Da molto tempo ho fatto della responsabilità verso le generazioni future il mio ubi consistam: da cui guardare anche alle generazioni schiacciate di oggi. Non abbiamo scelto, né voi né io, i nostri compagni di viaggio e di naufragio. Allora: chi è il mio prossimo? A.S.
Chi è il mio prossimo? Non è di me che parla questo libro, ma di tutti noi, e della terra che, più o meno vicini, più o meno lontani, abitiamo insieme. E delle domande più grandi: perché va tutto storto (e specialmente le buone intenzioni); che cos'è l'ottimismo, cioè il pessimismo; che fare con le generazioni future; e del figlio prodigo, quello che se ne andò da casa, e chissà se al ritorno la troverà ancora, la casa. Domande così grandi vanno ben oltre le mie conoscenze. In cambio le lego alla mia biografia. Me le lego al dito, per così dire. L'eterogenesi dei fini vale così per la guerra in Iraq come per le vite personali. La mia uscì dall'eredità dell'antifascismo e del ripudio di Auschwitz: e trovo il mio nome affiancato a quello di un vecchio nazista, che vive tanto a lungo da ghermire - ed esserne ghermito - generazioni di risentimenti. Sono stato dall'inizio dalla parte delle vittime, e mi sento accusare o insultare da vere vittime. Sono finito in galera, e mi sento rinfacciare il mio privilegio. Dell'ottimismo, cioè del pessimismo, ho una buona esperienza. Infine, da molto tempo ho fatto della responsabilità verso le generazioni future il mio ubi consistam: da cui guardare anche alle generazioni schiacciate di oggi. Non abbiamo scelto, né voi né io, i nostri compagni di viaggio e di naufragio. Allora: chi è il mio prossimo? A.S.
Adriano Sofri (Trieste, 1º agosto 1942) è un saggista, giornalista e scrittore italiano ex leader di Lotta Continua, condannato a ventidue anni di carcere – dopo un lungo iter giudiziario – quale mandante, assieme a Giorgio Pietrostefani, dell'omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi, avvenuto nel 1972. Sofri è stato scarcerato (dal 2005 scontava la pena in regime di detenzione domiciliare a causa di problemi di salute) nel gennaio 2012 per decorrenza della pena, ridotta a 15 anni per effetto dei benefici di legge. Pur assumendosi la corresponsabilità morale dell'omicidio, a causa della campagna di stampa diretta contro il commissario portata avanti assieme agli altri membri di Lotta Continua, Sofri si è sempre proclamato innocente per quanto riguarda l'accusa penale, così come affermato anche dai coimputati, a eccezione del reo confesso Marino. Scrive su Il Foglio e i suoi interventi sono ripresi anche da una pagina Facebook intitolata Conversazione con Adriano Sofri.