La provincia italiana si mescola ai luoghi esoticidi frontiera, istantanee di plastica rassicurantiche si trasformano in incubiineccepibili di assurdità fantastiche checonducono a un mondo adiacente,simile al nostro ma che presenta i connotatidell'incubo, dello “strano", di un Male le cui arcaiche radiciaffondano nel terreno dell’inconoscibile.Due romanzi brevi e otto racconti sonole pietre miliari che ci guidano,in una labirintica discesa orizzontale, nei meandridell’altrove, dove i luoghi sono vuoti econtemporaneamente densi della materia dei sogni.
Luigi Musolino nasce nel 1982 in provincia di Torino, dove risiede e lavora. Specializzato in folclore italiano, è autore di varie raccolte di racconti nel campo del weird, dell'horror e del gotico rurale (Bialere, Oscure Regioni 1 & 2, Uironda). Nel 2019 ha visto la luce il suo primo romanzo, Eredità di Carne, per la Acheron Books, e nel 2020 la novella Pupille per i tipi di Zona42. Ha tradotto in italiano opere di Brian Keene, Lisa Mannetti, Michael Laimo e gli scritti autobiografici di H. P. Lovecraft. Il suo ultimo libro è "Un buio diverso - Voci dai Necromilieus", pubblicato da Edizioni Hypnos e illustrato da David Chance Fragale. Nel 2022 ha esordito negli Stati Uniti con la raccolta "A different darkness and other abominations", edito da Valancourt Books, finalista ai World Fantasy Awards.
Bibliografia Bialere - Storie da Idrasca, (2012, autoprodotto) Oscure Regioni Volume 1, (2014, Wild Boar Edizioni) Oscure Regioni Volume 2, (2015, Wild Boar Edizioni) Nelle Crepe, (2017, Miskatonic Press/Vincent Books) Uironda, (2018, Kipple Officina Libraria) Eredità di Carne, (2019, Acheron Books) Pupille, (2021, Zona 42) Un buio diverso, (2022, Edizioni Hypnos)
Traduttore Rivelazioni in nero di Carl Jacobi, (Dagon Press) Ritratti al chiaro di luna di Carl Jacobi (Dagon Press) I Vermi Conquistatori di Brian Keene, (Edizioni XII e Urania Mondadori) Torture Sottili di Lisa Mannetti, (Kipple Officina Libraria) Parola di Lovecraft, tutti gli scritti autobiografici del maestro della letteratura fantastica (Società Editrice La Torre)
Prima esperienza con Luigi Musolino e ne sono stato piacevolmente catturato. In alcuni di questi splendidi racconti del terrore ho trovato richiami volti ad omaggiare i lavori del maestro indiscusso H.P.L. ed altri temi cari al genere horror, rivisitati ed elaborati con mirabile abilità e padronanza. Accedono a dimensioni tra veglia e incubo senza mai scadere nell'esagerato.
Nessuno dei dieci racconti è sottotono, tutti ispirati da idee brillanti che spaziano tra il terrore, l'incubo e il weird più bizzarro e caratteristico. Ogni finale, sempre ad effetto, valorizza il racconto e lo eleva ad un livello superiore. Finalmente trovo un horror che non risulta banale o mi annoia con trovate puerili o ridicole.
Il racconto preferito: "le nere colline del supplizio" che racchiude il meglio e rivaleggia con i classici. Raccolta da applausi.
- L'isola e l'abisso: ⭐⭐⭐ Un viaggio sfortunato incontra l'impossibile. Dagon del nuovo millennio.
-Acido lattico: ⭐⭐⭐⭐ Una corsetta prima di cena. Tenersi in forma può costare caro.
-La notte nella notte: ⭐⭐⭐⭐ Disinfettante e lacrime. Un'onda nera, implacabile. Un ultimo desiderio. Un ultimo saluto.
- Njambi: ⭐⭐⭐ Il mare prende, a volte dà. Corpi frollati e buio. Fame di vita.
- Nere colline del supplizio: ⭐⭐⭐⭐⭐ Un paese in ombra, un non-luogo. Filamenti di tenebra e colline invalicabili. Che finale!
