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Le jour où je me suis aimé pour de vrai

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Maryse est une femme belle, intelligente et affreusement narcissique. Elle est aussi la mère de Charlot, fils singulier, qui l’émerveille et l’exaspère à la fois. C’est que Charlot, tel le Petit Prince, la confronte à des questions philosophiques désarmantes de vérité. Animé d’une humanité à fleur de peau, Charlot fait valser les certitudes de sa mère et de beaucoup d’autres. Il va prouver qu’en cessant de se regarder le nombril, on peut accéder au vrai bonheur et apprendre à s’aimer pour de vrai.

Unknown Binding

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Serge Marquis

25 books11 followers

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11 (1%)
Displaying 1 - 30 of 52 reviews
Profile Image for Cosmina.
104 reviews29 followers
January 31, 2021
"Trebuie doar sa sti ca esti tot timpul capabil sa iubesti. Si sa iti aduci aminte mereu de lucrul acesta!"
Foarte faina cartea, o lectie de viata care merita citita!.
Profile Image for Cornelia ☪️.
8 reviews26 followers
December 4, 2022
O carte despre viață . Despre cum putem scăpa de ego . Din această carte am înțeles faptul că nu trebuie sa ne pese ce cred alții despre noi și nu trebuie să demonstrăm nimănui nimic . Nu suntem într-o competiție cu alții ci cu noi înșine . Adică trebuie sa lupți să fii cea mai buna versiune a ta .
"Cea mai gravă problema a existenței omenești nu este că murim ,ci că nu învățăm să trăim".
Profile Image for ReginLaRadiosa.
505 reviews24 followers
January 22, 2018
Questo libro raccoglie alcune delle domande che mi ha fatto Charlot quando la vita gli ha inflitto le prime ferite. Quelle ferite di cui non si riesce a capire il senso anche volendone cercare uno a tutti i costi. Crediamo di non poter vivere senza spiegazioni, senza una ragione, senza che ci sia un motivo per ogni cosa. Ignoriamo che dovremo per forza imparare a vivere con certe ferite che non hanno né ragioni né motivi.

Maryse è una dottoressa molto temuta e rispettata nel suo campo, il suo obbiettivo nella vita è quello di distruggere il cancro non per salvare la vita dei suoi giovani pazienti ma per essere ‘colei che l’ha sconfitto‘, per poter essere ammirata e premiata.
Maryse è la voce narrante e il personaggio fulcro della storia perché proprio lei rappresenta il tanto temuto ego che si impossessa della nostra vita e ci impedisce di viverla al meglio.

Ero diventata insomma il ritratto della modernità: un pallone gonfiato con un signor ombelico al posto del cuore. La profondità richiede lentezza. Io non avevo tempo da perdere con quello che richiedeva tempo, prima che la tristezza di Charlot mi bloccasse in pieno volo. Quando si ha l’impressione di sapere tutto, l’ignoranza innervosisce. E anche il mistero.
[…] In un mondo che privilegia la superficie delle cose e crede di trovare la verità nelle parole di un uomo d’affari, un giornalista o un attore, si fa presto a smettere di farsi domande. I miei toni non ammettevano repliche.
[..] Dentro di me c’era una politica abile, subdola, capace di individuare chi dovevo blandire per ottenere quello che volevo al momento opportuno.


Dopo un’avventura impetuosa e passionale con un clown, Jerome, Maryse ha visto tutti i suoi sogni di grandezza interrompersi bruscamente di fronte alla nascita di suo figlio Charlot, che fin da piccolo dimostra intelligenza e perspicacia sopra la media.

Se già la presenza di Charlot nella sua vita, nel bene e nel male, non l’avesse sconvolta abbastanza, tutto viene messo in discussione quando il figlio di nove anni le pone una domanda all’apparenza tanto semplice quanto profonda: “Mamma, che cos’è l’ego?”

Charlot ha sentito la parola “ego” a scuola durante una discussione tra due insegnanti e capisce che è qualcosa di importante; nessuno gli sa spiegare cosa sia e questo lo ostina a insistere per trovare una risposta.

Quando finalmente ho messo a fuoco che ero incapace di rispondere in maniera corretta a un bambino di nove anni, le mie certezze sono crollate. La grande Maryse du Bonheur ha iniziato a riempirsi di crepe.

