Cita, zita, zitella: una parola antica che indicava la ragazza non maritata, diventata un insulto nell’ambito di una società patriarcale che, per una donna, ha faticato ad accettare destini diversi dal matrimonio. Dalle Amazzoni alle Vestali, da Ipazia a Pulcheria, dalla regina Elisabetta a Cristina di Svezia, da Jane Austen a Virginia Woolf, e con illuminanti incursioni nel mondo del mito, della fiaba e del fumetto – tra Morgana, la Dama del lago, Maga Magò e la Fata turchina – l’autrice ci accompagna, con uno sguardo divertito e spietato, in un vorticoso percorso attraverso la complessa vicenda di chi non ha camminato lungo il binario definito. Spesso per ribellione, a volte per indole o per puro caso. Scrivendo, così, un’altra storia, di passioni, desideri e talenti diversi, che in questo libro andiamo a raccontare.
Giornalista Rcs e storica delle donne, è stata caporedattore centrale de L’Europeo e di Global Foreign Policy, ha lavorato alla Digital Edition di Gazzetta dello Sport e al Corriere della Sera; collabora con giornali, siti, radio, tv, con l’Ispi e associazioni culturali, tiene corsi e laboratori universitari, scrive testi teatrali e conduce readings, corsi e incontri a festival storici e letterari.
Membro di AtGender, Sis e Sil, ha pubblicato: nel 2003 Prestami il volto (edizioni Selene), vincitore del premio Il Paese delle donne (2006); nel 2004, Lo sguardo di Matidia (edizioni Selene). Per Sonzogno, Le Donne di Alessandro Magno (2005, ebook per l’Enciclopedia delle donne nel 2013), Donne di Piacere (2005) e La perfidia delle donne (2006). Nel 2007 è uscito Svestite da uomo (Bur). Nel 2008, per Odradek, Le figlie di Lilith. Nel 2009, L’ora delle Ragazze Alfa (Fermento, vincitore Premio selezione Anguillara Sabazia città d’arte 2010). Nel 2010, Lo sguardo Di Matidia è stato aggiornato come La Divina suocera, poi ebook per Castello volante. Del 2010 è Dalla Chioma di Athena (Odradek); del 2011, Veronica Franco, cortigiana e poetessa (Edizionianordest, dal 2014 in ebook per l’Enciclopedia delle donne). Nel 2013: Geni di mamma (Odradek) e Quando l’arte è donna. Tetralogia teatrale (ebook, Cendon Libri); 2015: Arte, sostantivo femminile (Gam); 2016: E fummo liberi 1943-1945 (Sandro Teti). Del 2017: Donne in scena (Enciclopedia delle donne). Nel 2018 sono usciti: Piuttosto m’affogherei. Storia vertiginosa delle zitelle (Enciclopedia delle donne) e L’epopea delle lunatiche. Storie di astronome ribelli (Hoepli).
«Da oltre due millenni le donne sono state indirizzate verso un unico, doppio destino: quello di spose e di madri. Ma da quando, in un passato mitico, Artemide ha chiesto e ottenuto dal padre Zeus di restare vergine e non doversi sposare mai, fino a quando Virginia Woolf, a inizio Novecento, ha scritto che ognuno deve essere libero di scegliere, si è snodata la complessa vicenda di chi non ha camminato lungo il binario definito. Spesso per ribellione. A volte per indole. O per puro caso. Così è stata scritta un’altra storia. Di passioni, desideri e talenti diversi. Ed è questa storia che vi andiamo a raccontare»
“Il matrimonio non è per tutti” fa dire a un suo personaggio Virginia Woolf (Gli anni); ma per accettare questa -in fondo banale- verità sono trascorsi un paio di millenni.
Valeria Palumbo ne ripercorre la storia, a partire dalle figure del mito che immaginava le divinità non maritate come vergini indomite (pensiamo a Diana cacciatrice), ma anche come impavide guerriere (le Amazzoni). E poi personaggi di fiabe, romanzi e leggende (da Morgana a Mary Poppins), pasionarie ardimentose diventate esse stesse leggenda (Giovanna D’Arco); artiste, intellettuali e scienziate che hanno osato seguire il proprio talento sfidando il maschilismo imperante (Ipazia); regine come Elisabetta I e Cristina di Svezia (interpretata dall’immortale “zitella” Greta Garbo)…tutte donne che hanno rivendicato il proprio diritto alla libera scelta. E di sicuro remare controcorrente non è stato facile. Anzi.
Oltre alla quasi totalità di donne nubili costrette a una vita da recluse vi furono a partire dal Medioevo fino al Seicento comunità femminili che praticarono delle soluzioni alternative : ecco i cenobi a Roma, le beghine in Germania, e infine gli Ospedali a Venezia dove le ragazze appendevano la musica e potevano addirittura diventare compositrici. Di Venezia è anche Moderata Fonte che a metà del ‘500 scrisse il dialogo tra donne da cui è tratto il titolo di questo saggio. Lo pronuncia Leonora, felicemente vedova: «Rimaritarmi eh? – replicò ella – più tosto mi affogherei che sottopormi più ad uomo alcuno; io sono uscita di servitù e di pene e vorresti che io tornassi da per me ad avvilupparmi? Iddio me ne guardi».
