Le betulle ci insegnano ad avere radici per restare e foglie per sognare.
Bernadette Laudis vive da sempre con un peso inspiegabile sul cuore, un senso di vuoto che le fa mancare l'aria all'improvviso nonostante l'abbraccio caldo della famiglia, e che cerca di colmare con il suono del suo violoncello. Finché, un giorno, un oggetto stonato rinvenuto sul pavimento di casa rivela una verità affilata, che squarcia il velo di purezza di cui credeva ammantata la sua vita. E il dolore la getta in un crepaccio senza appigli, di quelli che si insidiano nei ghiacciai delle Alpi che fanno da contorno al paesino di Cimacase, dove lei da Milano si è trasferita per amore. Una notte, in cerca di ossigeno fresco, Bernadette si addentra nei boschi, trovando una casa circondata di betulle. Lì vive Giosuè, un pastore solitario, un uomo anziano che si è fatto eremita per proteggere i ricordi. In paese lo chiamano «il re delle betulle»: dicono che i suoi consigli siano un balsamo per le ferite dell'anima; dicono che sappia leggerti dentro, ma che non tutti riescano a trovarlo. Saranno quel luogo e quell'incontro a dare voce al passato di Bernadette, alla storia della sua famiglia e al mistero delle sue origini, liberandola da quell'antico peso sull'anima. Perché ci sono destini che solo gli alberi sono in grado di preservare. Con voce poetica e autentica, Eloisa Donadelli ci regala un esordio che lascia il segno. Una storia di legami che restano scritti dentro, radici che trattengono segreti, dolori non cercati che ci conducono a ritrovare noi stessi in radure luminose.
Bernadette si trova ad un punto di svolta della sua vita e ciò la porta a riflettere su se stessa e su quello che vuole; riflette anche sul suo passato, la sua storia personale che il lettore conosce ben presto e rovina la narrazione della sua evoluzione e il suo scoprire un segreto legato alla famiglia Laudis e ad Agata. Dire chi è Agata vi rovinerebbe la lettura anche se facciamo la sua conoscenza all'inizio della storia e sappiamo subito il suo legame con Bernadette. Il lettore lo sa, e secondo me ciò rovina in parte la lettura del romanzo perché la storia e la ricerca di Bernadette non spinge a continuare a girare pagina perché il lettore sa già quello che la donna scoprirà durante la sua ricerca. Certo, l'importante non è la meta ma il viaggio, è curioso vedere il come, ma personalmente non mi ha preso troppo e anzi mi sentivo un po' frustrata perché man mano che le pagine scorrevano io non capivo come tutto si sarebbe ricollegato alla fine. Lo stesso Giosuè è poco misterioso perché grazie alla narrazione del passato sappiamo esattamente chi è il cosiddetto "Re delle betulle" e quindi c'è poco mistero attorno alla sua figura. La protagonsita Bernadette è un personaggio interessante e reale, si comporta come molte donne in una situazione complicata come la sua e si affida a quello che l'ha sempre accompagnata: la musica del suo violoncello. Una parte importante, poetica, ma la poesia della narrazione in certi punti per me è esagerata e rovina la narrazione, soprattutto in quelle parti dove ci vorrebbe meno poesia e più concretezza. Non mi ha preso particolarmente e, come dicevo prima, la struttura della storia, intrigante sulla carta, nella pratica a mio parere non è stata ben sfruttata e non spinge particolarmente a proseguire la lettura.
Una storia fuori dagli schemi, delicata e importante. E' arrivata nel mio momento più difficile portandomi consapevolezze e speranza. Il candore, la purezza della montagna, della semplicità e della natura, antica e saggia. Proprio perchè giunta in questo momento di maggior fragilità e nervosismo, sia interiormente che esteriormente, ho fatto un poco fatica...è necessario leggere questo libro con la mente sgombra dai pensieri e con attenzione, altrimenti risulta ostico e difficile. Mi è dispiaciuto che Agata abbia avuto poco respiro. Credo sia il personaggio che mi rispecchia più di tutti, con questo animo perpetuamente in tempesta e la segreta esigenza di respirare novità, di abbracciare lentezza e frenesia. Conosce le sue radici ma non riesce a comprenderle fino in fondo, fino a che non arriva la fine. Ringrazio Eloisa per le sue parole, che mi hanno accompagnata in queste giornate di stress e rabbia. Che spero di acquietare prima possibile, disintossicandomi. Ci voleva. Ci voleva una storia come questa. Ci voleva l'aria pulita di montagna, assaggiando il sapore della lentezza e dell'introspezione.