In occasione del blog tour dedicato al romanzo, ecco un piccolo focus su Marie-Lou:

Dalla ricerca dell’ego, Charlot intraprende una ricerca costante, profonda e tortuosa per disegnare, creare, visualizzare l’ego. Accanto a lui si accostano Hadid e Marie-Lou che, a dieci anni, comprendono il suo bisogno di conoscenza e formano un trio intelligente e fuori dal comune.

È qui che entra in gioco l’importante personaggio di cui vi parlo oggi: Marie-Lou è diventata sorda per colpa della meningite, è stata operata alle orecchie ma dopo diverso tempo non riesce ancora a parlare, come se avesse qualcosa incastrato in gola che le impedisce di dare voce alle sue parole.

Lei e Charlot diventano ben presto inseparabili e decidono di dedicare ogni giorno della loro vita alla ricerca ossessiva di disegnare Egoman, un supereroe che si impossessa delle persone e impedisce loro di essere “presenti“.

Marie-Lou era una piccola ombra che tremava quando le si rivolgeva la parola o si chiudeva in sé stessa al minimo cenno di contatto.

La crescita di Marie-Lou come personaggio va a braccetto con la sua crescita all’interno della storia: pagina dopo pagina, Marie-Lou diventa la spalla di Charlot, un’amica, un’amante, un supporto e uno scudo; è il pezzo del puzzle che completa Charlot.

La sua presenza è fondamentale per la crescita di Maryse, di Charlot e del lettore stesso.
Marie-Lou trasmette la forza di rivalsa, la crescita personale, la compassione, la tenerezza e la gioia di vivere. È un personaggio pieno di colori e privo di ombre, un personaggio a cui ci si affeziona subito e in cui è facile immedesimarsi.

Marie-Lou, per me, simboleggia un’importante vittoria contro l’ego.

“Oggi so cosa vuol dire l’espressione: ‘Volersi bene’. È quando non c’è più un ‘io’ alle prese con certi tormenti, il disprezzo, la paura di scomparire o di essere dimenticati. […] Ora so che il giorno in cui ho cominciato a volermi bene non c’era più nessun ‘io’, ma soltanto una presenza benevola.”



“Il giorno in cui ho imparato a volermi bene” è un romanzo attraverso il quale Serge Marquis ha voluto far luce su una questione reale e importante: l’ego.

Questo meraviglioso romanzo è un manifesto, un’analisi approfondita, delicata e amorevole di un sentimento che ci impedisce di essere presenti nella vita di tutti i giorni: l’ego ci distoglie da ciò che ci circonda, dai fiori, dal sole, dalla nostra luce interiore, annulla la nostra capacità di amare e taglia ogni connessione con il resto del mondo.

Se tutti noi riuscissimo a sconfiggere Egoman, il mondo sarebbe sicuramente un posto migliore.

Questo romanzo mi ha trasmesso tanto e lo rileggerò più volte per riuscire a cogliere le mille sfaccettature nascoste tra le sue pagine.

“Mentre l’ego si accanisce a confermare la sua durevolezza, immutabilità e perennità, niente dura in eterno su questo pianeta. Ogni forma dotata di vita ha una fine. La quercia, l’ape, la rosa.”
[…] “Le mie sculture spariranno un giorno e se non avessero questa vocazione a sparire non mi sarei nemmeno messo a scolpirle. Nulla permane e, più del cancro, ciò che uccide è l’attaccamento alle cose, a ogni tipo di cosa, alle idee, alle opinioni, e impedisce anche di amare.”
“A cosa servo io, allora?”
“Quando non è Egoman che muove i tuoi passi, tu servi la vita, tutto qui.”
10 reviews
May 29, 2021
Un mix entre un livre de fiction et de développement personnel. Je ne lis jamais de développement personnel, ce genre semble assez insipide mais mêlé à une histoire c'etait très interessant et m'a beaucoup appris.

Je recommande aux personnes interessées par le sujet de l'égo.
Profile Image for MariaElena Manicone.
36 reviews
November 24, 2019
“Il giorno in cui ho imparato a volermi bene, mi sono rifiutato di continuare a vivere nel passato e di preoccuparmi del futuro. Oggi vivi solo il momento presente, quello in cui tutto si compie.”
[Kim MacMillen]

