"Buon amore e buona morte, non c'è miglior sorte". Di questo antico detto popolare di Todos Santos, piccola cittadina ad alta vocazione turistica e basso reddito pro capite nello stato messicano della Baja California Sur, il diciassettenne Alejandro Aguilar Zamudio ha già scoperto la parte iniziale, grazie a una passione travolgente e complicata che l'ha costretto a crescere anticipatamente e a cercare una nuova fonte di reddito sicuro. Per tale ragione, ha chiesto un lavoro a Nestor Moyes, proprietario terriero conosciuto come Dos Ocho, Due Otto, soprannome attribuitogli durante la burrascosa gioventù. In città, pur parlandone solo di nascosto nelle case, tutti sanno che lui e l'allevatore Rogelio "el Gordito" Orellana, già contrabbandiere di carne di maiale verso San Diego, negli Stati Uniti, fanno soldi facili da parecchio tempo. Così, Alejandro si troverà una sera ad accompagnare il Gordito durante un trasporto al suo allevamento, incurante dei rischi che dovrà affrontare. Dall'alto dei suoi diciassette anni, crede di essere pronto a tutto, per amore. Tuttavia, il ragazzo ignora che a Todos Santos nessuno è mai chi sembra. Ogni persona si nasconde dietro una maschera, come gli amici d'infanzia Nestor, Rogelio e Agnes, madre di Alejandro, ora divisi da segreti che li hanno separati per sempre. Tra violenza, sotterfugi, inaspettate scoperte e visionarie tradizioni, Alejandro finirà invischiato nelle conseguenze di una rapina al Tijuana Express, il convoglio di automezzi che trasporta migranti e cocaina da Todos Santos a Tijuana, al confine con gli USA. Per uscirne vivo, sarà obbligato ad affrontare non solo la verità sulla sua nascita, ma anche lo strascico di morte lasciato dietro di sé dai Santi, il Cartello di narcotrafficanti che domina parte della Baja Sur, in precario equilibrio, sempre sotto minaccia dei gruppi rivali di Sinaloa e Tijuana. Durante il pericoloso viaggio alla scoperta della realtà criminale di Todos Santos, Alejandro si sentirà combattuto nella scelta tra ciò che rischia di perdere e quanto ha occasione di guadagnare. Non avrà altra possibilità che prendere decisioni e fare errori, ogni giorno, su consiglio di Nestor, per non affogare nel torbido che li circonda. Eppure, quali siano gli occhi che la guardano, Todos Santos pare avere un unico destino, immutabile, caratterizzato da soli tre narcotici, sesso e uomini ambiziosi. Ambiziosi proprio come i Santi e Alejandro.
Oggi andiamo sul sicuro, recensendo l’ultimo romanzo di uno degli autori indipendenti che maggiormente abbiamo avuto modo di apprezzare in questi anni, Gianluca Turconi, autore della Saga sciece fantasy degli Dei del Pozzo e del thriller Protocollo Autora.
Tijuana Express è un thriller avvincente, capace di confermare appieno le nostre pur elevate aspettative. Sulla prosa dell’autore non perderemo molto tempo in quanto si mostra come sempre fluida e piacevole, lasciando scorrere le 400 pagine che compongono questo corposo romanzo senza quasi accorgersene. In questo caso si può dire che lo sforzo maggiore per il Turconi sia sicuramente stato in fase di pianificazione dell’intreccio costituente la trama. Per nulla semplice e banale, ci vedrà coinvolti in un groviglio di rapporti di forza e sottotrame originali e capaci di coglierci di sorpresa. In questi casi il rischio maggiore è quello di perdere coerenza e incappare in qualche svarione, invece l’autore è abile a mantenere il tutto nei binari della credibilità, nonostante la complessità ricercata e ottenuta. Devo dire di non aver particolarmente apprezzato l’evoluzione di una scena in particolare, trovandola un po’ fuori tracciato diciamo, ma probabilmente si tratta unicamente di gusto personale. Una forzatura che ritengo non darà noia e di certo non rende meno appetibile la narrazione nella sua totalità. Non entro nel particolare in quanto rischierei di rovinarvi qualche sorpresa, per cui eventualmente sarò lieto di approfondire e condividere il mio pensiero con l’autore se lo riterrà utile. Recensione completa su: https://www.scrittorindipendenti.com/...
Quello di Turconi è un romanzo a metà strada tra “Quei Bravi Ragazzi” e “Carlito’s Way”, il tutto trasposto nel mondo del narcotraffico messicano, con la Mafia che diventa il cartello dei narcos di Todos Santos, che tutti gli appassionati del genere non potranno che amare. Un romanzo denso di personaggi veri, forti, dalla caratterizzazione ineceppibile, che popolano un mondo ricostruito con sapiente introspezione. Turconi non cade nella facile trappola dello stereotipo e non racconta una storia fatta solo di violenza e droga, piuttosto parla di uomini e donne apparentemente comuni che invece hanno il potere d'influenzare il destino di molti. Un intrattenimento di qualità sotto molti aspetti, narrativo, formale e anche umano, che non potrà fare a menodi coinvolgervi.
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