Leonard Koznowski, sceriffo della Contea di Kausheenah, ha pochi compiti precisi: sedare le risse, multare chi guida in stato di ebbrezza, non multare chi va a caccia fuori stagione e tenere d'occhio Gus, che quando cade la prima neve invece di spargere il sale sulle strade rinsalda l'amicizia di lunga data con il whiskey. A sconvolgere questa pacifica routine è un duplice omicidio: Klaus Unterhumm, impresario delle pompe funebri, e il suo assistente Kirby Mudge vengono trovati morti dal medico legale. Colpo d'arma da fuoco a distanza ravvicinata. Ma l'arma non si trova e gli indizi sono scarsi e confusi. Nel tentativo di indagare Koznowski si renderà conto che i suoi concittadini non sono quello che sembrano: sono molto peggio. Tra società segrete, incombenti ombre del passato e macabri rituali, ''Esequie'' rende omaggio al genere noir senza rinunciare a vividi lampi di ironia. Titolo originale: ''Residue'' (2015).
Cavoli che bello!!! Quanto mi piacciono i thriller così, non potete neanche immaginarlo. Se vi state chiedendo cosa intendo con "così", continuate a leggere.
Già dall'inizio, mentre leggevo "Esequie" di Jim Knipfel, mi sono subito resa conto che il thriller nel quale mi stavo addentrando non sarebbe stato come tutti gli altri. C'è una dose di humor sottile tra le pagine che mi ha fatto davvero ridere a crepapelle. Okay, è vero che io rido con poco, però è anche vero che l'autore è stato bravissimo a creare situazioni surreali e da mani nei capelli. Come può un poliziotto di una cittadina tranquilla che non ha avuto mai a che fare con nessun problema serio affrontare un caso di duplice omicidio con nessun indizio capace di portare al colpevole? La situazione è critica, ma speriamo che il nostro protagonista riesca a venirne a capo. Nel frattempo incontriamo personaggi davvero bizzarri, che hanno conversazioni a dir poco esilaranti e ci rendiamo conto che il dramma della storia viene fuori pian piano e ci cattura.
Per me è davvero impossibile spiegare quanto mi sia piaciuto questo thriller, posso solo dire alla casa editrice Bompiani che quando traduce queste cose meravigliose la amo particolarmente.
Loved his memoirs. All of them. And his debut in fiction, The Buzzing, I thought was quirky and phenomenal. Ever since that first novel I’ve found the rest of his books borderline poor. They seem to usually revolve around some odd story in reality or from history but then lack substance. They just seem to meander. For instance, this story revolves around an odd murder case in Wisconsin and follows the actions of the county sheriff. And since he’s inexperienced in this sort of thing he doesn’t really know how to investigate it and instead just kind of wanders around and interviews different characters. The reader keeps waiting for the big breakthrough. Will the sheriff demonstrate some particle of genius? No. And sadly that’s how the story ends with nothing much happening. The book got one extra star for having very realistic dialogue. My relatives from Wisconsin really do speak this way.
Fighissimo.. commento poco tecnico ma decisamente emotivo. Un noir godibilissimo, ironico ma al tempo stesso oscuro, con un mistero che sembra sempre rivelare ogni passo qualcosa per poi disattendere le intuizioni e le aspettative, lasciando sempre un dubbio insinuarsi sotto la pelle, con il brivido che scende lungo la schiena quando lentamente quelle che sembrano essere verità emergono e riaffondano, senza sapere se vere lo fossero su serio. Davvero un bel romanzo, coinvolgente e accattivante
"Guardi dentro una finestra e Dio solo sa cosa troverai" Un romanzo poliziesco con tinte noir e tanto humour. Non conoscevo Knipfel e ho apprezzato moltissimo non solo la storia macabra al punto giusto, ma anche lo stile, semplice, ma allo stesso tempo così magnetico da tenere il lettore incollato alla pagina per tutta la durata del romanzo. Ho apprezzato anche come diverse vicende parallele alla narrazione principale siano rimaste senza risposta...non tutto è come appare. Soprattutto in questo romanzo.