Finalmente! Finalmente sono riuscita a terminare un libro mai amato fin dall’inizio.
Un libro che mi ha portato in un profondo stato di tristezza ed angoscia.
Un libro drammatico, triste, che al di là di qualche bella frase qua e là non mi ha lasciato praticamente nulla tranne angoscia, angoscia e ancora angoscia.
L’ho scelto per il titolo, pensavo ad una bella storia.. e invece alla fine è un libro eccessivamente psicologico e basta.
Tutto il “racconto”, tutta la storia si origina dalla domanda “Mamma cos’è l’ego” fatta da un bambino più maturo della sua età, un bambino (che ho trovato tanto simile al Piccolo Principe, libro che ho detestato) a sua madre.. una madre tanto piena di se che nella sua smania di grandezza ed onnipotenza (è una neurochirurga infantile) non riesce a dare una risposta alle domande del figlio. Non faccio spoiler fermandomi giusto alla domanda che da origine alla storia..
No. Non mi è piaciuto, per niente. È stato uno di quei libri iniziati e portati a termine giusto perché si è iniziato a leggerli.
Non mi ritrovo nelle recensioni positive di molti prima di me. Forse non comprendo il genere di romanzo letto.
Non è un libro affatto semplice, gli argomenti non sono facili da trattare.
Non lo consiglio se si cerca una lettura leggera, perché leggero non lo è affatto.
Profile Image for Alexandra | La sabbia nella clessidra.
134 reviews17 followers
January 10, 2019
Vi dico subito che leggere questo libro non è stata una passaggiata. Le prime pagine non capivo, ma ero attratta dal sapere e così piano piano mi sono immersa nella lettura.
La trama è articolata, affronta argomenti delicati, intimi, tristi e reali. Mi sono resa conto che tutte le lacrime trattenute durante la lettura sono uscite fuori senza chiedere permesso alle ultime pagine.
Solo dopo aver letto la biografia dell'autore, il dottor Serge Marquis ho capito perchè era riuscito a descrivere e far comprendere, dolcmente e tristemente, ciò che ha messo nero su bianco.
I personaggi, che possono essere identificati tranquillamente con il nostro compagno di banco, il vicino di casa o peggio un familiare, ti fanno entrare subito in sintonia con la loro personalità.
Ho amato e allo stesso tempo odiato Maryse, non comprendevo questo suo muro alzato verso i sentimenti più banali, il suo voler essere sempre la numero uno e cosa che più mi faceva ribollire il sangue, la gelosia verso suo figlio.
Recensione completa sul blog: https://lasabbianellaclessidra.blogsp...
Profile Image for Manu Andreea.
88 reviews4 followers
August 6, 2021
O carte ușoară, cu multe povațe despre viață,mai exact despre Ego-ul nostru.
Ori n-am avut starea necesară ori povestea în sine (fiind puțin spre genul - dezvoltare personală) nu m-a făcut neapărat să o pun în topul cărților de neuitat. În sine, romanul este intens, întâmplările triste, însă reflectă realitatea din zilele noastre și asta mi-a plăcut.
Dacă o citești într-un moment potrivit, îți poate deschide ochii mai bine și primești un semnal de alarma ca, sa încerci sa te înțelegi mai bine!
Voi lăsa un pasaj care mi-a plăcut mie foarte mult despre definiția ego-ului din punctul de vedere al scriitorului :
„E o ceapă alcătuită din nenumărate foiţe identitare. Fiecare foiță se adaugă celor de dinainte în funcție de caracterul unic pe care ea i-l conferă unei persoane.”
“Ceapa ţine cu disperare de fiecare foaie a ei, de parcă pierderea uneia singure dintre ele ar antrena dispariţia sa totală. Fiindcă suprimarea unei singure foi este echivalentă, pentru creier, cu moartea. O gravă eroare apărută în cursul evoluţiei.''
Vestea buna e ca noi nu suntem Ego-ul.. Nu asta ne definește✌️
Profile Image for Petcu Mihaela.
57 reviews3 followers
September 1, 2020
" Vom muri pentru că am vrut prea multe sau am vrut prea tare. Vom muri pentru că n - am iubit destul, deși ne - am petrecut toată viața căutând iubirea. Pentru că am vrut mai degrabă să fim iubiți, decât să iubim noi înșine."
Profile Image for Angelina.
149 reviews8 followers
February 28, 2021
I simply loved this book. I finished it and I am not the same anymore! It moved me to tears but it also taught me a great deal and gave me points to ponder!
Profile Image for Audrey Light And Smell.
944 reviews20 followers
June 8, 2018
Chronique sur https://lightandsmell.wordpress.com/2...


