L’amore migliora la vita è una storia sulla necessità di comprendere se stessi e le persone che più dovremmo amare; è un romanzo che racconta le miserie quotidiane che ognuno vive, subisce o fa subire. Due coppie di genitori si trovano per discutere di un problema che riguarda i propri figli maschi appena divenuti maggiorenni. All’inizio i quattro sembrano essere molto civili e dimostrano di avere a cuore solo il bene dei propri ragazzi ma, quando si tratta di discutere della loro omosessualità e della loro volontà di vivere apertamente il loro amore, le cose si complicano. Madri e padri mettono in luce tutta la loro fragilità morale, diventano violenti, paurosi, meschini, facendo emergere anche le loro difficoltà di coppia e le loro frustrazioni. Non importa quale sia la loro provenienza sociale o la loro estrazione culturale; sono tutti inadeguati a mettere mano seriamente al proprio ruolo genitoriale. Ma se gli adulti si comportano male, anche i giovani non sono da meno. Mentre i genitori sono a cena, i due ragazzi vivono una situazione nella quale l’aggressività verbale diventa violenza fisica. Come contraltare della comicità che ridicolizza i genitori, la storia dei due giovani è carica d’azione e di pericolo. Un banale diverbio su un campo sportivo si trasforma rapidamente in un’azione violenta che ha come sfondo l’omofobia e riporterà le famiglie a riconsiderare ogni aspetto della loro vita.
Non pensavo che avrei mai dato 1 stella ad un libro ma purtroppo così è stato... Pensavo che avremmo visto come due famiglie affrontano la scoperta dell'omosessualità dei figli e che il libro avrebbe lanciato un messaggio positivo, invece è solamente la descrizione delle dinamiche assurde e a volte malate dei genitori dei protagonisti. I dialoghi a volte sono davvero assurdi e il libro non insegna nulla né tantomeno porta un modello a cui fare riferimento, anzi, ci presenta solamente dei personaggi che non hanno una morale né tantomeno uno spessore. E la storia a tematica LGBT viene messa in secondo piano diventando banale, piatta e inutile per chi come me si aspettava una storia di accettazione, famiglia e amore. Assolutamente non consigliato.
Banale, comprato perché pensavo si riferisse più alla questione LGBT+: invece, i due ragazzi gay sono anche ben costruiti ma un episodio che li riguarda nel libro è scontato, trito e ritrito e anche prevedibile. La vera pecca è che i ragazzi sono marginali: i veri protagonisti del romanzo sono i quattro genitori eterosessuali, sui quali si focalizza la maggior parte della narrazione, e se si poteva pensare che questo fosse un espediente interessante per raccontare la reazione del coming out, così non è. L'omosessualità dei due figli è solo brevemente accennata, il resto del libro si consuma attorno alle psicologie labili e a tratti odiose dei quattro, e del topic - usato a questo punto solo per vendere - poco si sa e poco si vede.
L'ho mollato dopo 70 pagine,già le recensioni non mi convincevano troppo, in più leggendo ho trovato le stesse pecche di cui molti si lamentano. La storia tra i ragazzi è marginale ed è un espediente per girare attorno ai veri protagonisti del libro ossia i genitori. Il libro è narrato in prima persona, stile che non apprezzo troppo, soprattutto con i punti di vista dei quattro genitori. In 70 pagine non si accenna una singola volta alla tematica LGBT ma ai problemi dei genitori (che sono parecchi). All'ennesimo capitolo ,che non racconta nulla di effettivo della storia ma solo un episodio irrilevante della vita di uno dei genitori, ho deciso di mollare il libro.
Ho trovato questo libro e leggendo la trama mi ha incuriosita, prima di tutto perché due dei protagonisti principali sono gay e poi anche perché oltre a vedere il punto di vista dei ragazzi, si vede molto bene il punto di vista dei quattro genitori dei due ragazzi in questione. Secondo la mia opinione il libro si concentra troppo sui genitori e sui loro scheletri negli armadi piuttosto che concentrarsi sul vero motivo del loro incontro: ovvero i loro figli e la loro relazione poiché non vengono ammessi alla prova di maturità. In generale il romanzo è ben scritto e la lettura è scorrevole anche se in alcuni punti l'ho trovato un po' pesante. Il finale in particolare non mi ha per niente soddisfatta, mi aspettavo che i due ragazzi fossero più presenti nel racconto e ovviamente speravo in un finale molto più positivo e appassionante.