*3.75 Letto assolutamente per caso, si tratta di un noir ironico e grottesco, che, nei personaggi bizzarri e nell'atmosfera un po' sospesa, richiama i fratelli Coen. Una piacevole sorpresa!
"Sapeva - in qualche modo lo sapeva e basta - che non c'era nient'altro là fuori, niente oltre a questa vita e a questo mondo, quindi l'unica cosa da fare era vivere al meglio"
This entire review has been hidden because of spoilers.
A solid 3 stars, maybe 3 1/2. The book felt like Fargo (the movie, not the TV show) meets Memories of Murder. I would like to know what Wisconsin crime this was based on, mostly to see how much was embellished and how much was real.
Non ho saputo apprezzare pienamente questo libro, forse a causa della prosa, forse per il momento in cui l’ho letto. La trama in fondo mi è piaciuta, soprattutto per il suo protagonista, lo sceriffo. Ma il finale è stato… Chi lo ha letto/lo leggerà può convenire con me che è un grande BOH.
RECENSIONE DI “ESEQUIE” DI JIM KNIPFEL Un libro aspro, dallo stile asciutto, con un protagonista anomalo e fuori dall’ordinario. Questo è “Esequie”, thriller di Jim Knipfel edito da Bompiani. Leonard Koznowski è sceriffo di una piccola contea del Wisconsin. Le sue giornate lavorative sono scandite da pochi compiti: multare chi guida in stato di ebbrezza; chi va a caccia di cervi fuori stagione; sedare risse e poco più. È un uomo sconfitto, apatico, reduce da un grave incidente che lo ha lasciato zoppicante e suo malgrado costretto a lavorare con dei collaboratori, a partire dal vicesceriffo, inetti e svogliati. Questa routine viene all’improvviso spezzata dal duplice omicidio di Klaus Unterhumm, impresario locale di pompe funebri e del suo giovane collaboratore Kirby Mudge. Per la prima volta nella sua vita, lo sceriffo si trova ad affrontare un caso di omicidio che non solo attirerà l’attenzione della stampa, ma squarcerà anche un velo su una comunità piena di segreti e perversioni dove quasi nessuno è quello che sembra. Indagando, Koznowski scoprirà che l’impresario delle pompe funebri era un uomo abietto ed orribile; odiato da tutti e che forse più di uno aveva interesse a farlo fuori. “Esequie” è un thriller molto particolare. Scritto in uno stile asciutto ed aspro come aspro e rude è il protagonista, ci racconta una piccola realtà piena di segreti dove le apparenze sono spesso ben diverse dalla realtà. Un thriller che non mi ha entusiasmata forse per lo stile troppo rude, disincantato che però, devo riconoscere, rispecchia perfettamente i personaggi della storia. Uomini di legge che della legge sembrano conoscere ben poco. Quasi delle macchiette, uomini falliti e ridicoli che si trovano, loro malgrado, coinvolti in una storia più grande di loro. Ho amato, invece, suo malgrado, il personaggio principale di questa storia, lo sceriffo Koznowski. Un uomo sconfitto, ammaccato nel corpo e forse anche nell’anima; circondato da inetti, si sente incapace di affrontare una situazione che reputa più grande di lui. Ma alla fine, sostenuto anche dalla moglie Le Ann e forte della sua caparbietà, riuscirà a venire a capo di un delitto feroce che affonda le cause in motivazioni assurde. Una lettura non facile ma che vi consiglio se amate le storie crude e senza fronzoli.
