Marina dos Carvalhais Medeiros pertence a uma família muito tradicional e matriarcal. É apaixonada pelo primo, João, que está envolvido em delicadas questões políticas.
Quando um visitante inesperado e misterioso chega a casa dos Carvalhais Medeiros, Marina se vê obrigada a encarar verdades novas e antigas e tomar decisões extremas.
Le pagine poetiche di questo libro mi hanno spesso permesso di commuovermi e io ne sono grata. Lo porterò nel cuore, così come pochi mesi fa è successo con Ho paura torero (grazie Marcos y Marcos ❤️). Due pezzi profondi di letteratura, che mi mancheranno e avrò bisogno di riaprire quando avrò bisogno di sentire, provare, assaporare.
Questo libro mi conferma che ho pochissimo feeling con la letteratura sudamericana. Una strana storia: Donna Menina, oramai sulla soglia dei cent'anni domina una famiglia quasi tutta al femminile con pugno di ferro. Tutti devono sottostare alle regole della "famiglia". In parallelo l'unica a cui sembra essere permesso tutto è la volitiva Marina che ricorda alla vecchia ava se stessa. Nel racconto si intreccia in parte la storia delle donne della famiglia, della scoperta dell'amore (risultato impossibile) da parte di Marina e le condizioni difficili della popolazione del luigo. A tratti surreale a tratto sconnesso con episodi che esulano da alcuna logica.
4 ⭐️ e non 5 solo perché Gabriel García Márquez non lo supera nessuno!
Dunque! Se vi piace la letteratura latinoamericana non potete non leggere questo!
“La libertà è un passero blu” di Heloneida Studart pubblicato da Marcos Y Marcos è un libro poetico, con quel tanto di realismo magico che ci piace tanto. Narra la storia di Marina una ragazza destinata a diventare erede universale della sua ricca famiglia. Una famiglia composta oramai da sole donne, tiranneggiata dalla matriarca: Donna Menina che nonostante sia molto anziana continua a fare e disfare della vita delle sue figlie. L’unico uomo ancora in vita è il cugino João che è in carcere per aver scritto sui muri della città che il passero è un uccello blu. Marina si strugge d’amore per questo cugino che le ha fatto conoscere la città in tutti i suoi anfratti e che fa scorrere il suo sangue caldo come il miele nelle vene tanto da far nascere il desiderio. Qualcuno tuttavia rivela brutalmente alla ragazza che João non potrà mai amarla distruggendo così qualsiasi speranza. In più, un giorno, arriva alla dimora di famiglia un bellissimo ragazzo che però essendo muto non può rivelare né la sua identità né le sue intenzioni.
Un romanzo bellissimo per il modo in cui è scritto, soprattutto per la poetica che si trova leggendo queste pagine che a tratti meravigliano e a tratti terrorizzano il lettore in un’altalena di emozioni contrastanti che impigliano quest’ultimo nelle frasi della storia come una ragnatela. In queste pagine ho sentito l’eco di “Cent’anni di solitudine” di Gabriel García Márquez e anche un po’ la magia di “La casa degli spiriti” di Isabel Allende.
penso di essere una persona troppo scettica e razionale per poter tollerare ogni due pagine una superstizione insensata e una tragedia ("tragedia") dovuta al malocchio di qualcuno. Ok che contestualizzo il luogo e il tempo, però davvero questa scrittura non fa per me. Queste continue metafore surreali, piene di simbolismo io proprio non le capisco e mi sembrano così assurde che non ci trovo il minimo interesse. La protagonista una lagna continua, gli altri personaggi insopportabili. Per di più mi sembra che non succeda nulla, ci sono solo eventi che si susseguono uguali con la differenza che peggiorano man mano che si procede. Qualche piccolo spunto interessante l'ho trovato, ho apprezzato che non fosse un libro didascalico, ma questo stile non è proprio nelle mie corde
Set in the never-explicit context of Brazil’s military dictatorship, this book tells the heartbreaking story of Marina, the granddaughter of a wealthy, strict, and deeply conservative woman, and her cousin João, who is imprisoned for having written on a wall: “The sparrow is a blue bird.”
It’s a novel steeped in symbolism, forbidden love, and the harsh realities of social inequality. Heloneida Studart—an activist and outspoken critic of the regime—uses poetic language, magical realism, and rich imagery to denounce the cruelty and repression that gripped her country.