Je connaissais Serge Marquis, spécialiste de la santé mentale au travail, à travers son ouvrage On est foutu, on pense trop ! dont j’avais eu un avis mitigé. Curieuse de découvrir un autre de ses livres, j’ai néanmoins accepté avec plaisir la proposition d’Aurore de recevoir Le jour où je me suis aimé pour de vrai. Et je peux d’ores et déjà vous dire que je suis contente de l’avoir fait.

L’histoire et les personnages…

J’ai, en effet, été séduite par l’idée du Docteur Marquis de nous parler de l’ego et de ses différentes facettes sous la forme d’un roman mettant en scène, entre autres, Maryse. Neuropédiatre spécialisée dans le traitement du cancer, cette femme belle et intelligente possède, en plus de son expertise médicale, un ego démesuré l’empêchant d’être vraiment à l’écoute de ses patients, et pire, de son fils Charlot. Cherchant à tout prix à être la meilleure et à briller de mille feux, elle se trouve néanmoins désarçonnée voire en colère devant les questions philosophiques de ce dernier. Âgé seulement de 9 ans, il s’interroge déjà sur ce qu’est l’ego…

La narration sous forme de roman est, pour moi, le gros point fort de ce livre puisqu’elle m’a permis de m’immerger rapidement et totalement dans l’histoire. Je n’ai ainsi pas eu le sentiment de lire un cours sur l’ego, ce qui honnêtement aurait pu m’ennuyer, mais plutôt de lire un récit dans lequel l’ego est un personnage à part entière. D’ailleurs, c’en est bien un puisqu’il est même nommé Egoman par Charlot. Et cet Egoman, qui n’existe pas vraiment, mais qui est pourtant de partout, constitue une source de souffrance partagée par tous les hommes. C’est d’ailleurs surprenant de voir comme un concept qui divise les hommes peut se targuer d’universalité…

Comme dans un roman classique, certains personnages sont plus attachants que d’autres à moins que ce ne soit ici que l’expression de mon ego qui a réussi à s’identifier plus facilement à certaines personnalités… Quoi qu’il en soit, Maryse s’est révélée à maintes reprises agaçante par sa propension à tout ramener à elle, à son intelligence, à son besoin d’être la meilleure, à son « moi, moi, moi » permanent… Elle a même réussi à me choquer par son égocentrisme notamment lors de l’annonce de la maladie de son fils. Alors que toute son attention aurait dû être dirigée sur Charlot afin de l’aider à accueillir la nouvelle, elle ne peut s’empêcher de penser à sa carrière et à l’éventuel frein que la maladie de son fils pourrait constituer. Néanmoins, Maryse, bien que ce soit de manière assez lente, évolue au gré des questions de Charlot, de ses conversations avec son ami psychiatre Georges et des épreuves de la vie. De personne autocentrée, elle s’ouvre progressivement à son fils, puis aux autres. Alors bien sûr, son ego n’est jamais loin, mais on ne peut qu’apprécier ses efforts et tout le chemin parcouru entre la femme du début et celle de la fin.

Mais, c’est à un personnage secondaire que je me suis le plus attachée : Georges, l’ami psychiatre de Maryse. J’attendais d’ailleurs avec impatience ses interventions puisque l’auteur lui donne régulièrement la parole. Je l’ai trouvé extrêmement touchant d’autant que c’est pour moi, le personnage le plus « réaliste ». Bien que psychiatre, il ne prétend pas avoir toutes les réponses et fait de son mieux pour être dans la Présence afin d’aider au mieux ses patients. Il conseille également Maryse tout en l’encourageant à trouver ses propres réponses à ses questions… Mais comme le cordonnier est souvent le plus mal chaussé, Georges a aussi ses failles notamment au niveau de sa relation avec cette femme qu’il admire et aime tant. C’est donc au contact de Charlot et de ses amis qu’il va finir par comprendre que lui aussi a besoin de lâcher prise. Et c’est seulement de cette manière qu’il trouvera enfin ce bonheur tant espéré…