Recensione di Esmeralda – Le voci delle betulle di Eloisa Donadelli, pubblicato da Sperling & Kupfer il 5 giugno.
Ho aspettato il momento giusto per immergermi nella lettura di questo romanzo e l’ho divorato in una giornata, mi sono innamorata della penna delicata e poetica di Eloisa e Le voci delle betulle resterà a lungo impresso nel mio cuore.
Una storia profonda, fatta di vita vera, di addii, di rinunce, di tradimenti, di rinascita e di seconde possibilità che la vita decide di donarti quando sembra che tutto stia andando a rotoli.
Protagonista è Bernadette, una giovane donna che nella vita ha deciso di accontentarsi non seguendo le proprie passioni. Facciamo la sua conoscenza come madre orgogliosa e innamorata della figlia Malvina, con una stupenda madre, Josephine, che la segue passo passo e le dona tanta serenità e amore e un marito assente, Edoardo, che incarna tutto ciò che di egoista può albergare in un uomo.
Bernadette non può ritenersi soddisfatta della propria vita, nonostante l’amore che i suoi genitori le hanno donato e la dolce figlioletta che adora, sente che le manca qualcosa, qualcosa che viene dal suo passato, qualcosa che custodiscono le betulle e che solo una volta venuto alla luce potrà permetterle di rinascere a nuova vita.
Seguiremo le vicende che la coinvolgono e scopriremo i segreti celati prima di lei grazie ai continui rimandi al passato. Attraverso i suoi ricordi rivivremo quel primo amore totalizzante per Bastiano, un amore sbocciato in una notte milanese che sembrava destinato a durare per sempre, ma che il destino avverso ha fatto affievolire e poi dissolversi nel vento come una bolla di sapone. Gli attimi vissuti con Bastiano sono sicuramente quelli in cui Bernadette si è sentita più viva, quelli in cui è potuta essere realmente se stessa, una ragazza dolce, spensierata, un’artista che comunicava con il mondo attraverso il suo violoncello. Ma si sa la vita può essere crudele e distruggere tutto ciò che di bello si ha tra le mani e così Bernadette e Bastiano sono costretti dalle circostanze a dirsi addio, lui impegnato a seguire i propri sogni e lei intrappolata nella sua amara realtà.
Bernadette cerca di andare avanti con la propria vita e proprio in questo momento incontra Edoardo, l’uomo che diverrà suo marito, un uomo che credeva ben differente da ciò che emerge all’inizio del libro: un vile traditore seriale. I campanelli di allarme c’erano tutti e forse lei li ha semplicemente ignorati per anni, certamente non aveva sposato l’uomo giusto per lei, capace solo di sminuire le sue passioni e di relegare la sua arte a un hobby e lei a una donna noiosa che non dovrebbe esprimere pareri personali non essendo abbastanza colta e informata per farlo. La scoperta dell’ultimo tradimento, sbandierato, le farà aprire gli occhi e le farà cogliere l’occasione per ridare ossigeno alla propria vita. Sarà proprio il dolore a portarla ad avventurarsi nel bosco a suonare in una notte fredda e le farà incontrare Giosuè, il re delle betulle. Un incontro voluto dal destino che darà modo a entrambi di aprirsi e mostrare le proprie anime fatte di luce.
Mi sono innamorata della penna di Eloise, ha un modo di descrivere la natura che ti fa sentire avvolta da un caldo abbraccio e mi sono ritrovata ad avere voglia di partire e cercare questa casa di sasso protetta dalle betulle. La cercherei in capo al mondo per poterne assaporare la serenità e la pace che emergono dalla narrazione, oltre al senso di protezione, calore e vita che emanano. In Le voci delle betulle si respira magia ed è impossibile non rimanere coinvolti e affascinati da questo racconto che coniuga fatti di vita reale, difficili da affrontare alla quiete della natura che è in grado di lenire tutte le tue ferite e di trovare una risposta a tutte le tue preoccupazioni. Non posso fare altro se non consigliarvi di leggere questo splendido esempio di narrativa.