- Uironda: ⭐⭐⭐ Un nome come un altro, per un luogo come nessun altro.
-Formiche: ⭐⭐⭐ Un matrimonio con sorpresa dal cretaceo. Disagio e sensi di colpa.
-In bilico:⭐⭐⭐ La corda finirà per spezzarsi. Terrore in ufficio. Ansia da prestazione.
-Il terzo piano e mezzo della scala D:⭐⭐⭐⭐ Quando le paure diventano reali. L'Oltre. Universo di dolore e follia. Finale stupendo.
-Nelle crepe: ⭐⭐⭐⭐ Tempi andati, futuro incerto. Segui... l'orlo dell'abisso.
------------------------ My first experience with Luigi Musolino and I was pleasantly captured. In some of these splendid tales of terror I found various references aimed at paying homage to the works of the undisputed master H.P.L. and other themes dear to the horror genre, revisited and elaborated with admirable skill and mastery. They access dimensions between waking life and nightmare without ever lapsing into exaggeration. None of the ten stories are subdued. All inspired by brilliant ideas that range between terror, nightmare and the most bizarre and characteristic weird. Each ending, always effective, enhances the story and elevates it to higher levels. Finally I find a horror that isn't banal or bores me with childish or ridiculous ideas.
My favorite story: "the black hills of torment" which contains the best and rivals the classics. Applause.
- The island and the abyss: ⭐⭐⭐ An unfortunate journey meets the impossible. Dagon of the new millennium.
-Lactic acid: ⭐⭐⭐⭐ A jog before dinner. Keeping fit can be expensive.
-The night in the night: ⭐⭐⭐⭐ Disinfectant and tears. A black, relentless wave. One last wish. A final farewell.
- Njambi: ⭐⭐⭐ The sea takes, sometimes it gives. Matured bodies and darkness. Hunger for life.
- Black hills of torment: ⭐⭐⭐⭐⭐ A town in the shadow, a non-place. Filaments of darkness and impassable hills. What an ending!
- Uironda: ⭐⭐⭐ A name like any other, for a place like no other.
-Ants: ⭐⭐⭐ A wedding with a surprise from the Cretaceous. Discomfort and feelings of guilt.
-In the balance:⭐⭐⭐ The rope will eventually break. Terror in the office. Performance anxiety.
-The third and a half floor of staircase D:⭐⭐⭐⭐ When fears become real. The Beyond. Universe of pain and madness. Stunning ending.
-In the cracks: ⭐⭐⭐⭐ Times gone by, future uncertain. Follow... the edge of the abyss.
Porca porca porca Vacca vacca vacca Non è molto che ho capito di amare l'horror e il weird, e quindi non ho letto molto del genere...mi sto imbattendo in autori Italiani che sto amando alla follia....Musolino è uno di questi. Mi piace come scrive, mi piace quello che scrive. Stralci di quotidianità, quella quotidianità che terrorizza, quella routine che viene sconquassata da una cazzo di imprevedibilità e no, qui non troverete il lieto fine mi spiace. Un senso di inquietudine (altro che Mexican Gothic) che ti si appiccica addosso, che ti ammorba l'anima. 10 racconti, uno meglio dell'altro. Il mio preferito? Il terzo piano e mezzo della scala D. Sarà che tutti abbiamo giocato a nascondino, sarà che in molti abitavamo in grandi condomini dove ci si conosceva tutti, sarà che io e Musolino abbiamo vissuto gli anni della fanciullezza nel 90 e quindi tutti i particolari, i riferimenti citati hanno fatto parte anche della mia infanzia, hanno aumentato il senso di appartenenza alla storia, sarà che il terrore di....no non voglio dirvi nulla...non voglio rovinare una lettura così coinvolgente. Quindi, se volete farvi una corsetta serale, se volete arrivare ad Uironda dopo una vita di lavoro, se avete voglia di un viaggio alle Maldive o se solo notate una crepa nel muro del soggiorno....beh siete nella direzione giusta, basta prendere l'ascensore e fermarlo tra il 3⁰ e 4⁰ piano ed il gioco è fatto.