Si Charlot a 9 ans m’a émue notamment dans sa manière de poser des questions difficiles en toute innocence et son envie de faire taire son ego pour arriver à vraiment aimer les autres, j’ai trouvé le personnage trop irréel pour vraiment m’attacher. Le décalage entre ses paroles et son âge m’a, en outre, mise mal à l’aise… Sa sagesse et sa manière d’être dans la Présence lui permettent, petit à petit, de se distancier de l’ego, mais je l’ai trouvé parfois assez froid avec sa mère notamment dans sa phase d’adolescence. À l’inverse, sa relation avec sa petite-amie Marie-Lou est belle, bien qu’elle m’ait parfois indisposée, son intensité ne reflétant pas ce que l’on peut attendre du comportement de deux adolescents. Mais là, je reconnais que ce sont mes préjugés qui parlent, préjugés qui rejoignent d’ailleurs ceux de Maryse. Il faut dire que l’on découvre l’histoire principalement de son point de vue et que cette dernière tend à souffrir de la relation fusionnelle de son fils avec Marie-Lou. Il est donc possible que mon ressenti vis-à-vis de Charlot s’explique par le fait que je me sois identifiée à la mère plutôt qu’au fils… J’ai d’ailleurs compris sa peine à l’idée d’être exclue de la vie de son fils et d’avoir le sentiment d’avoir perdu le rôle de mère pour celui de tiroir-caisse.

Ce sentiment d’aimer et de ne pas être aimé en retour est d’ailleurs abordé par l’auteur à travers un autre personnage que l’on voit peu, mais qui aura une grande influence sur la vie des protagonistes du livre. Hamid, qui donne toutes ses lettres de noblesse au terme d’amitié, nous apprend ainsi que le plus important n’est pas d’être aimé, mais de savoir qu’on a la capacité d’aimer sans rien attendre en retour. Une idée très belle qui, pour ma part, m’a fait réfléchir. Il est vrai qu’en donnant des marques d’attention et d’affection, on a naturellement tendance à en attendre en retour, ce qui peut créer des déceptions et des blessures d’ego quand ce n’est pas le cas… Apprendre à aimer sans contrepartie semble donc être un enjeu important pour chacun d’entre nous, ce que l’auteur nous montre de manière assez délicate pour que chacun puisse en saisir l’importance sans se sentir jugé.

Un roman qui divertit tout en nous permettant de réfléchir à la notion d’ego et son impact sur nos vies…

Même si l’histoire de Maryse, de son fils, de Marie-Lou et de Georges est intéressante en soi, son principal intérêt réside dans le fait qu’elle permet de mieux comprendre la notion d’ego, ses différentes facettes et la manière dont ce concept, pure création de l’esprit humain, réussi à diriger nos vies, souvent pour le pire. Alors bien sûr, d’aucuns pourraient regretter des personnages caricaturaux et extrêmes (la femme carriériste, froide et imbue d’elle-même, le fils de 9 ans qui pose des questions philosophiques, l’ex-mari qui part avec une jeunette, l’amoureux transi…), mais contrairement à un roman classique, ce n’est pas gênant puisque ça permet de faciliter la compréhension d’une notion assez abstraite.

D’une plume simple, mais fluide, l’auteur nous montre, à travers des situations parfois difficiles et des personnages hauts en couleur, à quel point l’ego peut diriger nos vies et nous pousser dans nos retranchements. On comprend ainsi comment l’ego peut conduire:

des enfants à en harceler d’autres quand ceux-ci sont différents de peur leur différence attire cette attention qu’ils désirent tant,
des hommes à tuer quand ils s’identifient à leurs croyances et que celles-ci sont remises en cause de peur que leur disparition signifie l’annihilation pure et simple de leur personne,
des malades à refuser de guérir de peur de perdre l’attention obtenue grâce à la maladie…

On apprend également à différencier l’amour de l’attachement à travers notamment le comportement courageux et exemplaire de Marie-Lou face à la maladie, la nécessité de vivre l’instant présent et de « revenir ici » quand l’ego prend le contrôle de ses pensées, la différence entre aider son prochain et l’envie d’être admiré…

Le jour où est j’ai appris à m’aimer pour de vrai fait donc partie de ces livres que je qualifierais d’inspirants. Sous couvert de nous raconter une histoire, l’auteur nous pousse ainsi à réfléchir, à nous interroger sur nos propres comportements et à, d’une certaine manière, grandir. Une fois la dernière page tournée, j’ai un peu eu le sentiment d’avoir parcouru un livre feel-good. Si certains passages sont, en effet, assez durs, la maladie n’épargnant pas nos personnages, il en ressort un joli message d’espoir, et l’envie d’enfin apprendre à s’aimer et à aimer les autres pour de vrai.