In un tranquillo distretto del Wisconsin, dove la tranquillità, la neve, la caccia, la pesca e la quotidianità fanno da padrone, il duplice omicidio di due becchini mette in discussione l'intero corpo di polizia, inadatto e impreparato ad eventi così gravi. Lo sceriffo ed i suoi sottoposti si mettono in moto, ma sin da subito si capisce che gli interrogatori, la raccolta delle prove, l'iter scientifico sono assolutamente raffazzonati e solo un colpo di fortuna potrà condurli al colpevole. La scrittura è davvero interessante perché alterna momenti macabri, crudi e cupi a lampi di ironia e English humor davvero surreale. Ma questo romanzo contiene anche profondi argomenti su cui riflettere: la follia, la brama di denaro, i segreti celati dietro facciate immacolate, l'omerta' ed infine la pedofilia. Un romanzo che denuncia una provincia che cela in sé numerosi lati negativi e che spesso non è capace di reagire. Mi auguro che ci sia un seguito, perché alcune domande rimangono sospese e la scrittura di Knipfel è davvero magnetica.
"Vede, quello che davvero facciamo qui è creare ricordi per chi resta. Quello che speriamo sia un piacevole ultimo istante insieme".
Quando i corpi di Unterhumm e Mudge vengono ritrovati nella casa funeraria della piccola contea di Kausheenah lo sceriffo Len non sa proprio che pesci prendere... Come è possibile che in una piccola contea del Wisconsin si sia verificato un duplice omicidio e che nessuno sappia nulla? Tra lettere minatorie, fanatici religiosi, un misterioso traffico d'organi e un corpo di polizia impreparato a gestire una simile indagine, si delinea un romanzo noir leggero, ironico e scorrevole.
Unico punto a sfavore, a mio parere, il finale che risulta frettoloso e scritto in maniera approssimativa, lascia molte cose in sospeso come se fosse un romanzo incompleto.
The characters in “Residue” were fleshed out extremely well, but I felt the story itself didn’t get as much attention. It was a sorta black comedy like a Coen Brothers film in some ways. There were a couple of loose ends the book didn’t tie up too, like the character fishing who suddenly disappears. It sorta felt that was tagged on and never addressed until later in passing? Kinda felt significant.
Dalla trama pensavo di aver trovato un buon libro.. ma a quanto pare mi sbagliavo! Troppe descrizioni inutili. Zero suspense, indagini fatte con i piedi, finale al quanto discutibile. Purtroppo 1 stella è anche troppo!
Non mi vergogno ad ammetterlo, ma... non ho capito il finale! E nemmeno il senso di alcune sottotrame iniziate e mai concluse. Peccato perchè il punteggio potrebbe essere più alto per quel che mi riguarda: buona scrittura, personaggi e atmosfere descritti bene.
"bè, se tutto l'universo può stare dentro di me così, allora devo essere Dio. Così ho pensato che se sono Dio che diavolo vado a fare in chiesa? Giusto?"
Romanzo giallo dalle tinte noir, Esequie alterna scene di ilarità a indagini serrate di uno sceriffo di provincia alle prese con un caso più grande di lui. In questo senso, alcuni personaggi di contorno (come gli agenti di polizia e alcuni sospettati) sembrano delle macchiette, personas poco sviluppate e messe lì tanto per rappresentare un tipo di società campagnola, retrograda e menefreghista. La trama è comunque godibile, anche se il finale viene lasciato un po' troppo aperto da un colpo di scena nelle ultimissime righe.
[This is a copy of the blurb I wrote for Jim, but it's honest and, I hope, accurate. Jim at his best just ain't like anyone else, and it expands you horizons to read him.]
Here, as always, Jim Knipfel shows himself unique as a writer. Fusing murder and mortuary science in a novel of the humorously macabre, this Badger State native explores a "Wisconsin of the mind" where every commercial establishment sports a gigantic fiberglass mascot, and subplots burble like springs from a hillside. In Sheriff Koznowski, Knipfel creates a straightforward man of the law with more smarts than he can admit to, while surrounded by deputies incapable of the simplest of procedures – like thinking. You'll find yourself saying "yah" and "okeydokey" for at least a week after you've finished tearing through this delightful, engaging paean to the rural absurd.
Without going into a full review, I think that this is probably Jim Knipfel really hitting his stride in terms of his fiction. I have to say that I've liked his other fiction quite a bit, but this one really had the comfortable feel that you get when you read his memoirs or columns. Really great 'Sconnie Gothic stuff here, brings me back to my youth.