... Monsieur Florian avait dit que Paris était trop grand et qu'on était dimanche. Mais puisque, parmi ces milliers de rues, dans ces millions de maisons, derrière ces milliards de portes, il y en avait une où un homme qu'on croyait mort dans une autre ville était vivant en plein Paris, c'était bien la preuve que tout peut arriver dans la vie. Même un dimanche.
Et, rue de la Mare, on commença d'attendre Volodia.
Conoscevo Simone Signoret solo come attrice, protagonista di vecchi film francesi, traspsmessi dalla TV in bianco e nero, quando c’era solo la RAI con due canali… e invece è stata anche autrice anche di un paio di romanzi, ultimo questo Addio Volodia dove non si è certo risparmiata. Una saga familiare / affresco di vita parigina dagli anni 20 alla fine della seconda guerra mondiale con le storie di una trentina di personaggi in quasi cinquecento pagine: un romanzone nel senso buono del termine. Al centro i Rozinski e i Guttman, due giovani coppie di ebrei, che a Parigi si stabiliscono in una palazzina In rue de la Mare, zona dignitosa e popolare: i mariti sono molto amici e lavorano nelle fabbriche di pelletterie della zona, le due mogli, come sorelle, cominciano come rifinitrici a cottimo, i due bambini, Maurice e Zazà crescono praticamente insieme… lo stabile con suoi abitanti è il primo microcosmo con cui confrontarsi, poi la narrazione si allarga al mondo del teatro e del cinema a cui partecipano lavorando come creatori di costumi fino a costituire una sorta di cooperativa. La vita sorride in un crescendo di iniziative, felici di essere stati naturalizzati francesi e di aver lasciato alle spalle la paura delle persecuzioni, ridotte a vecchie storie da non nominare mai, in particolare ai bambini. Volodia simboleggia una di queste, è il parente misterioso che arriva a Parigi per testimoniare al processo per l’omicidio di Petlura, ex capo di milizie responsabili di feroci pogrom proprio nelle terre d’origine, l'Ucraina e la Polonia, delle due coppie. Purtroppo con l'avvento del nazismo prima e della seconda guerra poi, i vecchi incubi ritornano, l'antisemitismo strisciante che non si era mai spento si riaccende violento e le persecuzioni ricominciano e così la fuga, in particolare dei giovani, in un ultima parte abbastanza concitata. Un romanzo molto denso, di storie e personaggi, a tratti naif ma da cui scaturisce una grande gioia e volontà di vivere; anche nei momenti più bui nessuno o quasi si perde d'animo. La vitalità di Rue de la Mare ricorda quelle dei quartieri fiorentini dei romanzi di Pratolini. Forse qualche parte poteva essere sfrondata e confesso che all'inizio ero rimasto disorientato, poi come per molti libri basta affrontarli con il giusto spirito. Tanto di cappello a una grande attrice che si è rivelata anche una valida scrittrice. Quattro personalissime stelle
Tombant chez un bouquiniste sur un roman signé Simone Signoret j’ai été curieux et bien m’en a pris.
Bien sûr je me suis dis, encore un roman d’acteur publié par complaisance mais non c’est véritablement un beau roman que le malheureusement unique roman de Simone Signoret.
Il y a du Romain Gary dedans, d’abord pour l’atmosphère et le sujet d’un récit très familial au cœur des familles juives ouvrières immigrées de Pologne et d’Ukraine mais aussi dans ce regard enfantin et moqueur que l’on retrouve tout au long meme dans les moments les plus tragiques. Mais contrairement à Romain Gary pas de prétention à l’auto fiction c’est un bien un roman !
Mais cela a beau être un roman, Adieu Volodia, est certainement aussi à même de faire partager et comprendre la vision de l’histoire de ces années 20 à 40 quand on avait le malheur d’avoir fui les pogroms ou d’être enfants de ceux qui ont fui. Le rapport aux origines et à la famille restée à l’est, le rapport à la religion et à l’identité aussi. Et ce sans alourdir le roman, juste une atmosphère qui fait comprendre les choses sans avoir besoin de les expliciter.
Simone Signoret n’était donc pas qu’une immense actrice mais aussi une autrice de très grand talent !
An astonishingly good book. Set in the interwar France, it tells a story of two Jewish families trying to assimilate into French society as the tide of history turns against them. It's bookended by the 1926 murder of Petliura in Paris and the trial of the Jewish assassin, Sholem Schwarzbard, and the murder of the German ambassador to France in 1938 by a Jewish teenager Herschel Grynszpan that led to Kristallnacht. The book is epic, multivoiced, deeply feminist, deeply attentive to representing children's points of view on an equal footing with that of adults, deeply knowledgeable about labor history of France and the split between pro-Soviet and anti-Soviet labor movement. It's funny, inventive, full of fascinating details and observations, insightful about the movie industry, frank about sexuality, and so much more.
Actrice oscarisée, césarisée, prix d interprétation féminine à Cannes et j'en passe, il est dommage qu'elle nous ait quittés un an après l'écriture de ce premier roman, tellement prometteur pour la suite de sa carrière d'écrivain. I