Un livre qui permet un certain travail d’introspection

Difficile durant la lecture de ne pas faire de multiples pauses pour prendre des notes, certaines phrases étant particulièrement sujettes à réflexion en fonction de son propre vécu…

J’ai ainsi été particulièrement touchée par un passage bref évoquant la maladie d’Alzheimer, la meilleure amie de Maryse mettant exactement les mots sur mon ressenti. Cette peine d’avoir perdu la personne que l’on connaissait et d’avoir le sentiment de ne plus être spécial pour elle alors que l’on avait une relation quasi fusionnelle avec cette dernière. Ainsi, si je tiens la main et souris même quand de petite-fille, je passe à collègue de travail dans la même phrase, je dois reconnaître que je sors toujours de la maison de retraite le cœur lourd. Mais de ce livre, j’ai retenu que c’est avant tout mon ego qui parle et qu’il me revient d’apprendre à aimer sans rien attendre en retour, à juste être là et à tenir la main de cette grand-mère qui, bien qu’elle ne sache plus forcément qui je suis, répond toujours par un grand sourire à ma présence à ses côtés.

J’ai fini le livre il y a quelques jours, il m’est donc difficile d’en évaluer l’impact sur ma vie, mais ce qui est certain, c’est que depuis que j’ai découvert Maryse et Charlot, je me suis posé un certain nombre de questions sur mes schémas de pensée ou mes (ré)actions. Et je ne doute pas que ce soit la même chose pour les autres lecteurs… Il y a néanmoins une chose que j’ai encore beaucoup de mal à faire malgré la lecture de ce livre : être dans la Présence. J’ai une tendance naturelle à refaire le passé, à prévoir ce que je dois faire et à faire plusieurs choses à la foi, mais je ne sais pas vivre l’instant présent. Et c’est un point que Serge Marquis m’a donné envie de travailler. J’espère donc un jour réussir à faire taire suffisamment mon ego et à « revenir ici » quand mon esprit s’égare afin d’être dans la Présence plutôt que dans les méandres de mon cerveau.

En conclusion, Le jour où j’ai appris à m’aimer pour de vrai fut une très bonne surprise. À travers l’histoire d’une femme narcissique et de son fils, on découvre la notion d’ego, ses différentes facettes et l’impact que ce concept peut avoir dans la vie de chacun. Plein d’humanité, d’amour, d’amitié, de joie, mais aussi de moments plus tristes, Serge Marquis nous offre ici une histoire qui, en nous faisant passer par mille émotions, nous pousse à réfléchir à notre propre vie. Reste alors en suspens une seule question : et vous, avez-vous appris à vous aimer pour de vrai ?
Profile Image for Ramona Tache.
11 reviews
June 17, 2023
"Toți oamenii preocupați să devină ei însiși pierd vremea de pomană.Nu putem deveni noi înșine.Nu putem decât să fim noi înșine.Iar asta se petrece într-o fracțiune de secundă,cât ai clipi,cât ai trage aer în piept.Să fim aici este singura soluție,nu există alt remediu pentru frică,pentru angoasă,pentru toate formele de suferință fizică,pentru îmbătrânire,pentru pierderea celor dragi"...
Să fim aici..
Profile Image for Secret Girls.
254 reviews7 followers
October 20, 2019
Può un bambino far riflettere un adulto? Beh, io ho sempre sostenuto che si impara da tutti, dagli anziani, che con i loro aneddoti riportano fatti di vita vissuta in altre epoche con altre idee, ma anche dai giovanissimi i quali ci pongono interrogativi che quasi mettono in crisi noi adulti, ed è cosi che Maryse rimane attonita d'avanti alla domanda che gli pone il figlio Charlot "Charles in realtà, ma una somiglianza con Chopin gli fa acquisire questo nomignolo"

Mamma che cos'è l'ego?

Una domanda che la tocca molto, lei è una donna che fin da piccola ambisce a primeggiare in tutto. Tante le domande che susseguono a questa e che quasi infastidiscono la donna, perché non è semplice cercare di far comprendere argomenti "spinosi"ad un bambino, eppure Charlot è perspicace, apprende subito, legge tra le righe, però si sa, non tutti oro e quello che luccica. Il piccolo infatti si scoprirà essere affetto da una malattia che porta alla cecità, l'atrofia del nervo ottico, questo il mostro che graduatamente ruba la vista al giovane Charles.

