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Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani

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Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'italiani � un'opera di Giacomo Leopardi.

97 pages, Paperback

First published January 1, 1824

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About the author

Giacomo Leopardi

651 books526 followers
Italian scholar, poet, essayist and philosopher, one of the great writers of the 19th century.
Leopardi's love problems inspired some of his saddest lyrics. Despite having lived in a small town, Leopardi was in touch with the main ideas of the Enlightenment movement. His literary evolution turned him into one of the well known Romantic poets.
In his late years, when he lived in an ambiguous relationship with his friend Antonio Ranieri on the slopes of Vesuvius, Leopardi meditated upon the possibility of the total destruction of humankind.
Leopardi was a contemporary of the German philosopher Arthur Schopenhauer, with whom he shared a similarly pessimistic view of life. The latter praised Leopardi's philosophical thoughts on The World as Will and Representation.

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5 (4%)
1 star
2 (1%)
Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for Francesca.
49 reviews5 followers
May 6, 2025
In queste pagine, con uno sguardo tagliente e impietoso, Leopardi analizza i difetti, le contraddizioni e le virtù mancanti di una società che — a distanza di due secoli — ci somiglia ancora fin troppo.

L'unico vero limite del testo — se così si può chiamare — è la difficoltà della lettura: lo stile è denso, sofisticato, a tratti ostico per un lettore moderno.
June 6, 2019

...m'è dolce non capirne il senso

Dire che ho capito questo "Discorso sopra lo stato presente dei costumi degli italiani" sarebbe mentire spudoratamente. A che pro vantarmi alla mia età di essere capace di “tradurre” una lingua, nel senso grammaticale del termine, ormai a me sconosciuta?
Ho dimenticato irrimediabilmente quella che per me fu, sessant’anni fa, la lingua madre. Ci allevavano a Dante, Petrarca e Boccaccio; per quello scapestrato di Cecco Angiolieri andavamo in estasi; per Ariosto ci piegavamo in due dalle risate; l’Omero di Monti e Pindemonte poi…; Parini, Foscolo e Leopardi erano facili facili come Mogol. E Manzoni si leggeva come Cappuccetto Rosso travestito da Lucia.
Mi chiedo, piuttosto, come facessimo poi nel mondo vero a parlare come dio comanda, con i dialettismi e le sgrammaticature del quotidiano.

Vabbè, comunque, del mio amato Leopardi politico non ci ho capito una beata mazza se non l’annusare una certa nuance platonica, nel senso della filosofia della Repubblica di Platone, con due classi anziché tre ( di una classe militare italiana, per Giacomo, manco se ne parla e non per antimilitarismo, ma per la straccioneria propria del popolo italiota): chi dovrebbe avere il timone della cosa pubblica è la classe colta,” stretta” la chiama:

Le dette nazioni [ Francia, Inghilterra e Germania] hanno un principio conservatore della morale e quindi della società…questo principio è la società stessa [ prima, prendendo a esempio Orazio, aveva scritto che le leggi senza i costumi non bastano, intendendo per costumi la morale condivisa garantita dalle opinioni] quel genere più particolare di società che suole essere chiamato con questo medesimo nome ridotto a significazione più stretta, e consiste in un commercio più intimo degli individui tra loro e massime di quelli che dispensati dalla loro condizione dal provvedere coll'opera meccanica delle proprie mani alla loro e all'altrui sussistenza e forniti del necessario alla vita col mezzo delle fatiche altrui, mancando dei bisogni primi, vengono naturalmente nel secondo bisogno, cioè di trovare qualche altra occupazione che riempia la loro vita, e alleggerisca loro il peso dell’esistenza, sempre grave e intollerabile quando è disoccupata.

Se dovessi proiettare queste, che suonano come aristocratiche parole, nell'epoca presente, direi si riferisca a una classe politica onorata (per l’onore L. ha una particolare attrazione), libera dal dover procacciarsi pane e companatico in proprio, di cui l’Italia era è priva. I costituenti avevano previsto questa eventualità con una lauta prebenda per il parlamentare (cosa di cui sono accanita sostenitrice nell'eventualità, una illusione, che qualcosa gambi).