Arrivando all’Ottocento ci imbattiamo in tutte le scrittrici più amate e celebrate : Louisa May Alcott, Jane Austen, le sorelle Brönte. E, naturalmente, Emily Dickinson. Tutte rigorosamente nubili e capaci di descrivere un tipo di donna ben poco sottomessa. Nel Novecento, poi, la zitellaggine come condizione vergognosa e umiliante viene definitivamente sdoganata e la libertà dal matrimonio obbligatorio diventa una delle grandi conquiste civili dell’umanità.
Fluido nella scrittura e ricchissimo di personaggi, di storie e di aneddoti il libro di Valeria Palumbo è veramente, come recita il sottotitolo, un viaggio vertiginoso dentro una storia sotterranea e misconosciuta, quella delle donne che da disprezzate zitelle, vergognosamente nascoste dentro case anonime, sono diventate le spavalde single di Sex and the City liberamente saltellanti lungo le strade di Manhattan.
Ho conosciuto molti nuovi personaggi femminili, e su quelli che già conoscevo ho potuto apprendere più dettagli e ripercorrerne le storie da punti di vista differenti.
Perchè le donne non si sposavano, quando sembrava che il matrimonio fosse l'unica possibilità a loro disposizione? E come campavano senza un marito? Beh, a volte neanche male.
...due stelle sarebbero troppe, ma stasera mi sento di manica larga. Un saggio confusionario, che ti bombarda di nomi e piccoli aneddoti assolutamente dimenticabili (salvo poi fare un intero capitolo di 15 pagine su Pulcheria, che solo a nominarla mi viene sonno), gettando chili e chili di carne al fuoco, per poi non cavarne fuori nulla. Il nulla assoluto. Tutto questo, punteggiato da commenti personali assolutamente fuori luogo e pure un po' offensivi, tipo: -alcuni processi (successivi alla caccia alle streghe) puzzano di bruciato: CATTIVO GUSTO N.1; -scelta difficilmente criticabile (quella di Wonder Woman che si innamora), visto l'aspetto del giovanotto: PERCHÈ, SE ERA BRUTTO ERA CRITICABILE? E CHI DECIDE COSA È BRUTTO? CATTIVO GUSTO N.2; -non è una scartata: DIALETTO NON RICHIESTO (SECONDA VOLTA NEL LIBRO); -all'ironia (di Sex and the city, nel 1998) si univa un impetuoso dilagare della libertà, sia pure ai tempi dell'aids: NON SONO GLI ANNI 80, INOLTRE È UNA FRASE SENZA SENSO, INOLTRE È DI UN CATTIVO GUSTO COSÌ BECERO CHE MI DÀ IL VOLTASTOMACO.
Forse due stelle sono troppe, in effetti. Ma mi ha dato qua e là spunti di riflessione personale che mi bendispongono 😂
Un'antologia completa, accurata e ricchissima di citazioni, riferimenti, personaggi e vicende che ricostruiscono la Storia da un'altra prospettiva, quella delle donne che con le loro scelte di vita ne hanno scritta una alternativa. L'ho trovato pesante nella prima parte, quello della mitologia, forse perché l'ho intesa come legata a leggende e racconti; si fa più interessante man mano che prosegue e il volume si affolla di monache, studiose, benefattrici, combattenti e scienziate, per non dire di come mi ha deliziata la parentesi dedicata ai personaggi di fiabe e fumetti, e quella, immancabile visto il volume già scritto sull'argomento dall'autrice, sulle figure delle letteratura e del giornalismo. Non sempre facile, anche perché discretamente lungo e complesso, si rivela però una bella challenge piena di soddisfazioni che lascia con un senso di revanche nei confronti dell'oscurantismo storico del patriarcato.
Recensione di Veronica: In questo saggio preciso e scorrevole la storica delle donne Valeria Palumbo affronta con lucida consapevolezza una tematica attuale oggi, tanto quanto lo fu millenni fa: la scelta di non sposarsi. O meglio, la presa di coscienza di quanto il matrimonio non sia né il fine ultimo della vita di ogni donna, né il mezzo per essere felici o pienamente soddisfatte di sé. Proprio alle donne che hanno messo in atto questo percorso di vita è dedicato Piuttosto M’affogherei – Storia vertiginosa delle zitelle. Conducendoci in tempi più o meno remoti, con un lavoro di documentazione non indifferente, la Palumbo ci offre talvolta uno sguardo, talvolta una vera e propria analisi approfondita di molte donne che hanno scelto di non percorrere la strada più sicura o quella imposta, affrontando con serenità tutte le conseguenze che ciò comportava per loro. ...continua sul blog: https://tralemaniunlibro.blogspot.com...
Un saggio davvero interessante e godibile che ripercorre la storia delle donne che decisero di non legare la loro vita a un uomo, quali erano i vantaggi e quali i rischi di questa sceltas, in che modi è stata praticabile in ogni secolo.
È stato un ascolto interessante e stimolante. È un saggio e la versione audio mi ha fatto un po' soffrire il non poter prendere appunti e leggere nomi e date... Ma mi me lo sono goduto tutto.
L’autrice ripercorre le vite di alcune donne che hanno scelto di non sposarsi o, comunque, di condurre un matrimonio bianco. Si parte con una immersione nel mondo antico con le Amazzoni, per continuare con donne che hanno fatto la storia o che hanno lasciato un’impronta nel mondo della cultura. Alcune parti mi sono sembrate eccessivamente particolareggiate, ma nel complesso è un libro molto interessante. Utilissima la ricca bibliografia per approfondire i molti profili presentati: di certo mi ha dato numerosi spunti per future letture.