna allarmarsi se non si ha la soluzione subito. Perché quando si tratta di fare la madre non esistono istruzioni. Ci vuole solo coraggio a volontà. Perché l'imperfezione è l'unica regola universalmente valida. È l'insieme di tutti questi istanti imperfetti ed esilaranti a rendere le mamme sempre più coraggiose e i figli meravigliosamente ribelli.
Ritrovato questo libro dopo in trasloco, era davvero quello che serviva in in periodo di stress per alleggerire la tensione. Troviamo Mia cresciuta e anche Giada se così si può dire m la verve ironica e dissacrante è rimasta la stessa e ci piace molto. Ora sono i figli ad essere diventati ribelli e le mamme coraggiose perché ci vuole coraggio per crescere in figlio in questo periodo e perché il mondo del lavoro non aiuta le mamme e le donne in generalea noi lo facciamo lo stesso e cerchiamo di farlo al meglio anche se la schifocaccia non è perfetta o se si arriva ad un appuntamento importante con la maglia sporca. Che dire aspettiamo il seguito, magari per la fase dell'adolescenza
Giada Sundas, la scrittrice di questo libro, è mamma di una bimba di tre anni e ci racconta cosa vuol dire essere mamma. In linea generale ho apprezzato la lettura di questo libro, anche se non mi ha soddisfatta a pieno. Mi è piaciuto perché lo stile della Sundas è uno stile frizzante e semplice, che rende la lettura scorrevole e divertente. Inoltre è in grado di parlare di cose serie facendoci sorridere e commuovere allo stesso tempo. Inoltre ho apprezzato come l'autrice ha deciso di trattare il tema della maternità: lo ha fatto in un modo reale, facendoci capire che non è vero che si instaura un legame immediato quando si diventa mamme. O perlomeno non succede a tutte, e quando non succede non bisogna sentirsi sbagliate. Ho apprezzato molto questo messaggio perché credo che nella nostra società ci siano molte donne che all'inizio non riescono ad andare d'accordo con il proprio ruolo di mamme, e che non hanno nessuno con cui parlarne. Penso quindi che questo libro possa essere utile a queste donne! Per quanto riguarda i personaggi adoro assolutamente Giada come mamma! Mi fa morire dal ridere il modo in cui si racconta e ci racconta l'esperienza della maternità, sapendosi prendere in giro nei momenti giusti. Forse avrei voluto conoscere un po' meglio il compagno, che appare ma di cui non conosciamo molto. Purtroppo però ho trovato il libro un po' ripetitivo dopo aver letto da poco il primo, alla fine ha detto un po' le stesse cose dell'altro libro solo che relative ai primi tre anni di vita della bimba. Diciamo che avrei evitato la pubblicazione di questo libro, lo potrei paragonare a quei secondi libri che continuano una storia che non doveva essere continuata. Dico così perché in questo non ho trovato quasi nulla di nuovo, mi è sembrato davvero uno strascico del primo libro. Speravo che l'autrice si inventasse qualcosa di nuovo, quindi mi ha un po' deluso per questo motivo.