"Avevo una medusa sulla testa, più grande di una mongolfiera. Non era una medusa normale; era antica, atavica, e mi parlava e mi leccava il cervelletto e io soffrivo ma allo stesso tempo godevo, e lei sussurrava che non tutte le isole sono isole e non tutte le meduse sono meduse, e non tutto ciò che vediamo è ciò che è realmente. Era una medusa che mi succhiava il cervello da un buco nel cranio."
"Sì, perché in quel breve intervallo che segna il passaggio dall'infanzia all'adolescenza ci si sente come sovrani: del proprio territorio e del proprio tempo, del futuro e dell'amicizia, di sensazioni che una volta raggiunta l'età adulta scompaiono o tendono a perdere la loro magia."
"Le labbra di lei si tirarono in un enorme sorriso lasciando vedere gli incisivi troppo grandi , i canini sporchi di giallo in prossimità delle gengive. Non era il suo sorriso. Somigliava a un rictus, una smorfia come se le avessero applicato dei tiranti alle labbra, ora azionati senza alcuna logica da dita invisibili."
Acquisizione automatica del massimo punteggio per il solo fatto di avermi citato Le notti difficili di Buzzati nell'ultimo racconto. Accantonata per un attimo questa malcelata raccomandazione da parte del sottoscritto, è d'uopo sgombrare il campo da dubbi di qualsivoglia natura: Musolino sa scrivere bene. Punto e a capo. Alla ricchezza lessicale - pregio purtroppo sfoderato ben di rado da suoi colleghi - associa senso del ritmo e una capacità di ricamare i soggetti narrativi con un'essenzialità chirurgica. Un limite da segnalare? Serve uno pseudonimo straniero per titillare l'esterofilia di molti lettori.
(Di seguito sono riportati i soggetti dei racconti e riflessioni sugli stessi; si cercano di evitare sviluppi narrativi spoilerosi, finali compresi.)
L’isola e l'abisso 5 ★ Cinque ragazzi precipitano su di un'isola maldiviana, ma la sopravvivenza sarà tutt'altro che semplice. Storia di matrice lovecraftiana capace di addentrarsi in derive weird estreme, al limite del sopportabile: una visceralità così putrida e mucillaginosa da inquinare l'anima.
Acido lattico 3.5 ★ Un uomo decide di andare a correre nei dintorni del suo paese campagnolo. Tra boschi e strade sterrate, qualcosa andrà storto… Racconto ben scritto (soprattutto a livello di reazioni emotive da parte del protagonista), capace di concretizzare nell'acido lattico - stesso taglio viscerale del precedente racconto - il calvario fisico e mentale autoinflitto per non soccombere. Purtroppo Blackwood, nel racconto breve Ancient lights, lo anticipa di cento anni con il medesimo soggetto.
La notte nella notte 4★ Una delle tante notti passate al capezzale della moglie, malata terminale e costretta al ricovero ospedaliero, diventerà teatro di un incontro surreale. Il racconto si configura come breve percorso di formazione; l’atmosfera sospesa e il sovrannaturale che irrompe nel quotidiano vanno a costituire la cornice.
Njambi (Traversate) 4★ Ex militante delle frange di estrema destra, ora adattatosi giornalista con antitetiche visioni rispetto al passato, sarà invitato a esplorare gli orrori di Lampedusa che albergano negli anfratti sotterranei di un ex-albergo. Il taglio quasi da mockumentary - pur narrato in terza persona - è responsabile dei passaggi più ambigui e sfuggenti, mentre a poco poco le leggende di un’altra cultura iniziano a ritagliarsi la loro nicchia nel contesto reale e, infine, sublimare l’orrore folcloristico nei drammi di cronaca a cui siamo (purtroppo) abituati.
Nere colline del supplizio 4.5★ Una misteriosa cerchia di colline attornia il paesino di Orlasco, isolandolo da centri abitati limitrofi. Da un sunto piuttosto lovecraftiano (qualche punto di contatto con Il colore venuto dallo spazio, ove l'invasione del corpo alieno mette in ginocchio la cittadina), la rielaborazione del soggetto imbocca i binari carpenteriani de Il seme della follia: laddove ci sono scrittori che vivono l'orrore della realtà per mutuare su carta i propri incubi, fino a riversarli di nuovo nel tessuto reale, qui l'araldo della follia viene impersonato da un ragazzino con spiccate doti artistiche. Racconto all'apparenza derivativo, ma molto più personale e vivace di quanto ci si potesse aspettare dalle premesse.