Ma leggendo scopriamo che questa disabilità turba più la mamma che il figlio, come farà la neurochirurga più quotata a congiungere tutti gli impegni professionali con la disgrazia capitata al figlio? Non voglio aggiungere altro, ma permettetemi di dirvi che questa storia vi farà riflettere molto su quanto tempo sprechiamo cercando di raggiungere il nulla, accerchiandoci di persone "nocive"per la nostra anima...
Profile Image for Rosangela.
8 reviews1 follower
January 19, 2019
Maryse, illustre neuropediatra, è una donna bella e intelligente ma terribilmente narcisista e ossessionata dal bisogno di essere sempre la più brava, la più ammirata, la numero uno. È anche madre di Charlot, un bambino singolare che sa meravigliarla ed esasperarla al tempo stesso. Fin da piccolo le pone importanti domande sulle verità più essenziali: la felicità, il senso della vita e l'amore. Attraverso i quesiti di suo figlio lei comincia a spogliarsi delle sue certezze. Grazie a Charlot e alle sue lacrime, Maryse capisce che certe ferite inflitte dalla vita non hanno un motivo né una spiegazione, e riscopre il valore dell'umanità nel suo ruolo di medico.
7 reviews
July 3, 2020
O carte in care cred ca ne regăsim multi dintre noi si din care putem învăța cum să nu ne lăsăm ghidati de propriul ego
4 reviews1 follower
January 16, 2023
I-am dat 5 stele chiar daca nu am inteles pe deplin cartea. Nu are Serge nicio vina.
Cand am termiant cartea asta mi-am zis: Doamne fereste, ce carte! Pe tot parcursul ei ma gandeam ca nu as putea rezista vreodata cu asa un copil ca Charlot: Egoman, Egoman, Egoman... Nici pe el nu l-am inteles complet. Dar nici nu e nevoie, asta ar insemna ca as aspira la titlul de "fata aceea care a inteles ego-ul". Ego-ul este un fenomen al carui raspuns il cauta majoritatea psihologiei, din cate am inteles. Este ceva complex, insa sculptura lui Charlot a clarificat lucrurile: doua figuri de lut, cu doua globurii de sticla drept capete. Iar in acele globuri de sticla sunt tot felul de figurine, ce reprezinta tot felul de titluri ce emana admiratie si importanta: supereroi, doctori, oameni de afaceri, artisti, sportivi, de toate. Ego-ul inseamna o astfel de indentitate. Ego-ul tine neaparat ca tu sa fii "cineva", si, asa cum a zis Charlot, "ii face pe oameni sa se simta unici". Am fost intrigata de aceasta replica, adica nu e bine sa ne simtim unici? Mereu am crezut ca sunt unica. Ma facea sa ma simt mai bine. Inca nu ma pot obisnui cu faptul ca nu ar trebui sa ma simt unica. Abia pe la sfarsitul cartii am inteles ca este in regula doar sa existi, fara sa fii cineva. Lumina care venea din piepturile sculpturilor si care a acoperit acele figurine si le-a facut nevazute, arata ca "dorinta de a fi in lumina reflectoarelor-de a fi vedete, persoane recunoscute, admirate, bogate, celebre si de a avea intotdeauna dreptate-ne privea de posibilitatea de a fi prezenti pe de-a-ntregul." Este suficient sa luminam din interior pentru ca ego-ul sa dispara. Adica sa fim fericiti cu noi insine, astfel nu vom mai simti nevoia de a fi cineva, altcineva, pe care am iubi mai mult. Este suficient doar sa existam.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Raluca.
30 reviews
October 24, 2022
O carte ce adună între paginile sale mai multe teme precum:
- schimbările aduse de prezența bolii în viața unui om,
- importanta iubirii,
- PREZENȚA "întoarce-te aici, întoarce-te aici"
- Egoman cel care își duce viața în mințile fiecăruia acaparându-ne cu tot felul de filme despre ce a fost sau ce va fi și nu ne lasă să trăim acum și aici. Ne acaparează mintea cu iluzii de tipul " să fiu cel mai mare, cel mai bun, cel mai frumos"
- realitatea crudă cu privire la hărțuirea celor diferiți și în mediul școlii (fie că este un deficit la nivel fizic orbire, mutizm , fie că este naționalitatea și prejudecățile cu privire la ea)
- importanță prietenilor, a grupului de suport,
- dăruirea pentru profesia pe care o faci, nu pentru a te remarca sau a avea admirația celorlalți, ci pentru a ajuta sincer fără a aștepta ceva în schimb.
- onestitatea cu ceilalți și cu propria persoană.

Citate care m-au impresionat:

- " a iubi înseamnă a te elibera de tot ceea ce te ține legat, a nu mai fi prizonierul nevoii de a câștiga"
- "Trebuie să fii foarte atent atunci când cineva îți spune .Am nevoie de tine. Poate că până atunci nu-ți mai spusăse nimeni așa ceva. Și ai face orice pentru persoana care a spus-o numai ca să o spună din nou. Te-ai arunca și în aer."
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Valentina Dumitrache.
7 reviews
February 22, 2025
This book is not just about self-love—it’s about detaching from the ego and rediscovering our true essence beyond labels and societal expectations.

