“Disperata e felice” di Jiulia Elle pag. 208
Questo libro dovrebbe essere un diario autobiografico, dico dovrebbe per un motivo ben preciso che spiegherò alla fine.
Julia Elle, a 24 anni, si gode la vita, piena di sogni e obiettivi, pensando alla sua musica, fa la cantante, e di certo senza pensare a metter su famiglia. Un po’ refrattaria all’amore, ha fatto della sua indipendenza un vanto, finché un amico testardo riesce a presentarle Paolo, un produttore di cui le ha parlato un sacco di volte. Una sera, al rientro a Milano dopo alcuni giorni fuori per lavoro, complice una mancanza di corrente l’amico la porta a casa di Paolo e anche se inizialmente non le piace proprio, quando lo sente suonare il pianoforte se ne innamora perdutamente.
Lui sembra invece indifferente e sparisce per diverso tempo, salvo poi contattarla e non lasciarla più per diverso tempo. La famiglia di Julia non capisce questo amore e tanto meno gioisce alla prima gravidanza e a tutto quello che succede da lì in poi.
In questo libro non ci sono consigli su come far addormentare i bambini, niente predicozzi su come sia meglio svezzarli piuttosto che educarli, niente dritte sul come evitare crisi isteriche e capricci, è semplicemente una finestra aperta sulla vita di una mamma imperfetta.
Julia racconta, con l’ironia che la caratterizza anche sui social, i sogni infranti, l’amore imperfetto, le scelte sbagliate e le cadute inevitabili che spesso accadono.
Devo ammettere che la lettura di per sé è carina, divertente, ho intravisto qualche post sui vari social e lei non mi dispiaceva come personaggio, salvo poi scoprire che questo diario autobiografico non è molto veritiero, anzi…
Nelle prime pagine del libro Julia scrive “Avere tra le mani pagine bianche da riempire mi dà la possibilità di essere me stessa, di raccontare davvero chi sono, chi ero. Qui posso parlarvi senza filtri “, peccato che di filtri invece ne abbia messi parecchi, raccontando una versione edulcorata e gradita ai suoi followers ma non di certo vera e questo ha fatto crollare il mio giudizio.