« Credo che sia propria la scoperta il motore di questo romanzo che poggia su una storia semplice e lineare, in grado di rivelarsi per quello che essenzialmente è senza ricorrere a particolari colpi di scena. È vita quella raccontata da Eloisa. Ed immedesimarsi nella sua protagonista o nella sua storia sarà inevitabile. L'esordiente voce di Eloisa Donadelli, infatti, cattura il lettore fin dalle sue prime righe, approcciandosi ad una quotidianità così vera - quasi tangibile - come quella raccontata in Le voci delle betulle con tatto e sensibilità, conducendo il lettore verso un abbraccio poetico in grado di affascinare anche il lettore più romanticamente recalcitrante, come è la sottoscritta. »
Tra le betulle c'è una casetta, nascosta nel bosco,lontano dalla civiltà. Da quel posto incantato Agata decide di andarsene, le sta stretto. Incontra la vita che, a volte, può fare male e spesso tende tranelli. Dal male può sempre nascere qualcosa di meraviglioso. Una ricca trama e l'immersione in un mondo fatato, là dove l'uomo e la natura si incontrano, fanno di questo romanzo un dono che ci possiamo fare per coccolarci l'anima.
Un libro molto molto particolare. All’inizio ho faticato a comprendere la connessione fra due storie all’apparenza diverse, che si alternano capitolo dopo capitolo. Tuttavia, la meravigliosa ambientazione montana, i riferimenti alla musica e alla natura, mi hanno totalmente rapita. È una lettura piacevole e scorrevole.
Non ho ancora capito come faccia un libro a chiamarmi, quale canto intoni per invitarmi, ma quando lo fa è magia, perché la maggior parte delle volte quella storia apre qualche cassetto dei ricordi. Le voci delle Betulle è un romanzo profondo e struggente che racconta donne di diverse generazioni, intrappolate nelle loro mancanze. Attraverso le emozioni della protagonista, riusciamo a percepire quel vuoto emotivo che toglie l'aria nei momenti più difficili, quando anche il carattere più forte depone le armi per farsi scuotere dal senso di sconfitta. Bernadette sta affrontando un momento molto delicato della sua vita, si trova in precario equilibrio tra la donna guerriera e la moglie disincantata che non riesce a decidere che direzione prendere. Saranno gli eventi a indicarle la via, perchè il richiamo delle sue origini sarà inspiegabilmente forte e irresistibile. Il bosco la chiama e lei non riesce a capirne il motivo. C'è un luogo struggente che nonostante l'inquietudine la fa sentire quasi a casa, la radura dove comincia a rifugiarsi quando sopraggiunge l'attacco di panico. Lì, nel silenzio che lascia spazio al canto del vento tra le foglie, conosce un uomo anziano che sembra guardare dentro le persone e percepire le loro vibrazioni stonate. Bernadette tornerà tra le betulle ogni volta che ne sentirà la necessità, riuscendo a rimettere al suo posto ogni tessera del puzzle in cui la sua vita si è frammentata. Priva di punti di riferimento, e delusa dal corso che ha preso il suo presente, è consapevole di essere l'unica artefice della propria situazione, perchè non ha mai avuto il coraggio di affrontare i problemi di petto, lasciando che fosse il tempo ad aggiustare le cose. Sarà ascoltando le betulle e conoscendo i lati insondabili del carattere del vecchio della motagna che Bernadette farà chiarezza non solo nel suo presente, ma anche in quel passato che non ha mai veramente sentito suo. Le voci delle Betulle ci ricorda l'importanza delle famiglia, degli affetti che vivono attraverso il ricordo, della forza interiore che muove ognuno di noi, quell'innato istinto a rialzarci quando la vita ci fa lo sgambetto.
Un romanzo sulla forza delle donne, su come nonostante tutto, troviamo la nostra direzione, magari piegate dai venti impetuosi della vita, ma ben ancorate grazie alle nostre radici.
Bernadette è una donna mite che ama la musica e la compagnia gioiosa della figlia però, non ha più lo stesso trasporto che aveva all’inizio con il marito e infatti, Edoardo si è reinventato una vita parallela e più movimentata ma, escludendola.
Come può fare una donna come lei, cresciuta nell’amore dei genitori, affrontare degnamente un momento così doloroso?
Tra alti e bassi, troverà abbastanza aria pulita che le permetterà in qualche modo di voltare pagina, scoprendosi più forte e combattiva che mai.
Le voci delle betulle, inizialmente mi faceva paura.
Non ho grande affinità con le storie fatte di donne tradite e lasciate sole ma, per quanto Bernadette non sia “la mia donna ideale”, ho apprezzato moltissimo come viene fatta vivere tra queste pagine. Le sue azioni ed i suoi pensieri sono giusti in quel contesto, non sono troppo tristi o troppo pazzi.