Uironda 5★ Camionista funestato da problemi personali e di salute, approdato oramai al culmine della sua alienazione lavorativa, scoprirà la verità dietro Uironda - leggenda metropolitana dei camionisti e di chi spende anni della propria vita sulla strada. Atmosfera cupa e irredimibile al servizio di una storia capace di dosare grottesco e dramma, sino a un finale che chiude coerentemente il cerchio. Racconto che, con merito, si guadagna il privilegio del titolo attribuito alla raccolta.
Formiche 4★ Quali crepe si insinuano nelle mente di un normalissimo individuo che, durante una notte, si cimenta nell’uccisione di una semplice formica? Lo spunto iniziale, seppur in un contesto più domestico e ridimensionato, richiama l’eco-vengeance senza la denuncia ecologista. Eppure la parabola discendente - ricca di dettagli fuori posto; elementi estranei al quieto vivere; discese nel surreale - tradisce un taglio quasi polanskiano: chirurgico nel cesellare il turbamento psicologico e capace, al contempo, di suggerire una vera e propria violazione dell’ambiente privato.
In bilico 3★ Un uomo in azienda, dopo il suicidio del suo superiore, entra nella lista dei papabili per ricoprire il ruolo. Ma ogni giorno, al termine dell’orario lavorativo, sul bus aziendale per tornare a casa, uno strano avvistamento incomincia a perseguitare il protagonista. Racconto che trova il proprio senso nell’orrore del mondo lavorativo e l’angoscia di rimanerne all’interno senza cedere a compromessi; peccato che l’intera vicenda sia molto più esplicita e didascalica dei precedenti racconti, con la controindicazione di inficiare la carica di mistero.
Il terzo piano e mezzo della scala D 5★ Il complesso condominiale Aurora è un vero e proprio formicaio di esistenze: coppie annoiate; ragazzi eroinomani il cui destino sembra ineluttabile; vicini fascistoidi che non fanno certo mistero delle proprie onorevoli origini; pettegole che scornacchiano vita morte e miracoli degli altri; e poi ci sono loro: i ragazzini che osservano tutto questo con sguardo spaventato e divertito al contempo, intenti a riconoscere l'ambivalenza del mondo adulto mentre vivono ancora nel proprio microcosmo cameratesco di giochi, schermaglie, primi amori e altri affanni. Storia di bambini alle prese con un mondo "altro", mentre degli adulti resta la trasfigurazione d'incubo. Era dai tempi di King e Lansdale che non leggevo uno spaccato preadolescenziale così vivido e ricco di sfumature.
Nelle crepe 4.5★ Un anziano protagonista, un giorno, si accorge di una crepa che dalla camera da letto si dirama fuori dalla casa, all'esterno. Qua siamo più dalle parti della cara Derry (nell'impostazione narrativa), nonostante qualche reminiscenza pre-celtica a disegnare l'orrido background cittadino. La paura della vecchiaia, con tutte le vessazioni che il tempo arreca al corpo, detta legge; il carosello di orrori a seguire. Ottimo racconto di chiusura.
Personalmente ritengo Musolino uno dei più talentuosi scrittori horror italiani (e non solo!), incredibilmente a suo agio in particolare con il racconto breve. Questo libro è quello in cui, a mio parere, riesce a raggiungere un perfetto bilanciamento tra il suo "istintivo" talento orrorifico e una maturità stilistica che rende ognuno di questi racconti una profonda, piccola gemma. Una spiccata capacità di analisi e di caratterizzazione dei personaggi si sposa con una prosa ricca, ma perfettamente in grado di calarsi in contesti quotidiani per sviscerarne storture e aberrazioni. Il tutto con una potenza narrativa di non comune efficacia. Un autore nostrano così è merce rarissima, lo raccomando caldamente a tutti i lettori che vogliono scoprire horror di qualità. L'orrore deve scioccare, destabilizzare e, cosa non trascurabile, saper fare riflettere. Musolino fa tutto questo alla grande.
