Cesare Garboli era un critico folgorante, che scriveva per capire. Rosetta Loy è una grande scrittrice che ci racconta il loro incontro; e l'affinità assoluta, più lunga di una vita. I silenzi nella casa dell'entroterra toscano e le serate con la pioggia che riga i vetri, i gatti ad accompagnarli ovunque, a eccezione di quelli neri, presaghi di nefaste profezie. In questa memoria sentimentale Cesare appare sia tra le pagine dei suoi libri che nelle sue furie imprevedibili. Da adolescente con il ciuffo davanti agli «occhi stupefatti e sbarrati che fissano incantati il futuro che li aspetta», al trentenne inviato in Vietnam, che non riesce a scrivere nemmeno una riga, stravolto dall'orrore che gli si presenta davanti. O mentre dà battaglia sulla scacchiera a Carlo Caracciolo in interminabili partite che lo vedono impegnato con regine, re, alfieri e pedoni. Grande amico di Natalia Ginzburg, Elsa Morante e Fellini. Lettore dall'intelligenza inarrivabile e uomo di infuocate passioni. Questo libro non è una resa docile al ricordo, ma il suo contrario. Perché, come scrive Metastasio nel celebre sonetto molto amato da Cesare, «Siam navi all'onde algenti, | lasciate in abbandono. | Impetuosi venti | i nostri affetti sono, | ogni diletto è scoglio. | Tutta la vita è mar».
Rosetta Loy was an Italian writer. Born in Rome as Rosetta Provera, she was the youngest of four children of a Piedmontese father and a mother from Rome. She wrote her first story at the age of nine, but her real literary vocation manifested itself towards the age of twenty-five. However, she had to wait until 1974 for her first publication, La Bicicletta. She was married for thirty years to Beppe Loy, with whom she had four children.[
Ritratto intellettuale di uno scrittore/critico (lui rifiutava entrambe le definizioni) quale fu Cesare Garboli, attraverso una selezione accurata dei suoi scritti e di alcune cruciali scelte esistenziali. A cornice e sfondo, ma non per questo meno in primo piano, la presenza di un amore, quello tra Cesare e Rosetta Loy, che, iniziato nella maturità di entrambi, fu duraturo e tenace fino alla morte (quella di Cesare, purtroppo prematura). Il risultato è il desiderio di leggere o rileggere gli scritti di Garboli, fra i più originali del panorama critico italiano.
Ci almeno due aspetti che vanno distinti in questa pubblicazione: l'operazione editoriale e l'aspetto creativo. La prima è disonesta, perfino indecente. Un libro di circa 130 pagine composto per molto più della metà (direi un'ottantina di pagine) da scritti di Garboli, inevitabilmente frammentari per ovvi motivi di diritti d'autore. Basterebbe questo a far scagliare questo libretto fra le fiamme. In tanti anni da lettore non mi era mai capitato un volume in cui le citazioni superassero di gran lunga la scrittura dell'Autrice. A me, poi, che ho tutti i libri di Garboli o quasi, mi è sembrata veramente una fregatura.
Quanto all'aspetto "creativo", c'è proprio da mettersi le mani nei capelli. Rosetta Loy è stata la donna di Garboli per alcuni anni. Leggendo questo volumetto sembra quasi un'estranea (se si eccettuano 3-4 paginette ial capezzale dell'amato terminale: e ci mancherebbe!). Nessuno legittimamente doveva aspettarsi il pettegolezzo, ma almeno la ricostruzione d'ambiente, o squarci intimi sulla biografia intellettuale, o sul modo di lavorare di un grande uomo di lettere. Nulla, nulla di nulla. Descrizioni esangui, ripetizioni insopportabili certamente dovute a sviste, refusi banali (l'università americana di "Harward" [p.62]), e frasi sconnesse come questa: "la rilucente distesa del lago con la sua isola appena lambita dall'incresparsi delle onde, ha perso adesso per Cesare ogni esaltante bellezza e passa la maggior parte del tempo a letto" --> ah sì? la distesa del lago passa la maggior parte del tempo a letto? e la virgola prima di "ha"? ma davvero non è stata fatta una revisione del testo?
Questo libro segna la mia rottura definitiva con la critica ufficiale: critici severissimi come Goffredo Fofi hanno lodato quest'operetta, abdicando ancora una volta alla loro missione di critico e alla resposabilità che ne consegue. Spero solo che questa stroncatura non aumenti la curiosità del lettore facendo vendere più copie di questo libraccio.
Una biografia con riflessi anche di tipo autobiografico, perché Rosetta Loy risulta essere stata l'ultima compagna di vita dello scrittore e critico Cesare Garboli, di cui questo libro racconta vita e opere. Un sodalizio durato parecchi anni, che vede l'autrice essere co-protagonista di varie vicende.
Uno spazio rilevante è dato agli scritti del noto critico letterario, considerato fra i migliori e più originali del settore. Garboli si occupava soprattutto di autori per i quali provava un forte interesse, di cui curava le pubblicazioni o ripubblicazioni di opere accompagnandole con lunghe prefazioni. Organizzava talvolta spostamenti o veri e propri viaggi sulle orme dei suoi amati scrittori : i numerosi sopralluoghi a casa Pascoli presso Castelvecchio o le tappe in giro per la Francia legate in qualche modo a Chateaubriand. Poi l'ossessione per "Tartufo" di Moliere. Tra i contemporanei, spesso conosciuti e frequentati, troviamo Elsa Morante, Natalia Ginzburg, Montale, Penna, Delfini.
Si tratta quindi di un testo abbastanza interessante con tanti brani del critico riportati. Per me, è stata l'opportunità per alimentare l'interesse verso la lettura diretta di di qualche libro dello stesso Garboli.