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Il figlio perduto

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Sulla strada che da Milano porta a Como, per oltre un secolo un cancello di ferro ha segnato il confine tra follia e normalità, tra il mondo immobile dei pazzi e quello di chi, fuori, è impegnato a fare la Storia. È il 1933, anno XI dell'Era Fascista, quando Giuseppe varca quel confine per fare il suo ingresso nel manicomio di Mombello. Non ha più casa né famiglia, solo la speranza che tra quelle mura possano curarlo dal "male caduco" che senza preavviso s'impossessa di lui. Le sue giornate sono scandite dalle ore vuote nel padiglione Tranquilli e quelle di lavoro nello studio del direttore. Fino a quando incrocia lo sguardo cupo di un ragazzo della sua età che dice di chiamarsi «Benito Mussolini» e sostiene di essere il figlio del Duce. Ricoverato contro la sua volontà nel reparto Agitati, Benito Albino Bernardi teme che gli infermieri lo avvelenino e inizia a manifestare segni sempre più preoccupanti di squilibrio, perché ha la certezza che da Mombello non uscirà mai. Non è pazzo, dice a tutti - come quasi tutti lì dentro. Ma in quell'inferno il suo è un grido disperato e vano. Neppure Giuseppe, l'unico amico che ha, riuscirà a dargli una ragione per andare avanti, ma spetterà a lui raccontare la verità sulla sua fine: una pagina oscura e dimenticata dalla grande Storia, che Alessandro Gallenzi ci restituisce come una fotografia d'epoca in questo romanzo vibrante di dolore e umanità.

244 pages, Kindle Edition

First published April 17, 2018

3 people want to read

About the author

Alessandro Gallenzi

21 books3 followers
Translator, poet, playwright and novelist. He graduated from the Università La Sapienza before moving to London in 1997. Founder of Hesperus Press, Alma Books and Alma Classics.

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Profile Image for Shari.
166 reviews33 followers
June 20, 2021
Libro letto principalmente per ragioni campanilistiche: non solo ho vissuto e vivo in zona, ma sia io che mio fratello che mia sorella abbiamo frequentato i vari edifici dell'ex-manicomio di Mombello adattati a scuola superiore. Del figlio 'segreto' di Mussolini se n'era sempre sentito parlare un po' come leggenda metropolitana dai tratti horror, mi ha quindi fatto piacere leggere un libro basato sulle fonti storiche e ben inquadrato nel contesto temporale. È stato interessante anche vedere la ricostruzione del paesaggio intorno a Mombello, la descrizione dei paesi vicini e l'atmosfera della Milano degli anni '40.

La scrittura è molto agile, ci sono delle necessarie forzature di trama sparse qua e là e ogni tanto si aprono i capitoli con lirismi fuori luogo e abbastanza paternalistici, ma tutto sommato resta una lettura veloce e piacevole.
Profile Image for Elena Nena.
76 reviews3 followers
November 3, 2020
Una storia poco conosciuta...
Una triste realtà su quanto un figlio può essere scomodo per il potere..
Duce , Duce Duce! Benito portò due dita alla bocca e fece un fischio assordante che fece voltare tutti! Uno degli infermieri gli diede uno scappellotto e gli disse ma che ti salta in testa?
Metti le mani a posto disse Benito, non lo sai che quello è mio padre? Io sono il figlio di Benito Mussolini! "
Non è finzione è la storia del figlio tenuto nascosto da Benito Mussolini, riconosciuto ma fatto sparire perché scomodo insieme alla madre Ilda dalser. Morirà al manicomio di Mombello nel 1942.
Manicomio considerato struttura per quei tempi all'avanguardia ad oggi sono ancora visibile parti della struttura.
In questo romanzo dunque si mescola una parte romanzata con la presenza di Giuseppe, voce narrante, ricoverato anche lui a Mombello e che diventerà amico di Benito.. E una parte storica, comprovata da una nota a fine libro che prova gli studi e i documenti visionati, sulla vita di Benito in manicomio e di quanto forse il regime abbia influenzato non solo il suo destino ma anche le scelte di altri, quali medici e direttori.
Si respira la vita in quel microcosmo, le terapie, spesso più esperimenti che altro, le violenze..
Una fotografia di un periodo storico di grandi cambiamenti che ha influenzato tutti gli ambienti.
Mi aspettavo una storia diversa.. Più incentrata su Benito, trovo molto contorno, molto di ciò che si respirava all'epoca e poco di Benito. Sicuramente ciò e dato dalle poche informazioni rimaste non lo metto in dubbio ma non lo sono riuscita a sentire questo libro come mi aspettavo, peccato.
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