… a differenza di tali nazioni ella è priva ancora di quel genere di stretta società definito di sopra.
Le cause? In primis il clima!
Il clima che gl’inclina naturalmente a vivere gran parte del dì allo scoperto, e quindi ai passeggi e cose tali, la vivacità del carattere italiano che fa loro preferire i piaceri degli spettacoli e gli altri diletti de’ sensi a quelli più particolarmente propri dello spirito, e che gli spinge all'assoluto divertimento scompagnato da ogni fatica dell’animo e alla negligenza e pigrizia…perché gli italiani non gustano la conversazione o certo non l’hanno…[di conseguenza] in Italia non havvi assolutamente una maniera, un buon tuono italiano determinato…che lascia in arbitrio di ciascuno il suo modo di procedere… Ciascuna città italiana non solo, ma ciascun italiano fa tuono e maniera di sé” e tutto ciò peggio nelle provincia che nelle grandi città.

Dico: non vi pare che questa “società ristretta” italiana dell’ottocento, somigli in modo impressionante a quella frequentatrice dei salotti, dei talk show e ora dei social? Che farebbe ora Giacomo, indignatissimo già duecento anni fa?

Dico: la morale della favola non è però, credo, nel suo gran rifiuto dei proclami della rivoluzione francese e il volgere gli occhi agli eroi dell’amato passato.
Piuttosto, la caduta degli ideali e "delle magnifiche sorti e progressive" e la sua personale delusione, lo porta a riflettere sul destino degli italiani, dopo lo spegnersi della fiammata napoleonica.
E non mi sembra tutto ciò in contrasto con “La ginestra”, sua poesia filosofica politico-sociale. Piuttosto è il sogno anzi l’illusione che lui invita a coltivare, anziché l’utopia: che una élite illuminata possa trasmettere “valori non utilitaristici” al popolo oberato dai bisogni e non mutuare dal popolino, a mo’ di blandizie, modi e toni “non colti” con una paurosa compattazione in basso. E a trarre dalla social catena forza per alleviare l’esistenza che si snoda tra i due estremi della vita: nascita e morte.
Logicamente questa mia interpretazione non ha niente a che vedere con quella dei numerosi studiosi leopardiani che occupa le prime 36 pagine del librino. Scrittura, in prima battuta, non so se più ostica di quella del poeta. Ma volendo spremerne i concetti qualcosa forse…

Cinque stelle perché è bello non capirne completamente il senso
Profile Image for Roberta.
2,011 reviews336 followers
November 19, 2016
Leopardi esordisce criticando la moda dei resoconti di viaggio e chiedendosi come possa, uno straniero che viene in Italia per una vacanza più o meno lunga, poter davvero capire e parlare degli italiani. Decide quindi di pensarci lui, e non ha una parola buona per nessuno. Principalmente ho percepito una critica per il provincialismo del nostro paese, che secondo l'autore non ha la raffinatezza di una Francia. Insomma, la critica c'è ed è pesantuccia, ma la lettura è piacevole e spesso ironica.
Profile Image for Marco Argentiero.
35 reviews3 followers
March 31, 2020
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<Una volta ella era desiderio di gloria, passione che fu comunissima. Ma ora questa è cosa troppo grande, troppo nobile, troppo forte e viva perch’ella possa aver luogo nella piccolezza delle idee e delle passioni moderne, ristrette e ridotte in angustissimi termini e in bassissimo grado dalla ragione geometrica e dallo stato politico della società; perch’ella possa compatire collo stato di freddezza e mortificazione che risulta universalmente nella vita civile dalle dette cause; e la gloria è un’illusione troppo splendida e un nome troppo alto perché possa durare dopo la strage delle illusioni, e la conoscenza della verità e realtà delle cose, e del loro peso e valore.>>

Giacomo Leopardi
Discorso Sopra lo Stato Presente dei Costumi degl'Italiani, 1824
38 reviews
October 6, 2024
"così in Italia la principale e la più necessaria dote di chi vuol conservare, è il mostrar colle parole e coi modi ogni sorta di disprezzo verso altrui, l'offendere quanto più si possa il loro amor proprio, il lasciarli più che sia possibile mal soddisfatti di se stessi e per conseguenza di voi."
Il pensiero di Leopardi sugli italiani si riassume tutto in questa frase.
Pensiero straordinariamente attuale, che fa riflettere su come in 200 anni la società italiana e, più in generale, l'essere umano non abbia fatto nessun passo avanti verso una più pacifica convivenza.
Libro straordinariamente attuale, solo questa è la recensione che un lettore può fare davanti a questo libro di Giacomo Leopardi. Tutto il resto, prefazione e spiegazioni del pensiero, sono tutte cose di cui avrei fatto volentieri a meno. 4 stelle e non 5 solo per "colpa" dell'autore della prelazione ecc.
Profile Image for Ornella.
188 reviews25 followers
October 8, 2023
3,5. Disamina dei comportamenti degli italiani ai tempi di Leopardi, molti dei quali ci accompagnano tutt'ora dopo due secoli.
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