Ho sentito molto parlare di questo libro, inoltre tratta un argomento per me davvero importante e di cui penso si parli ancora troppo poco e quando mi è stata offerta la possibilità di leggere L'amore migliora la vita ho accettato ben felice di poter scoprire un altro autore italiano. Devo ammettere che la lettura non è stata facile, perché non sono abituata allo stile narrativo di Longoni, che con brevi capitoli racconta le vite di quattro genitori e dei loro due figli, piccoli capitoli dedicati prima ai singoli personaggi, che Longoni ci presenta mostrandoceli nel loro micromondo: Silvia giornalista di moda affermata, il marito Franco un violinista supponente e saccente, Marco imprenditore convinto di poter risolvere tutto con i soldi e sua moglie Anna, una donna un po' stralunata, che passa il tempo tra massaggi zen e la famiglia... Vi sono alcuni capitoli dedicati anche a Matteo, figlio di SIlvia e Franco, e a Edo, figlio di Anna e Marco: sono loro il perno su cui ruota tutta la storia, ma i capitoli che li riguardano sono pochi, mostrano pochissimo delle loro personalità... Edo è più tranquillo, posato, è più consapevole della sua sessualità, la vive senza farsi coinvolgere dalla stupidità umana che spesso giudica sbagliato, anormale, sporco essere gay, Matteo invece è insofferente, arrabbiato e non sopporta l'atteggiamento di un loro compagno di squadra, le battutite. Longoni descrive con cura il modo di pensare dei genitori di Matteo e Edo, non si limita a darne una descrizione caratteriale, si sofferma molto anche sull'ambiente in cui lavorano e sulle loro case, mostrando la differenza tra Silvia e Franco, due genitori con una certa cultura, ma meno ricchi rispetto a Marco e Anna, più sempliciotti, per nulla intellettuali eppure davanti a ciò che sta coinvolgendo i propri figli diventano uguali, hanno le stesse paure anche se le affrontano in maniera diversa. La storia si svolge in un arco temporale brevissimo, poche ore in cui accadono tantissime cose e dove alla fine non si conclude molto, i genitori dei ragazzi non riescono a trovare una soluzione per i problemi scolastici dei loro figli, ma si mettono a nudo, scoprono quanto poco sanno dei propri figli, si rendono conto dei loro sbagli, di come non siano stati capaci di instaurare un rapporto tale con Matteo e Edo da far si che si confidassero con loro, ma nonostante ciò riescono solo a peggiorare le cose. Sinceramente mi aspettavo che l'argomento sull'omofobia venisse trattato in maniera diversa e approfondita, ma nello stesso tempo il modo in cui Longoni racconta di queste due famiglie mi ha colpita profondamente, in fondo mostra i sentimenti contrastanti che si affollano nei cuori dei 4 genitori, le loro paure, i dubbi, il bisogno di trovare una spiegazione a tutti i costi. La parte riguardante Edo e Matteo è molto frettolosa, ma sicuramente molto più intensa e quello che accade con il loro compagno di squadra Sergio da da pensare e fa riflettere su come al giorno d'oggi non si sia liberi di esser se stessi. Longoni ha messo a nudo i protagonisti, ha focalizzato l'attenzione sui quattro genitori e ne ha mostrato non solo le debolezze, ma anche i peggior difetti: Franco è un uomo cinico, un presuntuoso, un saccente che si crede di esser migliore di tutti, ma in realtà è solo un uomo semplice e ciò che fa quando si ritrova da solo con la madre di Anna va semplicemente a dimostrare una volta di più il suo esser cinico e presuntuoso, mentre Anna è una debole, che si lascia manipolare e che non riesce a far sentire la sua voce... Silvia e Marco sono diversi, ma nello stesso tempo molto simili, sanno esser forti, ma sanno anche piangere senza vergogna e hanno bisogno di più amore nella propria vita. L'amore migliora una vita non è una lettura semplice, è uno di quei libri che scandaglia l'animo umano, lo sviscera e lo mette in mostra al lettore, che si ritrova ad affrontare un tema reale e attuale, ci parla dell'ipocrisia umana, di come basti un nulla per veder crollare il proprio mondo e soprattutto pone l'attenzione del lettore sull'ignoranza e la violenza delle persone. Un libro che arriva al cuore, una storia breve, perfetto sicuramente per diventare una rappresentazione teatrale, una storia forse non per tutti, ma che merita sicuramente di esser letto, ma fatelo con calma, prendendovi tutto il tempo necessario, perché Longoni ha uno stile diretto, non gira intorno alle cose, dice tutto come sta senza filtri e senza indorare la pillola, dicendo tutta la cruda verità.