Questo secondo romanzo riconferma esattamente quello che avevo pensato dopo aver letto il primo (le mamme ribelli non hanno paura), adoro questa scrittrice! Avrei potuto leggere questo libro in un pomeriggio per quanto ti cattura ma ho centellinato ogni pagina per poterlo tenere con me più tempo possibile. Le citazioni, l'autoironia, le descrizioni, tutto fa morire dal ridere! Mi sono ritrovata più volte nel silenzio del luogo in cui stavo leggendo a scoppiare a ridere da sola e continuare così per varie pagine. Io non sono madre e quindi non ho potuto ritrovarmi nelle cose che diceva ma da zia ho rivisto mia sorella nella maggior parte delle scene e ho deciso che anche lei dovrà avere una copia di questo romanzo. Credo che oltre ad essere una validissima lettura sia anche fonte di un perfetto sostegno morale per chi, da neo genitore, ha i classici momenti no del percorso. Quando inizia lo svezzamento ed il bambino rifiuta ogni cosa, la casa sempre sottosopra, il primo giorno di asilo, i mille rifiuti ad ogni cosa. Ogni momento che la Sundas ci racconta lo narra in un modo talmente esilarante e pieno di amore che ti porta solo ad affezionarti incredibilmente a quella piccola e fantastica famigliola ed insegna ad essere grati di quello che abbiamo, a vivere la nostra vita senza rimpianti, ad affrontare con serenità anche i momenti peggiori perchè ci aiuteranno solo a migliorare. Adoro Giada, adoro Mya ed anche le comparse di Moreno e spero incredibilmente che ci siano tanti altri libri su altri scorci di vita di queste tre persone. Grazie Giada per avermi fatto passare momenti divertentissimi anche con questo romanzo.
L'unico vero grande difetto (si fa per dire) dei libri di Giada Sundas é che la lettura é resa difficile dalle lacrime agli occhi per le grasse risate, perché fin dal prologo si inizia a ridere fino alle lacrime e il soffocamento e si va avanti così per 200 pagine! Dopo un anno eccomi di nuovo a parlare di Giada Sundas e del suo meraviglioso modo di esser mamma, di metter nero su bianco tutto quello che spesso ci teniamo dentro, perché Giada non ha paura di esser giudicata se dopo una giornata intera con la propria piccola é nevrotica e isterica, perché esser mamma è un lavoro difficile e la mamma perfetta non esiste! Con Le mamme ribelli non hanno paura la Sundas parlava a tutti noi della sua gravidanza, dopo un anno ci racconta dei primi 4 anni come mamma insieme alla sua piccola Mya e lo fa con la sua incredibile ironia, che riesce a render divertente anche un pannolino sporco! Giada Sundas ci regala ancora una volta un suo personalissimo diario della sua maternità, scritto con estrema sincerità e senza censure, non indora la pillola, perché inutile girarci attorno fare la mamma é un mestiere difficile e a volte pericoloso poiché non vi é un libretto delle istruzioni fornito alla nascita dei propri figli, bisogna semplicemente seguire il proprio istinto e il proprio cuore. Ogni volta che leggo un libro della Sundas tiro un sospiro di sollievo, perché mi ritrovo moltissimo nei suoi racconti e mi sento meno mamma "cattiva", rivivo ogni volta i momenti cruciali della mia maternità e anche se ora il mio bimbo ha quasi 6 anni non dimenticherò mai i famosi Terrible Two, quel periodo nella crescita in cui i bimbi iniziano a parlare e esprimere i propri pensieri, quel periodo in cui mettono alla prova i propri genitori e tastano il terreno per capire fino a che punto possono spingersi... Periodo che inizia al compiersi dei due anni e chissà quando! Non ė facile crescere un figlio e non è sicuramente facile tornare a casa con un piccolo estraneo che è si parte di te, ma che non hai mai visto prima e che dal nulla sconvolge la tua vita, cambiando le tue abitudini e togliendoti tutte le energie e nello stesso tempo ti riempie di una gioia sconosciuta, ti fa conoscere l'amore più puro e crescendo ti regala le risate più genuine: tutto questo ci ricordano le parole della Sundas, questo e molto di più, perchè la maternità non ė tutta rose e fiori, anche se ci sarà sempre qualcuno