Voti ai singoli racconti:
L'isola e l'abisso ★★★★ Acido lattico ★★★★★ La notte nella notte ★★★★★ Njambi ★★★1/2 Nere colline del supplizio ★★★★★ Uironda ★★★★★ Formiche ★★★★ In bilico ★★★1/2 Il terzo piano e mezzo della scala D ★★★★★+! Nelle crepe ★★★★★
Luigi Musolino è una delle penne del terrore più interessanti nell'intero panorama horror italiano. La sua scrittura è vivida, capace di sollecitare tutti i sensi, in grado di spingere in lettore verso zone che di rado, coscientemente, si ha il coraggio di frequentare. Questa raccolta, Uironda, riassume molte delle qualità di Musolino. Storie di formazione all'interno di uno spaventoso condominio di periferia, avventure marinare, invertebrati inquietanti e altro ancora. Musolino scrive senza filtro, aprendo la sua immaginazione al lettore e offrendo un biglietto per un viaggio dal quale si torna, per forza, cambiati.
L'isola e l'abisso 2,5 Acido lattico 4,5 La notte nella notte 3 Njambi 3 Nere colline del supplizio 4,5 Uironda 4 Formiche 3,5 In bilico 3,5 Il terzo piano e mezzo della scala D 5 Nelle crepe 4,5
Già il solo "nelle crepe" vale l' acquisto e le 5 stelle. Racconti inquietanti, nel vero senso di frantumare la quiete e la facciata di normalità e presunta felicità. Antologia di racconti tutti di ottimo livello, e in cui i "mostri" e gli orrori reali sono quelli che ci circondano veramente, l' indifferenza, la deuamanizzazione, la solitudine... Consigliato.
Mi ritrovo di nuovo ad affrontare i demoni interiori che Luigi è in grado di mettere nero su bianco davanti ai nostri occhi. Com'è possibile rimanere indifferenti quando un tarlo ci rode da dentro, quando la nostra mente viene scavata da una mano invisibile?! Semplice, non è possibile! Possiamo solo leggere, accusare il colpo e andare avanti.
E allora siamo tutto come Sergio in Acido Lattico: podisti amatoriali che, pervasi dalla strana curiosità verso un sentiero solo intravisto più e più volte durante gli allenamenti, decidiamo di imboccarlo per poi ritrovarci a fare i conti con noi stessi. Con i luoghi che dovremmo conoscere come le nostre tasche che remano contro di noi, che modificano le proprie coordinate per lasciarci smarriti con le nostre più grandi paure.
Oppure siamo tutti come i bambini del condominio Aurora, in Il 3° piano e mezzo della scala D. Può la paura trattenerci dall'esplorare un nuovo mondo che a quanto pare è stato svelato solo a noi? Che il destino ha voluto regalare a noi e soltanto noi, seppur racchiuda all'interno le nostre paure più profonde? Ed è lì allora che l'egoismo, la gelosia e l'invidia, ci rodono e ci portano alla perdizione.
E perché non siamo tutti come Glauco Orioli, in In Bilico, oppressi dal peso della crisi e delle responsabilità. Il peso del passato, l'incertezza del futuroc e un presente che fa paura. Non sempre è possibile superare tutte le difficoltà, sta a noi tenere botta oppure soccombere amaramente.
Questi sono solo tre brevi commenti di tre dei dieci magnifici racconti custoditi all'interno di questa raccolta. Solo tre dei tanti orrOri che potrete scovare. Luigi come sempre mette tutte le carte in tavola, ma io ho paura che ci sia sotto un trucco e di essermi fatto fregare di brutto.
Ho uno strano rapporto con Luigi Musolino: continuo a comprare i suoi libri e non li leggo. A "Libri da Yuggoth" l'ho incrociato e un amico mi ha detto: "Vieni con me, che ti presento Musolino". Ho declinato perché sapevo che appena posato lo sguardo su di me, mi avrebbe detto: "Perché non leggi i miei libri?". Perché Musolino SA quali paure oscure premono per uscire dalle persone per andare a infettare la realtà. Se non "sapesse", come potrebbe scrivere storie tanto potenti?