📖 What I loved most:
✔ A profound yet accessible writing style – Serge Marquis conveys deep concepts in a way that is clear and engaging.
✔ The main character is a reflection of all of us – A person caught between external success and an inner void that no validation can truly fill.
✔ A fascinating blend of psychology and philosophy – The author masterfully intertwines neuroscience with spiritual introspection, prompting readers to ask essential questions about themselves.

🌱 Core message:
We are not our thoughts, our titles, or the image we strive to project. We are much more than our ego, and true liberation comes from understanding and accepting ourselves as we are.

📌 Who should read this book?
🔹 Anyone exhausted by the pursuit of perfection.
🔹 Readers interested in self-awareness, balance, and authenticity.
🔹 Those who want to understand how the mind can be an ally rather than an enemy.
9 reviews1 follower
April 14, 2024
Non posso dispensare un giudizio tecnico, non lo sono, né in campo medico né in quello letterario; tuttavia, da accanito lettore, consiglio il libro per il messaggio che reca e per le emozioni che suscita. Il problema è che per comprendere dobbiamo passare attraverso il racconto e, la storia, è sofferenza, dolore, coraggiosa introspezione, e le lacrime difficili da fermare. Non si riesce ad affezionarsi ad un personaggio per il timore di perderlo poco dopo. Possiamo misurarci con la superiorità egotica di Maryse o col la goffaggine di Georges, oppure giudicarli sentendoci superiore, comunque, deraglieremo verso "il processo di identificazione". Forse sarà meglio abbandonarsi alle domande senza risposta dei giovani protagonisti che provano ad insegnarci "la presenza nel qui ed ora" e che "lasciare andare non è dimenticare" perché "siamo polvere di stelle" e "tutto è interconnesso".
92 reviews
December 23, 2020
A book with strong message about life core values and how we usually miss the important things because we are superficial. We are too focused on Self and that prevents loving and positive thinking, power of forgiveness, acceptance and just appreciation for what we have.
Every line in the book is very meditative and it's hard as an author to maintain that level of intensity within the entire story, but that's precisely what makes it an extraordinary lecture.
Profile Image for Andreea Creangă.
34 reviews2 followers
May 23, 2021
Interesting view on the Ego, it has some great insights, but the story isn't very well written, in my opinion. I found it a little cliched, the author insights of the ego are kinda forced into the story and characters. Maybe the Romanian translation didn't help either, I don't know, it's a nice book, overall, but not great.
Profile Image for Rosaria Zenari.
60 reviews
May 20, 2024
Si tratta di un libro molto difficile da leggere, per gli argomenti trattati. L'ego è il tema principale, che gira intorno alla domanda di un bambino: "Mamma, cos'è l'ego?" La storia è drammatica, parla di malattie, suicidio, abbandono di un genitore..forse per fare riflettere sull'ego e sul non soffermarci a voler apparire, l'autore poteva scegliere ( è un romanzo) una trama un po' più soft.
29 reviews
November 12, 2023
Lecture Novembre 2023.
Charlot, Marie Lou, Hamid, Georges, Dr du Bonheur … Un voyage, un rappel des vraies valeurs de la vie que nous oublions dans un monde où tout devient superflu. Amour - Ego - Oubli.
Profile Image for Alix Figari-D'Hanens.
36 reviews
April 14, 2024
J’ai eu du mal à rentrer dans le livre, à comprendre, suivre les personnages puis je ne l’ai plus lâché.
Egoman a trop de mal dans ce monde, et en être conscient est déjà un pas en avant.
“Reviens ici, reviens ici “
Profile Image for Clem.
15 reviews2 followers
June 2, 2020
Donne une vision simpliste de l’ego. Est-ce que sans Ego le monde serait il vraiment meilleur? Sans ego, Qu’est ce qui nous pousserait à nous dépasser? A donner le meilleur de nous meme ?
Profile Image for Anastasia.
59 reviews
October 11, 2020
Wowwwww!
A wonderful book full of lessons about life, about the Present, about LOVE! A book to read again and again, to capture new lessons...
7 reviews1 follower
Read
July 8, 2021
Belle illustration de l'ego
This entire review has been hidden because of spoilers.
Displaying 1 - 30 of 52 reviews

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