che ci racconterà che il proprio figlio ė perfetto e unico, mentre i nostri sembrano piccoli figli del demonio :) Esser mamma è bello, ma Giada Sundas pone l'attenzione sui momenti epici della maternità come i rigurgitini in stile esorcista, la gastroenterite che colpisce tutta la famiglia contemporaneamente, i continui no e gli infiniti perchè, per non parlare dele prime cacche dei nostri pargoli, che sono nemmeno 60 cm e riescono a riempire non solo il pannolino, ma tutto il loro corpicino lasciandoci senza parole: Giada ci racconta le sue esperienze, ma pagina dopo pagina ogni mamma le fa sue, legge e annuisce ricordando, sorride ricordando, si commuove e si sente meno sola, perchè Mamme coraggiose per figli ribelli parla a tutte le mamme e gli dice che nessuno ė perfetto, che ognuno decide liberamente come tirar su il proprio figlio e non c'è un modo giusto o sbagliato per farlo e soprattutto non vi sono mai fallimenti, semplicemente bisogna saper accettare che i nostri figli sanno regolarsi, che non importa se qualche volta non mangiano o vanno a dormire alle undici di sera. Giada Sundas dice a tutte le mamme di esser coraggiose, non dice loro siate forti, bensì abbiate il coraggio di arrendervi, di accettare che esser mamma è anche fallire e scendere a compromessi, non è un male essere imperfetti, quello che conta davvero è esser felici e in armonia con i propri figli. Mamme coraggiose per figli ribelli si legge in brevissimo tempo, lo stile colloquiale della Sundas fa sentire il lettore tra amici, il modo in cui descrive le sue esperienze é coinvolgente, pagina dopo pagina ci si sente come avvolte dall'abbraccio virtuale di Giada che ci sussurra "siamo mamme, non siamo robot o super eroine, siamo imperfette e siamo splendide così'. Non ringrazierò mai abbastanza Giada Sundas per i suoi libri, sono una boccata d'aria fresca, la consapevolezza che comunque vada sto facendo del mio meglio e che esser mamma è una splendida e divertente avventura che ci rende ricchi giorno per giorno. Non posso che consigliarvi caldamente questo libro e lo consiglio ancora una volta a tutti voi, anche se siete papà, nonni, zie o semplicemente lettori che amano leggere e ridere a crepapelle!
Mamme (e non solo), se volete farvi qualche bella risata Giada Sundas è l'autrice perfetta. Dopo il suo primo romanzo ("Le mamme ribelli non hanno paura") Giada ci riporta nella propria vita familiare: Mya è una bambina di tre anni, vivace e con un bel caratterino, che non ha paura a esprimersi e a far capire cosa le piace e cosa, assolutamente, non è di suo gradimento. L'autrice ci racconta cos'è successo da quando l'avevamo lasciata tra pannolini e svezzamento. E' sopravvissuta alla sua nuova vita da mamma ma conferma l'opinione di molte donne secondo cui l'età più difficile dei pargoli sono i terribili 2 anni. Un'epoca di capricci, di NO e di malcontenti che si manifestano in pianti strazianti. Da mamma di un bimbo di 1 anno mi sono ritrovata tantissimo in alcuni capitoli e in alcuni pensieri di Giada. Il concetto di vacanza con bambini al seguito è profondamente diverso da quello di una volta: è uno spostamento dell'80% del contenuto della casa con la speranza che il piccolo viaggiatore si ambienti presto ad ambienti e orari nuovi senza far uscire di senno l'intera famiglia. Anche in questo secondo libro Giada riesce a raccontare, con ironia, gioie e dolori di una neomamma. Giornate tutte uguali che si susseguono lentamente ma che rappresentano una gioia immensa e che fanno si che si possa dire: "Si, ne è valsa la pena". Un romanzo che si legge velocissimo (in formato elettronico io sono riuscita a terminarlo in due sole sere) e che regala qualche ora di evasione e di allegria. Grazie Giada per raccontare con sincerità quello che tutte noi mamme pensiamo ma, spesso non osiamo dire!!!!!
Ho apprezzato il primo romanzo di questa scrittrice mentre questo l'ho trovato più lento e noioso. L'ironia mi è sembrata forzata e poco convincente, una rincorsa inutile verso una sana risata che dovrebbe sorgere spontanea.