Sì, ora ne parlo perché qualche giorno fa sono incappato in "Uironda", un'antologia di Musolino edita da Kipple Officina Libraria. Mi mancava e l'ho comprata, naturalmente. Ma poi, stavolta, ho pure cominciato a leggerla e Musolino mi ha scaraventato nel buio, il suo buio, il nostro buio, ai confini tra il realismo magico e la paura che ti cresce dentro e ti annega. Più paura che realismo magico, più vuoto cosmico che buio e Musolino intanto mi sussurra "Ognuno colma il vuoto a modo proprio" mentre il mondo reale sfuma nell'incubo personale da cui non c'è via di fuga. Insomma, ora mi toccherà leggere anche tutto il resto e magari, alla prossima occasione (a "Libri da Uironda"?), potrò anche fare la sua conoscenza, forse, senza timore.
Non mi sono sorpreso di trovare una citazione di Chuck Schuldiner, lo scomparso leader dei Death, in epigrafe al racconto di questa antologia che da solo ne giustificherebbe la lettura. Come per il metal estremo, Luigi Musolino usa simboli grafici e viscerali per parlare dei temi che stanno alle radici del nostro quotidiano, il genere di domande che ci tengono svegli la notte. Come per il metal estremo, usa la mostruosità, la dissonanza e la repellenza per raccontare la difficoltà (o l’impossibilità) di restare umani in un mondo che umano lo è sempre di meno. La differenza è che se il metal estremo può risultare impenetrabile a un primo ascolto, in "Uironda" lo stile di scrittura è immediato e trasparente, assorbe dalle prime righe e non lascia più la presa.
Un'ottima raccolta di racconti horror di vario genere, da quello lovecraftiano, a quello simil film horror anni '90, a quello kinghiano, includendo anche alcuni racconti del tutto "musoliniani".
Lista racconti: - L'isola e l'abisso - 4/5 - Un incidente aereo e alcune persone sono disperse in mare, finché arrivano su una strana e "gommosa" isola.
- Acido Lattico - 5/5 - Bellissimo racconto dove si sente appieno il senso del weird/horror. Un ragazzo esce per fare jogging, ma decide di deviare dal suo solito giro, con risultati imprevedibili.
- Njambi - 4/5 - Un racconto sull'immigrazione clandestina a Lampedusa, dove i morti in mare hanno ancora qualcosa da dire.
- Nere colline del supplizio - 5/5 - Per me il miglior racconto mai scritto da Musolino.
- Uironda - 2/5 - Una leggenda metropolitana tra camionisti, di questa uscita autostradale quasi impossibile da trovare.
- Formiche - 3/5 - Uccidere una formica barbaramente e poi pentirsene. Mi prudeva ovunque mentre lo leggevo...
- In bilico - 2/5 - Un racconto sulla crisi economica, la cassa integrazione e il cercare di stare a galla mentre tutto affonda.
- Il terzo piano e mezzo della scala D - 4/5 - Mi ha ricordato vagamente IT. Dei ragazzi trovano, nel loro condominio, l'accesso ad una realtà parallela piena di orrori.
- Nelle crepe - 4/5 - Antiche divinità sotto la chiesa di quartiere. Molto lovecraftiano.
Some of the later stories are better (much better) than the earlier ones, especially those that deal with liminal spaces and surreal imagery. Earlier ones, though, suffer from stilted dialogue (or page-long monologue), weird pacing and lame character introductions, as if the author had strong ideas but lacked the skills to frame them into a proper story. It got better later into the collection, but some traces of that crudeness remain even in the best gems. It might've got butchered by the translator, but some global flaws aren't translator-dependent. The imagery, though, is pure nightmare. 4.5/5
Antologia molto ricca di quello che - a detta di molti - è il migliore scrittore horror italiano. Io non posso dirlo, perchè non conosco bene la scena horror italiana, però Musolino di sicuro ha talento da vendere, una voce propriamente sua e le idee molto chiare sulle proprie possibilità. Il libro in questione è un po' troppo disomogeneo e prolisso - alcuni racconti non sono il massimo - ma il solo "Le colline nere del supplizio", una bomba, per me uno dei testi più potenti di Musolino, vale il prezzo del biglietto.